La Basilicata: una regione ricca di sorprese!


Sempre di passaggio per raggiungere altre mete ma con l’intenzione di fermarmi prima o poi ad osservare da vicino una regione che in modo silenzioso nasconde dei paesaggi mozzafiato. La Basilicata finalmente diventa la mia meta, senza fretta, con l’unico obiettivo di godermi ogni angolo e ogni curva.

In tre soli giorni riesco ad assaporare paesaggi magnifici, dalla montagna, al mare, dai colori autunnali, invernali e quasi estivi! Una cornice pittorica unica e ricca di emozioni.

Il primo giorno mi vede partire da Catania e percorrere i km che mi separano da Castelmezzano, meta in cui pernotto. Prima di raggiungerla, arrivo al Parco nazionale del Pollino, un promontorio che divide la Calabria dalla Basilicata, salgo poi dal versante calabrese, cioé da Mormanno, per finire al rifugio di Piano Ruggio, il rifugio più alto, situato già in Basilicata.

A seguire mi dirigo verso la diga di Monte Cotugno e a Senise. Una volta sceso, poi, dal versante lucano decido di intraprendere una delle strade più belle d’Italia: la SP92 direzione Potenza, tra i colori che cambiano ad ogni curva, costeggiata da città svettanti e ricche di storia.

Il secondo giorno decido di visitare Castelmezzano con il caratteristico volo dell’angelo, un cavo d’acciaio che collega le vette della città a quella di Pietrapertosa, attrazione principale di tante menti un po’ spericolate, un po’ amanti della libertà e poi la città dell’utopia a Campomaggiore Vecchio. Proseguo poi per Viggiano, dove visito il Santuario della Madonna, ovverosia un percorso a piedi di 1300m in salita, e arrivo a Castelsaraceno, una cittadina molto particolare, quasi arroccata, custode del ponte tibetano, un ponte di 586 m, da percorrere col fiato sospeso in bilico sui suoi 80 m di altezza!

Mi dirigo così a Maratea, dove dormirò e comincerò il terzo giorno con un protagonista indiscusso della regione: il Cristo Redentore, una statua che sovrasta la città, il terzo più alto al mondo, situato alla fine di una serie di curve meravigliose.

Una volta arrivato lì, mi stupisco e mi emoziono per lo spettacolo silenzioso e fragoroso allo stesso tempo per l’imponenza della statua e del paesaggio sottostante, un paesaggio che vede un mare calmo attorniato dai raggi chiari del sole di una prima mattina di dicembre.

Proseguo il mio giro con la visita della città di Maratea salendo poi verso Sapri, in una delle strade più belle della regione. Procedo in direzione Salerno verso casa, pieno di nuove sensazioni, sempre grazie soprattutto alla mia KTM 1290 adv che mi accompagna fedelmente in tutte le mie avventure!



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