Ritorno all’Estate – Un fine settimana ottobrino sull’isola di Arbe


Strada Maestra Adriatica – Jadranska Magistrala (Strada Europea E65)

  • Lunghezza (km): 225
  • Durata: 4 ore (escluse le soste), 7 ore (incluse le soste consigliate)
  • Partenza: Trieste
  • Arrivo: Arbe
  • Principali Località attraversate: grotte San Canziano, Bisterza, Fiume, Segna
  • Periodo ideale di percorrenza: fine estate / autunno
  • Dettagli del viaggio descritto: 3 giorni 2 notti dal 30/10 al 1/11 2022, moto Bmw R1250gs HP, 2 persone.

Diario di viaggio

Vi trovate mai a ripensare ai viaggi in moto fatti durante l’estate? A rivivere quegli attimi cullandovi in una dolce nostalgia e sottile voglia di rimontare in sella per evadere ancora qualche  giorno dal solito trantran? Bene, allora questo è il mini tour autunnale che fa per voi. 

Sarebbe troppo facile darvi il ritrovo al Caffè degli Specchi in Piazza Unità d’Italia nel centro di Trieste (che peraltro avrete già visto) per cui vi fisso il luogo di incontro con i vostri amici Riders al mattino presto al “Bar Vatta” di Opicina, qualche chilometro dal confine di Fernetti e punto di partenza obbligato per tutti i tour in direzione Slovenia/Croazia.

Degustato un triestinissimo caffè Illy, magari accompagnato da un delizioso croissant, siete pronti per abbandonare ogni pensiero lavorativo ed immergervi nel profumo di questo tour autunnale, prendendo la direzione per Divaccia. Mi raccomando, senza imboccare l’odiata autostrada, ma la 446 seguendo le indicazioni per le Grotte di San Canziano, prima tappa del viaggio.

Seppur meno conosciute rispetto a quelle di Postumia (ma non siamo qui per consigliarvi banalità!) sono inserite nel registro del Patrimonio Mondiale tenuto dall’UNESCO. Se volete fare il giro completo delle grotte ci vogliono circa 90 minuti, il mio suggerimento è quello di fare una piccola sosta alla locanda del paesino di Betanja, da cui parte una breve passeggiata che vi porterà al ciglio della voragine da cui potrete ammirare lo spettacolo naturale del fiume Timavo essere inghiottito dalle enormi fessure del terreno carsico.

Riprendendo il cammino, non vi farò fare la strada più veloce per Fiume (quella che vi impone Google Maps per capirsi), ma vi “obbligo” a passare per la strada 405, risalendo il fiume Timavo, che avete appena visto inabissarsi. La strada è scorrevole, ben tenuta, poco trafficata ed ha delle curve veloci e morbide tutte da gustare. La natura qui vi offre le più belle sfumature dei colori autunnali, che vi lasceranno letteralmente incantati.

Seppur viaggerete accompagnati dal sole, attraversando la Slovenia in questo periodo, potreste incappare in temperature mattutine piuttosto fresche, quindi vi consiglio di portare un sotto giacca, che toglierete di sicuro una volta arrivati in Croazia, quando ormai il sole sarà alto.

La 405 ad un certo punto incrocia la 6, girate a destra in direzione Bisterza, da qui in avanti non potete sbagliare, seguendo le indicazioni per Fiume/Croazia arriverete in un battibaleno al confine di Ruppa, da dove (ahimè) inizia un pezzetto di autostrada la E65/A7, che seguirete per circa 45 km fino all’inizio della mitica “Magistrala”, vero obiettivo motociclistico di questo giro.

Se avete un giorno in più potete evitare l’autostrada e seguire la statale 8, per passare una giornata ad Abazia, località turistica davvero stupenda. Adagiata  sul mare, è una cittadina che vive di memorie architettoniche liberty con un sapore romantico d’altri tempi, qui potrete visitare il centro ben ristrutturato ed ammirare le ville di vacanza dei nobili italiani dei primi del Novecento, pranzare a Laurana da Najade “pied en l’eau” e poi prendere un caffè e delizioso pasticcino a Volosco da Kaokakao.

Riprendiamo il nostro tour in direzione Arbe, iniziando a percorrere la Magistrala, strada costiera di bellezza imbarazzante, che non ha nulla da invidiare alle cugine del genere, dalla Sarda Sp105 Alghero-Bosa od alla Californiana SS1 Sanfra-Monterrey. Esagero? Andate a scoprirlo con i vostri occhi. La direzione nord-sud è quella che preferisco.

Alla vostra destra il Canale della Morlacca, un braccio di mare che separa la Costa dalle isole dell’Arcipelago del Quarnaro: Veglia, Pervicchio, Calva, Arbe e Pago. Il Canale si estende parallelamente alla catena montuosa delle Alpi Bebie, dominate dal monte Velebit. Il canale è esposto per gran parte dell’anno a violente raffiche di bora (vento delle steppe ungheresi) che imperversando da est, con la sua potenza impedisce la vita sulle coste orientali delle isole. Queste, viste dalla terraferma, sono completamente spoglie di vegetazione ed offrono un desolato quanto suggestivo paesaggio lunare, che ricorda le isole Incoronate nella Dalmazia del sud.

Alla vostra sinistra invece ammirerete una rigogliosa vegetazione mediterranea, il foliage autunnale del sommaco (legno usato un tempo da queste parti per fare le pipe) vi regalerà tinte che vanno dal giallo oro al rosso brillante porpora, e che paiono talvolta vere e proprie fiammate nel paesaggio carsico fatto di ruvide rocce bianche appuntite.

Le curve sono morbide e veloci, la strada è piuttosto ben tenuta, dovete assolutamente fermarvi per qualche foto nelle piazzole panoramiche, la luce qui è incredibile. Il mare è un nastro scintillante che scorre alla velocità della vostra moto e non vorrete che la strada finisca mai.

Direi che è arrivato il momento del pranzo, consiglio di fermarvi per un piatto di scampi e calamari alla griglia da “Martina”, appena prima di Segna. In attesa che sia pronto potete anche farvi un tuffo nel mare verde-azzurro, dal moletto che sta proprio sotto alla terrazza panoramica della trattoria. Da paura.

Il caffè prendetelo nel porticciolo di Segna, cittadina nota perché presa come riferimento per il passaggio del 45° parallelo. Fate una rapida visita alla fortezza di Nehaj, costruita dai pirati Uscocchi nel Cinquecento, purtroppo rubando le pietre ed i materiali da chiese e monasteri limitrofi di origine romanica.

Risaliti in moto vi godrete gli ultimi chilometri della Magistrala, fino al bivio per il traghetto di Arbe (consiglio: arrivate almeno 15 minuti prima la puntualità non è dei croati, in ogni caso date uno sguardo al sito jadrolinija.hr).

Il passaggio in traghetto ha sempre un sapore speciale: l’abbandono evocativo della terraferma per raggiungere le isole regala ogni volta una sensazione di vacanza, di evasione. Inoltre mi diverte sempre lo sguardo complice tra motociclisti che superata la fila di automobilisti annoiati, adagiano le moto nella pancia del ferryboat prima di tutti!

Arbe. Che dire, naturalisticamente l’isola ha due facce, il lato est, quello che ci accoglie appena arrivati, è completamente spoglio e brullo, la vita ai lati della strada è rappresentata solo da alcune pecore che vagano solitarie in attesa di una tosata o di essere servite in campana sul banchetto di qualche turista tedesco.

Il lato ovest invece è verdissimo, una natura rigogliosa, piena di vita e di colori. Ovviamente la moto è il mezzo migliore per scoprire e raggiungere le spiagge nascoste su tutto il perimetro dell’isola, meglio se guidate una enduro stradale, perché per arrivare al mare spesso bisogna fare sentieri sterrati o sabbiosi… un po’ come in Sardegna. Le più belle sono a nord, Zidine una chicca, Sahara la spiaggia più grande di sabbia, ma per raggiungerla bisogna camminare un po’. Sul lato ovest c’è una variegata scelta di calette dove fare un tuffo, le spiagge sono di sassi bianchi e l’acqua è trasparente…ma soprattutto in questo periodo sarete quasi da soli!

Vi consiglierò sempre la Croazia di fine stagione per una serie infinita di motivi: eviterete il caos e la maleducazione dei turisti d’agosto, i croati saranno un po’ meno scontrosi, troverete facilmente posto ovunque, vi immergerete realmente nei sapori e negli odori dei luoghi…e potrete sfruttare i prezzi di fine stagione. A tale proposito vi consiglio di soggiornare all’Hotel Arbiana, camere molto confortevoli, colazione eccezionale e…parcheggio custodito per le moto.

Arbe ha origini antichissime ed una storia ricca di cultura. I Romani la conquistarono nel II secolo a.C., poi passò sotto Venezia a partire dal 1000, a parte qualche periodo di altri dominii stranieri, rimase sotto l’ala del Leone di San Marco fino all’arrivo di Napoleone per poi passare sotto l’Impero Austro-Ungarico. Fu oggetto di una repentina occupazione da parte di D’Annunzio che ascoltò le voci degli abitanti di origine italiana che ne rivendicavano il possesso culturale alla luce dei secoli di dominio veneziano.

Del resto il patrimonio culturale veneziano è ben visibile perdendosi nel dedalo di vie e viuzze della città antica, ammirando edifici ben conservati e di una straordinaria delicatezza architettonica. Arbe è costruita su un piccolo promontorio e le mura millenarie si affacciano a strapiombo sul mare, qui natura ed architettura si fondono in un’armonia di rara bellezza e proporzione che culmina con i famosissimi quattro campanili che svettano tra gli edifici romanici e rinascimentali.

Dopo questo fine settimana incantevole, potremo dire di aver ingannato l’estate che “andando se ne va”, allungandola di qualche giorno ed aggiungendo qualche colorato ricordo al personale bagaglio dei sogni motociclistici, sogni che ci regaleranno un caldo tepore all’anima durante il gelido inverno senza moto.



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