Colli di San Fermo
Colli di San Fermo, la chiesa omonima lungo la strada che raggiunge la zona montuosa.

I Colli di San Fermo, che spesso vengono indicati semplicemente con il nome del piccolo borgo che sorge lì vicino, San Fermo appunto, si trovano nel territorio di Grone, paesino di circa 900 anime della provincia di Bergamo, nel cuore della Lombardia, precisamente presso la più alta delle due frazioni che ne completano l’abitato.

San Fermo, con i suoi Colli, è raggiungibile percorrendo la Val Cavallina, lungo il fiume Cherio, fino ad arrivare a Grone, da dove una strada ripida e panoramica, lunga circa 9 chilometri, conduce fino alla piccola frazione arroccata tra i monti delle Alpi Orobiche, a 1.075 metri sul livello del mare.

Un percorso da molti considerato perfetto, tanto affascinante quanto impegnativo, per un’avvincente escursione in moto.

I Colli di San Fermo e l’arco prealpino bergamasco

I bucolici Colli di San Fermo, soprattutto negli ultimi anni, vedono crescere a dismisura la domanda turistica grazie alla sorprendente qualità dell’ambiente naturale che li caratterizza. La bellezza austera e possente del paesaggio rende i Colli uno dei luoghi più affascinanti di tutto l’arco prealpino del territorio bergamasco.

Caratteristiche salienti di questi ameni rilievi sono rappresentati dal clima piuttosto mite in estate (sebbene l’altitudine di tutto rispetto) ma parimenti rigido in inverno, l’aria pulita e la vegetazione lussureggiante e rigogliosa.

Attrazioni naturali

San Fermo ha fama di essere un sito tranquillo, attraente e suggestivo, collocato in un ambiente naturale per lunghi tratti ancora incontaminato, che è riuscito a sottrarsi alla mano invasiva e a volte irrispettosa dell’uomo.

Perfetti per tutti coloro che ambiscono a trascorrere una vacanza nella natura, i Colli offrono spazi ampi e silenziosi, profonde vallate e dolci declivi dove lasciare vagare il proprio sguardo, tra scorci suggestivi e seducenti panorami e dove, tra boschi e campi coltivati, sbucano antichi casolari in pietra o placide mandrie di bovini al pascolo.

Il luogo adatto per chi ha bisogno di rinfrancarsi dallo stress cittadino, dove riscoprire i ritmi ed i sapori del passato, le cui sensazioni, ormai sopite tra i ricordi dell’infanzia, riemergono, prepotenti e fiere, al primo stimolo, olfattivo o visivo, che solletica i sensi.

Ricettività e accoglienza turistica

L’offerta turistica si è recentemente molto ampliata, cosicché oggi a San Fermo è possibile trovare ristoranti, negozi, bar, alberghi, maneggi e agriturismi.

Nelle tante fattorie didattiche locali è possibile ammirare cavalli, asini, vitelli, capre e pecore, ma anche conigli e galline, oppure assistere alla mungitura e alle attività di trasformazione del latte, per conoscere da vicino gli usi ed i costumi che hanno forgiato il territorio e scandito la vita che vi si svolge.

I Colli di San Fermo in moto

Mappa

Percorso dei Colli di San Fermo

La strada, quasi tutta in salita, che conduce da Grone ai Colli di San Fermo possiede le giuste caratteristiche per rientrare negli itinerari preferiti da motociclisti avventurosi, esperti e amanti della natura. Provenendo da Bergamo, i Colli si raggiungono mediante la Strada Statale 42, detta “del Tonale e della Mendola“, che collega la città lombarda con Bolzano.

Lasciata la SS 42 a Vigano San Martino e imboccata la Strada Provinciale 79, si incontrano le prime pendenze e, dopo soli 300 metri dallo svincolo, una serie di tornanti che, in poco più di un chilometro, superano circa 85 metri di dislivello.

Oltrepassato un breve tratto pavimentato con un elegante, ma non comodissimo pavé in porfido, comincia la parte più impegnativa. La strada, sebbene sempre asfaltata ed in ottime condizioni, si presenta con otto tornanti nello spazio di due chilometri, con una pendenza massima che raggiunge il ragguardevole valore del 18%.
Terminato questo breve tratto, le pendenze tendenzialmente si riducono, ma in percentuali minime.

Ancora due tornanti a quasi 4 chilometri dall’inizio della salita e, finalmente, quando si raggiunge il cimitero di Grone, la strada si appiana, la salita si smorza, ma solo il tempo strettamente necessario per far prendere fiato al motore sotto sforzo. Dopo circa 500 metri di percorso quasi pianeggiante, infatti, (lo spazio utile a consentire l’accesso alla frazione intermedia di Sant’Antonio) e la salita ricomincia.

La frazione di Sant’Antonio, del resto, si erge ancora a soli 778 metri di altitudine; occorre, pertanto, superare ancora 300 metri di dislivello per raggiungere l’abitato di San Fermo.

La strada riprende la sua salita mediante una serie di tornanti, panoramici e suggestivi, piuttosto lunga. Le curve a gomito si susseguono fino al chilometro numero sette, dove fanno la loro apparizione le prime case della frazione di San Fermo.

Le abitazioni che si affacciano sul nastro di asfalto forniscono la temporanea, illusoria sensazione che la fatica sia terminata.

In realtà così non è, poiché la strada si inerpica ancora per due chilometri, superando gli ultimi 150 metri di dislivello e conducendo il fiero motociclista al cospetto del Santuario che segna l’ambita vetta.

Al termine del tragitto, per la gioia dei visitatori più curiosi, si susseguono il grande prato che funge da sagrato alla chiesa consacrata ai Santi Fermo e Rustico; il Valico, cioè lo spiazzo dove ogni domenica si tiene il mercato dei prodotti tipici locali; il piazzale Virgo Fideli, pochi metri più su, dedicato alla Vergine che protegge l’Arma dei Carabinieri (infatti la cappella ha la classica forma del copricapo dei Carabinieri) e, infine, il laghetto, originariamente utilizzato per abbeverare gli animali, e oggi amato luogo di divertimento e relax, dove praticare la pesca, nei mesi estivi.

TrueRiders