A più di 600 metri d'altezza c'è uno straordinario borgo verde, e da qui si sale verso il Colle San Bernardo

A più di 600 metri d’altezza c’è uno straordinario borgo verde, e da qui si sale verso il Colle San Bernardo

Leonardo Anchesi  | 23 Gen 2024  | Tempo di lettura: 5 minuti
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  • Titolo: SS 28 del Colle di Nava
  • Lunghezza (km): 160
  • Durata: 3 ore
  • Altezza massina (m s.l.m.): 600
  • Chiusura invernale: No
  • Partenza: Imperia
  • Arrivo: Ceva

Sul naturale percorso che dalle coste dell’imperiese conduce ai monti del cuneese, insiste un grazioso borgo verde che risponde al nome di Garessio, noto al mondo per i “garessini”, morbidi dolcetti di cacao e nocciola, e per il Colle San Bernardo, meta turistica che attrae numerosi visitatori in ogni stagione. Per noi biker, inoltre, è come un parco giochi su asfalto: il tracciato della strada statale 28 del Colle di Nava, di fatti, parte dal mare e raggiunge i monti, in un appassionante dedalo di curve che si snodano nelle valli liguri e, più alto, in quelle piemontesi. Insomma, un vero e proprio godimento dall’inizio sino alla fine che, a scelta vostra, potrà essere a Garessio o, in alternativa, più in su, verso Ceva e Mondovì. In altre parole, a voi tocca solo decidere quanto rimanere nel parco giochi perché al biglietto, oggi, ci pensiamo noi di TrueRiders.

La “28” resta sempre un grande classico

Mappa

Itinerario

Partenza fissata da Imperia, grazioso capoluogo di provincia dell’estremo ponente ligure, vero gioiello del turismo balneare nostrano. Tuttavia, oggi, la nostra meta è verso i monti e quindi punteremo la prua della nostra moto verso nord. Attraversati i quartieri storici della città, Porto Maurizio e Oneglia, nei pressi della SS 1 Aurelia andremo a imboccare la SS 28 (per gli amici solo “la 28”), una strada che è un vero must per i motociclisti locali e anche per quelli “forestieri” che, spesso, vengono appositamente in quelle zone per percorrere proprio questo tracciato. Superato il lungo rettilineo dell’argine sinistro del torrente Impero (che dà il nome anche alla città), la 28 incomincia subito a far capire che, da qui in avanti, sarà lei a dettare il passo: una serie di destra-sinistra in rapida successione suggeriscono che il mare sarà, a breve, solo un timido ricordo.

E difatti, nel giro di pochi chilometri, ci si immerge nel verde dei pendii circostanti, in un’atmosfera che tutto ricorda fuorché spiagge e ombrelloni. Pontedassio, Pieve di Teco (vale una breve sosta per gustare l’ottima focaccia) e Nava sono i borghi che incontrerete nel versante ligure, prima di salutare la terra della torta verde e del pesto per fare il vostro ingresso trionfale nella provincia del tartufo. Il grazioso borgo verde di Ormea vi darà il benvenuto; anche qui, qualora voleste, una sosta ci sta tutta. Ma non attardatevi, la strada è lunga e il divertimento costante. Tratti di fondo valle, con ampi rettilinei e curve veloci, si alternano a segmenti senza fiato, dove il percorso si trasforma in un susseguirsi di meandri stretti e impegnativi. Occhi aperti, quindi, e gas moderato: la strada porta a certe libertà ma non dimentichiamoci che esiste il codice della strada.

Garessio, i garessini e il Colle San Bernardo

Un’antica carta raffigura Garexium

La strada vi condurrà a Garessio, paese di partenza per il Colle San Bernardo. Da qui, infatti, incontrerete la SS 582 del Colle San Bernardo; imboccando questa statale potrete raggiungere il Colle e, volendo, tornare verso la Liguria da un altro percorso, raggiungendo Albenga e, da lì, tornare a Imperia per il tramite della via Aurelia, l’antica via consolare che collega Roma alla Francia, attraverso il litorale tirrenico. Garessio, autentico borgo risalente al secolo XI, merita una visita; da sempre punto di passaggio obbligatorio per i viandanti che si spostavano dalla montagna verso il mare (e viceversa), il territorio di Garessio ospita la bellissima Reggia di Valcasotto, antica residenza nobiliare realizzata nel XI secolo (l’attuale impianto risale, invece, al XVI-XVII secolo).

La Reggia di Valcasotto, vanto per il comune di Garessio

Il palazzo, dallo stile particolarmente ricercato, fu acquisito dalla famiglia Savoia nel 1837 e, successivamente, rivenduto a privati nel 1881. I reali sabaudi vi soggiornarono in diverse occasioni, in particolar modo Vittorio Emanuele II che amava venire a caccia in questa zona e frequentare questo.

Partenza o meta, Imperia vale decisamente una lunga visita

Il Duomo di San Maurizio al Parrasio è un vanto per i Portorini

Che sia il punto di partenza o di arrivo (o anche entrambi), non potrete non dedicare qualche ora (se non giorno) alla cittadina di Imperia. La sua fondazione è relativamente recente: risale, difatti, al 1923 (da poco ha infatti compiuto un secolo) quando, con decreto reale, Sua Maestà Vittorio Emanuele III sancì l’unione dei due comuni di Porto Maurizio e Oneglia, insieme ad altri nove comuni più piccoli situati sempre nelle vicinanze (Borgo Sant’Agata, Caramagna Ligure, Castelvecchio di Santa Maria Maggiore, Costa d’Oneglia, Poggi, Torrazza, Moltedo, Montegrazie e Piani). Il nome fu ripreso dal torrente Impero, naturale confine fra i due quartieri principali Porto e Oneglia.

Villa Grock, la misteriosa residenza del Re dei Pagliacci

Qui, potrete fare piacevoli passeggiate sul lungo mare della Marina di Porto Maurizio o, in alternativa, sul porto di Oneglia dove, la mattina presto, potrete assistere al momento del rientro dei pescherecci. Il centro storico di Porto Maurizio, il Parrasio, vi accoglierà con i suoi stretti e ripidi carrugi per condurvi al maestoso Duomo di San Maurizio; Oneglia, di contro, vi farà respirare l’atmosfera degli antichi borghi di pescatori, oltre a nascondere perle rare come Villa Grock, la bizzarra e affascinante residenza del Re dei clown all’Olympia di Parigi che qui decise di passare i suoi ultimi anni. Insomma, c’è veramente l’imbarazzo della scelta e qui avrete la possibilità di creare a vostro piacimento la vacanza che più desiderate.

Credit foto:
Garessio – Wikipedia
Reggia di Valcasotto – Wikipedia
Imperia – Wikipedia
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Leonardo Anchesi
Leonardo Anchesi

Garfagnino DOC e Sardo di adozione, sono uno storico dell’arte (da qualche anno) e biker sin dalla più tenera giovinezza. Ho iniziato a collaborare con TrueRiders nel 2023 per mettermi in gioco nel campo della scrittura e ho voluto cominciare scrivendo di qualcosa che amo particolarmente: la moto e tutto ciò che le ruota attorno.



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