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Motociclismo al femminile: consigli e suggerimenti per donne in sella

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Chi l’ha detto che i motori sono una passione per soli uomini? Spazio al “motociclismo al femminile”: i nostri consigli per bikers più e meno esperte pronte a vivere nuove avventure in sella

“Donne e motori”, un binomio sì molto gettonato ma spesso con accezioni che, prestando il fianco a luoghi comuni di lunga data, vedono il gentil sesso nei panni della presenza di bell’aspetto che affianca carene e telai: la realtà però ci dice che sempre più spesso le donne salgono anche in sella, dedicandosi in prima persona a una passione a lungo vissuta come quasi esclusivamente maschile.

C’è chi si mette direttamente alla guida, anche su pista, e chi preferisce invece il forse più rassicurante ruolo di passeggero ma, in entrambi casi, è indubbio che le donne amanti delle due ruote siano in aumento. Quali i consigli per le ragazze di tutte le età che non vogliono essere da meno? Dalla scelta del mezzo a quella dell’equipaggiamento, passando per tutti i suggerimenti di viaggio utili alle cosiddette “zavorrine”, ecco la nostra guida pratica al motociclismo (e al mototurismo) al femminile.

Del resto, il fenomeno è in crescita: così, mentre pullulano anche su web e social comunità dedicate alle bikers, anche il mercato riserva un’attenzione crescente alle donne in sella, con prodotti e offerte ad hoc. Meglio allora avere a disposizione tutte le informazioni necessarie a godersi la propria moto nel migliore dei modi, senza perdere di vista sicurezza e praticità.

Donne in sella: consigli e suggerimenti utili a tutte le motocicliste

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Il motociclismo al femminile: un fenomeno in crescita, un fenomeno da scoprire

Partiamo da chi non si accontenta del ruolo di passeggero e da un interrogativo: quali sono le moto più adatte al pubblico femminile? La domanda in sé è insidiosa, anche perché, come vi abbiamo più volte raccontato, la “moto giusta” in senso assoluto non esiste: esistono semmai moto che, più di altre, assecondano gusti ed esigenze di chi le guida, e in questo senso anche il sesso del pilota non fa eccezione.

È indubbio però che nel corso degli anni alcuni modelli abbiano dimostrato di far più facilmente breccia nel cuore delle motocicliste che, con tutte le eccezioni e i distinguo del caso, sembrano spesso preferire mezzi a due ruote dalle dimensioni compatte con altezza sella e peso contenuti, soprattutto se alle loro prime esperienze. La scelta non è casuale: mentre un peso ridotto asseconda le necessità dei fisici più minuti, una sella bassa e la possibilità di toccare per terra con i piedi aiuta le neofite in termini di confidenza.

Per la stessa ragione, da privilegiare non tanto o non necessariamente le cubature ridotte quanto piuttosto motori docili e “facili” da gestire. Quando si ha a che fare con guidatrici più esperte, parlare di “moto da donna” diventa una forzatura ed ecco dunque che l’unica cosa che conta davvero nella scelta del mezzo con cui accompagnarsi è il feeling del pilota.

Scelta la moto, valgono ovviamente tutti i consigli di sicurezza normalmente raccomandati ai colleghi uomini, dai controlli indispensabili prima di macinare chilometri agli attrezzi da avere sempre con sé in caso di itinerari di lunga durata. Preferibile studiare sempre il percorso prima di mettersi in viaggio, così da evitare imprevisti e cimentarsi solo in strade dalla difficoltà nota o, ancora, quando possibile, avere a disposizione i numeri utili da contattare in caso di guai tecnici che richiedano interventi al di fuori dalle proprie capacità meccaniche.

E l’abbigliamento? Parole d’ordine sono in questo caso sicurezza e comodità, anche a costo di dover rinunciare per qualche ora al glamour, lasciando prevalere il buon senso: no dunque ai tacchi o a gonna e pantaloni corti anche in caso di breve tratte in città. Meglio ovviare semmai con delle scarpe di ricambio o, ancora, con pantaloni da moto e jeans tecnici. Va comunque precisato che il mercato è sempre più attento alle esigenze delle motocicliste e tutti i principali marchi offrono ormai soluzioni che assecondano l’attenzione confronti del look spesso richiesta dalle bikers, con risultati soddisfacenti (ma, forse, a volte con qualche tocco di rosa e fucsia di troppo).

Qualche piccolo accorgimento vi aiuterà invece con i capelli: per non rovinarli, soprattutto se lunghi, meglio raccoglierli; una treccia o una coda laterale sono ad esempio una buona soluzione per quante, oltre a voler evitare i nodi e tutti gli insidiosi effetti del vento, vogliono sfoggiare un’acconciatura gradevole anche una volta sfilato il casco. Un’ultima nota infine per il trucco, nient’affatto bandito (attenzione però a scegliere i prodotti giusti, se volete che duri!).

Mototurismo in compagnia e motociclismo al femminile: quando il passeggero è donna

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Non importa il mezzo: viaggiare insieme è sempre stupendo.

Ritagliarsi il ruolo da passeggero è forse meno impegnativo di guidare, ma anche in questo caso non mancano suggerimenti utili a vivere al meglio la propria passione per le due ruote. Con la doverosa premessa che vale anche per le donne sul sellino posteriore il richiamo a scegliere un abbigliamento sicuro e confortevole, perché non c’è nulla di più sbagliato di ritenere vulnerabile il solo conducente, cominciamo sfatando un mito, quello della “zavorrina”.

Perché nonostante il termine colloquiale, un bravo passeggero – di qualunque sesso sia – dovrebbe essere tutt’altro che una sorta di peso morto, ma è chiamato anzi a fare la sua parte, evitando da un lato movimenti improvvisi o bruschi che possono sbilanciare o sorprendere chi guida e, dall’altro, assecondando quelli del conducente senza opporre troppo resistenza.

Anche qui a far differenza, spesso, sono affinità ed esperienza: coppie di mototuristi più rodate possono infatti spesso contare su automatismi che, viceversa, le “coppie più giovani” devono ancora affinare. Per evitare incomprensioni, meglio allora concordare, ancor di più in assenza del sempre più diffuso interfono, alcuni segnali convenzionali prima di accendere i motori. È il caso di quelli per indicare la necessità di una sosta, che rappresenta, oltretutto, un momento critico spesso sottovalutato: le passeggere meno esperte (ma lo stesso vale per i “maschietti”) possono infatti gestire in maniera non ottimale le fasi in cui il veicolo è fermo, così come le eventuali salite e discese dal mezzo.

Inutile ribadire poi che la comunicazione è fondamentale anche in fase preliminare, quando si tratta di concordare l’itinerario e la meta da raggiungere, perché un passeggero scontento o in difficoltà può essere molto difficile da gestire e rovinare di riflesso anche al conducente l’intera esperienza di viaggio. Buon senso anche per il pilota: mai strafare nella guida o nella scelta del percorso nel tentativo di impressionare la mototurista al vostro fianco.

Insomma, con qualche piccola precauzione, richiesta del resto a tutti i mototuristi, il binomio “donne e motori” è pronto a farsi largo, con le bikers (finalmente) nel ruolo di protagoniste. Consigli e suggerimenti le donne in sella sono d’obbligo, in particolare all’inizio, ma spazio soprattutto al divertimento che solo il motociclismo, anche al femminile, sa regalare!