Il campeggio più alto d’Europa in Valle d’Aosta


Siamo Elisa e Viktor, compagni di vita e appassionati di viaggi e di moto. A settembre 2022 siamo diventati fieri proprietari di una bellissima V-Strom 650 e, per inaugurarla, abbiamo deciso di organizzare un giro in moto di due giorni in Valle d’Aosta e di festeggiare così il mio compleanno. Mio marito apprezza molto i paesaggi naturali e il contatto con la natura, io invece prediligo le visite culturali. La Valle d’Aosta dunque ci è sembrata una scelta perfetta perchè offre un po’ di tutto: montagne maestose, cascate incantevoli, panorami mozzafiato e tanti antichi castelli.

Per rendere il nostro viaggio ancora più avventuroso, abbiamo scelto di soggiornare una notte in campeggio. Devo confessare che all’inizio ero molto perplessa al riguardo perchè non avevo mai montato una tenda in vita mia, ma mi ha convinta mio marito che, al contrario di me, ha acquisito una certa esperienza in materia. Dopo aver cercato online informazioni su vari campeggi, Viktor ha scelto il camping Pont Breuil, situato nel parco nazionale del Gran Paradiso a ben 4061 metri di quota: il campeggio più alto d’Europa!

E così il 10 settembre 2022 siamo partiti da Milano. Avevamo programmato di partire al mattino presto ma, a causa di un contrattempo, abbiamo dovuto posticipare la partenza. Dopo aver caricato nelle borse laterali la tenda, i sacchi a pelo, i materassini e i cuscini gonfiabili e, nel bauletto posteriore, un cambio di vestiti completo per ciascuno, siamo partiti poco dopo pranzo ma, considerato il ritardo sulla tabella di marcia, invece della statale abbiamo preferito imboccare l’autostrada. Il viaggio è durato qualche ora. Attraversando il Piemonte abbiamo potuto osservare da lontano il Castello di Masino (un bene FAI che andremo sicuramente a visitare) e, poco dopo, siamo entrati in Valle d’Aosta. Quando abbiamo passato il confine tra il Piemonte e la Valle d’Aosta siamo rimasti affascianti dal paesaggio: il tempo era perfetto e un bel sole caldo illuminava le montagne sulle quali si potevano osservare chiaramente numerosi castelli. Dall’autostrada abbiamo potuto ammirare anche la maestosità del forte di Bard.

Castello di Issogne

La nostra prima tappa è stato il castello di Issogne. Dopo aver legato la moto nell’ampio parcheggio di fronte al castello, siamo entrati a fare i biglietti verso le ore 17.00. Gli ingressi avvengono ogni mezz’ora con l’accompagnamento della guida. Esternamente il castello non è particolarmente appariscente, ma non appena siamo entrati abbiamo subito capito quanto fosse speciale. Con il sole che stava tramontando il cortile interno con la fontana del melograno aveva assunto un’atmosfera suggestiva, ma ciò che ci ha colpito maggiormente sono gli affreschi che hanno conservato fino ad oggi i loro colori accesi e brillanti.

Le lunette del porticato rappresentano un’importante testimonianza storica poiché sono decorate con affreschi raffiguranti scene di vita quotidiana del Medio Evo, ricche di dettagli curiosi e interessanti che la guida ci ha aiutato a decifrare. Un’altra particolarità di questi affreschi è che mostrano tantissime incisioni di graffiti. Non si tratta assolutamente di atti vandalici, ma sono delle scritte in lingua francese, latina e italiana che sono state lasciate nel corso dei secoli da viaggiatori, visitatori e ospiti del castello. I graffiti sono presenti anche all’interno della struttura, ma sono particolarmente evidenti nelle lunette del porticato del cortile. La visita dell’interno del castello ci ha lasciati piacevolmente sorpresi grazie alla pregevole ricostruzione degli arredi e alle raffinate decorazioni delle stanze. L’ambiente che sicuramente ci ha affascinati maggiormente è la sala della giustizia dalle pareti sontuosamente affrescate ed un soffitto ligneo riccamente lavorato.

Terminata la visita del castello di Issogne, abbiamo proseguito il nostro viaggio verso il campeggio Pont Breuil. Abbiamo imboccato la statale SS26 ancora ignari delle sorprese che ci avrebbe riservato: dietro ogni curva si nascondeva una cascata, uno scorcio panoramico sulle montagne, un castello abbarbicato sulle rocce o una chiesa dal fascino antico. Ammirare questo panorama alla luce del tramonto ci ha davvero incantato. Ci siamo fermati a cenare in una pizzeria lungo la strada e, dopo aver affrontato gli ultimi tornanti, siamo arrivati al campeggio alle 22. Dopo aver parcheggiato la moto, montato la tenda e gonfiato i materassini, ci siamo finalmente coricati, stanchi ma davvero appagati.

Al nostro risveglio abbiamo trovato la moto completamente gelata e la tenda ricoperta da un sottile strato di ghiaccio, segno che durante la notte la temperatura era scesa sotto lo zero. A scaldarci il cuore, più della deliziosa colazione con cappuccino e torta di mele, è stata la vista spettacolare delle montagne proprio di fronte alla nostra tenda. È impossibile descrivere a parole i sentimenti di felicità che abbiamo provato. Ci siamo sentiti veramente a contatto con la natura e circondati da una bellezza ineguagliabile. Dopo colazione abbiamo intrapreso un breve e facile percorso di trekking per gustarci fino in fondo l’esperienza di una vacanza in montagna. Al nostro ritorno abbiamo smontato la tenda e caricato la moto. Abbiamo lasciato il campeggio poco dopo mezzogiorno e ci siamo avviati verso la nostra seconda meta: il castello di Fénis. Abbiamo pranzato in una brasserie lungo la strada e abbiamo percorso a ritroso la SS26 fino ad arrivare alla nostra destinazione. Lungo il percorso ci siamo imbattuti in nuovi castelli che visiteremo nel nostro prossimo viaggio in Valle d’Aosta: il castello di Saint Pierre e il castello reale di Sarre.

Castello di Fénis

Siamo arrivati al castello di Fénis intorno alle 16. Anche qui, come al castello di Issogne, sono previsti ingressi con l’accompagnamento della guida ogni mezzora. La visita è stata molto interessante e il castello non ci ha affatto delusi. Esternamente è molto più imponente del castello di Issogne grazie alla doppia cinta muraria e alle alte torri che gli conferiscono la forma di un castello fiabesco. Altrettanto spettacolari sono gli affreschi della cappella (in particolare l’affresco della Madonna della Misericordia) e quelli del cortile tra i quali spicca soprattutto quello raffigurante San Giorgio che uccide il drago. Abbiamo terminato la visita verso sera e lasciandoci le montagne e il tramonto alle spalle ci siamo avviati verso casa.

Questo è stato il primo di una lunga serie di viaggi che intraprenderemo e per questo motivo è stato molto speciale. Abbiamo voluto condividere la nostra esperienza per consigliarla a chi, come noi, ama aggiungere un pizzico di avventura alle proprie vacanze anche quando non ha molto tempo a disposizione. Speriamo che il racconto del nostro viaggio possa ispirare altri motociclisti a trovare una meta perfetta per evadere dalla quotidianità.



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