A meno di un'ora da Bergamo questo parco alpino ti farà riscoprire il piacere di guardare il mondo dall'alto

A meno di un’ora da Bergamo questo parco alpino ti farà riscoprire il piacere di guardare il mondo dall’alto

Leonardo Anchesi  | 26 Gen 2024  | Tempo di lettura: 5 minuti
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  • Titolo: Parco Alpi Orobie
  • Lunghezza (km): 160
  • Chiusura invernale: No
  • Partenza: Bergamo
  • Arrivo: Lizzola

Se siete nei pressi di Bergamo, o siete proprio di quella zona, e siete quel tipo di biker che non si spaventa per un po’ di curve unite ad un buona quantità di altitudine, allora non potete non programmarvi questo giro verso il Parco della Orobie Bergamasche, eccezionale area naturale protetta dove potrete respirare aria pulita e fare un tuffo nella natura più incontaminata. Immerso nel cuore della catena montuosa delle Alpi Orobie, da cui prende il nome, questo parco regionale offre al visitatore un immenso patrimonio di biodiversità, sia in termini di flora che di fauna; il suo territorio, che si estende per quasi 70mila ettari, ospita, infatti, sia una vastissima varietà di biomi vegetali che numerose specie animali tra cui lo stambecco, specie qui estinta nel corso del XX secolo e reintrodotta negli anni ’80.

Insomma, sembrerebbe proprio non esserci miglior modo di coniugare la passione per moto con la passione per la natura che fare un giro su queste strade. E, allora, andiamo a scoprire insieme come arrivarci.

Da Bergamo a Lizzona, via Val Seriana

Mappa

Itinerario

Approfittiamo di questa (ennesima) bolla di alta pressione che sta attraversando il nostro Bel Paese, scegliamoci una delle giornate più soleggiate, tiriamo fuori la moto dal garage e partiamo per Lizzola, il paese che ospita uno dei tanti “ingressi” al Parco delle Orobie Bergamasche. E noi, infatti, inizieremo il nostro tour proprio da Bergamo, capoluogo lombardo famoso per i suoi numerosissimi siti d’arte e per le maschere tradizionali di Arlecchino e Brighella, ormai vere e proprie bandiere italiane nel mondo. Puntiamo il muso verso nord-est, disimpegnamoci agilmente nel traffico cittadino sino a raggiungere la Sp 35 che ci condurrà fuori dal centro abitato. Pochi km di rettilinei e ampie curve e si raggiunge la SS671, la strada statale che risale la Val Seriana e dalla quale trae il suo nome.

Alternando lunghi rettilinei ad ampi curvoni veloci, la 671 costeggia numerosi centri abitati; è, per tanto, necessario tenere sempre alta l’attenzione e curare al meglio la prudenza. Potremmo dire che è meglio godersi un po’ il panorama con una guida soft, senza farsi prendere dall’asfalto. Superato l’abitato di Mele, la strada si fa un pizzico più tortuosa, ma mai impegnativa. Quarta, quinta e sesta (per chi ce l’ha) diventeranno le vostre più care amiche, facendovi quasi dimenticare di avere anche ben tre marce basse a disposizione. Raggiungiamo quindi Lizzola, non dopo aver lasciato il corso principale, che proseguirà il suo cammino verso nord, e fare una deviazione sulla SP 49 per raggiungere il piccolo borgo, punto di arrivo e, al tempo stesso, punto di partenza per chi volesse conciliare una giornata di trekking con una di moto.

Il Parco della Orobie Bergamasche, dove la natura si fa meraviglia

Una pianta di genepì cresce coriacea sulla nuda roccia

Istituito nel 1989, il Parco delle Orobie Bergamasche è una realtà regionale atta a preservare la complessa biodiversità presente nella zona. Adagiata su quasi 70mila ettari di territorio, il suo paesaggio passa dalla collina (Lizzona è a poco meno di 400 metri di altezza) agli alti picchi del Pizzo Coca (3050 m.s.l.m.) e del Redorta (3038 m.s.l.m.), cime più alte del vasto comprensorio. Qualora decideste di parcheggiare la moto e intraprendere uno dei numerosi sentieri del Parco (ce ne sono per tutti i gusti, da quelli semplici per principianti a quelli lunghi, dedicati agli alpinisti esperti), vi innamorerete del profumo del ginepro e del rododendro, per poi immergervi nell’aroma del genepì, arbusto le cui bacche sono utilizzate per realizzare un famoso digestivo.

Sulle Orobie potrete godere della vista del maestoso stambecco

Sebbene in passato, all’incirca nel XVIII secolo, era possibile incontrare anche il lupo e l’orso, oggi hanno resistito le specie erbivore, come la lepre bianca e il camoscio; non sarà, inoltre, infrequente imbattersi in uno stambecco, specie reintrodotta negli anni 80′. Non manca, ovviamente, una gran quantità di specie ittiche d’acqua dolce (il Parco conta oltre 100 invasi, un tempo sfruttati per la produzione di energia elettrica) e nutrite schiere di uccelli che popolano i cieli tersi e incontaminati. In altre parole, un vero e proprio ristoro per il corpo e per la mente.

Bergamo di sopra o di sotto?

La Città Alta troneggia su Bergamo

Sembra sia proprio una delle prime domande che i bergamaschi si facciano quando conoscono qualche loro nuovo concittadino. Dal canto nostro noi possiamo dire che Bergamo è veramente tutta bella. E perché, allora, non dedicargli una bella visita prima, o dopo, il nostro giro attraverso le montagne. A partire dalla Città Alta, nucleo storico del capoluogo, si potrà percorrere le vie del centro e godere di tutti i numerosi palazzi antichi e pregevoli che il territorio offre, primo fra tutti il Palazzo della Ragione, sito nella Piazza Vecchia. L’edificio, realizzato alla fine del XII secolo, è stato per molto tempo il cuore pulsante della politica cittadina; oggi, di contro, svolge principalmente la funzione di sito turistico, visitato ogni anno da numerosi visitatori che vogliono ammirare le sue sale affrescate.

Il Palazzo della Ragione, mirabile esempio di architettura gotica

L’impianto odierno non è quello originario, andato perduto durante un incendio nel 1513, ma risale alla metà del XVI secolo, a seguito di un importantissimo intervento di ricostruzione e restauro. Non resta solo che mettere in moto e partire alla volta di questa meravigliosa realtà bergamasca.

Credit foto:
Alpi Orobie – Wikipedia
Bergamo – Wikipedia
Palazzo della Ragione – Wikipedia
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Leonardo Anchesi
Leonardo Anchesi

Garfagnino DOC e Sardo di adozione, sono uno storico dell’arte (da qualche anno) e biker sin dalla più tenera giovinezza. Ho iniziato a collaborare con TrueRiders nel 2023 per mettermi in gioco nel campo della scrittura e ho voluto cominciare scrivendo di qualcosa che amo particolarmente: la moto e tutto ciò che le ruota attorno.



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