Omologazione caschi: ecco come cambia la sicurezza in moto

Omologazione caschi

Entreranno in vigore tra pochissimi mesi le nuove regole internazionali sull’omologazione caschi, con l’obiettivo di fornire sempre più strumenti sicuri a chi si muove su due ruote.

La normativa, che sostituisce la precedente risalente al 2001, avrà come effetti principali quelli di rivedere gli standard omologativi, fortemente cambiati in quest’ultimo ventennio.

Se la sicurezza alla guida è fondamentale, deve esserlo necessariamente anche in termini di realizzazione degli accessori motociclistici. Ecco a cosa servirà la nuova normativa, che andiamo ad approfondire qui di seguito.

Come si è arrivati alla nuova normativa

La normativa ECE 22.06 sull’omologazione caschi non è in realtà una legge europea. È stata approvata infatti dalla Commissione economica per l’Europa, una commissione specifica che fa parte delle Nazioni Unite.

Gli effetti delle sue decisioni non riguardano solo i paesi europei, ma si estendono anche a Russia, Canada, Stati Uniti e a tutti i paesi ex-sovietici, nonché Turchia e Israele, per un totale di 56 stati membri.

Si tratta dunque di uno strumento che cambierà in maniera significativa le regole di un mercato ampio e variegato. L’iter, che si è concluso nel dicembre 2017, ha dato ai paesi aderenti tre anni di tempo per adeguarsi alle nuove regole.

Lo standard ECE 22.06 sostituisce una serie di strumenti che risalgono addirittura al 1986. Fu la normativa 22.02 a imporre l’obbligo di casco alla guida dei ciclomotori. Fino ad allora infatti si trattava di una scelta assolutamente discrezionale.

Cosa cambia per l’omologazione caschi

Omologazione caschi, kerbstone
La kerbstone, o “cordone di pietra”, è usata per le prove di impatto nell’omologazione dei caschi

Rispetto alla 22.05, la ECE 22.06 introduce nuove soglie per gli impatti lineari. In pratica, vengono eseguiti più test per l’omologazione caschi sulla base di velocità diverse (6, 7.5 e 7.2 m/s).

In questo modo è possibile simulare come il casco resiste in caso di incidenti, attraverso una “caduta controllata” su due superfici diverse: una incudine in ferro e la kerbstone. Quest’ultima è una roccia artificiale che simula gli effetti fisici del marciapiede.

Per passare i test, i caschi in vendita dal 1° gennaio 2021 devono superare tre soglie di impatto progressive, così suddivise:

  • Minima: velocità 6 m/s, soglia 180 g e HIC 1.300
  • Media: velocità 7,5 m/s, soglia 275 g, HIC 2.400
  • Massima: velocità 8,2 m/s, soglia 275 g, HIC 2.880

HIC (Head Injury Criterion) è il criterio che certifica la forza dell’impatto sulla scatola cranica, e dunque anche l’entità fisica del danno da incidente. Più l’assorbimento del casco è alto, più la struttura è resistente, ma non per questo protegge efficacemente il motociclista.

Con questi nuovi test sull’omologazione caschi, si certifica che anche con impatti bassi l’assorbimento non sia pericoloso per il guidatore.

BrIC e le “teste modello”

Un ulteriore passo in avanti per stabilire la sicurezza dei caschi moto è dato dall’introduzione di nuove teste modello. Come per i manichini dei crash test, le teste servono per valutare la resistenza all’impatto in caso di incidente.

La ECE 22.06 modifica i criteri precedenti in due modi:

  • Riduce il coefficiente di attrito a 0,3. In questo modo si simula con più coerenza la risposta della scatola cranica in caso di incidente
  • Modifica il test dell’accelerazione rotazionale. Il test si esegue facendo cadere il casco per 5 volte su una incudine a 45° a 8 m/s; se il casco ha un BrIC (Brain Injury Criteria) inferiore a 0,78 è approvato.

Il BriC e l’accelerazione rotazionale sono due criteri fondamentali per capire come disegnare caschi più resistenti agli ostacoli fissi (paletti, marciapiedi, guard-rail etc.), tipici delle strade urbane.

Sgancio fibbie, visiera e impatti: cosa cambia nell’omologazione caschi

Incidente moto, casco
Il controllo di fibbie e impatti garantirà maggior sicurezza in caso di incidenti

La normativa interviene inoltre sulle fibbie, che devono risultare maggiormente resistenti agli sganci occasionali nonché al decadimento delle plastiche. Il test è eseguito applicando alle strisce un peso fisso di 3kg, verificando la resistenza nel tempo.

Per quanto riguarda gli impatti, oltre ai 6 punti fissi (fronte, sommità, retro, laterale 1, laterale 2 e mentoniera) vengono aggiunti controlli su dodici punti intermedi. Sebbene non obbligatori, gli ulteriori punti portano il controllo totale a 18 “zone di contatto”, superando persino la severa Snell, normativa in vigore negli Stati Uniti d’America.

Infine la visiera viene assoggettata a nuove regole, che riguardano resistenza e trasmittanza:

  • La visiera deve resistere a un impatto tipo (una sfera di 6 mm lanciata a 220 km/h), che simula la presenza di particolato sulla strada
  • Gli schermi possono oscurare fino al 15% di luce in più (trasmittanza massima dal 50 al 35%)
  • Gli schermi parasole possono avere una trasmittanza massima del 20% ma solo se abbinati a visiere trasparenti (altrimenti renderebbero invisibile la strada)

Quando arriveranno i nuovi caschi?

Dopo alcuni rinvii, la ECE 22.06 avrà effettivamente efficacia dal 1° gennaio 2021. I produttori potranno produrre caschi rispettando lo standard precedente (ECE 22.05) solo fino a luglio 2022, quindi per 18 mesi totali.

Le marcature ECE 22.05 dovranno invece cessare del tutto entro luglio 2023, anche per i fondi di magazzino (i famosi prodotti invenduti). La vendita sul mercato di caschi con la vecchia omologazione potrà invece proseguire fino a fine 2023.

Per i motociclisti, quindi, cambia poco: si potranno continuare a usare caschi con omologazione 22.05 senza pausa di sanzioni. Per l’acquisto di un nuovo casco, invece, fino al 2023 si potrà scegliere alternativamente tra i 22.05 e i 22.06.

Dal 1° gennaio 2024 si dovranno invece acquistare solo caschi omologati con la normativa ECE 22.06.

Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015

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