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Tunisia in moto, un’idea di viaggio non convenzionale


Ci sono paesi che in estate sono troppo caldi da visitare e in inverno, questi stessi paesi, sono difficili da raggiungere perché si lavora e il tempo non è mai troppo a disposizione. Allora arriva la primavera, una stagione perfetta per finire in Tunisia per un viaggio alla guida di una moto.

La Tunisia è uno stato molto bello, ma che dall’Italia non è mai troppo battuto. Scegliere la primavera, come stagione di questa avventura motociclista, è sicuramente la mossa migliore. Il tipo di viaggio che ci si deve aspettare una volta arrivati nella nazione nord africana è quello off road. Infatti, prima di ogni altra cosa, serve un mezzo adattato. Questo si può rimediare con facilità con le tante agenzie sia nazionali che stranieri capaci di organizzarti il tutto nel modo più dettagliato possibile.

La scelta migliore appare evidente, quindi, come sia quella di affittare una motocicletta sul luogo. Fatto questo non resta che immergersi in uno stato d’animo che non veda l’ora di farti scoprire quanto sia affascinante vedere il deserto dalla sella di una moto.

Il punto di partenza è Hammmet, questa città facilmente raggiungibile dalla capitale Tunisi rappresenta il luogo ideale per iniziare questa avventura. Dopo essersi riposati una notte la direzione sarà quella di andare verso sud. La prima tappa, infatti, ci porterà a El Jem.

Da queste parti c’è il secondo anfiteatro più grande al mondo dopo il Colosseo a Roma. Il viaggio proseguirà con un’altra visita il Souk Sfax, tipico mercato arabo dove ci si può immergere nei colori e negli odori delle spezie. Si continuerà  fino ad arrivare Matmata: alle porte del deserto del Sahara si tratta di un villaggio dall’insolita architettura troglodita.

Altra tappa, altro viaggio

Una nuova notte verrà trascorsa nella città di Tataouine, cittadina di origine berbera. Per arrivarci il viaggio è veramente molto bello fatto di stradine e di panorami fatti di suggestivi paesini. Un tragitto a metà strada tra l’essere arido e montagnoso, il che rende la guida in moto molto gratificante soprattutto per chi ama l’off road. Dopo essersi ancora riposati il viaggio continua attraversando il lungo canyon che porta a Chenini. Qua si affronterà una strada bellissima tra torri naturali e vallate scavate del vento.

Non può non mancare la visita alla tomba dei sette dormienti dei tumuli funerari molto interessanti da osservare. Ora il viaggio si fa ancora più intenso (ma piacevole): curvoni saliscendi e lungo rettilineo di oltre 60 chilometri vi porterà a Ksar Ghilane. Qua si arriva nel deserto. Consigliabile è pernottare in un’oasi per dormire proprio sommersi nella sabbia. La notte in tenda è un qualcosa che difficilmente verrà scordato: il silenzio, la suggestione di essere in mezzo al nulla e la bellezza di un buio interrotto solo dalla brillantezza delle stelle.

L’oasi di Ksar Ghilane

Se dalle due si volesse passare alle quattro ruote (solo per gioco e per qualche ora) in questa zona è possibile affittare dei quad. Con questi mezzi non nascondiamo che può essere divertente un giro su questo manto fatto di incredibile e finissima sabbia da un colore rosso intenso.

Interessante anche una breve escursione al fortino, ora in disuso, della legione straniera. Ora però è tempo di tornare in moto e muoversi in direzioni Douz e Zaafrane. Queste due località erano quelle che, anticamente, venivano utilizzate come punto di partenza per le carovane che volevano attraversare il Sahara verso sud. Il luogo dove è consigliato riposarsi per almeno due notti è Tozeur che per arrivarci prevede l’attraversamento dell’immenso lago salto di Choo El Jerid. Il colpo d’occhio, in questo caso, è notevole.

Ritorno al nord

Si torna verso Tunisi, il viaggio purtroppo, è nella sua fase conclusiva. Nel tragitto che vi porterà nella capitale però si potrebbe fare tappa a Sbeitla per vedere le vestigia di un’antica città romana e a Kairouna, quarta città santa dell’Islam dopo la Mecca, Gerusalemme e Medina.

Insomma prima di tornare all’agenzia che vi ha affittato la moto e riprendere l’aereo per l’Italia si possono fare tranquillamente altre due tre notti sia per spezzare il viaggio di ritorno sia perché la Tunisia, nonostante non sia una meta pensata da molti, è un paese che in moto è incredibilmente piacevole da attraversare.