Rottamazione moto 2020: ecco gli incentivi disponibili

rottamazione moto 2020
rottamazione moto 2020: gli incentivi per cambiare il proprio modello

Il nuovo anno ha visto l’introduzione di alcuni bonus oltre a quelli già in vigore dal 2019. Grazie al decreto fiscale e al decreto clima sarà possibile ricorrere ad alcune agevolazioni pensate per alleggerire il carico economico su famiglie e individui singoli.

Le novità del 2020 comprendono fondi per il latte artificiale, un bonus mobilità e la carta giovani, per cercare di venire incontro a tutte le fasce della popolazione. In particolare, alcune misure riguardano anche la vasta platea di possessori di mezzi a due (e quattro) ruote con profili ambientali meno performanti.

Rottamazione moto 2020: il bonus mobilità

Per far fronte alle richieste di chi ha un mezzo proprio, con il decreto clima è stato istituito un bonus che agevola la rottamazione di vecchi mezzi a motore. Il tutto, con il duplice scopo di risparmiare e limitare l’inquinamento nazionale. Questo è pensato soprattutto per quei centri italiani che da alcuni anni stanno risentendo dello smog causato dal traffico.

In tutta Italia, chi deciderà di sostituire un mezzo (automobile o motociclo) di omologazione fino a Euro 3 non oltre il 31 dicembre 2021 potrà ricevere un buono da 500 a 1500 euro.

Questo è predisposto a un utilizzo che, non oltre ai tre anni successivi al ricevimento del bonus, potrà essere trasferito a conviventi oppure impiegato per acquistare un abbonamento per i trasporti pubblici. Via libera anche all’acquisto di biciclette a pedalata assistita, che si stanno cercando di agevolare nelle grandi città con il perfezionamento di piste ciclabili.

I fondi previsti dal Governo per il Bonus Mobilità arrivano a toccare i 70 milioni nel 2020 e andranno ad esaurimento. Se hai un mezzo da sostituire meglio farlo subito: i fondi stanziati caleranno nei prossimi anni fino ad arrivare a 10 milioni nel 2024.

La classificazione dei veicoli inquinanti

Lo standard europeo sulle emissioni inquinanti è entrato in vigore nel 1993, ed è stato più volte aggiornato. Quello che conosciamo come Euro + numero (da zero a sei) è un metodo di classificazione delle direttive di riferimento comunitarie.

Con il miglioramento degli standard e la lotta all’inquinamento, le varie categorie Euro sono diventate sempre più stringenti. Oggi i comuni italiani, soprattutto quelli in zone più esposte all’inquinamento (Pianura Padana, Roma, Napoli, Catania etc.), hanno regolamenti molto severi sulla circolazione.

Se dal 2024 Roma vieterà l’accesso in città di tutti i Diesel, oggi si tende a escludere dalla circolazione i mezzi da Euro 0 a Euro 3 (ovvero quelli immatricolati prima del 2006). I mezzi meno inquinanti, Euro 5 ed Euro 6, sono quelli immatricolati entro il 31 agosto 2015 (Euro 5) e dal 1 settembre 2015 in poi (Euro 6).

In termini di esempio, i mezzi Euro 6 hanno una produzione massima di particolato inferiore a 0,005 grammi per chilometro, contro gli 0,14 g/km dell’Euro 1.

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