La lavatrice del motociclista: come pulire i capi tecnici senza far danni

La lavatrice del motociclista: come pulire i capi tecnici senza far danni

Leonardo Anchesi  | 07 Giu 2023  | Tempo di lettura: 4 minuti
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Cordura, pelle, cotone, tutti materiali con cui i biker hanno a che fare quotidianamente. L’abbigliamento tecnico, infatti, è realizzato in talmente tante varianti che si fa fatica a stargli dietro. Ma soprattutto: come fare a pulire i capi tecnici senza fare danni? Andiamo a scoprire come un motociclista deve fare una lavatrice efficace e permettere così ai propri indumenti di resistere il più a lungo e nelle migliori condizioni possibili.

Lavatrice o lavaggio a mano?

I simboli sulle etichette aiutano a non fare danni

Questo è il dilemma! Quante volte vi sarà capitato di fissare attoniti l’indumento di turno, ormai arrivato a un livello tale da non poter proprio rimandare oltre il lavaggio, ma essere attanagliati dal dubbio di inserirlo in lavatrice e vederlo uscire a brandelli. Fortunatamente ogni capo di abbigliamento, tecnico o meno che sia, riporta sull’etichetta tutta una serie di piccole icone con le indicazioni di dettaglio per poter procedere al miglior lavaggio dei capi tecnici senza fare danni, alla miglior asciugatura e, se necessario, alla più efficace stiratura. L’immagine che trovate qui sopra vi aiuterà a muovervi attraverso la fitta selva dei simboli e riuscire quindi a interpretarli correttamente.
Altro consiglio a carattere generale: l’abbigliamento da moto, fatta eccezione per le eventuali sotto tute termiche e magliette intime, preferisce lavaggi localizzati e frequenti, piuttosto che i lavaggi generali, più indicati per il bucato di tutti i giorni.

Con il tessuto le temperature sempre basse

IS1434726939In lavatrice sempre temperatura bassa e niente centrifuga

Gli indumenti in tessuto sono, ovviamente, quelli più simili all’abbigliamento di tutti i giorni e anche quelli più semplici da trattare. Si può quindi procedere in due direzioni: come si diceva poco fa, con pulizie frequenti e localizzate oppure, qualora fosse proprio giunto il momento, con un lavaggio generale. Per il primo caso, consigliabile dopo ogni uscita, potrete usare una spugna umida con un po’ di sapone di Marsiglia e un panno umido di sola acqua per rimuovere gli eventuali residui di sapone. Il vantaggio è quello di non dover estrarre le protezioni e, soprattutto, non stressare troppo il capo.

La giacca in tessuto è più semplice da trattare

Nel secondo caso, invece, quello del lavaggio generale, procederete a rimuovere tutte le protezioni dall’indumento di turno, chiudere zip ed eventuali tasche con velcro e a metterlo in lavatrice, preoccupandovi di non mettere ammorbidente (sul cordura sarebbe del tutto inutile) e a disattivare la centrifuga, che potrebbe non andare d’accordo con eventuali inserti o toppe. Fate estremamente attenzione alla temperatura: rigorosamente a 30 gradi! A meno che non vogliate vedere un pessimo risultato sul vostro giubbotto preferito. At last but not least: lasciate asciugare il capo naturalmente dopo il lavaggio, non mettetelo in asciugatrice; il risultato potrebbe decisamente lasciarvi molto, molto delusi.

Giacca in pelle, odi et amo

Il fascino intramontabile della giacca in pelle

Ma quanto è fascinosa la giacca di pelle? Ma soprattutto: quanto è difficile farla restare decorosa? Sì perché è il caso di sfatare un mito: i moscerini sulla giacca di pelle non fanno anzianità di servizio. No, fanno solo schifo. Quindi una bella pulizia dopo ogni uscita (obiettivamente sembra che i moscerini provino una soddisfazione infinita nello schiantarsi contro la pelle bovina) è d’obbligo. Per la pelle, quindi, solo ed esclusivamente lavaggi localizzati; mai e poi mai immersa in acqua o, peggio ancora, in lavatrice. Potrete tranquillamente utilizzare il solito panno umido con sapone di Marsiglia, che sarà perfetto per rimuovere le impurità e i resti mortali degli insetti che hanno deciso di porre fine alla propria vita sulle vostre spalle.

La pelle è un materiale vivo

Ma, non è finita qui. La pelle è un materiale “vivo” e in quanto tale va nutrito, a meno che non desideriate provare dopo un po’ di tempo quel tipico effetto cartapesta. Ergo, la soluzione è semplice: una generosa applicazione di crema idratante neutra specifica (no crema per le mani, no lucido da scarpe!) e il vostro giubbotto resterà sempre morbido come il primo giorno che lo avete indossato.

Credit foto:
Abbigliamento Dainese

Leonardo Anchesi
Leonardo Anchesi

Garfagnino DOC e Sardo di adozione, sono uno storico dell’arte (da qualche anno) e biker sin dalla più tenera giovinezza. Ho iniziato a collaborare con TrueRiders nel 2023 per mettermi in gioco nel campo della scrittura e ho voluto cominciare scrivendo di qualcosa che amo particolarmente: la moto e tutto ciò che le ruota attorno.



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