Val di Sangro, la terra del ‘Miracolo d’Abruzzo’

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Un territorio che alterna industria e natura, storia e bontà della tavola: benvenuti in Abruzzo, e più precisamente in Val di Sangro.

Ci troviamo in una zona storicamente appartenuta anche al Molise, ma che oggi è inquadrata tra le province di Chieti e L’Aquila. Molto vasta, la vallata arriva fino al Mar Adriatico, ma si spinge anche sugli Appennini, più precisamente verso la Majella.

La grande eterogeneità dei paesaggi, insieme a città e borghi che valgono la pena il viaggio, la rendono una meta turistica di prim’ordine. Eppure, l’Abruzzo ci fa venire in mente Sulmona, Pescara e le vette del Gran Sasso.

Perché allora preferire questa zona? Il motivo è semplice: il senso di sorpresa che le sue località regalano al visitatore. Viaggeremo tra trabocchi, santuari e montagne scavate per ospitare borghi. E ne rimarremo così piacevolmente sorpresi da voler organizzare subito un viaggio, pur con tutte le cautele del periodo.

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Tutto quello che c’è da sapere sulla Val di Sangro

Una vallata sospesa tra il cielo e il mare

Facciamo un gioco, e posizioniamoci per un momento sul Mar Adriatico, al largo delle coste di Ortona. Da qui la Val di Sangro si apre davanti ai nostri occhi in tutta la sua vastità.

Lo sguardo allora spazia sul letto del fiume Sangro (dal quale appunto la valle prende il nome), ma pian piano risale verso l’Appennino. È qui che appaiono Castel di Sangro, Montenerodomo e Palena, con Pescasseroli che appare lontano lontano.

Più vicino ci sono Altino, Casoli e Castel Frentano, ma soprattutto c’è Lanciano, un po’ il capoluogo ideale di questo vasto territorio. Il sangritano è almeno 30 chilometri di costa, montagne che superano facilmente i 1000 metri (a Civitaluparella si arriva a 1297 m s.l.m.) e antichi borghi di collina.

Due i laghi, quello di Sant’Angelo e di Bomba, e numerose le aree protette, come del resto è consuetudine in Abruzzo, uno dei “polmoni” d’Italia.

La ‘casa antichissima’ di Sanniti e Frentani

La presenza dell’uomo nella Val di Sangro è accertata da almeno sette millenni. Tra Abruzzo e Molise, del resto, si trovano i più antichi insediamenti d’Italia.

In quest’angolo d’Abruzzo a stabilirsi stabilmente furono i Sanniti che, scendendo dall’Umbria, trovarono nella vallata una terra favorevole per costruire le loro città. L’antica Anxanum, oggi Lanciano (sì, proprio come il bel passo), fu invece fondata dai Frentani, che occuparono parte dell’attuale Molise.

La dominazione dei Romani, che conquistarono Anxanum, diede una forte spinta alla zona, con infrastrutture ed edifici che oggi ritroviamo nelle tante aree archeologiche sparse su tutto il territorio. Da visitare le mura megalitiche di Pallanum (Tornareccio) e l’ampio sito archeologico di Juvanum (Monteneredomo), a oltre 1.100 m s.l.m.

Cosa vedere in Val di Sangro

Città prediletta di Federico II di Svevia, Lanciano è il capoluogo ideale (ma non formale) della Val di Sangro. Di antichissima origine, questa cittadina di circa 35mila abitanti ‘nasce’ dalle ultime pendici della Majella, degradando via via verso la vallata costiera dell’Abruzzo.

Il miracolo eucaristico di Lanciano

A renderla celebre è un episodio religioso che viene fatto risalire all’VIII secolo, il cosiddetto miracolo eucaristico di Lanciano. L’evento coinvolse un sacerdote bizantino dubbioso circa la transustanziazione (ovvero la trasformazione, secondo la tradizione cristiana, dell’ostia consacrata e del vino nel corpo e sangue di Cristo). Durante l’eucarestia, l’ostia e il vino sarebbero miracolosamente divenuti carne e vino, proprio come vuole il Messale. Le reliquie, protette in un ostensorio di argento, sono state oggetto anche in tempi recenti di studi clinici, che hanno riscontrato l’effettiva presenza di tracce di sangue umano e di tessuto cardiaco.

Le reliquie del miracolo eucaristico sono conservate nell’antica Chiesa di San Francesco, sul centralissimo Corso Roma. In città meritano poi una visita il bel Quartiere Borgo, di origine romana e l’imponente Cattedrale della Madonna del Ponte, costruita tra il Settecento e l’Ottocento.

Lasciando Lanciano, ci immergiamo nella Val di Sangro più ‘rurale’ visitando Castel Frentano, che prende il suo nome dai Frentani. Qui si devono assolutamente assaggiare i bocconotti, dei dolci di pasta frolla ripieni di cioccolato, mandorle e cannella.

Villa Santa Maria
Villa Santa Maria, il ‘borgo dei cuochi’

Parlando di cucina e cuochi, il punto più a sud di tutto il nostro itinerario è Villa Santa Maria, il paese di San Francesco Caracciolo. Il fondatore dell’ordine dei Caracciolini, vissuto tra il 1563 e il 1608, viene ricordato per l’umiltà e la devozione, ma anche per essere il patrono dei cuochi italiani.

Ed è proprio per questo motivo che La Ville ospita il Museo del Cuoco, all’interno del Palazzo Caracciolo. Celebre anche la scuola alberghiera della cittadina, un vero unicum che si rifà all’antica tradizione religiosa e non solo.

Imperdibile il Castello di Roccascalegna, un antico maniero del XII secolo dalla curiosa pianta “sporgente” su un massiccio roccioso. Da qui, la vista sulla Majella è mozzafiato, così come la bellezza selvaggia del territorio circostante.

Uno dei tanti castelli della Val di Sangro è anche quello di Casoli, città che diede un fondamentale contributo nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale. Qui un grande lago artificiale ha dato un forte impulso all’escursionismo e al turismo sportivo, vere ricchezze dell’entroterra d’Abruzzo.

Val di Sangro in moto

Mappa

Percorso

115 chilometri di paesaggi che cambiano, a tratti anche radicalmente, ma sempre all’insegna dei tesori della Val di Sangro. Partiamo e arriviamo a Lanciano, centro focale di questa valle che non è solo natura e storia, ma anche numerose industrie che danno un forte impulso all’economia locale.

Dopo aver dedicato un congruo tempo alla città del miracolo eucaristico, seguiamo la Statale 84 per un breve trasferimento verso Castel Frentano, la “capitale storica” della Frentania.

Le belle colline, ampiamente coltivate a uve e grano, disegnano un paesaggio ricco e rigoglioso. Ci lasciamo alle spalle Sant’Eusanio del Sangro, proseguendo nuovamente lungo la SS84 per raggiungere Casoli. Saliamo lievemente di quota, arrivando a 378 m s.l.m. ed è da qui che scorgiamo le prime vette della Majella.

A Casoli ci sono ben due laghi: quello di Sant’Angelo (detto propriamente Lago di Casoli) e quello di Serranella. Quest’ultimo è un bacino naturale, dalle caratteristiche simili a una palude, mentre il primo è di origine artificiale. Intorno al Lago di Serranella sorge una riserva naturale, ampia trecento ettari, che serve a proteggere la ricca biodiversità della zona.

In dieci chilometri (SP110) siamo a Roccascalegna, per visitare la Rocca longobarda circondata dalle montagne dell’Appennino e passeggiare lungo le antiche case in pietra del borgo. Qui si trova un monumento in memoria delle vittime di Marcinelle, dove morirono oltre 130 minatori italiani.

Tra i tratti più lunghi di questo itinerario in Val di Sangro, quello che porta a Villa Santa Maria non pecca certo di spettacolarità. Così come non lo fa il borgo, del quale abbiamo parlato prima.

Risaliamo la vallata proseguendo per Tornareccio (SP216), che ospita il sito archeologico del Monte Pallano. Molto interessanti le torri medievali, ma tra i ricordi del borgo c’è sicuramente il miele: quello di Tornareccio è considerato tra i migliori d’Italia, con una produzione di qualità e quantità ragguardevoli.

Val di Sangro, Atessa
La struttura perimetrale del borgo di Atessa

Gli ultimi due comuni che tocchiamo, prima di rientrare a Lanciano, sono Atessa e Fossacesia. Atessa conserva intatte molte porte e strutture dell’architettura medievale, così come è d’impatto l’interno barocco della Cattedrale di San Leucio.

Sulla Costa dei Trabocchi, infine, raggiungiamo Fossacesia, Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge ma anche meta del turismo religioso con l’imponente Abbazia di San Giovanni in Venere.

Questo imponente complesso religioso risale addirittura al XII secolo: fu costruito a partire dal 1165, in uno stile che oggi è una commistione tra architettura romanica e gotica.

Situato su una collinetta a 107 metri di altitudine, è composto da una basilica e un monastero (l’abbazia vera e propria). Decisamente bello è l’affaccio sul mare, sul quale si ‘gettano’ le tre absidi semicircolari sporgenti.

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Stefano Maria Meconi

Responsabile editoriale di TrueRiders sin dal 2015


VAL DI SANGRO

  • Lunghezza (km): 115
  • Durata: 2 ore e mezza
  • Partenza: Lanciano
  • Arrivo: Lanciano
  • Principali località attraversate: Castel Frentano, Casoli, Roccascalegna, Villa Santa Maria, Tornareccio, Atessa, Fossacesia
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