
Siamo tra le province di Bergamo e di Lecco, nel cuore pulsante della Val San Martino. Qui si trova un passo che è una di quelle salita che ogni ciclista lombardo conosce molto bene. A ben 1340 metri d’altitudine, questo valico collega Torre De’ Busi con la Valle Imagna ed è in grado di offrire panorami spettacolari su Prealpi Orobie e su tutta la Brianza. Stiamo parlando del Passo di Valcava, un luogo in cui il paesaggio è da cartolina, ma la strada racconta un’altra storia. Abbiamo a che fare con una delle salite più dure di tutta la Lombardia, soprattutto nel terribile muro finale che raggiunge fino al 18% di pendenza.
Partiamo da Bergamo per andare alla scoperta del Passo di Valcava. Un percorso che ci vedrà procedere verso via Guglielmo d’Alzano per poi seguire SS342 in direzione di via Don Luigi Locatelli/SP177 a Caprino Bergamasco. Si procede così per 17,7km, svoltando poi leggermente a destra e si prende via Don Luigi Locatelli/177. Dopo 800 metri eccoci alla prima destinazione: Caprino Bergamasco. Da qui continuando su via Ca’ di Olfi/SP177 per 3,4km per poi prendere via Giuseppe Mazzini/SP179. Una volta su questa strada si prende via G. Matteotti per poi svoltare a destra e prendere via S. Marco/SP170 per circa 8km. Dopo una piccola curva a destra e diventa si passa da SP179 a via del Valico/via Valcava/SP22. Eccoci alla nostra destinazione: Passo di Valcava.
Procedendo da qui in direzione est su via del Valico/via Valcava/Sp22 si continua per 4,8km per poi girare a destra e prendere SP16. Da qui dopo quasi 8km si prosegue sempre dritto su V. Valpiana/SP172. Siamo a Roncola, da qui prendiamo la SP172 e via A. Gotti/SP14 in direzione di via Dante a Villa d’Almé per 11km. Prendendo via Roma, dopo 130m eccoci a Villa d’Almé. Ultima tappa prima del ritorno “a casa”. Si procedere verso via Borghetto/P.za Don Carboni ed alla rotonda si prende la 3ª uscita per viale Italia/SS470. Seguendo questa strada per 5,0km si continua su via P. Ruggeri da Stabello. Prendendo, poi, via C. Baioni e via G. Camozzi in direzione di Largo Porta Nuova eccoci tornati a Bergamo. Un viaggio di 1 ora e 43 minuti che ci avrà tenuto occupati per 67,5km.
Per molti anni questo passo è stato quasi un “segreto” che i ciclisti bergamaschi e lecchesi hanno custodito. Infatti divenne una vera e propria salita di culto. La sua fama si diffuse nel 1986, quando il Giro di Lombardia si inserì il valico nel percorso della “Classica delle Foglie Morte”. Quel momento fu un giorno memorabile, sulle rampe durissime di Valcava andò in difficoltà perfino Laurent Fignon, che per due volte ha vinto il Tour de France. Il campione fu costretto addirittura a mettere piede a terra prima del ritiro.
Di li a poco il Passo di Valcava divenne l’esempio perfetto di fatica estrema e selezione naturale. Venne affrontato più volte negli anni durante le grandi corse lombarde. Conquistò così la reputazione di salita “spacca gambe”, capace di mettere in difficoltà anche i corridori più esperti. Oggi è una delle mete più amate dagli appassionati di ciclismo su strada, soprattutto da chi va alla ricerca di allenamenti duri e salite iconiche lontane dai grandi passi alpini più famosi.
Nonostante il primo tratto di questo passo permette ancora di trovare ritmo, gli ultimi quattro chilometri ne cambiano completamente il volto. È qui che inizia il tratto che ha reso celebre questa salita in tutta Italia: il muro finale. Dopo aver fatto una curva a destra inizia la salita con un rettilineo di circa 300 metri che tocca il 18% di pendenza. Questo è segnalato anche da un cartello stradale che sembra quasi voler rendere noto ai ciclisti di quello che li aspetta più avanti.
Uno dei problemi più importanti di questo tratto del passo è che arriva dopo un bel po’ di chilometri già percorsi tra il 7% e l’8%. Con le gambe decisamente affaticate, il muro diventa una prova non solo fisica ma anche mentale. Ciò che però stupisce ancora è che dopo questo tratto con una pendenza del 18% la salita prosegue con rampe al 14% ed al 17%, mantenendo così per oltre due chilometri una pendenza media superiore all’11%. Il passo di Valcava viene infatti paragonato molto spesso alle grandi salite simbolo del ciclismo lombardo, come Mortirolo e Gavia. Non ha quote alpine estreme, ma compensa con una brutalità costante che lo rende uno dei test più ardui per qualunque ciclista.

Giornalista pubblicista con la passione per la politica, lo sport ed i viaggi. Mi occupo di raccontare luoghi, territori e storie attraverso l’osservazione diretta e la curiosità per ciò che spesso resta fuori dai percorsi più battuti. Scrivo di borghi nascosti, città da scoprire e destinazioni che meritano di essere vissute e raccontate, con l’obiettivo di offrire uno sguardo autentico e attento sui luoghi che visito.
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