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Chaberton, motoitinerario sul “Monte del Forte”

Chaberton

Sullo Chaberton si incrociano storia, natura e cultura. Un monte imponente che con i suoi 3.131 metri sul livello del mare sfiora le nuvole. Un profilo aguzzo, roccioso e severo che è passato alla storia come il forte militare più alto d’Europa. Una corazzata, oggi quasi distrutta, a cavallo fra le nuvole e le Alpi Cozie, ai confini tra Italia e Francia, situata nel dipartimento francese delle Alte Alpi.

Un tempo in territorio italiano, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, la vetta è passata sotto la giurisdizione francese anche se dall’alto del suo grandioso profilo domina da un verso la francese valle di Briançon e dall’altro l’italiana Valle di Susa.

Il Chaberton ha rappresentato da sempre uno spartiacque tra Italia e Francia, una posizione strategica dall’alto della quale poter dominare per essere inespugnabile. Su questa convinzione è nata la Batteria del monte Chaberton, otto torri di pietra con cannoni una in fila all’altra costruita dai militari italiani a fine Ottocento con lo scopo di difendere i confini. Una costruzione monumentale eccezionale che, diventata negli anni obsoleta, è stata espugnata e abbattuta dal progresso tecnologico dei cugini d’Oltralpe.

Il monte oggi non ha perso la sua importanza, anzi. Con il suo fascino paesaggistico è meta privilegiata di escursionisti e alpinisti. Una direzione quasi obbligatoria per chi vuole scoprire un’arteria delle Alpi, tra storia e natura.

Escursione Chaberton, sul “Tetto di Francia”

Monte Chaberton
Le torrette delle antiche fortificazioni militari sul Monte Chaberton

Il profilo del Chaberton si fa notare subito, anche a grande distanza. Non solo per la sua conformazione e la sua imponenza ma anche per i resti delle torri che vi svettano e che sono subito riconoscibili a testimonianza di una parte dolorosa della nostra storia.

Chaberton è il desiderio di tutti gli escursionisti, nessuno escluso. Anche per chi è meno atletico, il monte francese è una di quelle mete che si sogna di “scalare” almeno una volta nella vita. Che sia un’escursione a piedi, in mountain bike, per scii alpinistico o in moto, Chaberton fa gola a tutti.

Diversi i percorsi, a seconda degli obiettivi, che si snodano lungo le ex strade militari d’alta quota tra vie ferrate, strade sterrate, ripidi tornanti e scavi nelle rocce. Il divertimento e l’adrenalina non mancano lungo questi itinerari del tutto avvincenti adatti a chi ama il brivido. Un vero paradiso per gli enduristi, i trekker e gli escursionisti che cercano tracciati non facili. Ma ce n’è per tutti con percorsi abbastanza tranquilli anche se lunghi che portano dritti alla Batteria dello Chaberton, visitabile anche al suo interno solo nei periodi di settembre e ottobre quando è sgombra dalla neve. In estate, infatti, sono ancora presenti lastre di ghiaccio che rendono la visita difficoltosa.

Il percorso più facile, anche se più lungo, è quello che parte da Fenils e segue la vecchia strada carrozzabile, oggi percorribile solo a piedi o in mountain bike. Si sale al Colle dello Chaberton e poi fino in vetta. Altro percorso tra i più battuti è quello che parte da Claviere che porta da ovest al Colle dello Chaberton.

Chaberton in moto

Mappa

Percorso

Per molti appassionati di enduro le strade che portano ai piedi di Chaberton sono tra le più belle e avventurose da percorre. I moto-tour da sperimentare sono diversi e nella maggior parte dei casi conducono tutti lungo degli itinerari che portano alla scoperta di angoli assai nascosti ma davvero molto suggestivi.

Dagli oltre 3 mila metri dello Chaberton in giù, la valle è disseminata di fortificazioni, cinte murarie e forti che raccontano il passato della nostra Italia.

Partendo da Torino e raggiungendo Susa si inizia a salire lungo il colle delle Finestre a 2176 metri percorrendo un tracciato avventuroso fatto di ben 33 tornanti con continui rialzi tortuosi e a volte sterrati che portano dritti alla fortezza di Fenestrelle, la più grande fortificazione alpina d’Europa che si sviluppa per 3 chilometri lungo il crinale della montagna. Assolutamente da vedere.

Si riparte in sella e si va verso il colle del Sestriere a 2035 metri per poi discendere leggermente verso il colle del Monginevro a 1854 metri di altitudine, il confine naturale tra Italia e Francia. Altra sosta obbligatoria. Da qui si può vedere in tutta la sua imponenza e fiera bellezza della cima del monte Chaberton.

Un vero monumento naturale che, in tutta solitudine, sovrasta la vallata. Chiari ed evidenti sono i forti con i suoi cannoni che si delineano sull’altura spianata. Questo è uno dei punti più belli di osservazione al monte da poter raggiungere in moto. Da ricordare, infatti, che la strada che porta in cima può essere percorsa solo a piedi o in mountain bike.

Colle del Monginevro
Lungo il percorso per raggiungere lo Chaberton, incontriamo il suggestivo panorama del Colle del Monginevro

Altro punto di osservazione più vicino, partendo da Cesana Torinese, ai piedi della vetta, è Claviere, ultimo centro abitato italiano prima di arrivare al confine sul Colle del Monginevro. Da Claviere parte uno dei diversi percorsi sterrati. Se proprio non vi basta guardare Chaberton dal basso spegnete i moti, lasciate un po’ a riposo la vostra moto e continuate a piedi.

Dal Colle del Monginevro il moto-tour può proseguire verso la cittadina medievale di Briançon, attraverso un tratto di strada divertente, carico di curve che si insinuano nella foresta di conifere che arriva in territorio francese. Con i 1325 metri è la seconda città più alta d’Europa, e anche qui una piccola sosta non è da escludere.

L’adrenalina continua in un rincorrersi di curve e paesaggi affascinanti passando per il Col d’Izoard, a quota 2.361 metri, il Col de Vars fino al Col de Larche iniziando la discesa verso Cuneo, ritornando così in Italia.

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