Passo della Futa, il valico della Linea Gotica

Passo della Futa

Il Passo della Futa è considerato un vero paradiso dagli appassionati delle due ruote, un valico naturale ricco di paesaggi magnifici e di curve emozionanti.

Situato sull’Appennino tosco-emiliano (più precisamente nella provincia di Fiorenzuola), ad un altitudine di 903 metri sul livello del mare; il Passo della Futa è molto conosciuto sin da epoche remote: già nel Medioevo, infatti, serviva per collegare due grandi città importanti del Nord e del Centro Italia, ovvero Bologna e Firenze.

Dalla sommità del Passo si possono ammirare stupende vedute del versante toscano ed emiliano dell’Appennino e scorgere il vicino Monte Gazzaro (1118 m.), che si può raggiungere in circa due ore percorrendo a piedi il sentiero ben segnalato del CAI 00.

Tutto quello che c’è da sapere sul Passo della Futa

Una storia travagliata

Durante la Seconda guerra mondiale, furono edificate sul Passo della Futa numerose fortificazioni da parte dell’esercito tedesco, come parte del sistema difensivo denominato Linea Gotica. Tali opere furono abbandonate alla fine della guerra ma permane ancora un importante cimitero militare germanico, che è possibile visitare e che riunisce le salme di oltre trentamila soldati tedeschi caduti nel territorio tosco-emiliano.

Oggi i viaggiatori possono ancora percorrere quell’antica rotta attraverso la Strada Regionale 65 della Futa e ammirare quello che resta della sua lunga storia, si tratta di una rotta più lunga e impegnativa rispetto alla vicina Autostrada del Sole ma che sa regalare emozioni più intense a chi ama le bellezze naturali del territorio italiano.

Passo della Futa
Il cimitero militare germanico costruito sulla vetta del Passo della Futa

Il periodo migliore per visitare

Il periodo migliore per organizzare un viaggio in moto e raggiungere il Passo della Futa è sicuramente quello che va dalla primavera all’estate, questo principalmente perché in inverno non sono da escludere abbondanti nevicate e forti raffiche di vento.

Proprio per proteggere i viaggiatori da queste pericolose condizioni atmosferiche è stato realizzato sulla sommità del Passo della Futa un lungo muro di protezione. Non bisogna dimenticare che il periodo della fioritura primaverile è anche quello che permette di godere maggiormente della natura che caratterizza il percorso, con i suoi boschi di conifere, abeti e aceri montani.

Passo della Futa in moto

Mappa

La strada bolognese

Passo della Raticosa
Passando per la Futa si raggiunge la Raticosa: sono quasi ‘due passi in uno’

Sono diversi gli itinerari che si possono fare per raggiungere il Passo della Futa. Per chi arriva da Bologna la prima tappa è prendere la via Emilia, in direzione Imola. Subito dopo aver superato il ponte sul torrente Idice si imbocca la Strada Provinciale 7, seguendo le indicazioni per il paese di Monterenzio.

Arrivati al paese è il momento di lasciarsi alle spalle il tranquillo rettilineo della provinciale per iniziare ad affrontare le tante curve, alcune un po’ impegnative, che portano fino al Passo della Raticosa, altro bellissimo passo della zona appenninica che vale una sosta per ammirare il paesaggio circostante.

Il Passo della Raticosa è il punto d’ingresso nel territorio toscano dall’Emilia e anche quello in cui inizia la rapida discesa lungo la Strada Regionale 65. Durante gli ultimi chilometri è possibile osservare i panorami dell’alta montagna, con prati verdi e cime innevate.

Il tratto finale che porta al Passo della Futa è caratterizzato da un’ultima salita, tutta curve, che sa regalare vere emozioni agli appassionati della moto, prima di godere del meritato riposo arrivati in vetta.

Il percorso fiorentino del Passo della Futa

Lago di Bilancino
Il Lago di Bilancino, nel Mugello

Chi parte da Firenze, invece, può imboccare subito la panoramica Strada Regionale 65 in direzione Barberino del Mugello. Dopo aver passato gli abitati di Pian di Mugnone e Novoli, la strada arriva fino ad un bacino artificiale, il Lago di Bilancino, creato per evitare la piena del fiume Arno.

Durante la stagione estiva la riva di questo piccolo lago, situato a 252 metri sul livello del mare, è balneabile e merita una sosta ristoratrice. Risalti in moto è il momento di affrontare la salita, dal paese di Montecarelli si prosegue fino al centro di Monghidoro, ormai in territorio emiliano, che può essere ricordato anche per essere la città natale del celebre cantante Gianni Morandi.

Ancora una ventina di minuti di curve ed ecco apparire la vetta del Passo della Futa, dove è possibile riposare e rifocillarsi, dopo i quasi 120 chilometri percorsi, in uno dei bar e ristoranti presenti sul passo.

Da Fiorenzuola, infine, il percorso è molto più breve rispetto ai precedenti e anche ben segnalato. Distante appena 12 chilometri circa, infatti, il Passo della Futa si può facilmente raggiungere grazie alla Strada Provinciale 116, passando per le frazioni di Cornacchiaia e Castro San Martino. Proprio a Cornacchiaia è possibile fare una breve deviazione per visitare un’antica Pieve situata lungo il tragitto che un tempo conduceva al Passo dell’Osteria Bruciata, un altro sentiero storico legato ad una leggenda piuttosto macabra, che racconta di un oste che uccideva e derubava i suoi malcapitati viandanti, ma oggi completamente abbandonato.

Proseguendo sulla Strada Provinciale 116 e superato anche il piccolo nucleo abitato di Castro San Martino, inizia la salita che in poco tempo raggiunge il Passo della Futa.

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