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Pedaggi autostradali, confermata la proroga dello sconto per le moto

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Con una decisione – in realtà piuttosto attesa – del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, sono stati confermati anche nel 2018 gli sconti dei pedaggi autostradali per i motociclisti.

La procedura di riduzione del pedaggio per le moto, avviata nel 2017 grazie a una campagna di comunicazione promossa da vari soggetti e accolta favorevolmente dall’allora titolare del dicastero, Graziano Delrio, è rimasta invariata rispetto all’anno precedente, e prevede il ricorso al Telepass.

Il dispositivo grazie al quale è possibile addebitare il costo del pedaggio autostradale direttamente su un conto corrente o una carta di credito/debito funge da veicolo unico per la modulazione tariffaria con riduzione di pedaggio pari al 30%.

La decisione era stata accolta con particolare favore da tutti quei centauri che, per passione o anche per lavoro, si spostano spesso su due ruote utilizzando l’autostrada.

Fino al 2017, infatti, il costo del pedaggio era rimasto immutato per veicoli a 2 e 4 ruote, con una evidente disparità tariffaria e anche di “percezione” dell’ingombro del mezzo sulle strade.

Non erano mancate lo scorso anno, e certo non mancheranno anche quest’anno, polemiche sul fatto che la riduzione viene applicata solo a chi usa Telepass.

Il sistema, infatti, prevede un costo fisso per l’utilizzatore di 1,26 euro al mese (15,12 euro l’anno), che sebbene sia minimo può comunque essere percepito come un ulteriore “balzello”, soprattutto se si viaggia in autostrada poche volte l’anno.

Telepass, in ogni caso, garantisce funzionalità gratuite – almeno per il momento – con il sistema Telepass Pay, che può essere utilizzato per pagamenti autostradali, di parcheggi, traghetti, strisce blu e ZTL (Area C a Milano).

La decisione del ministro Toninelli di concedere la proroga per gli sconti alle moto arriva negli stessi giorni nei quali è ripartito l’uso dei tutor autostradali.

Dopo la disattivazione decisa dai giudici in quanto i tutor costituivano una violazione di brevetto, infatti, sono stati introdotti nuovi modelli (i cosiddetti SICVe-PM, Sistema informativo per il Controllo della Velocità con tecnologia PlateMatching) che oltre al controllo della velocità media consentono alle forze dell’ordine anche di visualizzare dati del mezzo.

Anche i “nuovi tutor” sono già oggetto di ricorsi, che potrebbero essere accolti però dopo la pausa estiva, mentre il brevetto originale scadrà a novembre 2019, permettendone così un uso “liberalizzato”.

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