Curve sinuose e mare d'inverno: tutto questo è Villasimius

Curve sinuose e mare d’inverno: tutto questo è Villasimius

Leonardo Anchesi  | 28 Gen 2024  | Tempo di lettura: 5 minuti
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  • Titolo: Cagliari - Campuomu - Villasimius
  • Lunghezza (km): 163
  • Durata: 3 ore
  • Chiusura invernale: No
  • Partenza: Cagliari
  • Arrivo: Cagliari

Di Villasimius ne sentiamo continuamente parlare durante l’estate grazie ai numerosi resort e hotel sparsi in tutta la zona, che attirano centinaia di migliaia di turisti. Ma in inverno esiste ancora? Oppure Villasimius tira le tende a ottobre per poi apparire nuovamente verso maggio? Battute a parte, la Sardegna, non solo quella del sud, merita di essere visitata anche in questo periodo. Anzi, vi dirò di più: grazie al clima decisamente temperato la Sardegna in moto è godibile praticamente tutto l’anno (NDR: mentre scrivo il sole splende e c’è una gradevole temperatura di 14°) e, forse, anche più proprio adesso, quando il turismo di massa non invade le strade, congestionando così la circolazione. E allora voglio proprio raccontarvi di una giornata in sella verso Villasimius, ma facendo il giro lungo.

La SS 125 è aperta anche in inverno

Mappa

Itinerario

Partenza dal capoluogo sardo, la meravigliosa Cagliari, che in lingua autoctona viene chiamata “Casteddu”, in onore al quartiere nobile della città che sovrasta tutto. Guadagneremo l’uscita della città verso est, entrando poi dentro Quartu Sant’Elena e, da qui, allacciandoci alla SS 125. Il primo tratto costeggia le pianure del hinterland cagliaritano, tra un lungo rettilineo e l’altro, che non lasciano presagire la tempesta di curve che, di lì a poco, si andrà a scatenare. San Basilio, San Paolo e San Gregorio, tre santi prima dell’inferno che porta a San Priamo: la strada diventa un dedalo di curve, che non lasciano tregua a freni, frizione e cambio e lasciano il biker letteralmente senza fiato.

La tentazione di aprire il gas è tanta, a tratti irresistibile; tuttavia, occhio sempre alla sicurezza e prendetevi anche qualche momento di pausa, magari guidando in modo soft, per godervi il panorama circostante, caratterizzato dalle alte pareti rocciose che costeggiano la strada e da una vegetazione fitta e lussureggiante. A San Priamo fermatevi e riprendete fiato. Da qui, si comincia a scendere nuovamente verso il mare; Villasimius è a qualche km di distanza dal percorso principale, ma le sue spiagge valgono certamente la breve deviazione. Torneremo poi verso Cagliari costeggiando tutto il litorale quartese, sino alla rotatoria Margine Rosso, segno inequivocabile che la città è ormai prossima. Parcheggiata in un punto a piacere, spegnete tutto, togliete il casco e respirate il profumo del mare.

Villasimius: spiagge, movida e storia

La Fortezza Vecchia sovrasta Capo Carbonara da sette secoli

Come dicevamo, non potete non fare una breve deviazione e raggiungere Villasimius, centro d’eccellenza del turismo balneare, ma non solo. A Capo Carbonara, poco distante dal centro abitato, sorge la Fortezza Vecchia, una struttura militare le cui origini risalgono al medioevo sardo. Siamo infatti nel 1324 e la Corona d’Aragona è appena sbarcata sull’Isola, forte dell’infeudamento ottenuto da papa Bonifacio VIII nel 1297, atto con cui il pontefice sostanzialmente autorizzava la Corona d’Aragona a invadere il Regnum Sardiniae et Corsicae. Villasimius venne quindi affidata alla nobile famiglia aragonese dei Carroz di Valenza, particolarmente distintisi durante la campagna di guerra. La Fortezza è una loro creazione, voluta per fortificare la costa di Villasimius che, al tempo, si chiamava ancora Carbonara.

IS1390896943A pochi km da Villasimius c’è Cagliari

La struttura che possiamo ammirare oggi, graniticamente e saldamente ancorata alla roccia del litorale, risale ai lavori di ampliamento eseguiti nel XVI secolo, necessari per rendere la fortezza idonea a respingere le incursioni dei pirati barbareschi.

Si scrive Cagliari, si legge “Casteddu”

Il Bastione Saint Remy è uno dei belvedere più famosi, ricavati dalle antiche mura pisane

Eh sì, è raro sentire un sardo riferirsi alla capitale chiamando con il suo nome italiano; sarà invece probabile, di contro, sentirla appellare come “Casteddu”, Castello. Questo perché Castello, che rappresenta uno dei quattro quartieri storici di Cagliari, insieme a Villanova, Marina e Stampace, è stato, per diversi secoli, il simbolo del potere cagliaritano. Qui, difatti, avevano sede tutti i palazzi più importanti della città, a partire dal palazzo Viceregio, ossia la sede del Vice Re, prima di Spagna e poi del governo sabaudo, compreso il breve intermezzo asburgico (1708-1717). Costruito dai Pisani, durante quell’epoca in cui i mercanti toscani avevano il controllo sulla città (XIII sec.), Castello venne occupato anche dagli Aragonesi non appena presero il controllo della città (1326). Inizialmente, infatti, durante la campagna di guerra, le truppe iberiche si erano stanziate sul vicino colle di Bonaria.

IS1428950098La basilica di Bonaria, sul colle omonimo, svetta sul porto

Il quartiere è un pregevole dedalo di vicoli, di cui diversi talmente stretti da poter essere percorsi solo a piedi. Le antiche mura, costruite dai Pisani per difendere il quartiere, oggi sono degli ampi belvedere realizzati nel XVIII secolo quando non fu più necessario difendere il Castello. Palazzo Università, la Cattedrale di Santa Maria, Palazzo Boyl sono solo alcune delle opere architettoniche di grandissimo pregio che potrete visitare, per poi continuare la vostra visita “perdendovi” tra i vicoli, costantemente con il naso all’insù per non perdere nessun dettaglio e respirare l’aria più buona che abbiate mai assaggiato.

Credit foto:
Castello (Cagliari) – Wikipedia
Villasimius – Wikipedia
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Leonardo Anchesi
Leonardo Anchesi

Garfagnino DOC e Sardo di adozione, sono uno storico dell’arte (da qualche anno) e biker sin dalla più tenera giovinezza. Ho iniziato a collaborare con TrueRiders nel 2023 per mettermi in gioco nel campo della scrittura e ho voluto cominciare scrivendo di qualcosa che amo particolarmente: la moto e tutto ciò che le ruota attorno.



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