San Martino di Castrozza e le Pale di San Martino in moto

San Martino di Castrozza

Il Trentino è il sogno di ogni buon motociclista, soprattutto se la meta è scelta corrisponde a San Martino di Castrozza e le Pale di San Martino. Nella provincia di Trento, croce e delizia dei riders, si incontrano paesaggi montani di autentico splendore, seguendo quelle direttrici ricche di passi e valichi che fanno la fortuna di questo angolo d’Italia.

Nel cuore del Parco Naturale Paneveggio, dove insistono queste rocce così amate del complesso dolomitico, troviamo ragione di un viaggio che si fa scoperta, avventura e tuffo in un bagno di pura meraviglia naturale. Non è facile destreggiarsi tra le tante proposte del Trentino per il mototurista, ma vale la pena fare un excursus generale per capire come mai questi luoghi destano così tanto l’attenzione e richiamano viaggiatori provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa.

Pronti a partire?

Tutto quello che c’è da sapere su San Martino di Castrozza

San Martino di Castrozza non è un comune autonomo, ma la frazione più conosciuta, insieme a Fiera di Primiero, del nuovo comune di Primiero San Martino di Castrozza, nato nel 2016 grazie a un referendum che riunì in un’unica entità quattro comuni: Fiera appunto, insieme a Siror, Tonadico e Transacqua.

Oggi abbiamo dunque un’unica realtà, con la casa comunale fissata all’apparentemente bassa quota di 710 m s.l.m. e con un piacevolissimo panorama che spazia su ben duecento chilometri quadrati, a ridosso della top 100 dei comuni più estesi d’Italia.

Il comune di Primiero San Martino si trova in una posizione felicissima, a ridosso del confine con le Dolomiti Bellunesi e in un contesto paesaggistico che nel 2009 gli è valso l’ingresso tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO, insieme all’intero arco dolomitico.

Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino

Primiero, Canal San Bovo, Imèr, Mezzano, Moena, Predazzo e Sagron Mis. Sono loro i sette comuni che rientrano nei quasi 20mila ettari del Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino, tra i più importanti dell’Alto Adige in termini di biodiversità floro-faunistica.

Dalla sua istituzione nel 1967 a oggi, il parco ha permesso di tutelare e promuovere un paesaggio che al 90% è composto da zone ad antropizzazione scarsissima o scarsa. La ricchezza del territorio e la sua eterogeneità sono davvero straordinarie: si passa dai pascoli a perdita d’occhio della Val Venegia alle rocce brulle del Cimon della Pala e del Lagorai, senza dimenticare la vera e propria foresta di Paneveggio.

Passeggiando per il parco non è difficile scorgere cervi, stambecchi financo l’aquila reale, vera e propria rarità il cui avvistamento è atteso con grande gioia dagli amanti della natura e in particolare da chi pratica il birdwatching.

San Martino di Castrozza

Cosa vedere a San Martino di Castrozza (e dintorni)

Località turistica celebre e rinomata, San Martino di Castrozza si trova a quasi 1500 metri di quota, nel cuore della Valle del Primiero. La grande ricchezza di impianti di risalita, piste da sci e hotel farebbe pensare a una presenza di viaggiatori consolidata nei secoli, eppure a San Martino lo sfruttamento turistico della zona ha meno di 100 anni. Fu infatti la ricostruzione dopo la Prima guerra mondiale a far conoscere un territorio fino ad allora vissuto di artigianato, allevamento e coltivazione.

Bellissimi i paesaggi di queste terre, un vero idillio per gli occhi e l’anima: verdissimi prati e boschi d’estate, bianche le cime d’inverno ricoperte da un alto manto di neve. Che sia in bicicletta, in moto o con sci e ciaspole non si può resistere al fascino di queste zone.

E tutt’intorno San Martino, lo spettacolo non è da meno. Vi basta andare a Mezzano, tra i borghi più belli d’Italia, per accorgervene. In particolare i medaneschi vanno fieri delle loro cataste di legno, e con questo prezioso materiale realizzano opere d’arte per delle mostre diffuse che si rinnovano di anno in anno nella stagione invernale.

Il tutto, senza dimenticare quelle strade che, come il vicino Passo Rolle o il Pordoi e il Sella, fanno la felicità di chi si muove su due ruote. E a questo proposito, abbiamo pensato a un itinerario su misura per goderci San Martino di Castrozza in moto.

Arrivare a San Martino di Castrozza in moto

Mappa

Percorso

Poco meno di 100 chilometri, per una full immersion dolomitica che parte dal Passo Sella e arriva fino a San Martino di Castrozza, dove potremmo rilassarci tra le splendide architetture del Grand Hotel Des Alpes, dotato peraltro di garage coperto dove lasciare in tutta sicurezza la nostra fidata due ruote.

Insieme a Pordoi, Campolongo e Gardena, il Passo Sella è uno dei quattro che costituiscono il mitico giro del Sellaronda. Un anello di irrinunciabile attrattiva per i motociclisti, ma che affrontiamo solo in parte. Lasciati i 2240 metri del Passo Sella, il nostro itinerario ridiscende la Statale 242 per immettersi nella prospiciente Statale 48.

Entriamo in Veneto e siamo subito sul Passo Pordoi, celeberrimo percorso sulla cui vetta è collocato un grande monumento in ricordo di Fausto Coppi. È al mitico ciclista che viene dedicata, ogni anno, la salita più alta del Giro d’Italia.

San Martino di Castrozza

Goduti i panorami del Pordoi, che si ammirano meglio dalla Cima – raggiungibile in funivia, quasi a quota 3000 metri – il percorso prosegue in direzione di San Martino di Castrozza ma non prima di aver attraversato i suggestivi panorami del Col di Lana e del Cadore.

Il Veneto d’altura ci propone l’incontro con la piccola Rocca Pietore, introduzione antropizzata ai Serrai di Sottoguda e la visione dell’imponente Monte Civetta, lungo l’itinerario che ci porta verso Canale d’Agordo, città natale di Papa Giovanni Paolo I.

Visitati i luoghi che furono casa di Papa Luciani, ci attende il definitivo rientro in terra trentina. Questo coincide con l’attraversata del Passo Rolle, lungo la Statale 50. Siamo già nel recinto del Parco di Paneveggio e Pale di San Martino, e dal Rolle a San Martino di Castrozza si impiegano appena 20 minuti, macinando meno di 10 chilometri.

Il fascino della località si apre davanti a noi, e il relax dolomitico ci attende, in qualsiasi momento dell’anno.

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Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015


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