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	<title>Abruzzo - TrueRiders</title>
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	<description>Le strade del Vero Motociclista</description>
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	<title>Abruzzo - TrueRiders</title>
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		<title>600 abitanti per il borgo romantico sulle montagne d&#8217;Abruzzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 18:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se tutta la catena degli Appennini è incredibile, il tratto che si snoda in Abruzzo è, senza ombra di dubbio, uno dei più affascinanti e caratteristici di tutta la dorsale che, dalla Liguria, conduce fino alla Calabria, un po' come una spina dorsale che invece di tenere in piedi un essere umano è il vero spartiacque della penisola italiana. E proprio lungo i circa 1000 chilometri di vette, sui quali insistono vallate, altopiani, città di media grandezza (ma enorme bellezza), troviamo anche ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se tutta la catena degli Appennini è incredibile, il tratto che si snoda in Abruzzo è, senza ombra di dubbio, uno dei più affascinanti e caratteristici di tutta la dorsale che, dalla Liguria, conduce fino alla Calabria, un po&#8217; come una spina dorsale che invece di tenere in piedi un essere umano è il vero spartiacque della penisola italiana. E proprio lungo i circa 1000 chilometri di vette, sui quali insistono vallate, altopiani, città di media grandezza (ma enorme bellezza), troviamo anche delle piccole realtà capaci di incantare, a patto di concedersi un&#8217;esplorazione che a tratti è lunga, non difficile, ma sicuramente riservata a chi non cerca il viaggio fine a sé stesso, ma il piacere della scoperta. Proprio quella che conduce verso un borgo antichissimo, un lago meraviglioso e una serie di curve mozzafiato per raggiungere tutto questo, nel giro di pochi chilometri quadrati e in un luogo dove il tempo si è fermato a quando il mondo era assai più bello.</p>
<h2>Il paese di san Domenico abate nel cuore roccioso d&#8217;Abruzzo</h2>
<p>Diversi scavi archeologici condotti in quest&#8217;angolo della regione <em>forte e cortese </em>hanno permesso di rinvenire numerose testimonianze risalenti alla preistoria. Come fosse una lasagna fatta da strati e strati di storia, gli studi hanno rinvenuto dapprima un monastero benedettino dell&#8217;XI secolo, poi un&#8217;epigrafe di epoca romana (e dunque saltiamo indietro di circa 1000 anni), poi ancora un recinto preistorico, forse quanto rimane di una fortificazione di epoca ellenistica, magari appartenente alla cultura dei Peligni. La storia di questo luogo evolve in maniera organica dapprima con i Longobardi, poi con il controllo diretto dell&#8217;abbazia di Montecassino (Lazio) e più in generale del potere religioso, a cui afferisce fino a buona parte del Trecento. È però la fondazione del suo iconico eremo, affacciato sulle acque del lago, che ne definisce una storia millenaria che vive e prospera ancora oggi.</p>
<h3>Un piccolo gioiello affacciato sul lago</h3>
<p>Tra la fine del X e gli inizi dell&#8217;XI secolo dimorò in questa zona <strong>Domenico di Sora</strong>, il cui nome però non lascia trasparire la sua reale origine, essendo nato a Foligno nel 951. Abate, seguace dapprima della regola di San Benedetto da Norcia, ispiratore della nascita di nuove comunità rurali nelle zone di montagna tra Lazio e Abruzzo, fu lui a costruire, su richiesta dei conti di Valva il monastero di San Pietro, struttura che venne poi abitata dai monaci sino a buona parte del XV secolo. A lui si deve anche il nucleo fondante della bellissima certosa di Trisulti, nel Frusinate, e gli sono dedicati numerosi luoghi e riti religiosi tra le due regioni, come l&#8217;abbazia di San Domenico a Sora e la processione dei Serpari a Cocullo, ogni 1° maggio, con la statua del santo che viene ricoperta dai serpenti e portata in processione per le strade del piccolo borgo d&#8217;Abruzzo. L&#8217;eremo di San Domenico, sulle sponde dell&#8217;omonimo lago, è una di quelle opere da non lasciarsi sfuggire, men che meno per la sua collocazione. Costruito nella sua forma attuale circa nel Quattrocento, occupa uno spazio intorno alla grotta di eremitaggio dell&#8217;abate, dove si fermò nei primi anni dell&#8217;XI secolo, il complesso fu rimaneggiato all&#8217;esterno nei primi anni del Novecento, per adattarsi alla nascita del lago (artificiale), che richiede la costruzione di un ponte. Fu anche l&#8217;occasione per ripristinare la facciata, che oggi appare semplice, con una bifora decentrata e due piccoli affacci al livello superiore. Benché semplice, il complesso è particolarmente piacevole, per la presenza di diverse opere d&#8217;arte e, come abbiamo visto, per la collocazione.</p>
<h3>Cosa vedere nel borgo</h3>
<p>Le rive dello specchio d&#8217;acqua che circondano la piccola <strong>Villalago </strong>sembrano nate apposta per passeggiare, correre, fare trekking o, più semplicemente, sedersi a contemplare lo spettacolo unico della rigogliosa natura che lo circonda. Ma anche il borgo riserve più di una sorpresa: la parrocchiale, intitolata alla Madonna di Loreto, è un piccolo gioiello incastonato nel borgo di cui è parte imprescindibile. Se la parrocchiale è il simbolo della spiritualità locale, la Rocca medievale è, di contro, il simbolo dell&#8217;antico potere militare insediato in quest&#8217;area. Entrambi i siti meritano una visita accurata; non ne rimarrete delusi. Il paese, del resto, ancora porta i segni della storia che gli è passata attraverso, mostrando orgogliosamente tutto il suo patrimonio ai visitatori, sempre ben accolti dalla tipica ospitalità abruzzese. Ospitalità che non dimentica, ovviamente, anche la buona cucina: qui è impossibile non lasciarsi sedurre da un piatto fumante di pacchiarozze (non dissimili dalle fettuccine), condite con il tipico sugo di agnello e pecorino..</p>
<h2>Consigli di viaggio</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Una partenza col botto, perché questo percorso in direzione Villalago parte dal luogo simbolo di Roma, il Colosseo, così da dare maggiore solennità alla partenza. Ci lasceremo, quindi, il Colosseo alle nostre spalle, andando a cercare il primo incrocio disponibile con la Tiburtina, altrimenti detta SS 5, una delle più famose consolari romane e, in particolare, quella che ci darà un passaggio per buona parte del tragitto. Le opzioni per incontrarla sono diverse, dovete solo decidere quale scegliere. E fino ad Avezzano lei sarà la nostra fede compagna, conducendoci per mano dalla caotica Roma al tranquillo Abruzzo, attraverso curve su curve che vi faranno mettere un sorriso a 36 denti. Da Avezzano saluteremo la SS 5 e proseguiremo verso Pescina; da qui saranno la SP 17 e la SR 479 a darci l&#8217;ultimo passaggio necessario per raggiungere il cuore degli <strong>Appennini</strong> in Abruzzo e, più precisamente, Villalago. Appena arrivati parcheggiate la moto, togliete il casco e respirate a pieni polmoni e, come per magia, tutta la stanchezza del viaggio sparirà in un batter di pupilla.</p>
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		<title>Bello e gustoso: è il borgo dell&#8217;Abruzzo giallo come il suo celebre zafferano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 18:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/bello-e-gustoso-e-il-borgo-dellabruzzo-giallo-come-il-suo-celebre-zafferano/">Bello e gustoso: è il borgo dell&#8217;Abruzzo giallo come il suo celebre zafferano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="236" data-end="519">In linea d&#8217;aria c&#8217;è Rocca Calascio, il castello che ormai da qualche tempo è una vera star dei social, distante una decina di chilometri o giù di lì. L&#8217;Aquila, capoluogo resiliente e in via di definitiva rinascita di un Abruzzo <em>forte e gentile</em>, si trova a circa 30 chilometri da qui. Più o meno la stessa lontananza dal Gran Sasso d&#8217;Italia, la montagna più alta degli Appennini, capace di sfiorare i 3000 metri sul livello del mare. Insomma, un luogo circondato da nomi massimi dell&#8217;esperienza turistica in questa regione, spartiacque tra Centro e Mezzogiorno. Ma anche una terra di montagne, borghi di pietra e tradizioni antiche dove, tra valli silenziose e vecchie case in pietra ottimamente conservate, si nasconde un minuscolo paese che sembra sospeso nel tempo, celebre per i suoi campi dorati, dove nasce uno degli orgogli più preziosi della regione: lo zafferano.</p>
<h2 class="" data-start="521" data-end="571">Prati dorati ai piedi del Gran Sasso</h2>
<p>Il suo costo, nel caso delle qualità migliori, raggiunge e supera facilmente i 60 euro al grammo. Lo zafferano è molto più di una spezia: rappresenta l&#8217;eccellenza massima della cucina, un traguardo raggiungibile ma al quale si arriva con un lavoro lento, faticoso, certosino. La coltivazione del <em>Crocus sativus </em>inizia ad agosto e la raccolta avviene a ottobre, proprio nel pieno dell&#8217;autunno, del quale prende i colori più intensi: i fiori sono viola, i pistilli rossi, il colore che dona ai piatti è giallo dorato. Per ricavarne un chilo ci vogliono <strong>500 ore di lavoro</strong>, pressoché per intero manuale, non automatizzabile, una passione antica e una manodopera che richiede artigianalità, mani sapiente e calma, tantissima calma. Fu Milano a portarlo sugli altari, non solo della cucina: con lo zafferano si dipinsero di giallo le vetrate del costruendo Duomo, ma si arricchì il risotto, che da allora divenne per antonomasia <em>alla milanese</em>. Eppure, oggi è coltivato in tante parti d&#8217;Italia, dalla Sardegna a San Gimignano, fino a un bellissimo altopiano che corrisponde a uno dei Borghi più belli d&#8217;Italia. Proprio qui, la coltivazione risale al Medioevo, quando un monaco domenicano della famiglia Santucci introdusse lo zafferano in Italia importandolo dalla Spagna.</p>
<h3>Il borgo dello zafferano in Abruzzo</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="Navelli, le vie del borgo medievale in primavera. " srcset="https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2022/04/navelli_2142660299.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p data-start="573" data-end="917"><strong>Navelli</strong>, 760 m s.l.m. in provincia de L&#8217;Aquila, è un borgo medievale che fa parte dei Borghi Più Belli d&#8217;Italia. Si trova alle propaggini sud-est del massiccio del Gran Sasso. Il territorio ha una tradizionale vocazione pastorale: come abbiamo accennato, si trova nel territorio del Tratturo Magno, via di transumanza dalle origini antiche. Ma il comune ha anche la propria importanza agricola, poiché il suo nome è legato al suo prodotto più famoso: lo zafferano dell&#8217;Aquila DOP, conosciuto in tutta Italia per la sua qualità eccezionale. I campi che circondano il borgo in autunno si colorano di lilla, quando sbocciano i fiori da cui si estraggono i delicatissimi stimmi rossi, di cui abbiamo visto l&#8217;importanza poco fa. Il paese, 500 abitanti in tutto, si arrampica su una collina, con le case in pietra calcarea che sembrano proteggersi l&#8217;una con l&#8217;altra contro il vento. Passeggiando tra i vicoli del centro storico, ci sono alcune tappe che meritano una sosta:</p>
<ul>
<li data-start="1358" data-end="1453">La chiesa di San Sebastiano, con la sua facciata semplice e l&#8217;interno ricco di affreschi. La prima costruzione avvenne nell&#8217;XI secolo, sui resti dell&#8217;antica città castello medievale.</li>
<li data-start="1358" data-end="1453">Palazzo Santucci, un&#8217;imponente residenza nobiliare che domina il borgo, costruita nel XVII Secolo sui resti di un maniero medievale. Noto anche come Palazzo Baronale, fu la residenza del feudatario di Navelli.</li>
<li data-start="1536" data-end="1622">La chiesa di Santa Maria in Cerulis è il luogo da vedere fuori dal borgo: si trova nell&#8217;area del cimitero e fu costruita nel XI Secolo sulle rovine di un tempio dedicato ad Hercules Iovius.</li>
</ul>
<p class="" data-start="1624" data-end="1880">Navelli è anche un ottimo punto di partenza per esplorare la zona: a pochi chilometri si trovano il borgo di Capestrano con il suo famoso castello, e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, perfetto per chi ama camminare nella natura.</p>
<h3 data-start="1882" data-end="1916">Una cucina semplice e autentica</h3>
<p class="" data-start="1918" data-end="2296">In un posto come Navelli, non può mancare una sosta a tavola in modo da conoscere il territorio anche sotto questo punto di vista. Qui i piatti sono semplici ma intensi, proprio come i profumi che si sentono nell&#8217;aria durante la raccolta dello zafferano. Da non perdere gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spaghetti_alla_chitarra" target="_blank" rel="noopener"><em>spaghetti alla chitarra</em></a> conditi con un sugo allo zafferano, o un piatto di agnello alla brace, cotto lentamente come si faceva una volta. E se vuoi portarti a casa un ricordo, cerca un barattolino di zafferano locale nei numerosi punti vendita: basta una quantità minuscola per dare sapore e colore a qualsiasi piatto.</p>
<h2>Consigli di viaggio</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d315475.04111774324!2d13.564797021779539!3d42.25793058086461!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x13303229131d9a97%3A0x792222f9fa8eaef!2sCapestrano!3m2!1d42.2674072!2d13.7680762!4m5!1s0x133031d62f4e4659%3A0x5225286a628626fa!2s67020%20Navelli%20AQ!3m2!1d42.236431499999995!2d13.7305765!4m5!1s0x1330372c6a7eba91%3A0x840a44750dd96c58!2sBussi%20Sul%20Tirino!3m2!1d42.2115553!2d13.8228411!4m5!1s0x133035d938c21cbb%3A0x9048754518907c42!2sPescosansonesco%20Nuovo!3m2!1d42.25382!2d13.8843134!4m5!1s0x13304dae6d86647b%3A0x9e347da2bda7d794!2sManoppello%2C%20PE!3m2!1d42.2613643!2d14.0603875!5e1!3m2!1sit!2sit!4v1745741094082!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>In questo territorio le strade d&#8217;asfalto dividono il territorio montano con i percorsi antichi del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/250-chilometri-lungo-le-strade-dei-pastori-il-cammino-dei-tratturi-unisce-abruzzo-e-puglia-con-un-percorso-di-natura-e-storia/" target="_blank" rel="noopener">Tratturo Magno</a>. Navelli è a dieci minuti da Capestrano, punto di partenza dell&#8217;itinerario. Prendi la Strada statale 153 della Valle del Tirino, passa Bussi sul Tirino, e continua fino a imboccare sulla sx la SS5. Entra nell&#8217;autostrada A25 per un breve tratto ed esci a Torre de&#8217; Passeri-Casauria. Prendi la SP53 che ti porta a Pescosansonesco Nuovo e prosegui sulle strade SP51, SP48, SP57 fino a Manoppello. Tempo totale in sella: un&#8217;ora e mezza abbondante.</p>
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		<title>È il borgo in Abruzzo ideale per un weekend a settembre di relax e natura</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/e-il-borgo-in-abruzzo-ideale-per-un-weekend-a-settembre-di-relax-e-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Maria Meconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 11:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei più piccoli tra i borghi più belli d'Italia, ma non per la sua estensione territoriale, quanto piuttosto perché è una realtà strategicamente protetta dalla natura, che l'ha reso raggiungibile eppure intimo e infinitamente romantico. A farla da padrone nella visita, infatti, c'è un piccolo laghetto appenninico immerso tra i monti che sovrastano il paese, e che viene considerato come una delle più importanti destinazioni turistiche dell’Abruzzo. Proprio qui, nella Valle del ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei più piccoli tra i borghi più belli d&#8217;Italia, ma non per la sua estensione territoriale, quanto piuttosto perché è una realtà strategicamente protetta dalla natura, che l&#8217;ha reso raggiungibile eppure intimo e infinitamente romantico. A farla da padrone nella visita, infatti, c&#8217;è un piccolo laghetto appenninico immerso tra i monti che sovrastano il paese, e che viene considerato come una delle più importanti destinazioni turistiche dell’Abruzzo. Proprio qui, nella Valle del Sagittario (il segno zodiacale non c&#8217;entra nulla, perché in realtà il nome proviene dal latino e significa &#8220;sgabello&#8221;), un intricato succedersi di vicoli e case in pietra, defilate dal resto della regione, disegnano il quadro a tinte arcobaleno di un luogo idilliaco dove, tra paesaggi incontaminati e un piacevole silenzio, si può scoprire la natura autentica di una regione “del cuore”. E dove lasciarsi incantare dalle tradizioni, i sapori della cucina, il bello della natura che proprio a cavallo tra l&#8217;estate e l&#8217;autunno cambia e si trasforma.</p>
<h2 id="h-lago-di-scanno-abruzzo-e-natura" class=""><strong>Una gita all&#8217;insegna del romanticismo nel &#8220;cuore&#8221; d&#8217;Abruzzo</strong></h2>
<p>La scelta del parola cuore, quando si parla di questo luogo, non è casuale: è la forma (stilizzata) che si può ammirare guardando dall&#8217;alto questo piccolo lago, che non supera il chilometro quadrato di superficie, ha una lunghezza massima di 1.500 metri e una larghezza di circa 800, mentre la profondità raggiunge al massimo 32 metri. Il bacino fu originato da una frana del Monte Genzana che bloccò il corso del fiume Tasso, probabilmente avvenuta a causa dei movimenti tellurici tra i 12.820 e i 3.000 anni fa che ancora oggi rendono l&#8217;Abruzzo un territorio particolarmente sismico. L’equilibrio idrologico del lago viene mantenuto da due immissari: dal Fiume Tasso e dal Torrente Giordano. Mentre il Fiume Sagittario è l&#8217;unico emissario, di carattere carsico tant&#8217;è che ha creato le <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/il-canyon-per-chi-ama-loroscopo-percorrere-questa-strada-dellabruzzo-e-come-fare-un-viaggio-tra-le-stelle/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gole del Sagittario</a>., un luogo idilliaco che completa con facilità l&#8217;esperienza turistica da queste parti.</p>
<h3>Una natura variegata che permette di scoprire tutto il meglio di questa regione</h3>
<p class="">Durante i mesi invernali il Lago di Scanno è sempre ricco di acqua, e con lo scioglimento delle nevi alcune zone circostanti si trasformano a loro volta in piccoli laghi; stiamo parlando di: <strong>Lago Cupaglione, Lago Secco/Laguccio, Lago Pio/Cupìa e Lago Buono</strong>. In funzione di questo allagamento “progressivo”, la stessa profondità del Lago di Scanno può variare da un minimo di 30 a un massimo di 32 metri, senza tuttavia comprometterne la stabilità ambientale. Dal punto di vista naturalistico, nella zona del lago ritroviamo <strong>cannucce di palude</strong>, <strong>brasche</strong> e <strong>gamberaie</strong>; mentre gli alberi più presenti sulle sponde boschive sono i <strong>salici</strong>, i <strong>pioppi</strong> e i <strong>tigli</strong>. Molto meno presenti, a causa dell&#8217;intervento dell&#8217;uomo, i pomi, i pruni e i viscioli. La zona è frequentata ampiamente da lupi e orsi, ma anche da varie specie di uccelli, come i germani reali, le folaghe, i gufi, i falchi e le aquile reali. Le acque del Lago di Scanno sono inoltre ricche di pesci, in particolare di <strong>pesce persico, coregoni e trote</strong>, ma anche <strong>pesci gatto</strong> e <strong>lucci</strong>. La pesca è regolamentata da un regolamento intercomunale approvato dalle amministrazioni di Scanno e Villalago ed è sottoposta a un tariffario specifico. Il permesso, che viene fornito su base giornaliera, settimanale, mensile o annuale ha un costo variabile dai 5 ai 150 euro.</p>
<h3 id="h-leggende-e-misteri-del-lago-di-scanno" class=""><strong>Leggende e misteri del suo lago</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=70" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=800&amp;q=76 1200w,https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=667&amp;q=76 1000w,https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=533&amp;q=76 800w,https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=653&amp;h=435&amp;q=76 653w,https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=433&amp;q=76 600w,https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=400&amp;h=267&amp;q=76 400w,https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=248&amp;q=76 372w,https://www.trueriders.it/media/2024/09/lago-di-scanno.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=300&amp;h=200&amp;q=76 300w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 653px) 653px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 400px) 400px,(min-width: 372px) 372px,(min-width: 300px) 300px , 650px" /></p>
<p class="">Dal belvedere di San Vincenzo è possibile ammirare il Lago di Scanno nella sua interezza, accorgendosi che il profilo disegna la forma di un cuore piuttosto precisa. Un luogo romantico dunque, al quale non a caso è dedicata l’antica leggenda di <strong>Pietro Baialardo</strong> e della <strong>Fata Angiolina</strong>. L’uomo, innamorato della bellissima fata, avrebbe ordinato ai suoi scagnozzi di rapirla, ma Angiolina fece comparire un lago proprio sotto i piedi dei due servitori di Baialardo, facendoli annegare. Un curioso mistero, piuttosto recente invece, riguarda invece i campi magnetici che investono la zona del lago. A quanto pare, nelle profondità del bacino vi sarebbero dei depositi metallici di origine naturale che farebbero entrare in crisi il normale funzionamento delle bussole e degli strumenti di orientamento. Nessun UFO od oggetto extraterrestre insomma ma un fenomeno naturale, comunque oggetto di studi approfonditi, nel 2012, da parte degli esperti dell’<a href="https://www.ingv.it/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong></a>.</p>
<h3>Cosa vedere nel borgo tra scalinate &#8220;d&#8217;artista&#8221; e monumenti</h3>
<p>La visita al borgo di <strong>Scanno</strong>, la cui costruzione è avvenuta sfruttando un declivio della Montagna Grande, non può che essere consigliata durante tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno. Ma è settembre il mese giusto in cui le case in pietra, i vicoli che disegnano dei costanti saliscendi, i prospetti storici e gli affacci geografici si valorizzano al meglio, mentre tutt&#8217;intorno la natura cambia colori. È un borgo in cui camminare è un must, dove trovare piccoli angoli di quotidianità per i <em>local </em>che si arricchiscono grazie a balconi fiorite, fontane ben tenute e luoghi simbolo. Tra questi la <strong>chiesa di Santa Maria della Valle</strong>, che addirittura risale al XII secolo, e il cui campanile segna una sorta di porta d&#8217;ingresso in città. Ma anche la <strong>chiesa di Sant&#8217;Antonio Abate</strong>, altrettanto bella e contestualizzata nel paesaggio urbano, passando per gli iconici vicoli. Tra questi, vico Ciorla e il cosiddetto <strong>vicolo di Escher</strong>, dedicato all&#8217;artista olandese Maurits Cornelis Escher che, proprio qui, trasse ispirazione per una delle sue litografie che trasformano la realtà in un mondo privo di geometrie razionali.</p>
<h2 id="h-lago-di-scanno-in-moto-l-itinerario" class=""><strong>Consigli di viaggio</strong></h2>
<h3 id="h-mappa" class=""><strong>Mappa</strong></h3>
<p class=""><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d463459.75598482275!2d13.182637664824277!3d42.14977612653694!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x1330407d2ade37e1%3A0x5239eb74b86b8851!2s67039%20Sulmona%20AQ!3m2!1d42.048178199999995!2d13.928930399999999!4m5!1s0x1330167b5bb71b2f%3A0xccec2d3a5e1adec2!2sGole%20del%20Sagittario%2C%20Anversa%20degli%20Abruzzi%2C%20AQ!3m2!1d41.9914908!2d13.805774!4m5!1s0x133013a1ae2bdf03%3A0xd4f1a8b7dd99d48c!2sLago%20di%20Scanno%2C%20Provincia%20dell'Aquila!3m2!1d41.921733599999996!2d13.863655999999999!4m5!1s0x1330131cd3165e5b%3A0x6e06919f6eeb65!2sScanno!3m2!1d41.8999822!2d13.8841364!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1621247357803!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3 id="h-itinerario" class=""><strong>Itinerario</strong></h3>
<p class="">Partiamo da <strong>Sulmona</strong>, la capitale dei confetti. Procediamo su Via Fiume verso Via Circonvallazione Orientale che imbocchiamo presto girando a sinistra. Continuiamo su <strong>Via Circonvallazione Occidentale/SR 479</strong> e giriamo a sinistra per prendere <strong>Via Stazione Introdacqua/SR 479</strong>. Ci manteniamo su <strong>SRSR 479 </strong>e teniamo sempre la sinistra, fino a girare su Via Santa Vittoria. In 20 minuti siamo nella <strong>Riserva Naturale Regionale Gole del Sagittario</strong>. Continuiamo da Via Santa Vittoria verso Via Piagge e svoltiamo leggermente a destra in Via Colonna/Via Santa Maria delle Fornaci. Imbocchiamo Via Gabriele D&#8217;Annunzio a destra, poi Via Santa Maria in Campo a sinistra e alla rotonda proseguiamo dritto su <strong>SR 479</strong>. Svoltiamo leggermente a destra per rimanere su SR 479. 22 minuti ed eccoci finalmente al <strong>Lago di Scanno</strong>. Proseguiamo sulla SR 479 per arrivare a Scanno! Spingetevi un po&#8217; più a sud e scoprite l&#8217;<strong>Appennino tra Abruzzo e Molise</strong>!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/e-il-borgo-in-abruzzo-ideale-per-un-weekend-a-settembre-di-relax-e-natura/">È il borgo in Abruzzo ideale per un weekend a settembre di relax e natura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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