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Isola d’Elba, alla scoperta del gioiello del Tirreno

Isola d'Elba

L’Isola d’Elba è una vera oasi naturale immersa nel cuore del Mar Tirreno tra acque cristalline, spiagge dorate e una vegetazione imponente e rigogliosa.

È l’isola degli infiniti orizzonti, che a sole 12 miglia dalla costa, tra tinte verdi e blu, si erge fiera e imponente nelle acque del Parco nazionale Arcipelago Toscano.

Non solo spiagge e mare ma anche cale selvagge, massicci granitici immersi nella macchia mediterranea, terrazze sul mare e miniere che aprono a paesaggi quasi lunari segnati da sentieri, mulattiere e strade panoramiche, tra boschi e spiagge, che danno accesso ai caratteristici paesi medievali arroccati sulle colline.

L’isola d’Elba è la meta ideale per un’esperienza a tutto tondo a contatto con la natura, per chi ama andare all’avventura, provare e sperimentare, sempre alla ricerca di posti nuovi dove storia, cultura, enogastronomia, relax e divertimento si uniscono in un mix eccezionale.

È un gioiello che si lascia scoprire giorno dopo giorno, via mare e via terra. Una destinazione adatta per gli amanti dello sport, da quelli d’acqua come nuoto, surfing e pesca subacquea, a quelli di terra come il trekking, mountain bike e motocicletta.

L’Isola d’Elba, una vera forza della natura

Isola d'Elba
Portoferraio, il principale comune dell’Isola d’Elba

L’Isola d’Elba, con i suoi 22.350 ettari e 147 chilometri di costa, è la terza isola italiana per estensione tant’è che, amministrativamente, è suddivisa in otto comuni: Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Rio Marina, Rio nell’Elba.

Insieme alle sue sei sorelle (Capraia, Giglio, Giannutri, Gorgona, Montecristo e Pianosa) fa parte del Parco nazionale Arcipelago Toscano, istituito il 22 luglio del 1996, attualmente il più grande Parco Marino d’Europa e la più estesa area protetta dei mari europei.

Isole di formazione geologica assai diversa fra loro che fa dell’Elba la più variegata. Prevalentemente granitica con golfi e promontori che frastagliano tutto il territorio insulare, ospita varietà geologiche eccezionali tra colline, piccole pianure e rilevi montuosi accogliendo nella parte occidentale il massiccio del Monte Capanne che supera i mille metri di altitudine e, nella parte orientale, le tante aree minerarie legate all’estrazione del ferro a cui l’isola, fin dall’antichità, è legata a filo diretto.

La vegetazione non è da meno con una macchia mediterranea spontanea che cresce e si rafforza insieme ai terrazzamenti delle coltivazioni più tradizionali. Non è difficile così trovare l’agave, il castagno e l’eucalipto al fianco di pinete e viti.

Diverse sono le zone dell’isola che sono tutelate, sia sulla terra che in mare. Oltre il 50% di tutto il territorio costiero è sotto tutela, compresi anche scogli e isolotti, mentre in mare, in alcune specifiche zone fin dal 1971, è proibita qualsiasi attività di pesca, sia professionale che sportiva.

Come arrivare all’Isola d’Elba

L’Isola d’Elba dista 10 chilometri dalla costa di Piombino, 40 da Capraia e 50 dalla Corsica. È posta in una posizione strategica che le consente di essere raggiunta da ogni parte del Bel Paese e non solo, grazie ai tanti collegamenti di traghetti attivi tutto l’anno.

Basta un’ora di navigazione partendo dal porto di Piombino dal quale, tramite i collegamenti marittimi, si raggiunge Portoferraio, il principale approdo dell’isola, ma anche Rio Marina e Cavo.

Non solo via mare, l’Elba è raggiungibile anche in aereo tramite lo scalo aeroportuale situato in località La Pila nel comune di Campo nell’Elba.

Il periodo giusto? Tutto l’anno

Il territorio insulare si presta ad essere visitato durante tutto l’anno e anche per visite brevi, ideale dunque per chi non ha molti giorni a disposizione.

In questo aiuta molto il clima gradevole: basta pensare che la temperatura media nell’arco dell’anno si aggira intorno ai 15° C. Un clima mite che ben accoglie in tutte le stagioni i tanti turisti e che non eccede mai nella sua colonnina. Tutto questo, secondo la leggenda, è frutto del fatto che l’isola sarebbe nata da una perla di una preziosa collana perduta in mare da Venere.

Il periodo meno adatto per visitare l’Elba è senz’altro agosto. Siamo in alta stagione e l’isola è sempre presa d’assalto da tantissimi turisti che invadono spiagge e baie, sentieri e mulattiere, borghi e cittadine. Spostarsi, in macchina o in moto, diventa così difficile perché le strade sono troppo trafficate e trovare un parcheggio anche solo per una moto diventa un problema, figuriamoci per un’auto.

La primavera, l’inizio dell’estate o il primo autunno sono perciò le stagioni migliori per godere appieno della bellezza dei luoghi, sia che voi scegliate un circuito tipicamente balneare o più di nicchia che a piedi o sulle due ruote vi porta alla scoperta di borghi pittoreschi, suggestive cale nascoste, strade e tornanti per ammirare, con il brivido della brezza marina, il paesaggio dall’alto.

L’Isola d’Elba può essere scelta come destinazione anche per chi vuole trascorrere un week-end diverso dal solito, con un tour a due ruote su panorami mozzafiato ma anche attraverso le tante testimonianze storiche tra quelle romane, medievali fino alle tracce di Napoleone Bonaparte, la cui presenza si fa sentire ancora oggi sull’isola, fino alle linee enogastronomiche d’eccezione, tutte a filiera corta, altro leitmotiv insulare.

Isola d’Elba on the road, grandi emozioni a due ruote

Isola d'Elba
La natura di Chiessi, sull’Isola d’Elba

Un tour on the road in sella alla vostra due ruote è il modo forse più eccentrico ma anche suggestivo di visitare l’Isola d’Elba.

Un’opportunità unica per ammirare contemporaneamente le montagne da una parte e le spiagge dall’altra, attraversando tutta l’isola su strade strette e tortuose. E poi il clima, tipicamente mediterraneo, permette di salire in moto anche in autunno senza aver paura del vento, della pioggia e del freddo che spesso obbligano a soste di fortuna.

Le strade dell’isola sono una vera goduria per i bikers tra curve, tornanti e gomiti che si susseguono uno dopo l’altro. Le direzioni ben due, andando giù a picco sul mare o in alto, immergendosi nei boschi e nella fitta vegetazione di montagna.

Un continuo zig-zag, con pendenze anche considerevoli ma sempre con l’occhio rivolto al mare, nella terza isola più grande d’Italia. Quali sono le prime due? Ovviamente, Sicilia e Sardegna. Uno spettacolo indescrivibile, che dalle alture sembrerà quasi sprofondare nell’infinito del mare e che tra stradine e sentieri porta alla scoperta di borghi e spiagge incantevoli.

La rete viaria non è male: buono l’asfalto, pulito il fondo e molto chiara e presente la segnaletica. Diverse sono le arterie principali che poi si dipanano in tantissime diramazioni che permettono di raggiungere ogni angolo dell’isola tra i borghi o a strapiombo sul mare, le strade sono tutte godibili ed appaganti.

Per i più temerari, l’adrenalina e l’ebbrezza aumentano sui tanti sterrati e sulle mulattiere dell’isola. Occhio però a non fare di testa propria: non tutte sono accessibili quindi prima di prendere decisioni avventate è bene contattare l’Ente Parco per capire quali sono le vie aperte, ricordando che ci troviamo comunque in una zona protetta.

Perdersi è impossibile

Un vero bikers non ha bisogno di molto, perché il senso dell’orientamento è quello che non sbaglia mai. Perdersi poi sull’Isola d’Elba è davvero difficile, spazio dunque all’improvvisazione e alle emozioni delle scoperte inaspettate.

Il consiglio è di lasciare a casa il navigatore e lasciarsi trasportare dagli itinerari “improvvisati”. Si può però, per non essere mai impreparati, scaricare gratuitamente in Pdf sul sito ufficiale la cartina dell’isola.

Diversi sono i distributori di carburante disseminati per il territorio insulare. Nessun problema di autonomia, dunque. Se questo era uno dei possibili fattori che potevano scoraggiarvi, eliminatelo.

Tante strutture moto friendly

Non mancano poi le strutture insulari pronte ad accogliere i tanti motociclisti che ogni anno scelgono un tour a due ruote sull’Elba.

I camping sono l’alternativa più adeguata con tanto spazio e attrezzatura dedicata ai bikers, full optional dove non manca di certo la comodità e la libertà di poter ammirare l’isola in totale libertà.

E poi anche alberghi, b&b e ostelli tutti a prezzi molto accessibili.

L’Isola d’Elba in moto, due itinerari imperdibili

Isola d'Elba, Monte Capanne
Il Monte Capanne, la vetta più alta dell’Isola d’Elba

Tanti e tutti diversi sono gli itinerari in moto che l’Isola d’Elba ci riserva. Da quelli “programmati” a quelli più “improvvisati” e wild.

Di certo però ce ne sono almeno due imperdibili che almeno una volta vi consigliamo di seguire: l’anello occidentale e il percorso che conduce da Porto Azzurro a Cavo.

L’anello occidentale propone un percorso di circa 40 chilometri lungo una strada panoramica. Un itinerario di grande bellezza che si snoda tra Marina di Campo, Seccheto e Fetovaia, fino a Procchio. Prima piccola sosta a Cavoli. Si spengono i motori a pochi passi dalla spiaggia, la più rinomata tra i giovani anche in inverno. Con il freddo si può ascoltare nel silenzio più totale il fragorio delle onde che si infrangono sull’arenile.

Dopo questa sosta rigenerativa di nuovo in sella sull’anello occidentale costeggiando le spiagge fino a Pomonte, sotto il massiccio di Monte Capanne per poi salire verso Marciana.

Sempre più in alto, tra le scogliere, passando La Zanca e Sant’Andrea, località caratteristica per i giardini fioriti che si alternano tra scogliere e castagni. Il paesaggio cambia, la vegetazione è più rigogliosa, l’aria è più fresca e il panorama entusiasmante.

A Marciana si è a quota 375 metri. Sosta obbligatoria per gustare l’immensità della natura prima degli stretti tornanti costeggiati da lecci e castagni che portano a Marciana Marina.

Se non avete fretta di tornare, anche qui un’altra sosta è consigliata per vedere da vicino il quartiere arroccato sugli scogli, Il Cotone molto suggestivo con il suo porticciolo variopinto dalle tante imbarcazioni dal colore sgargiante. Tappa successiva e conclusiva dell’anello occidentale: Procchio.

Porto Azzurro – Cavo

Da Porto Azzurro a Cavo è il secondo itinerario che noi di TrueRders vi segnaliamo. Un giro in motocicletta di circa 45 chilometri che attraversa il versante orientale dell’isola e che da Porto Azzurro ci porta appunto fino a Rio Marina e a Cavo.

Porto Azzurro è una località molto apprezzata e rinomata soprattutto per la sua offerta enogastronomica. Un gustoso assaggio dell’Elba sul lungo mare è un’esperienza da provare.

Uscendo da Porto Azzurro ci si dirige verso Rio Marina. Strade meno strette e qualche rettilineo ci accompagnano nel viaggio per concederci nella parte finale del tragitto ampie vedute su tutta la costa continentale.

Da qui si può decidere se fare una piccola deviazione per Rio nell’Elba o proseguire verso Rio Marina. Scendiamo dalla sella e immergiamoci nell’abitato dove vi consigliamo di visitare il Museo del Parco Minerario.

Riaccendiamo i motori e tiriamo dritto verso Cavo, il punto più vicino alla Penisola. Piombino sembra essere davvero ad un passo da noi tanto che evidenti e nitide sono le ciminiere delle acciaierie.

Siamo arrivati all’estrema punta dell’isola ed ora due sono le alternative: tornare indietro oppure seguire la strada del Volterario. Il tracciato ricco di emozioni e pieno di curve e tornanti ci porta dritti a Portoferraio e al Castello del Volterraio.

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