
Abbiamo scoperto come esistano strade che portano semplicemente da un punto A ad un punto B. Ma ce ne sono altre che, per chi come noi viaggia in moto, diventano la vera destinazione. Oggi andiamo a scoprire la Route des Crêtes che appartiene proprio a questa seconda categoria. Ci troviamo nella zona sud-est della Francia, nel mezzo tra le Alpi dell’Alta Provenza ed il dipartimento del Var, nel cuore del Parc naturel régional du Verdon. Qui il fiume Verdon ha eroso la roccia calcarea creando uno dei paesaggi tra i più spettacolari d’Europa.
Qui le Gole del Verdon si sviluppano per un totale di 25 chilometri e raggiungono una profondità incredibile, per diverse centinaia di metri. Alcuni tratti delle pareti delle gole superano anche i 700 metri. La combinazione tra lunghezza, profondità ed imponenza è ciò che ha permesso di far conoscere le Gole del Verdon come il più grande Canyon d’Europa. Andiamo a scoprire la bellezza di queste gole rese celebri grazie anche alla strada leggendaria, per chi ama guidare: la Route des Crêtes.
L’itinerario proposto per raggiungere le Gole del Verdon parte da Aiguines, in Francia appunto. Procediamo, infatti, verso Rue de la Beaume e seguiamo questa via per 6,3km. Dopo svoltiamo a destra e si prende D957 seguendo le indicazioni per Moustiers. Dopo 6,8km arriviamo ad una rotonda e prendiamo la prima uscita per D952 in direzione di Castellane/La Palud s/ Verdon/Gorges du Verdon. Un tratto di strada che percorriamo per 18km circa e poi svoltiamo a destra per D23 (Route des Crêtes). Dopo 7km eccoci alle Gole del Verdon. Qui si procede in direzione ovest proprio su Route des Crêtes per 10,4km e ci si gode il panorama.
Una volta percorso questo tratto di 10km ci ritroviamo a Belvédère de l’Imbut. Qui seguamo Route des Crêtes fino a Rue Grande/Rue Principale/D952. Dopo pochi chilometri si svolta a destra e si prende Rue Grande/Rue Principale/D952. Percorsi 13km si continua su D955 e si guida verso Chem. de la Glaciere a Trigance. Arriviamo così a Trigance, ultima tappa dell’itinerario prima di tornare al punto di partenza. Da qui, infatti, prendiamo Rue du Portail in direzione di D90 e dopo pochi metri si prende D71 verso D19 ad Aiguines. Seguendo questa strada per 34km eccoci tornati al punto di partenza. Un itinerario alla scoperta delle Gole del Verdon di 108km per un totale di 2 ore e 46 minuti.
Per molti secoli questo luogo rimase un territorio molto difficile da raggiungere ed ancora più ostico da esplorare. La fama delle gole sul piano nazionale arrivò soltanto nel 1905. In particolare quando l’esploratore Èdouard-Alfred Martel e Isidore Blanc realizzarono la celebre discesa del Verdon, contribuendo a far conoscere questo angolo della Provenza al grande pubblico.
Nel corso del ‘900, poi, il canyon iniziò a diventare una vera e propria destinazione turistica. A partire dagli anni trenta vennero sviluppati alcuni dei sentieri che ancora oggi è possibile percorrere e sono diventati tra i più celebri. Ad esempio abbiamo il Blanc-Martel e quello dell’Imbut, mentre la costruzione delle Route des Crêtes richiese ben vent’anni di lavori. Il tutto iniziò nel 1949 e venne completato nel 1972.
È molto difficile spiegare le Gole del Verdon senza parlare del loro colore. In fondo alle enormi pareti calcaree scorre un fiume dalle tonalità che variano dal turchese al verde smeraldo. Questo crea un contrasto quasi irreale con il bianco ed il grigio delle rocce. In alcuni punti l’acqua sembra lontanissima; in altri invece, in particolare nella zona del Lac de Sainte-Croix, il canyon lascia spazio ad un paesaggio più ampio e qui il colore dell’acqua diventa ancora più intenso, da vero protagonista.
Ma per noi motociclisti il vero spettacolo comincia quando si sale. La Route des Crêtes è un anello panoramico di quasi 24km. È stato costruito lungo le creste del versante settentrionale del canyon e una quindicina di belvedere permettono di fermarsi letteralmente sul bordo delle Gole osservano il Verdon. Tra i punti, poi, più panoramici e suggestivi ci sono La Carelle, l’Escalés, la Dent d’Aire e Guègues, con alcuni punti in cui il dislivello sotto la strada supera i 700 metri.
Ed è proprio qui che il viaggio cambia il suo ritmo. Il motore aumenta di giri, la strada si stringe e davanti alla visiera del casco si apre una parete verticale. Non c’è bisogno di correre. Sulla Route des Crêtes sono le curve, i belvedere ed il panorama circostante a dettare l’andatura.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
Arrivare a Subiaco, che si nasca escursionisti o motociclisti, significa lasciare ...
Per i motociclisti che hanno voglia di adrenalina e panorami mozzafiato, questo ...
Nella parte sud-occidentale della Sardegna si trova un vero e proprio paradiso ...
©
2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito
Fytur