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	<title>Destinazioni - TrueRiders</title>
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	<description>Le strade del Vero Motociclista</description>
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	<title>Destinazioni - TrueRiders</title>
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		<title>È il piccolo Garda del Trentino: questo laghetto sembra la sua copia perfetta, ma non è ancora così conosciuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 10:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se amate la vegetazione che fa da corona al Lago di Garda, allora non potrete che innamorarvi del Lago di Favogna, in Trentino-Alto Adige. L'area in cui sorge questo specchio d'acqua vanta, infatti, le medesime specie floristiche e faunistiche del più grande lago italiano ed è anche una fantastica area protetta, che sorge lungo la Strada dei Vini dell'Alto Adige. Insomma, è una destinazione ideale per unire la passione per le due ruote alla bellezza del paesaggio e all'enogastronomia ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/e-il-piccolo-garda-del-trentino-questo-laghetto-sembra-la-sua-copia-perfetta-ma-non-e-ancora-cosi-conosciuto/">È il piccolo Garda del Trentino: questo laghetto sembra la sua copia perfetta, ma non è ancora così conosciuto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se amate la vegetazione che fa da corona al <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/una-bellissima-vista-sul-lago-di-garda-e-un-imponete-osservatorio-astronomico-che-rende-unica-la-strada/"><strong>Lago di Garda</strong></a>, allora non potrete che innamorarvi del <strong>Lago di Favogna</strong>, in <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Trentino-Alto Adige</strong></a>. L&#8217;area in cui sorge questo specchio d&#8217;acqua vanta, infatti, <strong>le medesime specie floristiche e faunistiche del più grande lago italiano</strong> ed è anche una fantastica area protetta, che sorge lungo la Strada dei Vini dell&#8217;Alto Adige. Insomma, è una destinazione ideale per unire la passione per le due ruote alla bellezza del paesaggio e all&#8217;enogastronomia dell&#8217;Italia settentrionale. Vi suggeriamo un itinerario alla scoperta del Lago di Favogna in moto, partendo da <strong>Trento</strong> e arrivando a <strong>Bolzano</strong>.</p>
<h2><strong>Lago di Favogna in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d352932.9148293498!2d10.948645074448558!3d46.28424443854649!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x478276cac9ce9ddb%3A0x27c6a299139ff547!2sTrento%20TN!3m2!1d46.074779299999996!2d11.1217486!4m5!1s0x47827df5b2f98c65%3A0xcdd36c86e55f70cd!2sLago%20di%20Favogna%2C%20Magre'%20sulla%20strada%20del%20vino%2C%20BZ!3m2!1d46.274440999999996!2d11.18493!4m5!1s0x47829c2b419e7049%3A0x652b694f348b432a!2sBolzano%2C%20BZ!3m2!1d46.498295299999995!2d11.3547582!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1621245763731!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3><strong>Itinerario</strong></h3>
<p>Partiamo da <strong>Trento </strong>e come punto di riferimento scegliamo <strong>Ponte San Lorenzo</strong>. Alla rotonda, prendiamo Lungadige Marco Apuleio e, attraverso una serie di rotonde, seguiamo le indicazioni per Brennero/Bolzano, teniamo la destra al bivio e imbocchiamo A22/E45. Prendiamo l&#8217;uscita San Michele all&#8217;Adige-Mezzocorona, continuiamo su Via Tonale/SS 43 e giriamo a destra su Via Statale 12.</p>
<p>Imbocchiamo a sinistra Via Stazione, ci manteniamo su questa strada e giriamo a destra su Strada Provinciale 90. Proseguiamo su Landesstraße 14, svoltiamo a sinistra su Via del Vino/SP19 e poi, in successione, prendiamo: Via Franz Von Fenner, Via Kofl, Via San Nicolò, Kauderle e Hintersegg. In meno di un&#8217;ora siamo al <strong>Lago di Favogna</strong>.</p>
<p>Dal Lago di Favogna riprendiamo Hintersegg, prendiamo Kauderle sulla sinistra e poi Via Corona sulla destra. Rimaniamo su questa strada fino a imboccare Via Andreas &#8211; Hofer , poi Via Obergasse e Vicolo Kirchgasse, che ci porta sulla SP19. Giriamo due volte a destra prima per imboccare e rimanere su SP16; dopo un paio di rotonde manteniamo la destra al bivio seguendo le indicazioni per entrare in A22/E45.</p>
<p>Prendiamo l&#8217;uscita verso <em>Bolzano Sud/Bozen Süd/Centro/Aeroporto</em>. Manteniamo la destra al bivio ed entriamo in Via Statale 12. Imbocchiamo l&#8217;uscita 2-Ausfahrt e superiamo Ponte Virgolo, per oltrepassare il fiume e arrivare a Piazza Giuseppe Verdi nel cuore di Bolzano, tappa finale del nostro itinerario in moto.</p>
<h2><strong>Lago di Favogna e Favogna di Sotto</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/favogna-502405399.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/favogna-502405399.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/favogna-502405399.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/favogna-502405399.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/favogna-502405399.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/favogna-502405399.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Il Lago di Favogna sorge a <strong>1.034 metri di altitudine</strong>, in una conca aperta su una piana dell&#8217;altopiano di Favogna, appartenente al comune di <a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-magre_sulla_strada_del_vino"><strong>Magrè</strong></a><a href="https://www.paesionline.it/italia/guida-magre_sulla_strada_del_vino"><strong> sulla Strada del Vino</strong></a>, nel sud dell&#8217;Alto Adige. Dal 1977 il lago e i dieci ettari circostanti sono stati dichiarati area protetta e anche la <strong>balneazione è consentita esclusivamente nei mesi estivi</strong>.</p>
<p>Tra le specie vegetali più interessanti che si possono ammirare lungo le sponde e tra le acque del Lago di Favogna, ci sono ben <strong>35 tipi di orchidee selvagge</strong>, la <strong>canna palustre</strong>, il <strong>fior di cuculo</strong>, ma il clima mite è l&#8217;habitat ideale anche per <strong>ranocchi</strong>, <strong>libellule</strong> e <strong>gamberi di fiume</strong>. Proprio in virtù della sua specificità ambientale, questo angolo di Bassa Atesina è l&#8217;ideale se amate fare escursioni oltre ad andare in moto.</p>
<p>Nei pressi del bacino, sorgono le borgate di Favogna di Sopra e Favogna di Sotto.<strong> Favogna di Sopra</strong>, caratterizzata dalla Ulmburg del XIX secolo e dalla seicentesca <strong>Chiesa Maria Ausiliatrice</strong>, è proprietà privata e fa parte del comune di <strong>Cortaccia</strong>; <strong>Favogna di Sotto </strong>fa capo, invece, al comune di Magrè ed è un tipico<strong> borgo diffuso</strong>, costituito da masi di montagna e case estive, intervallati da due ristoranti e dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Leonardo_(Magr%C3%A8_sulla_Strada_del_Vino)"><strong>Chiesa di San Leonardo</strong></a>. Intorno al sagrato della chiesetta si snoda una lunga catena cui ogni sette anni viene aggiunta una maglia; secondo la leggenda, quando la catena arriverà ad abbracciare l’intera area della chiesa per tre volte sarà giunta la fine del mondo&#8230; ma state tranquilli perché c&#8217;è ancora tempo!</p>
<h2><strong>Lago di Favogna dove mangiare</strong></h2>
<p>Se siamo nei pressi della Strada del vino, dovremmo pur mettere qualcosa sotto ai denti per evitare di ubriacarci di Müller Thurgau. Ecco tre ristoranti pronti ad accogliervi tra Favogna di Sotto e Magrè. <strong>Albergo ristorante alla Chiesa </strong>è il solo ristorante che popola il borgo esteso di Favogna di Sotto. Qui vengono preparati piatti della tradizione altoatesina, come i canederli, lo speck, salamini affumicati con formaggi, il manzo lesso all’agro, il Kaiserschmarren, lo strudel di mele e il famoso Heisseliebe. Lo trovi al <a href="https://maps.app.goo.gl/4pHTA2B6jZXD9Nst8" target="_blank" rel="noopener">18/Z Frazione Favogna Di Sotto, Magrè Sulla Strada Del Vino, BZ 39040</a>.</p>
<p><strong>Ristorante Plattenhof a Magrè </strong>sorge proprio lungo la Strada del Vino ed è noto per la cucina locale. Tra i pezzi forti ci sono polli e stinchi allo spiedo. Lo trovi al <a href="https://maps.app.goo.gl/ABupXTdX8vLW5zm87" target="_blank" rel="noopener">Unterfennberg, BZ 39040, Margreid an der Weinstraße</a>.</p>
<p><a href="https://www.schwarzadler.it/it/"><strong>Schwarz Adler </strong></a>è la locanda più antica di <strong>Cortaccia</strong>. Ci troviamo in un ristorante elegante ma che vanta ancora il suo legame con le origini del territorio. Cheesecake di caprino e tartare di manzo sono imperdibili tra gli antipasti. Lo trovi a <a href="https://maps.app.goo.gl/UDU1npht9hrF7tLk6" target="_blank" rel="noopener">Piazza Hauptmann Schweiggl, 1, 39040 Cortaccia sulla Strada del Vino BZ</a>.</p>
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		<item>
		<title>Da Bologna a Firenze, ma senza prendere l’autostrada: ecco come ci si spostava 50 anni fa tra queste bellissime città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 06:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il percorso che vi proponiamo oggi ha come principale luogo la sua tappa intermedia, ossia Roncobilaccio, località situata nell’Appennino tosco-emiliano. In pochi sanno che si tratta di una frazione del comune di Castiglione dei Pepoli, ma la stragrande maggioranza ci è passata almeno una volta, perché sede di uno dei caselli più trafficati dell’Autostrada del Sole (o A1).  Per fortuna i bikers sono sempre alla ricerca di vie alternative, a contatto con la natura! Ecco da dove nasce ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/da-bologna-a-firenze-ma-senza-prendere-lautostrada-ecco-come-ci-si-spostava-50-anni-fa-tra-queste-bellissime-citta/">Da Bologna a Firenze, ma senza prendere l’autostrada: ecco come ci si spostava 50 anni fa tra queste bellissime città</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il percorso che vi proponiamo oggi ha come principale luogo la sua tappa intermedia, ossia <strong>Roncobilaccio</strong>, località situata nell’Appennino tosco-emiliano. In pochi sanno che si tratta di una frazione del comune di <strong>Castiglione dei Pepoli</strong>, ma la stragrande maggioranza ci è passata almeno una volta, perché sede di <strong>uno dei caselli più trafficati</strong> <strong>dell’Autostrada del Sole </strong>(o A1).</p>
<p>Per fortuna i bikers sono sempre alla ricerca di <strong>vie alternative</strong>, a contatto con la natura! Ecco da dove nasce l’esigenza di questo itinerario, che ha come punto di partenza e arrivo due grandi città,<strong> Bologna e Firenze</strong>, collegate proprio dall’A1. Il percorso che illustriamo è di 129 chilometri e dura poco più di due ore, tra i saliscendi dell’Appennino, ma evita caselli e code infinite.</p>
<h2>Roncobilaccio in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d91814.6018253259!2d11.263169776513863!3d44.01713106556097!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x477fd498e951c40b%3A0xa2e17c015ba49441!2sBologna!3m2!1d44.494887!2d11.3426163!4m5!1s0x132ae7199b5ac2ed%3A0x26290b472717d2ce!2sRoncobilaccio+BO!3m2!1d44.121175699999995!2d11.2148842!4m5!1s0x132a56a680d2d6ad%3A0x93d57917efc72a03!2sFirenze!3m2!1d43.769560399999996!2d11.2558136!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1450448121712" width="870" height="600" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Il capoluogo dell’Emilia-Romagna è una città bellissima da vedere; <strong>Bologna</strong>, infatti, è nota per il suo patrimonio architettonico, con le torri e i portici, e culturale, con la più antica università occidentale. Non manchiamo di consigliare anche uno “sguardo” attento al profilo<strong> enogastronomico</strong> della Dotta! Dopo la visita, possiamo finalmente avviarci verso<strong> Roncobilaccio</strong>; per evitare l’A1, uscendo dall’area cittadina di Bologna dobbiamo proseguire sulla SS64 in direzione via del Paderno all’incirca per 14 chilometri e mezzo, superando <strong>Pianoro</strong> e <strong>Monghidoro</strong>. Dopo quest’ultima località, svoltiamo sulla SP61.</p>
<p>Qui bisogna proseguire in direzione<strong> Castiglione dei Pepoli </strong>e, in meno di mezz&#8217;ora, siamo a <strong>Roncobilaccio</strong>. La frazione con uno dei caselli più noti (purtroppo!) d’Italia si trova al confine con la Toscana, esattamente sul Passo della Futa. Roncobilaccio offre dei luoghi d’interesse degno di nota, come il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Beata_Vergine_delle_Grazie_di_Boccadirio"><strong>Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio</strong></a> situato nella frazione di Baragazza. Cima interessante per un&#8217;escursione, invece, è<strong> Sasso di Castro</strong>.</p>
<p>La tappa conclusiva dell’itinerario ci porterà a Firenze, entrando da nord nel capoluogo toscano. Varchiamo il confine regionale proseguendo da Roncobilaccio sulla SP120, facendo attenzione alla rotonda dopo 17 chilometri; qui dobbiamo prendere la seconda uscita e siamo sulla SR65 (all’incirca 31 chilometri) ora ci separano da Firenze. Da ammirare è il passaggio sul ponte che attraversa il piccolo<strong> Lago di Bilancino</strong>, subito dopo la rotonda.</p>
<p>Arrivati a Firenze, dopo aver visitato la città, possiamo <strong>tornare verso Bologna</strong> <strong>con un percorso diverso</strong> <strong>sul <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/lantico-valico-tra-bologna-e-firenze-e-lo-splendido-passo-da-scoprire-allinsegna-della-storia/">Passo della Futa</a></strong>!</p>
<h2>Cosa vedere a Roncobilaccio</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/roncobilaccio-2489284605.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/roncobilaccio-2489284605.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/roncobilaccio-2489284605.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/roncobilaccio-2489284605.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/roncobilaccio-2489284605.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/roncobilaccio-2489284605.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>A dispetto del casello dell&#8217;A1, Roncobilaccio ha diverse cose da offrire. Sarà pure una piccola frazione di Castiglione dei Pepoli, ma è da sempre un <strong>luogo strategico di passaggio tra Toscana ed Emilia</strong>. Il nome <em>Roncobilaccio</em> deriva da <em>ronco </em>(area disboscata per l&#8217;agricoltura) e <em>bilaccio, </em>un piccolo villaggio.</p>
<p>Citato in <em>Bomba o non bomba</em> di <strong>Venditti </strong>e pure <strong>ex &#8220;quartier generale&#8221; dei Pooh</strong>, nel Medioevo fu punto di transito e sosta per chi viaggiava lungo gli Appennini; ora il paese è dedito essenzialmente alla coltivazione, all&#8217;allevamento e alla silvicoltura, per sfruttare le meraviglie del suolo montano.</p>
<p>Ma cosa vedere a Roncobilaccio? Anzitutto la <strong>Chiesa di Santa Croce</strong>, semplice nell&#8217;architettura e molto raccolta, e il <strong>Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio </strong>che sta immerso nella natura a pochi chilometri di distanza.</p>
<p>A circa 9 chilometri, c&#8217;è il <strong>Cimitero Militare Germanico della Futa</strong>, testimone della Seconda Guerra Mondiale, e non può mancare una visita al <a href="https://enteparchi.bo.it/parco.suviana.brasimone/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone</strong></a>, con bei percorsi naturalistici e opportunità di escursioni fra boschi e rive dei laghi. A 22 chilometri da Roncobilaccio, si trova il <strong>Lago di Bilancino</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Un itinerario d’artista: tra Italia e Svizzera per conoscere i luoghi che hanno ispirato il famoso Giovanni Segantini</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/un-itinerario-dartista-tra-italia-e-svizzera-per-conoscere-i-luoghi-che-hanno-ispirato-il-famoso-giovanni-segantini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 10:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai paesaggi da cartolina ai paesaggi d’arte: questo è ciò che stavolta, su TrueRiders, vogliamo proporti. Se ti piace vivere le lunghe distanze a stretto contatto con stupendi scenari naturali, allora che ne dici di un percorso che te li faccia riscoprire nelle opere un grande pittore? Ecco un itinerario attraverso i paesaggi dipinti da Giovanni Segantini, uno dei maggiori artisti italiani, che ha passato la sua vita tra la Brianza e la Svizzera. Con la sua arte, ha reso immortali i luoghi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dai <strong>paesaggi da cartolina</strong> ai <strong>paesaggi d’arte</strong>: questo è ciò che stavolta, su TrueRiders, vogliamo proporti. Se ti piace vivere le lunghe distanze a stretto contatto con stupendi scenari naturali, allora che ne dici di un percorso che te li faccia riscoprire nelle opere un grande pittore? Ecco un itinerario attraverso i paesaggi dipinti da <strong>Giovanni Segantini</strong>, uno dei maggiori artisti italiani, che ha passato la sua vita tra la <strong>Brianza</strong> e la<strong> Svizzera</strong>. Con la sua arte, ha reso immortali i luoghi in cui ha vissuto, proprio quelli in cui oggi porterai la tua moto! Ecco tutte le informazioni per un perfetto itinerario su due ruote.</p>
<h2>Percorso Segantini in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Itinerario</h3>
<p>L’itinerario in moto per ripercorrere la vita e le opere di Giovanni Segantini è un percorso che parte dalla <strong>Brianza</strong> e si allarga in <strong>Svizzera</strong>, con tappe nei luoghi che propongono mostre ed esposizioni dedicate all&#8217;artista. È consigliabile <strong>spezzare il viaggio</strong> in due o tre giornate, per avere tutto il tempo necessario per le visite.</p>
<p>La partenza è da <strong>Caglio</strong>, in provincia di Como, paese in cui Giovanni Segantini ha a lungo lavorato dipingendo. Visitare il <a href="https://www.procaglio.it/index.php/caglio/il-percorso-segantini"><em><strong>Percorso Giovanni Segantini</strong></em></a>, prima di mettersi in viaggio, è un ottimo modo per farsi un’idea della vita e delle opere dell&#8217;artista. Da qui scendi a valle e imbocca a destra la SP40 verso<strong> Como</strong>. Continuando sulla SP342 arriverai all’imbocco dell’autostrada A9, che devi prendere in direzione del valico Como Chiasso. Importante: qui compra la Vignette per percorrere le autostrade svizzere, se non ce l’hai ancora.</p>
<p>Una volta entrato in <strong>Svizzera</strong>, prosegui sull’Autostrada 2 (E35) che ti farà attraversare il <strong>Lago di Lugano</strong> e costeggiare la cittadina. Allo svincolo di Arbedo, esci e immettiti nell’Autostrada 13, che ti porterà nei pressi del <strong>Passo dello Spluga</strong>, per poi proseguire verso nord. Esci allo svincolo <strong>Thusis Sud</strong>, svolta in direzione Albula/Alvra e, una volta giunto nel paese, gira a destra sulla Strada Principale 3. Arriverai a <strong>Savognin</strong>, luogo dove Segantini ha realizzato i più famosi dipinti.</p>
<p>Continua sempre sulla Strada 3 e arriverai a <strong>St. Moritz</strong>, famoso centro sciistico, che ospita un importante museo dedicato all’artista. È in questa zona che si erge il <strong>monte Schafberg</strong>, dove Segantini è morto.</p>
<p>Scendi di nuovo sulla Strada 3 verso <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/svizzera-in-moto/e-la-serpentina-piu-incredibile-deuropa-si-trova-in-svizzera-e-non-ha-bisogno-di-presentazioni/"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Maloj</strong></span><strong>a</strong></a>, altro luogo protagonista di una parte importante dell’opera di Segantini. In breve rientrerai in Italia, arrivando a <strong>Chiavenna</strong>; qui svolta a sinistra sulla Statale SS36 che ti porterà verso sud fino a costeggiare il <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/lago-di-como/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lago</a></span><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/lago-di-como/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> di Como</a></span></strong> e arrivare, infine, a <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/parco-valle-lambro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pusiano</a></strong>,</span> dove l’artista ha trascorso il primo periodo brianzolo. Da qui, in pochi chilometri sei di nuovo a <strong>Caglio</strong>, il punto di partenza.</p>
<h2>Tutto su Giovanni Segantini, maestro del Divisionismo</h2>
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[foto @Fabio Caironi / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Prima di metterti in sella per il tuo percorso, ecco tutte le informazioni da sapere su Giovanni Segantini, le sue opere più famose, e dove trovare i luoghi espositivi sulle tappe del tuo percorso (distribuiti tra Brianza e Svizzera).</p>
<p><strong>Giovanni Segantini</strong> (1858 – 1899) è stato un pittore italiano tra i massimi esponenti del movimento del <strong>Divisionismo</strong>. Nato ad <strong>Arco</strong>, nel Tirolo, allora Impero Austriaco, trascorre la giovinezza a Milano. È con il <strong>trasferimento in Brianza</strong> che realizza le prime opere che ottengono riconoscimenti internazionali. Nel 1886 si stabilisce in Svizzera, a <strong>Savognin</strong>, dove si avvicina al movimento divisionista, che diventerà la cifra stilistica dei suoi capolavori. Trascorre l’ultima parte della sua vita nel paese alpino di<strong> Maloja</strong>, conducendo una vita solitaria di ricerca artistica e mistica. Muore sul <strong>vicino monte Schafberg</strong> per un attacco di peritonite; il suo corpo è sepolto nel cimitero di Maloja.</p>
<p>Nelle sue opere ha coniugato<strong> scene di verismo agreste</strong> a <strong>temi simbolisti </strong>e<strong> tecniche divisioniste</strong>. La tecnica divisionista consiste in <strong>sottili pennellate di colori</strong> a olio alternate con colori complementari. Il risultato è una particolare <strong>luminosità del dipinto</strong>, molto adatta per raffigurare le montagne con la loro luce intensa. Una tecnica che ha interpretato in maniera brillante, dipingendo <strong>paesaggi di montagna</strong>, con villaggi e malghe, e i <strong>riti quotidiani dei contadini e allevatori</strong>.</p>
<p>Tra i suoi capolavori, dal periodo brianzolo alla produzione divisionista, si annoverano: <em>A messa prima</em>, <em>Ave Maria a trasbordo</em>, <em>Traghetto all’Ave Maria</em>, <em>Le due madri</em>, <em>Le cattive madri</em>, <em>L’angelo della vita</em>, <em>Trittico delle Alpi</em>.</p>
<h2>Percorsi e mostre dedicate a Giovanni Segantini</h2>
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[foto @Fabio Caironi / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>A <strong>Caglio</strong>, la Pro Loco in collaborazione con il Comune ha allestito all’aperto un percorso espositivo (<strong>Percorso Segantini</strong>) con la riproduzione in grandi dimensioni di alcuni dei suoi capolavori. Li trovi nei punti del borgo brianteo più suggestivi e legati alla biografia del maestro; uno di questi è la casa in cui visse dal 1885 al 1886.</p>
<p>Anche il vicino borgo di <strong>Pusiano</strong> ha istituito il <strong>sentiero Segantini in Brianza</strong>. Il Lago di Pusiano ha ispirato uno dei suoi capolavori, <em>Ave Maria a trasbordo. </em>A <strong>Maloja</strong>, il paese sulle Alpi svizzere in cui visse dal 1894 fino alla morte, è stato creato il <em><strong>Segantini Weg</strong></em>: un percorso commemorativo in 12 tappe che congiunge i luoghi che facevano parte della quotidianità e delle passeggiate di Giuseppe Segantini e in cui traeva l’ispirazione per le sue opere. In 2 ore si può percorrere tutto, fino al cimitero nel quale il pittore è stato sepolto.</p>
<p><strong>St. Moritz</strong>, il centro più importante di questa area elvetica (l’Engadina), ospita il <a href="https://segantini-museum.ch/?scfm-mobile=1"><strong>Museo Segantini</strong></a>, la più fornita raccolta di opere del pittore. La sua creazione aveva lo scopo di dare una collocazione al grandioso <em>Trittico delle Alpi</em>; in aggiunta a questo sono esposte numerose opere che documentano l’evoluzione artistica dell’artista.</p>
<p>Sullo <strong>Schafberg</strong>, il monte sopra Pontresina dove Segantini morì (a pochi minuti da St. Moritz), è stato intitolato al pittore il <a href="https://www.segantinihuette.ch/informationen/italiano/"><strong>rifugio alpino Chamanna Segantini</strong></a>.</p>
<p><em><strong>[foto copertina @Fabio Caironi / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</strong></em></p>
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		<title>È la città dei ponti coperti e di Gerry Scotti: per vivere al meglio la Lombardia, devi assolutamente scoprirla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 08:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Facciamo un giro nell'Oltrepò pavese, dove le zone fortemente industrializzate della Lombardia si alternano alle distese verdi lungo la Pianura Padana. Oltre al capoluogo della provincia, Pavia, avremo modo di visitare altri centri fondamentali, come Piacenza e Milano. Proprio la capitale economica d'Italia è la tappa di partenza del nostro itinerario, non troppo lungo (meno di 100 chilometri), che ci permetterà di rifugiarci per un po' dal logorio caotico della vita quotidiana. ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Facciamo un giro nell&#8217;<strong>Oltrepò pavese</strong>, dove le zone fortemente industrializzate della Lombardia si alternano alle distese verdi lungo la <strong>Pianura Padana</strong>. Oltre al capoluogo della provincia,<strong> Pavia</strong>, avremo modo di visitare altri centri fondamentali, come <strong>Piacenza</strong> e<strong> Milano</strong>. Proprio la capitale economica d&#8217;Italia è la tappa di partenza del nostro itinerario, non troppo lungo (meno di 100 chilometri), che ci permetterà di rifugiarci per un po&#8217; dal logorio caotico della vita quotidiana. Partiamo?</p>
<h2>Pavia in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d430153.56385227595!2d9.046849434964624!3d45.259885195530416!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x4786c1493f1275e7%3A0x3cffcd13c6740e8d!2sMilano%2C%20Citt%C3%A0%20metropolitana%20di%20Milano%2C%20Italia!3m2!1d45.468503!2d9.182402699999999!4m5!1s0x4787264c75fa0049%3A0xf5b5b4bcb3cf828e!2sPavia%2C%2027100%20PV%2C%20Italia!3m2!1d45.1853967!2d9.1552562!4m5!1s0x4780e7f8f2c99505%3A0x60d323d99de42177!2sPiacenza%2C%20Provincia%20di%20Piacenza%2C%20Italia!3m2!1d45.0526415!2d9.6936883!4m5!1s0x4786c1493f1275e7%3A0x3cffcd13c6740e8d!2sMilano%2C%20Citt%C3%A0%20metropolitana%20di%20Milano%2C%20Italia!3m2!1d45.468503!2d9.182402699999999!5e1!3m2!1sit!2sus!4v1735920980423!5m2!1sit!2sus" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Per scoprire il <strong>Pavese </strong>in moto è sufficiente una mezza giornata libera. L&#8217;area metropolitana di<strong> Milano</strong> è una delle più popolate d&#8217;Europa e magari non è il massimo per chi ama viaggiare in moto su strade poco trafficate. Ecco perché ci lasciamo alle spalle i grattacieli e i parchi meneghini procedendo prima verso <strong>Rozzano</strong>, con passaggio nel verde urbano del <a href="https://www.parcoagricolosudmilano.it/"><strong>Parco agricolo Sud Milano</strong></a>, poi proseguendo sulla Strada Provinciale 35, che fa da ingresso nell&#8217;area intorno alla città di Pavia.</p>
<p>L&#8217;area urbana pavese è meno caotica rispetto a quella milanese e possiamo decidere se soffermarci a visitare <strong>Pavia</strong> oppure i dintorni lungo la confluenza tra il fiume <strong>Ticino</strong> e il<strong> Po</strong>. Nel primo caso, non mancheranno di certo riferimenti storici e artistici da visitare, visto che la città vanta insediamenti umani risalenti all&#8217;età romana, mentre durante il Medioevo fu a lungo capitale del Regno Longobardo.</p>
<p>Dopo le visite, bisognerà proseguire fino alla tappa finale verso Piacenza, attraversando il confine tra Emilia-Romagna e Lombardia, sul ponte situato sul fiume Po, tra <strong>Pieve Porto Morone</strong> e <strong>Castel San Giovanni</strong>, all&#8217;incirca 29 chilometri di distanza da Pavia. Dopodiché sarà tempo di rientrare a <strong>Milano</strong>, passando stavolta per le vicine <strong>Codogno</strong> e <strong>Lodi</strong>, tramite la strada provinciale della Val Tidone. Le vie principali di questo itinerario sono le<strong> Strade Provinciali 234 e 412</strong>, che ci permetteranno di avere una visione diversa dalla riva destra del Po.</p>
<h2>Cosa vedere a Pavia</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/castello-visconteo-pavia-2287219445-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/castello-visconteo-pavia-2287219445-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/castello-visconteo-pavia-2287219445-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/castello-visconteo-pavia-2287219445-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/castello-visconteo-pavia-2287219445-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/castello-visconteo-pavia-2287219445-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p><strong>Pavia</strong>, la città di Gerry Scotti, merita sicuramente una visita approfondita. Impossibile non ammirare il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Pavia"><strong>Duomo</strong></a>, costruito nel XV secolo dai noti architetti Donato Bramante e Giovanni Antonio Amadeo. Famoso per i <strong>97 metri di cupola ottagonale</strong>, conserva affreschi e opere d&#8217;arte. Accanto un tempo c&#8217;era la <strong>Torre Civica</strong>, crollata nel 1989.</p>
<p>Senza neanche allontanarsi troppo sempre al centro storico, c&#8217;è la <strong>Basilica di San Michele Maggiore</strong> splendido esempio di architettura romanica lombarda e testimone dell&#8217;incoronazione di Federico Barbarossa nel 1155. Straordinario, poi, il <strong>Castello Visconteo</strong>, edificato tra 1360 e 1365 da Galeazzo II Visconti, che in origine era circondato da un parco che arrivava fino alla Certosa di Pavia. Oggi l&#8217;edificio ospita i <a href="https://museicivici.comune.pavia.it/"><strong>Musei Civici del Castello Visconteo</strong></a>, con reperti archeologici, opere romaniche e rinascimentali e i dipinti di Gentile da Fabriano e Antonello da Messina.</p>
<p>Uno dei simboli più famosi di Pavia è il <strong>Ponte Coperto</strong>, che attraversa il fiume Ticino, ricostruito nel 1951 dopo la distruzione nella Seconda Guerra Mondiale, con cinque arcate coperte e le stesse viste stupende che collegano il centro storico col <strong>Borgo Ticino</strong>. Non si può parlare di Pavia senza menzionare la sua <strong>Università</strong>, una delle più antiche al mondo, fondata nel 1361, che ha ospitato studiosi del calibro di Alessandro Volta e Ugo Foscolo. Oltre ai vari cortili, c&#8217;è il <strong>Museo per la Storia dell’Università</strong> e l’<strong>Orto Botanico</strong>, area studio e relax del 1773.</p>
<p>Tra gli edifici religiosi, merita una menzione anche la <strong>Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro</strong>, dove sono conservate le spoglie di <strong>Sant’Agostino</strong>, e l’<strong>Arca di Sant’Agostino</strong>, sarcofago scolpito nel Trecento, decorato con oltre 150 statue e rilievi. Per una pausa rilassante, consigliamo <strong>Piazza della Vittoria</strong>, circondata da edifici storici e molteplici bar e locali. Sotto la piazza si trova il <strong>Mercato Ipogeo </strong>e da qui si dirama la <strong>Strada Nuova</strong>, ex cardo romano, dove sorge il <strong>Teatro Fraschini</strong>.</p>
<p>A qualche chilometro di distanza dalla città, c&#8217;è la <strong>Certosa di Pavia</strong>, fondata nel 1396 da Gian Galeazzo Visconti e con una facciata molto decorata e un museo all&#8217;interno.</p>
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		<title>A 2 ore da Roma c’è un borgo-gioiello immerso tra le montagne: forse non l’hai mai sentito nominare, ma è incredibile</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/a-2-ore-da-roma-ce-un-borgo-gioiello-immerso-tra-le-montagne-forse-non-lhai-mai-sentito-nominare-ma-e-incredibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.trueriders.it/?p=72705</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nostro itinerario di oggi ci porta alla scoperta di un territorio poco conosciuto e lontano dalle mete più turistiche. Ci riserverà, però, la possibilità di rilassarci godendo di scorci indimenticabili e di escursioni in siti storici e archeologici straordinari. Partiamo alla scoperta di Vallepietra, nella zona al confine tra Lazio e Abruzzo. Vallepietra in moto. L'itinerario Mappa  Itinerario Quello che presentiamo è un itinerario su due ruote pensato per chi non vuole ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/a-2-ore-da-roma-ce-un-borgo-gioiello-immerso-tra-le-montagne-forse-non-lhai-mai-sentito-nominare-ma-e-incredibile/">A 2 ore da Roma c’è un borgo-gioiello immerso tra le montagne: forse non l’hai mai sentito nominare, ma è incredibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro itinerario di oggi ci porta alla scoperta di un territorio poco conosciuto e lontano dalle mete più turistiche. Ci riserverà, però, la possibilità di rilassarci godendo di scorci indimenticabili e di escursioni in siti storici e archeologici straordinari. Partiamo alla scoperta di <strong>Vallepietra</strong>, nella zona al <strong>confine tra Lazio e Abruzzo</strong>.</p>
<h2>Vallepietra in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d380326.1154043165!2d12.582530516713485!3d41.86493935251869!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x132f6196f9928ebb%3A0xb90f770693656e38!2sRoma+RM!3m2!1d41.9027835!2d12.4963655!4m5!1s0x132586fd4160ec3b%3A0x6f6fb6dbd47d7e99!2sFrascati%2C+RM!3m2!1d41.8069871!2d12.6782171!4m5!1s0x132f80a4bf965391%3A0x2770d4506cbc9a51!2sPalestrina%2C+RM!3m2!1d41.8383438!2d12.888712!4m5!1s0x132ff2660713df7f%3A0x168e47293bb07dbb!2sVallepietra%2C+RM!3m2!1d41.9257111!2d13.230550099999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1511773884592" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Quello che presentiamo è un itinerario su due ruote pensato per chi non vuole allontanarsi troppo da <strong>Roma</strong>. Il tour in sella parte dal centro della capitale; attraverso Via Tuscolana, ci dirigiamo in direzione <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/castelli-romani/"><strong>Castelli Romani</strong> </a>e, con appena 20 chilometri percorsi in circa 50 minuti, arriviamo nella favolosa cittadina di <strong>Frascati</strong>. La zona dei Castelli Romani saprà regalare scorci e vedute sui numerosi vitigni che fanno di questo posto un punto di riferimento per la produzione vinicola del Lazio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/villa-aldobrandini-2385169189.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/villa-aldobrandini-2385169189.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/villa-aldobrandini-2385169189.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/villa-aldobrandini-2385169189.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/villa-aldobrandini-2385169189.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/villa-aldobrandini-2385169189.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Per chi volesse fare subito una pausa, consigliamo una visita a <a href="https://aldobrandini.it/villa-aldobrandini/"><strong>Villa Aldobrandini</strong></a>, edificio seicentesco che, oltre alle tante sfarzosità, offre una visita su Roma che difficilmente ritroverete. Ci rimettiamo in moto e ci dirigiamo verso <strong>Palestrina</strong>, tramite la Strada Provinciale 216. Dopo 23 chilometri e circa 40 minuti, ci troveremo in questa bellissima cittadina costruita alle pendici dei Monti Prenestini. In età medievale, Palestrina è stata proprietà della <strong>famiglia dei Colonna</strong>, che fece costruire molti monumenti a carattere religioso. Per gli appassionati dell’enogastronomia, il posto è famoso per la <strong>produzione e coltivazione delle fragole</strong>.</p>
<p>Riprendiamo il nostro viaggio su due ruote, imboccando la Strada Regionale 155 che, dopo 53 chilometri, ci porta fino al borgo medievale di <strong>Vallepietra</strong>; da qui in poi inizia il tratto più selvaggio dell&#8217;itinerario.  La strada attraversa la parte di Lazio che si avvicina al confine abruzzese, il paesaggio intorno a noi cambia, ci lasciamo alle spalle i vitigni e le coltivazioni di fragole per immergerci nel paesaggio dei <strong>Monti Simbruini</strong>.</p>
<p>Rocce bianche e bassa vegetazione fanno da contorno a una lunga via, caratterizzata da <strong>curve e tornanti</strong> che, passando dagli <strong>altipiani di Arcinazzo</strong> alla <strong>cascata di Trevi</strong>, seguono il <strong>fiume Aniene</strong> fino a <strong>Vallepietra</strong>. Non ci resta che intraprendere il viaggio di ritorno ripercorrendo a ritroso il precedente percorso e rientrare a Roma con il cuore pieno di meraviglia.</p>
<h2>Cosa vedere a Vallepietra</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/vallepietra-609195182.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/vallepietra-609195182.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/vallepietra-609195182.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/vallepietra-609195182.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/vallepietra-609195182.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/vallepietra-609195182.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Buffy1982/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p><strong>Vallepietra</strong>, meta finale del nostro tour, è un piccolo borgo medievale molto caratteristico (221 abitanti) che si trova sulla punta di uno sperone di roccia del <strong>Monte Faito</strong>, sull’Appennino centrale. Una sosta è inevitabile in questo comune sui <strong>Monti Simbruini</strong> che, in posizione privilegiata a 825 metri s.l.m., domina la valle del <strong>fiume Simbrivio</strong>. Spalleggiata, o meglio circondata, dalle vette che superano i 2.000 metri (<strong>Monte Autore </strong>e <strong>Monte Tarino</strong>), è una piccola oasi di tranquillità.</p>
<p>Il simbolo del borgo è il <a href="https://www.santuariovallepietra.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Santuario della Santissima Trinità</strong></a>, situato a 1.337 metri di altitudine. Risale agli insediamenti rupestri neolitici ed è oggi una meta di pellegrinaggio frequentatissima. Il borgo medievale è ben conservato ed è possibile passeggiare tra le strette viuzze e le case di pietra e ammirare la <strong>torre merlata</strong>, l&#8217;ultima traccia rimasta dell&#8217;antico <strong>castello dei Caetani</strong>.</p>
<p>I più golosi non possono non assaggiare la specialità di Vallepietra: il <strong>fagiolone</strong>. Lo si conosce pure come <em>Ciavattone </em>ed è riconosciuto come presidio Slow Food, eccellenza locale. Intorno, il <a href="https://www.parcomontisimbruini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini</strong></a> offre diverse possibilità di escursioni e trekking. Tra i tanti, segnaliamo l’<strong>Anello di Vallepietra</strong>, che conduce per boschi rigogliosi e cascate.</p>
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		<title>Famoso per la splendida Rocca Flea e la produzione di ceramiche, questo borgo umbro racchiude tesori medievali unici</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/famoso-per-la-splendida-rocca-flea-e-la-produzione-di-ceramiche-questo-borgo-umbro-racchiude-tesori-medievali-unici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Galeani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo lungo l’antica via Flaminia, a metà tra le pendici dell’appennino umbro-marchigiano e la provincia di Perugia. Qui andremo alla scoperta di uno tra i borghi più belli di tutta l’Umbria. Questo luogo si trova a circa 500 metri d’altitudine, tra Gubbio, Assisi e Foligno. Il centro storico conserva un’identità autentica fatta di arte, tradizioni secolari e testimonianze medievali che portano dietro più di duemila anni di storia. Siamo a Gualdo Tadino, conosciuto per la maestosa ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/famoso-per-la-splendida-rocca-flea-e-la-produzione-di-ceramiche-questo-borgo-umbro-racchiude-tesori-medievali-unici/">Famoso per la splendida Rocca Flea e la produzione di ceramiche, questo borgo umbro racchiude tesori medievali unici</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Siamo lungo l’antica <strong>via Flaminia,</strong> a metà tra le pendici dell’appennino umbro-marchigiano e la provincia di Perugia. Qui andremo alla scoperta di uno tra i borghi più belli di tutta <a href="https://www.umbriatourism.it/it/homepage" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’Umbria.</strong></a> Questo luogo si trova a circa 500 metri d’altitudine, tra <strong>Gubbio, Assisi e Foligno.</strong> Il centro storico conserva un’identità autentica fatta di arte, tradizioni secolari e testimonianze medievali che portano dietro più di duemila anni di storia. Siamo a <strong>Gualdo Tadino,</strong> conosciuto per la maestosa <strong>Rocca Flea</strong> e per la prestigiosa produzione di ceramiche. Oggi custodisce un patrimonio culturale che sorprende il visitatore ad ogni angolo.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Gualdo Tadino in moto. L’itinerario </strong></h2>
<p style="font-weight: 400;"><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m48!1m8!1m3!1d372133.9945997922!2d12.380527607871857!3d43.22423582537703!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x132c3909a6a92db7%3A0xa5e7504e5ba40dbf!2sGubbio%2C%2006024%20PG!3m2!1d43.3539871!2d12.5734116!4m5!1s0x132c32996b42d38d%3A0xb4ba7e6a7554e005!2sGualdo%20Tadino%2C%2006023%20PG!3m2!1d43.2311196!2d12.785011599999999!4m5!1s0x132c2b26b8063d57%3A0x7ae5c5f17fa33d75!2sNocera%20Umbra%2C%2006025%20PG!3m2!1d43.113521899999995!2d12.7876242!4m5!1s0x132c3279ceb338cd%3A0xd18f428e8f58a806!2sCerqueto%2C%2006023%20PG!3m2!1d43.2320286!2d12.752864599999999!4m5!1s0x132c3aadae1fa647%3A0xa082c9385854e20!2sColpalombo%2C%2006024%20PG!3m2!1d43.2486007!2d12.6124855!4m5!1s0x132c3909a6a92db7%3A0xa5e7504e5ba40dbf!2sGubbio%2C%2006024%20PG!3m2!1d43.3539871!2d12.5734116!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1781715441150!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Percorso </strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Il nostro itinerario parte da <strong>Gubbio</strong>, costeggiando il <strong>Parco Regionale del Monte Cucco,</strong> scendendo a sud passando per <strong>Nocera Umbra, Cerqueto e Colpalombo.</strong> Ci incamminiamo prendendo SS219, SS318 e SS3 in direzione di SP241 a Gualdo Tadino. Seguiamo questa strada per 25km, per poi continuare su SP241. Prendendo via Flaminia Nord e viale Don Bosco in direzione di corso Italia a <strong>Gualdo Tadino.</strong> Così dopo 4,5km eccoci subito alla nostra destinazione. Dopo una sosta il viaggio prosegue.</p>
<p style="font-weight: 400;">Riprendiamo il percorso sulla Flaminia sud per 9km, poi si continua su via Fano per poi arrivare a via Giuseppe Garibaldi. Dopo circa 5km eccoci alla seconda tappa, il punto più a sud del nostro itinerario, siamo a <strong>Nocera Umbra</strong>. Ritornando su via Flaminia per 1km circa si svolta a destra per lo svincolo Gualdo T/Ancona, poi andando a sinistra si entra in SS3 per 14,3km. Svoltando leggermente a destra si prende lo svincolo Gualdo Tadino Centro. Alla rotonda, prendendo la 2ª uscita si prende via Aldo Moro/SR444. Dopo 180 metri eccoci a <strong>Cerqueto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da qui procediamo per via Bruno Ciari per 1km e prendiamo SP245 per 7,2km. Alla rotonda si prende la prima uscita e dopo 3km ci ritroviamo su via del Risorgimento. Svoltando a destra si prende SP240 seguendo le indicazioni per Carbonesca/Colpalombo). Da qui prendiamo viale Roma in Casacastalda/SP240. Dopo 3,5km siamo a Colpalombo. A questo punto procediamo nell’ultimo tratto di strada che ci riporta a <strong>Gubbio</strong>. Seguendo SP240 per 10,8km arriviamo a prendere SS219 che seguiamo per 5,4km. Da qui prendendo via Umberto Paruccini, dopo un chilometro siamo tornati al punto di partenza. <strong>Un itinerario di 99,5km</strong> <strong>che ci avrà tenuto impegnati per 1 ora e 47 minuti.</strong></p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Gualdo Tadino, tra antiche civiltà e tesori medievali</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-222947842-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-222947842-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-222947842-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-222947842-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-222947842-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-222947842-1.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Quando parliamo di questo borgo facciamo riferimento all’antica città umbra di <em>Tadinum</em>, ricordata anche nelle <strong>Tavole Eugubine.</strong> Con il passare dei secoli il territorio fu attraversato da <strong>Romani, Longobardi e Franchi.</strong> Questo gli consentì di diventare un importante punto strategico lungo le vie che collegavano il centro con il nord Italia. Ciò che ha contribuito a plasmare l’aspetto che oggi vediamo di <strong>Gualdo Tadino</strong> sono state le numerose distruzioni e ricostruzioni subite nel <strong>Medioevo</strong>. Le mura, le porte storiche ed i suggestivi scorci in pietra sono tra gli elementi più caratteristici del borgo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Passeggiare lungo le vie di <strong>Gualdo Tadino</strong> permette di ammirare edifici medievali perfettamente conservati, piazze eleganti e chiese che raccolgono preziose opere d’arte. Tra i luoghi più importanti c’è sicuramente la <strong>Cattedrale di San Benedetto, il Palazzo del Podestà</strong> e le antiche porte cittadine che raccontano l’importanza del borgo sotto il punto di vista strategico. L’atmosfera medievale si respira in ogni angolo e chi viene in visita può godere di un viaggio autentico nella storia umbra.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Rocca Flea e le ceramiche</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2546281405.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2546281405.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2546281405.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2546281405.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2546281405.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2546281405.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">La <strong>Rocca Flea</strong> è ciò che domina il profilo di <strong>Gualdo Tadino.</strong> Una delle fortificazioni medievali più importanti e famose dell’Umbria. Venne eretta nel <strong>X secolo</strong>, per poi essere <strong>ampliata dall’imperatore Federico II di Svevia</strong> <strong>nel XIII secolo.</strong> Tra le principali funzioni della fortezza c’erano sicuramente quella militare, residenziale e carceraria. Oggi, a seguito di accurati restauri, ospita il <strong>Museo Civico della città</strong> e rappresenta il principale simbolo del borgo. Dalle mura è possibile godere di una vista straordinaria su tutta la vallata circostante. All’interno, invece, si scoprono reperti archeologici, opre d’arte e collezioni che tramandano la storia di questo territorio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una delle testimonianze più importanti che la Rocca porta alla luce è la tradizione locale delle <strong>ceramiche artistiche.</strong> Gualdo Tadino è infatti tra i centri storici più rinomati per la produzione di ceramica umbra. Una tradizione che nasce fin dal <strong>Medioevo</strong> per poi essere perfezionata nei secoli grazie alla lavorazione della <strong>maiolica a lustro, con riflessi dorati e rubino.</strong> Questo è stato possibile grazie alla grande ricchezza di legname del territorio che serviva ad alimentare i forni, l’importante presenza di argille e l’abilità degli artigiani che sapevano lavorare le ceramiche. Oggi <strong>Gualdo Tadino</strong> è per le ceramiche italiane al pari di <strong>Gubbio</strong> e <strong>Deruta</strong>. Le botteghe ed i lavoratori mantengono viva questa antica arte, tramandando le tecniche e le decorazioni che rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale.</p>
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		<title>Tre riserve naturali per una grande bellezza alle porte della Garfagnana: scopri anche tu il richiamo della natura in Toscana</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/tre-riserve-naturali-per-una-grande-bellezza-alle-porte-della-garfagnana-scopri-anche-tu-il-richiamo-della-natura-in-toscana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre riserve naturali separate, poi riunite dal 2016 in un ambiente comune: è il Parco dell'Orecchiella, spazio verde della Toscana lucense. Ci troviamo nella Garfagnana, pregevole zona naturale dell'Appennino toscano, al limite con le vicine Liguria ed Emilia-Romagna. Quello dell'Orecchiella non è un parco vero e proprio, bensì l'unione di tre riserve naturalistiche specifiche in un grande progetto di salvaguardia ecologica. Una zona che, per gli amanti del viaggiare in sella, non poteva che ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/tre-riserve-naturali-per-una-grande-bellezza-alle-porte-della-garfagnana-scopri-anche-tu-il-richiamo-della-natura-in-toscana/">Tre riserve naturali per una grande bellezza alle porte della Garfagnana: scopri anche tu il richiamo della natura in Toscana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Tre riserve naturali separate, poi riunite dal 2016 in un ambiente comune: è il <strong>Parco dell&#8217;Orecchiella</strong>, spazio verde della Toscana lucense. Ci troviamo nella <strong>Garfagnana</strong>, pregevole zona naturale dell&#8217;Appennino toscano, al limite con le vicine Liguria ed Emilia-Romagna. Quello dell&#8217;Orecchiella non è un parco vero e proprio, bensì l&#8217;unione di <strong>tre riserve naturalistiche</strong> specifiche in un grande progetto di salvaguardia ecologica. Una zona che, per gli amanti del viaggiare in sella, non poteva che essere meta di un itinerario. Pronti a conoscere le bellezze di questo luogo?</p>
<h2 id="h-parco-dell-orecchiella-in-moto" class="">Parco dell&#8217;Orecchiella in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3 id="h-mappa" class="">Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m48!1m8!1m3!1d366512.6214411518!2d10.189085!3d44.137412!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x12d56a89a96ad775%3A0x171a281849086c4a!2sSillano%2C%2055030%20LU!3m2!1d44.2222989!2d10.302069099999999!4m5!1s0x12d569edeaab8c89%3A0xd14d12223f53b8e!2sRiserva%20Naturale%20Statale%20Orecchiella%2C%20Loc.%20Orecchiella%2C%2055038%20San%20Romano%20in%20Garfagnana%20LU!3m2!1d44.2038734!2d10.3578896!4m5!1s0x12d56f07f9ef337b%3A0x5dba265d4a9aae90!2sCastelnuovo%20di%20Garfagnana%2C%2055032%20LU!3m2!1d44.1094412!2d10.4132116!4m5!1s0x12d50595d06daa5b%3A0x9e64a0ef6328d9b!2sCarrara%2C%2054033%20MS!3m2!1d44.069655!2d10.0824161!4m5!1s0x12d51a59042cb4b3%3A0x1c082c94427de6c0!2s54035%20Fosdinovo%20MS!3m2!1d44.137796099999996!2d10.0247788!4m5!1s0x12d5034e2f0cfcf5%3A0x1c05e68093b750f0!2s19038%20Sarzana%20SP!3m2!1d44.1248846!2d9.9576849!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1734702822662!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 id="h-percorso" class="">Percorso</h3>
<p class="">Scoprire la riserva dell&#8217;Orecchiella in moto è un&#8217;esperienza decisamente piacevole, soprattutto perché ci permette di percorrere parte della suggestiva <strong><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/medioevo-natura-e-tavole-imbandite-ecco-gli-8-borghi-piu-belli-della-garfagnana/">Garfagnana </a></strong>in moto. Fissiamo la partenza dal comune di <strong>Sillano Giuncugnano</strong>, situato in una zona di particolare pregio turistico. Da qui, infatti, si raggiunge tramite la SP12 il <strong>Passo della Pradarena</strong>, che porta verso Ventasso. Quest&#8217;ultimo, nato nel 2015 per sostituire quattro comuni separati, incorpora località molto apprezzate, come Ligonchio e Cerreto Laghi, con il suo <strong>Passo del Cerreto</strong>.</p>
<p class="">Dopo una breve risalita a nord verso Brica, però, l&#8217;itinerario vira decisamente verso sud, raggiungendo <strong>Sulcina</strong> e <strong>Corfino</strong>. È la SP47 che, sfiorando il Lago di Pontecosi, ci permette di arrivare a <strong>Castelnuovo di Garfagnana</strong>. Molto piacevole, il borgo ospita ancora in ottimo stato di conservazione la <strong>Rocca Ariostesca</strong>. La bella fortificazione deve il suo nome a Ludovico Ariosto che, come governatore della Garfagnana durante la dominazione degli Estensi di Ferrara, vi risiedette per più di tre anni, dal 1522 al 1525. Proseguendo il cammino verso Sarzana, ci allontaniamo dal Parco dell&#8217;Orecchiella ed entriamo nel <strong>Parco delle Alpi Apuane</strong>. È la SP13 che, tra curve e dislivelli significativi, ci porta fino alla città di Massa, quasi in corrispondenza del Mar Tirreno.</p>
<p class="">Proseguiamo però in direzione nord-ovest, toccando <strong>Carrara</strong> &#8211; la città del marmo, celebre in tutto il mondo &#8211; e <strong>Fosdinovo</strong>. In questo bel comune è possibile visitare <strong>Villa Malaspina di Caniparola</strong>, residenza estiva del Settecento. L&#8217;edificio, dallo stile imponente ed elegante, è circondato da un suggestivo giardino all&#8217;italiana, visitabile. In meno di 8 chilometri giungiamo a <strong>Sarzana</strong>, meta finale del nostro viaggio. Da qui, chi vuole può proseguire verso la <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/riviera-di-levante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Riviera di Levante</a></strong> e le sue bellezze, come Lerici, le <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/cinque-terre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cinque Terre</a> e la penisola di Portofino.</p>
<h2 id="h-tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sul-parco-dell-orecchiella" class="">Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Parco dell&#8217;Orecchiella</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/parco-orecchiella-2596535467.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/parco-orecchiella-2596535467.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/parco-orecchiella-2596535467.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/parco-orecchiella-2596535467.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/parco-orecchiella-2596535467.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/parco-orecchiella-2596535467.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @TinoFotografie/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p class="">La zona occupata dall&#8217;Orecchiella fu, nel primo dopoguerra, sottoposta a un violento sfruttamento delle risorse naturali. I progetti di recupero dell&#8217;ecosistema furono presentati nel 1927 e partirono nel 1936. È, però, solo dagli anni Cinquanta che il <strong>Corpo Forestale dello Stato</strong> (oggi confluito nello specifico <em>Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell&#8217;Arma dei Carabinieri</em>) ha iniziato una vera e propria tutela integrata di questa zona dell&#8217;alta Toscana.</p>
<p class="">Nel 1971 è stata istituita la <strong>riserva naturale di Pania di Corfino</strong>, seguita dalla <strong>Lama Rossa</strong> nel 1977 e <strong>dall&#8217;Orecchiella</strong> nel 1980. Sono tre progetti specifici e &#8220;individuali&#8221;, integrati dopo anni insieme alla <strong>foresta dell&#8217;Alto Serchio</strong> e confluiti, nel 2001, nel <a href="https://www.parcoappennino.it/"><strong>Parco nazionale dell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano</strong></a>. Quest&#8217;ultimo conta un territorio complessivo di quasi 23.000 ettari, lungo 2 regioni e ben 4 province.</p>
<h3 id="h-le-grotte-dell-orecchiella" class="">Le Grotte dell&#8217;Orecchiella</h3>
<p class="">Il Parco dell&#8217;Orecchiella ha una superficie di 5.200 ettari, più del 20% del complessivo territorio del Parco nazionale dell&#8217;Appennino Tosco-Emiliano. Si tratta di una zona prevalentemente montuosa, sulla quale spicca il <strong>Monte Prado</strong>. Questo, con i suoi 2.054 metri, è il più alto di tutta la Toscana.</p>
<p class="">Le <strong>Alpi Apuane</strong>, ricche in argille e arenarie, sono caratterizzate da amplissimi boschi e fiumi. La biodiversità emerge anche nella presenza di innumerevoli specie animali, soprattutto di selvaggina. Interessanti le <strong>grotte</strong>, vera e propria ricchezza ed eredità dei fenomeni erosivi di ghiacciai ormai scomparsi. Molte, infine, le vette che superano i 1.500 metri di quota.</p>
<h3 id="h-cosa-vedere-nel-parco-dell-orecchiella" class="">Cosa vedere nel Parco dell&#8217;Orecchiella</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/01/piazza-al-serchio-1478371784.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/01/piazza-al-serchio-1478371784.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/piazza-al-serchio-1478371784.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/piazza-al-serchio-1478371784.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/piazza-al-serchio-1478371784.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/01/piazza-al-serchio-1478371784.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">Sono <strong>quattro</strong> i comuni che corrispondono al territorio dell&#8217;attuale Parco dell&#8217;Orecchiella: <strong>Piazza al Serchio, San Romano, Sillano e Villa Collemandina</strong>.</p>
<p class="">Tra i punti di interesse della zona, possiamo citare, la <strong>Chiesa di San Pietro</strong> a Piazza al Serchio, suggestivo edificio sacro di epoca medievale. Da ammirare anche la <strong>Fortezza delle Verrucole</strong> a San Romano in Garfagnana, risalente al XV secolo e costruita dagli Este sui resti di un edificio basso medievale dei conti Gherardinghi e la <strong>Chiesa della Natività </strong>a Rocca Soraggio, che ospita il Volto Santo, un crocifisso tunicato ligneo risalente al Duecento. Consigliamo, infine, una visita al <strong>Lago di Villa Collemandina,</strong> un piccolo ma suggestivo specchio d&#8217;acqua artificiale nato dopo la costruzione di una diga nel 1914.</p>
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		<title>Scoprendo la città del Tiepolo: ecco il piccolo gioiello del Nord Italia dove arte, storia e cucina si incontrano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Insieme a Gorizia, Pordenone e Trieste, è una delle quattro città più grandi del Friuli-Venezia Giulia e attualmente è sede di una Unione Territoriale Intercomunale. La città del Tiepolo è la "capitale" del cosiddetto Friuli storico, che corrisponde in larga parte all'ex provincia udinese. La bella località, con le sue architetture monumentali, si trova al centro di un itinerario piuttosto rettilineo, che unisce le due cittadine di Tolmezzo e Grado. La prima, situata a pochi chilometri ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme a Gorizia, Pordenone e Trieste, è una delle quattro città più grandi del <strong>Friuli-Venezia Giulia </strong>e attualmente è sede di una Unione Territoriale Intercomunale. La città del <strong>Tiepolo </strong>è la &#8220;capitale&#8221; del cosiddetto <strong>Friuli storico</strong>, che corrisponde in larga parte all&#8217;ex provincia udinese. La bella località, con le sue architetture monumentali, si trova al centro di un itinerario piuttosto rettilineo, che unisce le due cittadine di <strong>Tolmezzo</strong> e<strong> Grado</strong>. La prima, situata a pochi chilometri dal confine austriaco (e non distante dal Cadore veneto), è una meta di montagna, mentre la seconda è una città di mare, situata sulla sponda orientale della <strong>Laguna di Marano</strong>, ed è una zona turistica molto amata in estate. Pronti per una nuova avventura targata TrueRiders?</p>
<h2>Udine in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m52!1m12!1m3!1d72903.13808051764!2d13.323292696919081!3d45.738254444435796!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x477a1f84e0963d69%3A0x66dd2f08c7832088!2sTolmezzo+UD!3m2!1d46.403496!2d13.0182123!4m5!1s0x477a24cd9d187737%3A0x299c56032494da3d!2sGemona%2C+UD!3m2!1d46.2774206!2d13.1209534!4m5!1s0x477a4aaffcbb00f5%3A0x3057d929f4963858!2sUdine%2C+UD!3m2!1d46.0710668!2d13.2345794!4m5!1s0x477bb063b93cad2d%3A0xc0f06f9be472d820!2sPalmanova%2C+UD!3m2!1d45.9048924!2d13.3176711!4m5!1s0x477ba24ca837528b%3A0x4f9376da0182a5b3!2sAquileia%2C+UD!3m2!1d45.768169099999994!2d13.368719899999999!4m5!1s0x477b9ee8d15234eb%3A0x89de020f1e649b02!2sGrado%2C+GO!3m2!1d45.6996858!2d13.379633799999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1452853458284" width="870" height="600" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>In questo itinerario alla scoperta del Friuli abbiamo deciso di fare delle soste &#8220;strategiche&#8221;. La prima a <strong>Gemona</strong> (la località distrutta del terremoto degli anni &#8217;70 e ricostruita in maniera pressoché identica all&#8217;originale). Proseguiamo ovviamente con <strong>Udine</strong>, <strong>Palmanova</strong> e <strong>Aquileia</strong>, l&#8217;antica capitale storica del Friuli e città romana e cristiana.</p>
<p>Lasciamo Tolmezzo seguendo la SP125, che seguiamo per alcuni chilometri in direzione di Amaro, dove imbocchiamo la SS52 (che costeggia l&#8217;Autostrada A23 in direzione Tarvisio) e che ci porta rapidamente sulla SS13. Da qui, in corrispondenza di Portis, seguiamo nuovamente il percorso del Tagliamento fino a <strong>Ospedaletto</strong> e svoltiamo su Via Armentaressa, che in un chilometro abbondante ci porta al centro di Gemona.</p>
<p>Lasciamo <strong>Gemona del Friuli</strong> e prendiamo nuovamente Via Armentaressa, fino alla SP49, che seguiamo per 25 chilometri, fino a Via Gran Selva. Da qui, entrando nell&#8217;area urbana di Udine, seguiamo prima Via Feletto verso Via Tricesimo e poi Viale Volontari della Libertà, che ci porterà all&#8217;arrivo &#8220;provvisorio&#8221;, in Piazzale Osoppo. Lasciata <strong>Udine</strong> su Viale della Vittoria, proseguiamo su Via Grado verso la SR352, che tocca Via Dei Boschi in località San Marco. Tramite la SR252 arriviamo a toccare la sponda &#8220;stellata&#8221; di <strong>Palmanova</strong>, dove la sosta è d&#8217;obbligo.</p>
<p>Lasciata Palmanova, proseguiamo lungo la SR352 per 18 chilometri. Tramite la Via Roma/SP91 arriviamo al centro della bella <strong>Aquileia</strong>, penultima tappa di questo viaggio. La tratta da Aquileia a<strong> Grado</strong> è una vera e propria passeggiata: circa 10 chilometri lungo la SP91 che, in qualche centinaio di metri, ci introduce nuovamente sulla SR352. La strada attraversa la Laguna di Grado su un lungo ponte che costeggia l&#8217;Isola Gorgo e, in meno di mezz&#8217;ora, ci porta dritti in città.</p>
<h2>Da Udine per un viaggio alla scoperta del Friuli storico</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/udine-1372104683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/udine-1372104683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/udine-1372104683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/udine-1372104683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/udine-1372104683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/udine-1372104683.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Marco Lissoni/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p><strong>Tolmezzo </strong>è il capoluogo della <strong>Carnia</strong> &#8211; storica regione di confine tra l&#8217;Italia e il Centro Europa. Oggi fa parte della sfera di influenza di Udine ed è una vera e propria città della storia, trovandosi sulle sponde del <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/tagliamento/" target="_blank" rel="noopener">Tagliamento</a></strong></span>. Il fiume, insieme all&#8217;Adige e al Piave, ricorda le tragiche battaglie dell&#8217;Italia durante la Prima Guerra Mondiale ed è opportuno per scoprirne le bellezze, prima di partire in direzione di Gemona del Friuli.</p>
<p>La bella località di <strong>Gemona del Friuli</strong>, nel 1976, rimase pressoché distrutta nel terribile terremoto che fece quasi 400 vittime. Prontamente ricostruita, oggi è una bella destinazione turistica, anche per assaggiare la gustosa cucina friulana, con prodotti come il <em>frico</em>, il <em>pan di sorc</em> e il formaggio di latteria turnaria.</p>
<p><strong>Udine</strong> è una città antichissima, ricca di monumenti unici e luoghi da scoprire. Tra questi, vale la pena visitare la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Porticato_di_San_Giovanni"><strong>Loggia di San Giovanni</strong></a>, il <strong>Duomo</strong> e la splendida <strong>Loggia del Lionello</strong>. La città ha uno stile che mescola elementi tradizionali italiani e austriaci, grazie alla presenza di questi ultimi nella zona nei secoli passati.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/palmanova-2425785207.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/palmanova-2425785207.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/palmanova-2425785207.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/palmanova-2425785207.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/palmanova-2425785207.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/palmanova-2425785207.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Immersa nelle campagne del Basso Friuli, <strong>Palmanova</strong> è universalmente nota come la &#8220;<em><strong>città a forma di stella</strong></em>&#8220;. Le sue mura perimetrali e l&#8217;organizzazione urbanistica seguono, infatti, una mappa a forma di stella. Questo capolavoro di ingegneria, che si visita facilmente in qualche ora, è probabilmente uno dei luoghi più belli di tutto il Friuli-Venezia Giulia.</p>
<p>Vero e proprio museo a cielo aperto, <strong>Aquileia</strong>, poi, è stata per secoli una delle capitali della Cristianità. Fondata nel II secolo avanti Cristo, è stata arricchita dalle varie dominazioni, acquisendo un ruolo strategico rispetto al territorio friulano. Dalle Alpi all&#8217;Adriatico, il nostro itinerario in moto con fulcro <strong>Udine</strong> si conclude qui!</p>
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		<title>È una delle case “storiche” della MotoGP, ma scoprirla oltre alle corse è il modo giusto per innamorarti</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/e-una-delle-case-storiche-della-motogp-ma-scoprirla-oltre-alle-corse-e-il-modo-giusto-per-innamorarti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Olanda, terra di canali e mercanti, è la patria dei mulini, degli zoccoli e dei tulipani. Ma a molti centauri non suonerà nuova la località di Assen, uno dei più rinomati circuiti motociclistici d'Europa. L'itinerario di oggi è un omaggio a questa passione, nel paese delle "due ruote" per eccellenza (che siano a motore o a pedali). Scoprite il percorso che vi suggeriamo oggi, tra coltivazioni, vedute selvagge e parchi nazionali dei Paesi Bassi del nord, con due passaggi intermedi a ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Olanda</strong>, terra di canali e mercanti, è la patria dei mulini, degli zoccoli e dei tulipani. Ma a molti centauri non suonerà nuova la località di <strong>Assen</strong>, uno dei più rinomati circuiti motociclistici d&#8217;Europa. L&#8217;itinerario di oggi è un omaggio a questa passione, nel paese delle &#8220;due ruote&#8221; per eccellenza (che siano a motore o a pedali). Scoprite il percorso che vi suggeriamo oggi, tra coltivazioni, vedute selvagge e parchi nazionali dei Paesi Bassi del nord, con due passaggi intermedi a <strong>Groningen </strong>e <strong>Assen</strong>, città che rappresentano i &#8220;due mondi&#8221; di questo paese del Nord Europa. Partiamo!</p>
<h2><strong>Groningen e Assen in moto. L&#8217;itinerario</strong></h2>
<h3><strong>Mappa</strong></h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d616561.8300636993!2d5.546773837799092!3d52.86840601158239!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x47c8fef2953ab5ef%3A0x543dbba8c956a9b6!2sLeeuwarden%2C%20Paesi%20Bassi!3m2!1d53.2012334!2d5.7999133!4m5!1s0x47c83286b462cca7%3A0xcb4b5086f9a6c8dc!2sGroninga%2C%20Paesi%20Bassi!3m2!1d53.2193835!2d6.5665017!4m5!1s0x47c824c1cf7ae1b1%3A0xc350e413be5175c3!2sAssen%2C%20Paesi%20Bassi!3m2!1d52.992753!2d6.564228399999999!4m5!1s0x47c7df209d12ecb1%3A0xcd0b5b2492dd3e8c!2sZwolle%2C%20Paesi%20Bassi!3m2!1d52.5167747!2d6.083021899999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1734512546998!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3><strong>Itinerario</strong></h3>
<p>Il viaggio alla scoperta <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/olanda-in-moto/" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;Olanda</a> parte dalla zona più settentrionale e si snoda per 173 chilometri. Partendo da <strong>Leeuwarden</strong>, prendete la N31 e successivamente imboccate la A7 verso Groningen. Uscite, quindi, dalla N7 e continuate su <strong>Europaweg</strong>. Imboccate Oostersingel per arrivare a <strong>Groningen</strong>. Proseguite sulla N7 e imboccate la A28 in direzione<strong> Peelo</strong>, nella provincia di Drenthe. Prendete l&#8217;uscita 34-Assen-Noord da A28 e continuate verso Peelo in direzione <strong>Kloosterstraat</strong>. Arrivati ad Assen, riprendete la A28 e uscite alla 19-Zwolle-Centrum verso Zwolle-Centrum e proseguire dritto fino a <strong>Zwolle</strong>, tappa finale del giro.</p>
<h2><strong>Groningen e Assen: le tappe imperdibili del viaggio su due ruote per eccellenza</strong></h2>
<h3><strong>Groningen</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/groningen-2227674095.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/groningen-2227674095.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/groningen-2227674095.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/groningen-2227674095.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/groningen-2227674095.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/groningen-2227674095.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Sander van der Werf/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p><strong>Groningen</strong> è una cittadina universitaria, caratterizzata da fermento culturale e tanto divertimento. Il centro storico, contenuto e grazioso, può essere percorso interamente a piedi o in bicicletta grazie alla pedonalizzazione dell&#8217;area.  Da non perdere un giro alla <strong>Città</strong> <strong>Vecchia</strong>, ricca di monumenti e piccole piazzette. Passeggiare per l&#8217;area pedonale è un&#8217;esperienza incredibile, soprattutto nel <em><strong>Grote Markt</strong></em>, la grande piazza del mercato con edifici storici risalenti al XVII secolo.</p>
<p>La <strong>Chiesa di San Martino con Martinitoren,</strong> poi, è celebre per il vicino campanile quattrocentesco alto 97 metri. Salendo i 251 scalini della torre è possibile ammirare la città dall&#8217;alto.</p>
<p>Il vecchio convento del Quattrocento di <strong>Prinsenhof</strong> è oggi un albergo con ristorante di tendenza, ma conserva all&#8217;interno la corte con un suggestivo giardino a ingresso libero. La città ospita anche uno dei musei di arte contemporanea più importanti del paese, il <a href="https://www.groningermuseum.nl/"><em><strong>Groninger Museum</strong></em></a>, progettato dal rinomato architetto italiano Alessandro Mendini.</p>
<h3><strong>Assen</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/assen-2443215039.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/assen-2443215039.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/assen-2443215039.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/assen-2443215039.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/assen-2443215039.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/assen-2443215039.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Un&#8217;altra piccola città resa famosa dal celebre circuito motociclistico, ma dall&#8217;animo decisamente green, è <strong>Assen</strong>. Conta ben 139 monumenti nazionali. Da non perdere, c&#8217;è ovviamente il <strong><a href="https://www.ttcircuit.com/" target="_blank" rel="noopener">Circuito di Assen </a></strong>(nei giorni lontani dalle gare è possibile visitare il circuito e cimentarsi tra le sue curve). Meritano, poi, la <strong>Casa bianca e Huize Oversingel</strong>, case tradizionali in mattoni e particolarmente eleganti, in perfetto stile olandese.</p>
<p>Non mancano posti e occasioni per fare dello shopping. Tra le principali vie per gli acquisti, ci sono: la Koopmansplein, la Mercuriusplein, la Oudestraat, la Kruisstraat e la Brink. Poco fuori la città, infine, si trova <strong>Balloerveld</strong>, una vasta pianura sabbiosa con brughiere, che in passato fu usata come campo di addestramento militare.</p>
<h2><strong>Informazioni utili per scoprire Groningen e Assen in moto</strong></h2>
<p>Il punto di partenza del tour può essere raggiunto in moto partendo dall&#8217;Italia. Le città sono collegate alle altre principali località del paese attraverso l&#8217;Autostrada 28. Se, invece, preferite noleggiare una moto in loco, potete farlo presso l&#8217;aeroporto di Amsterdam, che dista 200 chilometri. Il più vicino aeroporto di Groninger non serve voli verso e dall&#8217;Italia. La rete autostradale in Olanda è particolarmente estesa ed efficiente; si tratta addirittura dell’autostrada con la più alta densità per chilometri quadrati al mondo. Ma, attenzione, guidare in Olanda non è uno scherzo: qui i controlli sono assai frequenti e le multe elevatissime. Ricordate, pertanto, di rispettare i <strong>limiti di velocità: 80 e 100 km/h fuori dei centri abitati e 130 km/h in autostrad</strong>a. Non dimenticate che i ciclisti hanno sempre la precedenza.</p>
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		<title>Da Nino Manfredi a Gina Lollobrigida, la “valle delle star” nel Basso Lazio è un vero crogiolo di sapori e saperi</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/da-nino-manfredi-a-gina-lollobrigida-la-valle-delle-star-nel-basso-lazio-e-un-vero-crogiolo-di-sapori-e-saperi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraversare la Ciociaria in moto è un'esperienza da fare almeno una volta nella vita. Condividere con altri appassionati delle due ruote una giornata tra le bellezze della natura e le misteriose leggende nascoste tra questi luoghi è un'occasione da non perdere. Questo itinerario coniuga tre aspetti fondamentali: la voglia di sfrecciare tra le tortuose curve del Basso Lazio, il desiderio di scoprire luoghi ricchi di storia e cultura, legati alle civiltà preistoriche e contemporanee e la ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/da-nino-manfredi-a-gina-lollobrigida-la-valle-delle-star-nel-basso-lazio-e-un-vero-crogiolo-di-sapori-e-saperi/">Da Nino Manfredi a Gina Lollobrigida, la “valle delle star” nel Basso Lazio è un vero crogiolo di sapori e saperi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Attraversare la <strong>Ciociaria in moto</strong> è un&#8217;esperienza da fare almeno una volta nella vita. Condividere con altri appassionati delle due ruote una giornata tra le bellezze della natura e le misteriose leggende nascoste tra questi luoghi è un&#8217;occasione da non perdere. Questo itinerario coniuga tre aspetti fondamentali: la voglia di sfrecciare tra le tortuose curve del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/un-borgo-ricco-di-sorprese-dai-segnali-di-fumo-alle-sagne-pelose-il-gioiello-medievale-del-lazio-ti-aspetta/"><strong>Basso Lazio</strong></a>, il desiderio di scoprire luoghi ricchi di storia e cultura, legati alle civiltà preistoriche e contemporanee e la voglia di assaporare specialità culinarie celebri in tutta Italia. L&#8217;itinerario di TrueRiders lungo i luoghi più belli della Ciociaria prevede alcune tappe significative. Scopriamo quali sono e partiamo!</p>
<h2>Ciociaria in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m60!1m8!1m3!1d190849.21731209813!2d13.0832849!3d41.6337203!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m49!3e0!4m5!1s0x132559cb53f20cf9%3A0xe8be7c620f4e7752!2s03011%20Alatri%20FR!3m2!1d41.7252936!2d13.3412036!4m5!1s0x13255f3c4156d731%3A0xd4e84894629f17ce!2sLago%20di%20Canterno%2C%20Provincia%20di%20Frosinone!3m2!1d41.7536206!2d13.2504767!4m5!1s0x132560920ce5eb23%3A0xc1f0f7db63be3ed4!2sAnagni!3m2!1d41.745324!2d13.1513636!4m5!1s0x1325692a84e48743%3A0x4bfb2f2bf474481e!2sCarpineto%20Romano!3m2!1d41.608664399999995!2d13.082190599999999!4m5!1s0x1325478d45c794b1%3A0x152cb233384dadd8!2sAmaseno!3m2!1d41.4695578!2d13.3330459!4m5!1s0x1325491feda621bb%3A0x6308e536f0b48564!2sCastro%20dei%20Volsci!3m2!1d41.5077006!2d13.4055372!4m5!1s0x13255a94c5214bd7%3A0xc5572b2113e85906!2sFrosinone!3m2!1d41.6396009!2d13.3426341!4m5!1s0x132559cb53f20cf9%3A0xe8be7c620f4e7752!2sAlatri%2C%20FR!3m2!1d41.7252936!2d13.3412036!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1572517234964!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_end">﻿</span></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Da <strong>Alatri</strong> parti da Piazza Santa Maria Maggiore e vai verso sud-est imboccando Via Francesco Priorini. Continua finché non svolti a destra su Via San Francesco, poi prendi l&#8217;SP24 verso est. Fatti la strada principale con qualche pezzetto della SP36 e SP272, che ti portano dritto verso il <strong>Lago di Canterno</strong>. Continua verso nord sulla SP123. Dopo qualche incrocio devi svoltare su Viale Cese e metterti nella Superstrada Anticolana (SR155racc). Fatti questa direttrice fino all’uscita per <strong>Anagni</strong>. Segui la direzione di Via Provinciale dei Lepini per poi immetterti sulla SR609 Carpinetana verso <strong>Carpineto Romano</strong>.</p>
<p>Da Carpineto Romano puoi rimetterti sulla SR609 Carpinetana e prendere le indicazioni per<em> SP Madonna dei Martiri</em>. Continua qua fino a <em>SP Guglielte Vallefratta</em>, fino al comune di <strong>Amaseno</strong>. Quando ti rimetti in sella devi prendere la SP3 verso Castro dei Volsci, percorrendo Via San Tamaro e raggiungendo il centro abitato.</p>
<p>Da <strong>Castro dei Volsci </strong>devi farti Via Roma e poi Contrada San Tamaro, finché non ti immetti sulla SR637. Continua in direzione <strong>Frosinone</strong> facendoti un pezzo di Via Giovanni Jacobucci fino all&#8217;arrivo in città. Da qui prendi Via Aldo Moro e vai sulla SR155 verso <strong>Alatri </strong>per finire il percorso ad anello di oggi, tornando verso Via Cesare Battisti.</p>
<p>Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la <strong>SR155racc</strong>, la <strong>SR609 Carpinetana</strong>, la <strong>SP24</strong> e la <strong>SP Madonna dei Martiri</strong>.<br />
<a href="https://maps.app.goo.gl/LCbLXkuaz5wNmiPBA" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per l’itinerario diretto (e dinamico) su Maps tocca qui</strong></a>.</p>
<h2>Ciociaria, cosa vedere nell&#8217;itinerario di oggi tra acropoli, laghi, castelli fantasma e papi spariti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/acropoli-alatri-699846670.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/acropoli-alatri-699846670.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/acropoli-alatri-699846670.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/acropoli-alatri-699846670.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/acropoli-alatri-699846670.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/acropoli-alatri-699846670.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>La Ciociaria è una zona della regione Lazio che si estende a sud est del capoluogo Roma. Antiche leggende, posti incantati, misteri e innumerevoli vicende storiche intercorse nei secoli sopravvivono ancora oggi tra i borghi. La città di <strong>Alatri</strong>, prima tappa dell&#8217;itinerario della Ciociaria in moto, è rinomata per la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acropoli_di_Alatri"><strong><em>Civita di Alatri</em></strong></a>. Si tratta dell&#8217;antica Acropoli, estesa per circa 19.000 metri quadrati e posta a oltre 500 metri sul livello del mare. Quest&#8217;area riflette l&#8217;immenso potere del popolo che la costruì utilizzando soltanto la forza umana. Chiunque si trovi nelle vicinanze, deve quasi obbligatoriamente recarsi in questa zona, per poter godere dell&#8217;immensa bellezza che la contraddistingue.</p>
<h3>Il Lago di Canterno</h3>
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<p>Proseguendo in direzione nord-ovest si incontra, dopo pochi chilometri, il <strong>Lago di Canterno</strong>. Detto <em>Lago Fantasma</em>, è avvolto in un alone di mistero e bagna le località di <strong>Fumone</strong>, <strong>Fiuggi</strong>, <strong>Trivigliano</strong> e <strong>Ferentino</strong>. In passato il livello dell&#8217;acqua era molto variabile e, soltanto in alcune circostanze, era possibile scorgere un albero immerso nel lago. In prossimità di quest&#8217;area, s&#8217;intravedono le rovine medievali di <strong>Porciano Vecchio </strong>e la La vista del panorama dalla sua rocca vale una deviazione dall&#8217;itinerario.</p>
<p>Ripartendo, si percorre la SP24 in salita fino al borgo di <strong>Fumone</strong>. Questo piccolo comune è conosciuto per la presenza del misterioso<strong> Castello Longhi De Paolis</strong>. Per gli amanti delle avventure, in questo edificio, nel 1137, fu sepolto <strong>l&#8217;antipapa Gregorio VIII</strong> e le sue spoglie non furono mai più ritrovate.<br />
Procedendo si attraversa la natura incontaminata e i rilievi montuosi laziali e si incontrano l&#8217;azienda produttrice dell&#8217;Acqua Fiuggi, le Terme e numerose locande e agriturismi dove sostare per un pasto.</p>
<h3>Le &#8220;Città dei Papi&#8221; in Ciociaria</h3>
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<p>Procedendo in direzione <strong>Anagni</strong> è possibile fare una breve sosta per ammirare la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Badia_di_Santa_Maria_della_Gloria"><strong>Badia di Santa Maria della Gloria</strong></a>. Si tratta di una costruzione monastica fortificata risalente al 1200, un tempo residenza di monaci e oggi di proprietà del Comune di Anagni. In città è possibile visitare la <strong>Casa Barnekow o Gigli</strong>, dove Dante Alighieri pernottò durante una delle sue visite.</p>
<p>Proseguendo si raggiunge il comune di <strong>Carpineto Romano</strong>, località natale del pontefice Papa Leone XIII, nato Vincenzo Pecci, a cui si deve la <em>Rerum Novarum</em>, enciclica del 1891 che analizza l&#8217;incontro tra società civile, lavoratori e Chiesa. Grazie ai lavori di manutenzione, oggi è possibile visitare <strong>Palazzo Pecci</strong>, casa natale di Papa Leone XIII. Da vedere i frantoi, le sale e il paesaggio che si apre sui Monti Lepini.</p>
<p>L&#8217;itinerario della <strong>Ciociaria in moto</strong> continua tra curve, tornanti e vedute sorprendenti. Attenzione ai limiti di velocità in prossimità di <strong>Roccasecca dei Volsci</strong>. Proseguendo in direzione <strong>Castro dei Volsci</strong>, il divertimento su due ruote è assicurato. I numerosi tornanti presenti caricano i riders di adrenalina. È, però, necessario guidare sempre con prudenza.</p>
<p>Arrivati a <strong>Castro dei Volsc</strong>i bisognerebbe fermarsi un&#8217;intera giornata per godere delle ricchezze storica e paesaggistica di questo borgo medievale. Con una piccola deviazione lungo la SP151, si raggiungono le <a href="https://www.grottepastenacollepardo.it/"><strong>Grotte di Pastena</strong></a>, una delle risorse naturali più importanti della Ciociaria. In queste grotte è stata girata una scena del film con Paolo Villaggio &#8220;<em><strong>Fantozzi va in pensione</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Visitando la Ciociaria non si può non raggiungere il <em>Balcone della Ciociaria</em> e vedere il <strong><em>Monumento alla Mamma Ciociara</em></strong>. In questo luogo è possibile scattare incantevoli fotografie e respirare l&#8217;aria pura di montagna. A <strong>Frosinone</strong>, poi, è consigliata una sosta per portare a casa un po&#8217; della famosa <em>stracciatella ciociara</em>.</p>
<p>L&#8217;itinerario è percorribile tutto l&#8217;anno,  ma in autunno e in inverno non è infrequente trovare banchi di nebbia nei tratti più alti, quindi fate attenzione! Per avventurarsi tra i borghi ciociari e apprezzare al meglio il brivido delle curve, è consigliabile guidare una <strong>moto Enduro</strong>. I limiti di velocità sono solitamente fissati a 90 km/h per le strade extraurbane. In alcuni tratti di questo itinerario, per motivi di sicurezza, scendono a 40 km/h.</p>
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		<title>Tra le montagne del Trentino-Alto Adige c’è un luogo dove c’è sempre il sole: un vero toccasana per il buonumore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Borghi caratteristici montani, suggestivi paesaggi alpini e strade ricche di curve: sono questi gli ingredienti del mototour perfetto. Incastonata tra alcune delle vette più iconiche delle Dolomiti, la Val di Sole è un angolo del Trentino-Alto Adige che pare fatto apposta per gli appassionati delle due ruote. Col Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Naturale Adamello-Brenta a fare da cornice, la valle offre un'infinità di percorsi adrenalinici, ma che riescono anche a riempire gli occhi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Borghi caratteristici montani, suggestivi paesaggi alpini e strade ricche di curve: sono questi gli ingredienti del mototour perfetto. Incastonata tra alcune delle vette più iconiche delle Dolomiti, la <strong>Val di Sole</strong> è un angolo del <strong>Trentino-Alto Adige</strong> che pare fatto apposta per gli appassionati delle due ruote. Col <strong>Parco Nazionale dello Stelvio</strong> e il <strong>Parco Naturale Adamello-Brenta</strong> a fare da cornice, la valle offre un&#8217;infinità di percorsi adrenalinici, ma che riescono anche a riempire gli occhi e il cuore di meraviglia. Pronti per questo avvincente viaggio?</p>
<h2>Val di Sole in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d421922.66893340054!2d10.431012078865002!3d46.336368988291625!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x47828c5c53bfa85d%3A0xedfb355f35034b0!2sPonte%20di%20Mostizzolo%2C%2038020%20Cis%20TN%2C%20Italia!3m2!1d46.3932727!2d11.013172599999999!4m5!1s0x4782f09d09a44f5f%3A0x184796bed060b845!2sColer%2C%2038020%20TN%2C%20Italia!3m2!1d46.4217799!2d10.7763739!4m5!1s0x4782f8c163458425%3A0xb6e1539631d2518!2sPeio%20Terme%2C%2038024%20TN%2C%20Italia!3m2!1d46.351024699999996!2d10.663148399999999!4m5!1s0x4782540b09c79ec9%3A0x3c2b1934667a537e!2sPasso%20del%20Tonale%2C%2038029%20TN%2C%20Italia!3m2!1d46.260815099999995!2d10.587877599999999!4m5!1s0x47825354abbcd58b%3A0xfc59b6a1af849cf4!2sPonte%20di%20Legno%2C%2025056%20BS%2C%20Italia!3m2!1d46.2589603!2d10.5081283!5e1!3m2!1sit!2sus!4v1734648489290!5m2!1sit!2sus" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p><strong>Ponte di Mostizzolo</strong> è il punto di partenza dell’itinerario odierno. Da qua parti seguendo la SS42 e continua lungo la SP86 andando verso <strong>Rabbi</strong>. Continua sulla <strong>Frazione Piazzola</strong>, poi riprendi il viaggio dirigendoti verso <strong>Coler</strong>. Prendi la SP86, poi continua sulla SS42 e imbocca la SP87 per percorrere Via delle Acque Acidule, che porta verso <strong>Peio Fonti</strong>. Procedi lungo questa via per arrivare a <strong>Monte Boai</strong>.</p>
<p>Da Monte Boai dirigiti verso <strong>Peio Terme</strong>. Procedi inizialmente su Via delle Acque Acidule, poi svolta sulla SP87 e continua fino alla SS42. Devi continuare verso <strong>Passo del Tonale </strong>seguendo ancora la SS42. Attraversa il passo tenendoti sulla stessa strada finché non imbocchi la SS300. Quando arrivi vicino a <strong>Ponte di Legno </strong>continua su Via Giuseppe Baslini e Viale Venezia. Passa attraverso Piazzale Europa per terminare il percorso su Via XI Febbraio.</p>
<p>Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la <strong>SS42</strong>, la <strong>SP86</strong>, la <strong>SP87</strong> e la <strong>SS300</strong>. <a href="https://maps.app.goo.gl/m4APypYATftSV5L7A" target="_blank" rel="noopener"><strong>Per l’itinerario diretto (e dinamico) su Maps tocca qui</strong></a>.</p>
<h2>Val di Sole: come scoprire l&#8217;essenza delle valli trentine in una volta sola</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/val-di-sole-2077468777.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/val-di-sole-2077468777.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/val-di-sole-2077468777.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/val-di-sole-2077468777.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/val-di-sole-2077468777.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/val-di-sole-2077468777.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Massimo Spagnoletti / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Ecco un nuovo tour alla scoperta delle bellezze del Trentino-Alto Adige e dei suoi incantevoli percorsi. La regione offre agli appassionati delle due ruote un&#8217;infinità di <strong>itinerari avventurosi e spettacolari</strong> e questa proposta è decisamente all’altezza della fama della zona. Incastonata tra il <strong><a href="https://www.stelviopark.it/" target="_blank" rel="noopener">Parco Nazionale dello Stelvio</a></strong> e il <a href="https://www.pnab.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco naturale provinciale dell’Adamello-Brenta</strong></a>, la valle occupa la parte nord-occidentale della <strong>provincia di Trento</strong>, dove segue l’alto corso del <strong>fiume Noce</strong>.</p>
<p>Azzurre acque, verdi paesaggi di montagna, una cucina fortemente legata alla tradizione del territorio e strade dalla guida vivace fanno della <strong>Val di Sole</strong> un’ottima destinazione per una giornata all’insegna del mototurismo.</p>
<p>È opportuno specificare che, nonostante le numerose giornate soleggiate, la <strong>Val di Sole non deriva il proprio nome dalle condizioni atmosferiche</strong> ma probabilmente da “<strong><em>Sulis</em></strong>”, la <strong>divinità celtica delle acque</strong>, cara alle fonti termali. Anche in questa zona del Trentino, infatti, il clima è prevalentemente montano.</p>
<h3>Mostizzolo</h3>
<p>Circa 50 sono i chilometri che separano <strong>Mostizzolo</strong>, punto di avvio del percorso, da <strong>Ponte di Legno</strong> che ne segna, invece, idealmente la fine. Si possono, però, fare molte deviazioni, che renderanno la vostra esperienza motociclistica in Trentino ancora più indimenticabile.</p>
<p>Partiamo, dunque, da Mostizzolo, frazione del comune di <strong>Cis</strong>, che segna il confine tra la <strong>Val di Non</strong> (di cui fa parte) e la <strong>Val di Sole</strong>. Per chi venisse da fuori, un buon punto di riferimento è <strong>Trento</strong>: una volta raggiunta la città, sarà sufficiente proseguire in direzione Cles e Lago di Santa Giustina.</p>
<h3>Val di Rabbi</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/caldes-1016421592.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/caldes-1016421592.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/caldes-1016421592.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/caldes-1016421592.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/caldes-1016421592.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/caldes-1016421592.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>La seconda tappa conduce alla volta della <strong>Val di Rabbi</strong>. Da Mostizzolo si arriva a <strong>Caldes</strong>, località nota anche per la presenza di un castello medievale risalente al XIII secolo, e poi a <strong>Malè</strong>, comune di poco più di 2.000 abitanti che costituisce il capoluogo della comunità della Valle di Sole.</p>
<p>Se una sosta a Malè è d’obbligo, se non altro per la posizione strategica che colloca la località al centro del triangolo virtuale formato da Dolomiti di Brenta, Parco nazionale dello Stelvio e <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/un-giro-ad-anello-da-madonna-di-campiglio-alla-scoperta-dei-laghi-piu-belli-del-trentino/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Madonna di Campiglio</strong></span></a>, fortemente consigliata è una deviazione che precede di poco il paese. Stiamo parlando della salita che vi condurrà fino a <strong>Coler</strong>, così da assaporare anche le suggestioni della <strong>Val di Rabbi</strong>, valle laterale della Val di Sole, inserita nel Parco dello Stelvio per la bellezza, quasi incontaminata, dei suoi paesaggi.</p>
<h3>Val di Peio</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/ossana-1477009271.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/ossana-1477009271.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/ossana-1477009271.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/ossana-1477009271.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/ossana-1477009271.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/ossana-1477009271.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Tornati al percorso principale, proseguiamo il nostro viaggio in moto lungo la Val di Sole con <strong>Monclassico, Dimaro </strong>e <strong>Mezzana, </strong>nel cui territorio sorgono i <strong>Laghi del Malghetto</strong>, meta apprezzata dagli appassionati di sentieri ed escursioni. Arrivati a <strong>Ossana, </strong>dove spicca il <strong>Castello di San Michele</strong>, fortificazione di origine medievale, si palesa l’occasione di una nuova deviazione verso la <strong>Val di Peio</strong>, capace di rapire il cuore dei turisti sia per i suoi incantevoli paesaggi di montagna sia per le note acque termali.</p>
<p>Qualche curva dopo torniamo a <strong>Ossana</strong>, per spostarci verso <strong>Vermiglio</strong>: qui, una vecchia conoscenza attende tutti i motociclisti a caccia di percorsi dall&#8217;andatura allegra, il <strong>Passo del Tonale</strong>! Valico alpino posto a più di 1.800 metri di altezza, collega la provincia di Trento con quella di Brescia e segna l’uscita dalla Val di Sole e l’ingresso nell’Alta Valle Camonica. L’arrivo a <strong>Ponte di Legno</strong> coincide con la conclusione del nostro percorso in moto lungo la Val di Sole in Trentino.</p>
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		<title>Bianchi come la neve, anche se qui cade raramente: questi 20 borghi sono famosi in tutto il mondo</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/bianchi-come-la-neve-anche-se-qui-cade-raramente-questi-20-borghi-sono-famosi-in-tutto-il-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 10:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conosciuto in tutto il mondo grazie alle candide facciate, questo gruppo di borghi dell'Andalusia attira tantissimi turisti in ogni periodo dell'anno. Per valorizzarne il patrimonio storico-culturale e renderli celebri oltre i confini nazionali, è stato creato un itinerario specifico, la cosiddetta Ruta de los Pueblos Blancos (Strada dei paesi bianchi), un percorso di circa 100 chilometri, ideale per chi vuole conoscere l'altro lato del turismo andaluso. Partiamo? Pueblos Blancos in moto. ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Conosciuto in tutto il mondo grazie alle candide facciate, questo <strong>gruppo di borghi dell&#8217;Andalusia</strong> attira tantissimi turisti in ogni periodo dell&#8217;anno. Per valorizzarne il patrimonio storico-culturale e renderli celebri oltre i confini nazionali, è stato creato un itinerario specifico, la cosiddetta <em><strong>Ruta de los Pueblos Blancos</strong></em><strong> (<em>Strada dei paesi bianchi</em>)</strong>, un percorso di circa 100 chilometri, ideale per chi vuole conoscere l&#8217;altro lato del turismo andaluso. Partiamo?</p>
<h2>Pueblos Blancos in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m64!1m12!1m3!1d818085.0839330279!2d-6.143928373614654!3d36.77908631696879!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m49!3e0!4m5!1s0xd0d4917eadf98d3%3A0xa5acc57819888ae6!2sAlcal%C3%A1%20del%20Valle%2C%2011693%2C%20Cadice%2C%20Spagna!3m2!1d36.9055622!2d-5.172534499999999!4m5!1s0xd0d49c8297cdd15%3A0x44842378df0ac406!2sSetenil%20de%20las%20Bodegas%2C%2011692%2C%20Cadice%2C%20Spagna!3m2!1d36.862426299999996!2d-5.1764469!4m5!1s0xd0d3e6dde717be7%3A0xe2d4f5de40e13081!2sGrazalema%2C%2011610%2C%20Cadice%2C%20Spagna!3m2!1d36.7586748!2d-5.3684385!4m5!1s0xd0d17b34239ff53%3A0x21c18db3e357be70!2sBenaocaz%2C%2011612%2C%20Cadice%2C%20Spagna!3m2!1d36.701364999999996!2d-5.4220326!4m5!1s0xd0d177207772f9d%3A0xc6ac29112e0627b9!2sUbrique%2C%2011600%2C%20Cadice%2C%20Spagna!3m2!1d36.677084199999996!2d-5.44539!4m5!1s0xd0d1283fb7f2bff%3A0xf426037abf0cd875!2sPrado%20del%20Rey%2C%2011660%2C%20Cadice%2C%20Spagna!3m2!1d36.7882576!2d-5.5577901999999995!4m5!1s0xd0d08aff4b8caf9%3A0x4d1ee7120b0d54ce!2sAlgar%2C%2011639%2C%20Cadice%2C%20Spagna!3m2!1d36.6585879!2d-5.6546388!4m5!1s0xd0da167a91a2c81%3A0xad51bc8bcddc8c1c!2sArcos%20de%20la%20Frontera%2C%2011630%2C%20Cadice%2C%20Spagna!3m2!1d36.7560042!2d-5.8116522!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1734227767731!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>136 chilometri e circa 3 ore di percorso che si immerge in una natura a tratti brulla, a tratti rigogliosa. I Pueblos Blancos dell&#8217;Andalusia sono protagonisti di questo itinerario che da <strong>Alcalá del Valle</strong> porta ad <strong>Arcos de la Frontera</strong>. Attraverseremo i comuni di <strong>Setenil de las Bodegas</strong>, <strong>Zahara</strong>, <strong>Grazalema</strong>, <strong>Benaocaz</strong>, <strong>Ubrique</strong>, <strong>Prado del Rey</strong>, <strong>Algar</strong>. Tre bacini idrici, un parco naturale, nove borghi: un vero imbarazzo della scelta per un itinerario che dà il meglio di sé se percorso in due giorni.</p>
<p>Da Alcalá prendiamo la CA-421 in direzione di <strong>Setenil de las Bodegas</strong>, che raggiungiamo dopo un brevissimo tratto di 8 chilometri. Sosta obbligata ai piedi del grande &#8220;<em>masso sospeso</em>&#8220;, prima di oltrepassare il bacino di Zahara-El Gastor e percorrere 32 chilometri in direzione di <strong>Grazalema</strong>.</p>
<p>Questo comune dei Pueblos Blancos, circondato dalle montagne, ha il curioso <strong>record di maggior piovosità nella Spagna meridionale</strong>, con quasi duemila millimetri di pioggia all&#8217;anno. Ci troviamo a una quota peraltro ragguardevole, 812 metri sul livello del mare, circondati da splendide case e palazzetti pubblici di colore bianco candido.</p>
<p>Proseguiamo per<strong> Benaocaz</strong> e <strong>Ubrique</strong>, distanti tra loro appena 7 chilometri e al centro di un cammino romano ancora oggi ben conservato.<br />
<strong>Prado del Rey</strong> dista 20 chilometri, necessari per ammirare un suggestivo borgo le cui architetture ricordano molto le città di conquista dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Tramite la CA-6107 raggiungiamo la penultima tappa del viaggio, la piccola <strong>Algar</strong>. Il comune sorge all&#8217;estremità meridionale dell&#8217;<strong>Embalse de Los Hurones</strong>, un grande invaso artificiale che fornisce acqua potabile alla vicina Cadice. Seguendo la CA-5221 arriviamo, in 23 chilometri, ad <strong>Arcos de la Frontera</strong>, meta ultima di questo tour dei borghi bianchi andalusi. Per gli amanti della MotoGP, a soli 35 chilometri di distanza c&#8217;è <em><strong>Jerez de la Frontera</strong></em>, sede di una delle prove più belle del Motomondiale.</p>
<h2>Pueblos Blancos: alla scoperta dei tesori candidi dell&#8217;Andalusia</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/grazalema-2406835431.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/grazalema-2406835431.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/grazalema-2406835431.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/grazalema-2406835431.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/grazalema-2406835431.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/grazalema-2406835431.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>A livello geografico, i <strong>Pueblos Blancos</strong> si trovano in <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/in-spagna-ce-una-citta-che-ha-conquistato-gli-scrittori-di-tutto-il-mondo-grazie-al-colore-unico-delle-sue-case/"><strong>Andalusia</strong></a>, ripartiti tra le province di <strong>Cádiz</strong> (Cadice) e <strong>Málaga</strong>. Occupano le comarche della Sierra e Janda e la Serranía de Ronda, zone storiche che corrispondono alle antiche parrocchie. Il comune più orientale è quello di <strong>Alcalá del Valle</strong>, mentre quello più occidentale è <strong>Arcos de la Frontera</strong>. I due estremi verticali sono <strong>Puerto Serrano</strong> a nord, <strong>Algar</strong> e <strong>Ubrique</strong> a sud. In ordine alfabetico, i borghi bianchi dell&#8217;Andalusia sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Algar</li>
<li>Algodonales</li>
<li>Arcos de la Frontera</li>
<li>Benaocaz</li>
<li>Benamahoma</li>
<li>Bornos</li>
<li>Coto de Bornos</li>
<li>El Bosque</li>
<li>El Gastor</li>
<li>Espera</li>
<li>Grazalema</li>
<li>Olvera</li>
<li>Prado del Rey</li>
<li>Puerto Serrano</li>
<li>Setenil de las Bodegas</li>
<li>Torre Alháquime</li>
<li>Ubrique</li>
<li>Villaluenga del Rosario</li>
<li>Villamartín</li>
<li>Zahara de la Sierra</li>
</ul>
<p>Tra Cadice e Malaga è possibile visitare anche il <strong><a href="https://www.spain.info/it/natura/parco-naturale-sierra-grazalema/" target="_blank" rel="noopener">Parco naturale della Sierra de Grazalema</a></strong>, oltre 53 mila ettari di verde, che include vari fiumi, due ampi laghi e numerose vette della<strong> Cordillera Subbética</strong> (fino a 2.382 metri s.l.m.).</p>
<h3>Cenni storici</h3>
<p>Tutta la zona dei Pueblos Blancos segue le fasi essenziali della storia spagnola. Popolata in epoca romana, fu, dopo il crollo dell&#8217;Impero, al centro di numerose invasioni, che culminarono nell&#8217;Alto Medioevo con la <strong>conquista islamica</strong>. L&#8217;Andalusia rimase sotto il dominio musulmano per molti secoli, salvo poi essere riconquistata dai Re Cattolici alla fine del XV secolo. Il borgo di <strong>Setenil de las Bodegas</strong>, il più celebre dei Pueblos Blancos, fu fondamentale per le sorti della Reconquista, dopo ben sette assedi (da qui il nome, <em>Septem nihil = Setenil</em>). Grazie a questi successi militari, Setenil ottenne numerosi benefici reali e la zona acquistò una certa riconoscibilità, mantenendo questo ruolo ancora oggi, con l&#8217;avvento del turismo di massa.</p>
<h3>Cosa vedere ai Pueblos Blancos</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/rovine-romane-ocuri-2087062357.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/rovine-romane-ocuri-2087062357.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/rovine-romane-ocuri-2087062357.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/rovine-romane-ocuri-2087062357.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/rovine-romane-ocuri-2087062357.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/rovine-romane-ocuri-2087062357.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Borghi immersi nel verde, che contrasta con il<strong> bianco intenso delle case dipinte di</strong> <strong>calce</strong>: un espediente divenuto necessario per isolare le abitazioni dalle altissime temperature estive andaluse, quando non raramente si raggiungono i 50 °C. Imperdibile il <strong>Conjunto Histórico-Artístico di Setenil de las Bodegas</strong>, ovvero quella parte di centro storico che sorge al di sotto di uno enorme sperone roccioso che appare sospeso nel vuoto. <strong>Zahara de la Sierra</strong> ospita i reperti dell&#8217;<em>oppidum nazarí</em>, il complesso militare-difensivo di epoca preromana e successivamente ampliato in epoca musulmana e cattolica.</p>
<p><strong>El Bosque</strong> propone una visita naturalistica con il suo <a href="https://www.juntadeandalucia.es/medioambiente/portal/web/ventanadelvisitante/detalle-buscador-mapa/-/asset_publisher/Jlbxh2qB3NwR/content/el-castillejo-1/255035"><strong>El Castillejo</strong></a>, un giardino botanico che occupa parte del parco della Sierra de Grazalema, mentre a <strong>Prado del Rey </strong>sono visibili i resti dell&#8217;<strong>accampamento romano di Iptuci</strong>. Da non perdere le rovine romane di <strong>Ocuri </strong>e il <strong>Castello di Fatima</strong>, entrambi a <strong>Ubrique</strong>, mentre gli amanti delle escursioni possono approfittare del <strong>canyon di Villaluenga del Rosario</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/bianchi-come-la-neve-anche-se-qui-cade-raramente-questi-20-borghi-sono-famosi-in-tutto-il-mondo/">Bianchi come la neve, anche se qui cade raramente: questi 20 borghi sono famosi in tutto il mondo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Un piccolo borgo dove le Alpi ‘incontrano’ il mare: questo paese sembra uscito dalle pagine di una favola</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/un-piccolo-borgo-dove-le-alpi-incontrano-il-mare-questo-paese-sembra-uscito-dalle-pagine-di-una-favola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Voglia di un viaggio che vi faccia fare l'andirivieni tra i confini italiani e quelli francesi? Ecco un itinerario adatto per i bikers più appassionati e temerari, pieno di curve e tornanti. La destinazione è un piccolo paese tra le Alpi Marittime, dove i monti incontrano il mare. Un comune francese di poco più di 2.200 anime e attraversato dal fiume Roia, che sembra uscito da una favola. Pronti per questo affascinante itinerario? Breil-sur-Roya in moto. ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/un-piccolo-borgo-dove-le-alpi-incontrano-il-mare-questo-paese-sembra-uscito-dalle-pagine-di-una-favola/">Un piccolo borgo dove le Alpi ‘incontrano’ il mare: questo paese sembra uscito dalle pagine di una favola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Voglia di un viaggio che vi faccia fare l&#8217;andirivieni tra i confini italiani e quelli francesi? Ecco un itinerario adatto per i bikers più appassionati e temerari, pieno di curve e tornanti. La destinazione è un piccolo paese tra le<a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/storia-e-tradizione-incontrano-la-montagna-un-vero-e-proprio-gioiello-delle-alpi-marittime-al-confine-con-la-francia/"><strong> Alpi Marittime</strong></a>, dove i monti incontrano il mare. Un comune francese di poco più di 2.200 anime e attraversato dal <strong>fiume Roia</strong>, che sembra uscito da una favola. Pronti per questo affascinante itinerario?</p>
<h2>Breil-sur-Roya in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d110165.15131697369!2d7.5110019742534435!3d43.85581442787825!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x12cd9696fbf67ac3%3A0x40819a5fd979e80!2sBreglio%2C%20Francia!3m2!1d43.937464999999996!2d7.513929!4m5!1s0x12cd94856b863931%3A0x27b591db421d26f9!2sOlivetta!3m2!1d43.8798811!2d7.516483999999999!4m5!1s0x12cd95657667a665%3A0x7f3e4a25f2447dbe!2sSospello!3m2!1d43.8778492!2d7.4474333999999995!4m5!1s0x12cdebbec4ca024f%3A0x40819a5fd979ac0!2s06500%20Mentone%2C%20Francia!3m2!1d43.774481!2d7.49754!4m5!1s0x12cded8f4abeb795%3A0xd833ac5bc1e1bc5a!2sVentimiglia!3m2!1d43.7912366!2d7.6075864!5e1!3m2!1sit!2sit!4v1750834384553!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>L&#8217;itinerario per Breil-sur-Roya parte da <strong>Ventimiglia</strong>. Dirigiti verso Via Roma e poi imbocca il Lungo Roia Gerolamo Rossi. Percorri la SS1 seguendo le indicazioni per la Francia e Mentone e continua sulla Strada Statale N.1 Dir che diventa D6007 quando attraversi il confine francese. Questa ti porta fino a <strong>Mentone</strong> sulla costa e, da lì, prendi l&#8217;Avenue de Verdun e la D2566, poi l&#8217;Avenue Boyer. A questo punto, ti serve la D2204 che porta nell&#8217;entroterra francese, coi paesaggi sempre più montani.</p>
<p>Arriva fino a <strong>Sospello</strong>, il caratteristico borgo medievale col famoso ponte vecchio. Continua sempre sulla D2204 fino al bivio per la D93, dove devi svoltare a destra. Segui le indicazioni per la SP73 e torna in territorio italiano: ti serve la SP73, la Via Ginestrea, fino a raggiungere <strong>Olivetta San Michele</strong>. Da Olivetta continua per Piena Alta e Breil-sur-Roya; gira a sinistra sulla SS20 e continua fino al confine francese. Rientrato in Francia prosegui sulla D6204 che diventa Boulevard Rouvier, percorrila e svolta a destra su Place Biancheri e, poi, di nuovo a destra (verso sudovest) per arrivare al centro di <strong>Breil-sur-Roya</strong>.</p>
<p>Le <strong>strade principali di riferimento</strong> lungo il percorso sono la <strong>D6204</strong>, la <strong>SS20</strong>, la <strong>SP73</strong>, la <strong>D93</strong>, la <strong>D2204</strong>, la <strong>D6007</strong> e la <strong>SS1</strong>.</p>
<h2>Il borgo variopinto della Valle di Roia</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-740192596.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-740192596.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-740192596.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-740192596.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-740192596.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-740192596.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p><strong>Breil-sur-Roya </strong>è un comune francese immerso nel panorama mozzafiato della Valle della Roia. Si tratta di una vera perla alpina, che nasconde tantissime attrazioni. Da visitare assolutamente è la <a href="https://www.vermenagna-roya.eu/it/patrimonio/chiesa-parrocchiale-di-santa-maria-in-albis/"><strong>Chiesa di S. Maria in Albis</strong></a>, gioiellino del barocco ligure in territorio francese a Place Brancion. Venne costruita nel XVII secolo sui resti di un&#8217;antica chiesetta medievale gravemente danneggiata ed è classificata come <em>monumento storico</em>, per la forte originalità a livello architettonico. La <strong>facciata ocra</strong> ricorda un formicaio e all&#8217;interno della chiesa si nascondono quello che è considerato <strong>uno degli organi più belli di tutta la Valle</strong> e la <strong>pala d&#8217;altare di Louis Bréa</strong>, maestro del Rinascimento.</p>
<p>Nella <strong>frazione di Piène-Haute</strong>, merita una visita la <strong>Chapelle Notre Dame de la Visitation</strong>, meglio conosciuta come <em>Cappella della Visitation o dei Penitenti Bianchi</em>. Risale al XIX secolo, è dedicata a Santa Elisabetta e fu costruita dai <strong>Penitenti Bianchi delle isole di Lérins</strong>. La facciata ha uno zoccolo bugnato con due pilastri a sostentamento di un frontone triangolare e porta a un interno decorato di gessature policrome. Da vedere anche la <strong>Cappella della Misericordia</strong>, o dei <strong>Penitenti Neri</strong>.</p>
<p>Tra i resti storici del borgo spiccano le <strong>rovine del castello</strong> e della <strong>Torre della Cruella</strong>, entrambi sulla cresta sopra Breil, a ricordo del passato difensivo intelligentemente scelto dai fondatori, su un meandro della riva sinistra del fiume Roia. A chi piace un po&#8217; di storia dei trasporti, c&#8217;è l&#8217;<strong>Ecomuseo dei Trasporti</strong> o <strong><a href="https://www.menton-riviera-merveilles.it/offerte/ecomuseo-del-treno-delle-meraviglie-breil-sur-roya-it-3051704/" target="_blank" rel="noopener">Ecomuseo del Treno delle Meraviglie</a></strong>, sull&#8217;evoluzione dei mezzi di locomozione nella valle e con l&#8217;esposizione anche di auto d&#8217;epoca. Le strette viuzze del centro storico sono fiancheggiate da <strong>facciate variopinte</strong> che creano un gioco cromatico veramente bello.</p>
<h3>Cosa fare nei dintorni di Breil-sur-Roya</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-2348212225.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-2348212225.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-2348212225.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-2348212225.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-2348212225.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/breil-sur-roya-2348212225.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>La posizione di Breil-sur-Roya, sul fiume Roia, ne fa un centro strategico per gli <strong>sport d&#8217;acqua</strong>. Ci sono grosse opportunità per fare <strong>river rafting</strong> con le escursioni che durano mezza giornata. Le acque del Roia sono, inoltre, molto frequentate anche per <strong>kayak</strong>, <strong>canoa</strong>, <strong>tubing</strong> e <strong>canyoning</strong>.</p>
<p>In zona si organizzano anche visite guidate ai <strong>frantoi di olive</strong> e alle <strong>rovine archeologiche</strong> di cui la valle è piena. Una delle cose più belle da fare è salire sul <strong>Train des Merveilles</strong>, la ferrovia che collega Nizza a Cuneo, che permette di esplorare panorami meravigliosi ma inaccessibili su strada.</p>
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		<title>A pochi passi da Mantova c&#8217;è il borgo delle case arcobaleno: è la meraviglia dei Gonzaga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grigia, nebbiosa, umida e noiosa, una vera zona infelice dove nessuno vorrebbe concedersi una vacanza, figuriamoci anche solo una giornata di evasione. La Pianura Padana ce l'hanno sempre fatta immaginare così, una terra di mezzo tra Bologna e Milano dove si passa senza possibilità di sosta. E, invece, è una delle zone più interessanti d'Italia, grazie alle città d'arte e a un piccolo borgo che sembra una Burano senza la laguna, che ti stupirà con le decine di casette colorate ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/a-pochi-passi-da-mantova-ce-il-borgo-delle-case-arcobaleno-e-la-meraviglia-dei-gonzaga/">A pochi passi da Mantova c&#8217;è il borgo delle case arcobaleno: è la meraviglia dei Gonzaga</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grigia, nebbiosa, umida e noiosa, una vera zona infelice dove nessuno vorrebbe concedersi una vacanza, figuriamoci anche solo una giornata di evasione. La <strong>Pianura Padana </strong>ce l&#8217;hanno sempre fatta immaginare così, una terra di mezzo tra Bologna e Milano dove si passa senza possibilità di sosta. E, invece, è una delle zone più interessanti d&#8217;Italia, grazie alle città d&#8217;arte e a un piccolo borgo che sembra una Burano senza la laguna, che ti stupirà con le decine di <strong>casette colorate</strong> raggruppate intorno alla piazza centrale. Di quale paese si tratta? Scopriamolo insieme!</p>
<h2>Pomponesco in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m28!1m12!1m3!1d90162.12467436113!2d10.109704043502964!3d45.074306335159164!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m13!3e0!4m5!1s0x4780fe6d3c71fe83%3A0x307737e7e74bdaf5!2sCremona%2C%20CR!3m2!1d45.133249!2d10.0226511!4m5!1s0x47802532e727507b%3A0x30d169c1e6210be9!2s46030%20Pomponesco%20MN!3m2!1d44.9297794!2d10.597408699999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1698053895424!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Itinerario</h3>
<p>Il viaggio a Pomponesco consente di percorrere un buon tratto lungo la riva sinistra del Po. La partenza è da <strong>Cremona</strong>, da cui puoi prendere la provinciale SP59/SP85 che passa per <strong>San Daniele Po</strong> e <strong>Solarolo</strong> (frazione del comune di Goito da non confondere con l&#8217;omonimo borgo ravennate dove è cresciuta la cantante Laura Pausini). Non ti confonderai certo quando arriverai al cospetto del grande letto del fiume Po, in corrispondenza di <strong>Casalmaggiore</strong>; da qui non ti resta che costeggiare il corso d&#8217;acqua verso <strong>Viadana</strong> e, poi, fino a destinazione.</p>
<p>In alternativa, parti da <strong>Cremona </strong>attraversando Corso Vittorio Emanuele II andando verso Via Amilcare Ponchielli. Imbocca la SP87 e prosegui sulla SP343R finché non entri nella Strada Sabbionetana (SP420) che ti porta verso <strong>Casalmaggiore, </strong>sulle rive del Po. Devi continuare sulla SPexSS358bis verso <strong>Viadana</strong>. Da lì imbocca Via Kennedy e fatti la SP57 che ti porta a <strong>Pomponesco</strong>. Percorri Via XX Settembre finché non arrivi al centro, poi smonta dalla moto e goditi il borgo.</p>
<p>Le strade principali di riferimento lungo il percorso sono la <strong>SP87</strong>, la <strong>SP343R</strong>, la <strong>Strada Sabbionetana (SP420)</strong>, la <strong>SPexSS358bis</strong> e la <strong>SP57</strong>.</p>
<h2>Pomponesco, cosa assaggiare tra le case arcobaleno</h2>
<p>Località affacciata sul <strong>fiume Po</strong>, in passato amata dai Gonzaga e scelta da diversi registi che qui hanno ambientato i loro film, <strong>Pomponesco </strong>fa parte del circuito dei <em>Borghi più Belli d&#8217;Italia</em>. Più in generale, si tratta di un<strong> tipico centro della Bassa Padana</strong> dove scorre lento e maestoso il più lungo fiume d&#8217;Italia. Qui il paesaggio è classico:<strong> piazze ariose e geometriche</strong>, <strong>vaste campagne coltivate</strong> e una spiccata <strong>tradizione culinaria</strong> che fa innamorare ogni visitatore. Ad accompagnare la tua visita, infatti, non può mancare una sosta per assaggiare la specialità locale: il <strong><em>lüadèl</em></strong>, chiamato anche &#8220;<em>pane del Po</em>&#8221; o &#8220;<em>schiacciatina dei poveri</em>&#8220;, un tipo particolare di focaccia da consumare ancora calda, insieme a salumi locali e un buon bicchiere di <strong>Lambrusco</strong>.</p>
<h3>Il borgo dalle case colorate</h3>
<p>La potente famiglia dei Gonzaga, nel Cinquecento, voleva rendere il paese un simbolo del proprio splendore. Lo fece costruendo un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Pomponesco"><strong>castello</strong></a> che divenne residenza di<strong> Giulio Cesare Gonzaga</strong>, intorno al quale si sviluppò il resto della cittadina. La fortezza è andata distrutta e oggi rimangono solo gli edifici delle scuderie, ma resta la <strong>splendida piazza XXIII Aprile</strong> con gli imponenti portici. È qui che si trova il <strong>palazzo comunale</strong> con le sue torri e la <strong>Chiesa Arcipretale di Santa Felicita e dei Sette Fratelli Martiri</strong> (<strong>Parrocchia dei Santi Sette Fratelli Martiri</strong>). A distinguere Pomponesco da molti altri borghi padani delle vicinanze, ci sono le graziose <strong>casette dalle pareti colorate</strong> che circondano il centro!</p>
<h3>Un luogo da film</h3>
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<p>La <strong>piazza XXIII Aprile</strong> ha una particolare bellezza prospettica, che i grandi registi non si sono lasciati sfuggire. È stata scenografia di film di Cesare Zavattini, Mario Soldati, Bernardo Bertolucci. L&#8217;ultimo film della saga di <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/nel-cuore-della-campagna-emiliana-ce-il-borgo-di-don-camillo-e-peppone-ed-e-un-vero-tuffo-nella-storia-della-commedia-italiana/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Don Camillo</strong></a>, di Mario Girotti, è girato qui. Proprio a partire da Brescello per poi andare a Viadana, Gualtieri e Pomponesco, ci troviamo nel pieno del territorio in cui sono ambientate le storie di <strong>Don Camillo</strong> ideate da <strong>Giovannino Guareschi</strong>, che poi sono diventate set della fortunata e stupenda saga cinematografica.</p>
<h3>La Riserva Naturale Garzaia di Pomponesco</h3>
<p>Puoi, infine, fare una passeggiata lungo i percorsi naturalistici della <strong><a href="https://www.parcodelmincio.it/pagina.php?id=198" target="_blank" rel="noopener">Riserva Naturale Garzaia di Pomponesco</a></strong>, area protetta situata nell&#8217;alveo del fiume Po. È collegata al centro da quattro accessi, di cui due direttamente dalla strada sull&#8217;argine. E, dopo aver fatto quattro passi, non c&#8217;è niente di meglio che tornare in paese e rifocillarsi con un <strong>pasto a base di lüadèl e Lambrusco</strong>, oppure di <strong>cappelletti in brodo con ripieno di carne</strong>!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/a-pochi-passi-da-mantova-ce-il-borgo-delle-case-arcobaleno-e-la-meraviglia-dei-gonzaga/">A pochi passi da Mantova c&#8217;è il borgo delle case arcobaleno: è la meraviglia dei Gonzaga</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>500 abitanti sono necessari per rendere il paese dalle case in pietra uno dei borghi più belli della Basilicata</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/500-abitanti-sono-necessari-per-rendere-il-paese-dalle-case-in-pietra-uno-dei-borghi-piu-belli-della-basilicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore della Basilicata ci sono moltissimi borghi davvero suggestivi, che meritano di essere esplorati. Uno su tutti è il villaggio caratterizzato da meravigliose case in pietra e un panorama fantastico, grazie alla sua posizione in cima alla collina. Curioso di scoprirlo in un nuovo avvincente mototour? Partiamo! Guardia Perticara in moto. L'itinerario Mappa  Percorso Il viaggio per raggiungere Guardia Perticara parte da Matera, la celebre città dei Sassi. Quando ti trovi a Matera ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/500-abitanti-sono-necessari-per-rendere-il-paese-dalle-case-in-pietra-uno-dei-borghi-piu-belli-della-basilicata/">500 abitanti sono necessari per rendere il paese dalle case in pietra uno dei borghi più belli della Basilicata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore della <strong>Basilicata</strong> ci sono moltissimi borghi davvero suggestivi, che meritano di essere esplorati. Uno su tutti è il villaggio caratterizzato da meravigliose<strong> case in pietra</strong> e un <strong>panorama fantastico</strong>, grazie alla sua posizione in cima alla collina. Curioso di scoprirlo in un nuovo avvincente mototour? Partiamo!</p>
<h2>Guardia Perticara in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d388351.8946314191!2d16.022066596918577!3d40.49740124990347!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x13477ee2482b152b%3A0x8f6a4ae10da9360!2sMatera%2C%20MT!3m2!1d40.6663601!2d16.6044454!4m5!1s0x1338a22afd500aef%3A0x58b36f46294f886d!2sCraco%2C%20MT!3m2!1d40.3813706!2d16.4345756!4m5!1s0x1338be8ca3ee7d73%3A0x3789c0cf8cd8b44e!2sStigliano%2C%20MT!3m2!1d40.4036895!2d16.228282999999998!4m5!1s0x1338c6ef4fd6b953%3A0xc417b7b8cb547693!2s85010%20Guardia%20Perticara%20PZ!3m2!1d40.3607861!2d16.098990999999998!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1727363285430!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Il viaggio per raggiungere Guardia Perticara parte da <strong>Matera</strong>, la celebre città dei Sassi. Quando ti trovi a Matera non puoi che ammirare le sue meraviglie prima di partire con la tua moto. Dopo aver fatto una doverosa passeggiate per i vicoli di una delle città più famose al mondo, inizierai a percorrere strade panoramiche che attraversano la campagna lucana e che ti accompagneranno per tutto il viaggio. Man mano che prosegui, il paesaggio si fa più aspro, fino ad arrivare a <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/basilicata-in-moto/e-il-borgo-fantasma-del-sud-italia-che-ha-conquistato-persino-mel-gibson-il-suo-non-e-un-paesaggio-come-tutti-gli-altri/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Craco</strong></a>, il famoso borgo fantasma che sorge arroccato su un colle, un luogo ricco di fascino e storia, dove il silenzio e le rovine raccontano di un passato lontano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/craco-1684751764.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/craco-1684751764.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/craco-1684751764.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/craco-1684751764.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/craco-1684751764.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/craco-1684751764.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Dopo aver esplorato Craco, riprendi il viaggio verso <strong>Stigliano</strong>. Percorrerai strade immerse in un paesaggio solitario e quasi fuori dal tempo. L&#8217;itinerario si snoda tra colline, boschi e piccoli paesini, offrendoti scorci di natura incontaminata. Dopo circa 50 minuti, raggiungerai Stigliano, un borgo tranquillo immerso nel verde, dove la vita sembra scorrere lentamente.</p>
<p>Da Stigliano, prosegui il tuo viaggio verso <strong>Guardia Perticara</strong>, uno dei borghi più belli d&#8217;Italia. La strada ti porterà tra vallate e colline, con panorami che sembrano dipinti. È un tratto di circa 40 minuti, in cui il paesaggio diventa sempre più incantevole, fino a che non vedrai apparire Guardia Perticara, un piccolo gioiello incastonato tra le montagne, famoso per le sue case in pietra e le strette viuzze. Goditi questo viaggio attraverso i borghi e le bellezze naturali della Basilicata, una regione piena di sorprese e di luoghi unici!</p>
<h2>Guardia Perticara, il borgo delle case in pietra</h2>
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<p>Un paese in cui si respira antichità in ogni angolo. È denominato, infatti, il “<em><strong>paese delle case di pietra</strong></em>”, che conferiscono al borgo un fascino tale da proiettarlo fuori dal tempo. Ogni vicolo riesce a incantare i visitatori e a far innamorare qualsiasi passante. La strada principale e più conosciuta di Guardia Perticara un tempo era chiamata <strong>Via dei Carbonari</strong>, mentre oggi è nota come <a href="https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1700204592"><strong>Via Armando Diaz</strong></a>. Di forte impatto sono i<strong> portali di via Diaz</strong>, lo <strong>stemma di Palazzo Montano</strong>, il <strong>rosone di Casa Marra</strong>, il bassorilievo di San Nicola sul portale della <strong>Chiesa Madre di San Nicolò Magno</strong> e, poi, l’<strong>arco Vico II in piazza Europa</strong> e la mensola in pietra di <strong>Casa Sassone</strong>, ex castello.</p>
<p>Ma un&#8217;altra caratteristica che fa di Guardia Perticara uno dei borghi più belli d&#8217;Italia è la <strong>vista panoramica</strong> nel punto più alto del paese. Un paesaggio sconfinato quello della <strong>v</strong><strong>alle del torrente Sauro</strong>, grandissimo affluente del <strong>fiume Agri</strong>, per una visione bellissima di una natura incontaminata e pura che dona un&#8217;atmosfera magica al borgo.</p>
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		<title>Il borgo del poeta tra le colline della Romagna: non solo mare, ma anche una terra dove vivere emozioni incredibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 06:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella parte più meridionale dell'Emilia-Romagna, quasi al confine con le Marche, si nasconde questo borgo a dir poco fantastico della Valmarecchia. Si tratta di un punto di collegamento molto importante tra Arezzo e Rimini, ma conosciuto in tutto il mondo per altre mille ragioni. Arte, cultura, poesia e spiritualità si uniscono tutte in un piccolo comune che supera di poco i 2.500 abitanti, ma che sa come accogliere turisti da ogni parte del mondo. Partiamo per una nuova meta? Pennabilli in ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-del-poeta-tra-le-colline-della-romagna-non-solo-mare-ma-anche-una-terra-dove-vivere-emozioni-incredibili/">Il borgo del poeta tra le colline della Romagna: non solo mare, ma anche una terra dove vivere emozioni incredibili</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella parte più meridionale dell&#8217;<strong>Emilia-Romagna</strong>, quasi al confine con le Marche, si nasconde questo borgo a dir poco fantastico della <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/emilia-romagna-in-moto/la-valle-di-frontiera-nel-cuore-della-romagna-qui-i-confini-cambiano-ma-la-bellezza-rimane-sempre-la-stessa/" target="_blank" rel="noopener">Valmarecchia</a>. Si tratta di un punto di collegamento molto importante tra <strong>Arezzo</strong> e<strong> Rimini</strong>, ma conosciuto in tutto il mondo per altre mille ragioni. Arte, cultura, poesia e spiritualità si uniscono tutte in un piccolo comune che supera di poco i 2.500 abitanti, ma che sa come accogliere turisti da ogni parte del mondo. Partiamo per una nuova meta?</p>
<h2>Pennabilli in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Itinerario</h3>
<p>Partendo da <strong>Cesena</strong>, inizia il tuo viaggio verso sud, lasciandoti alle spalle la città per immergerti nella campagna romagnola. Le prime colline appaiono in lontananza mentre ti avvicini a <strong>Longiano</strong>, un pittoresco borgo che si erge su un&#8217;altura. Le strade iniziano a farsi più sinuose e strette, offrendo una vista sempre più ampia sulla pianura sottostante. Arrivato a <strong>Longiano</strong>, prenditi un momento per goderti il panorama: il borgo, con il suo castello e le strade acciottolate, merita una breve sosta.</p>
<p>Da Longiano, prosegui la tua avventura seguendo le colline che si fanno via via più dolci. Attraversi piccoli borghi e campi coltivati, dove l&#8217;aria si riempie del profumo della campagna. Presto raggiungerai <strong>Sogliano al Rubicone</strong>, famoso per il &#8220;<em>formaggio di Fossa</em>&#8220;. Qui le curve cominciano a moltiplicarsi, promettendo un divertimento maggiore per chi ama la guida in moto. Il paesaggio si fa più selvaggio, con boschi e vallate che si alternano lungo il percorso.</p>
<p>Riprendi la strada da <strong>Sogliano</strong>, spingendoti ancora più nell&#8217;entroterra, verso un paesaggio collinare sempre più accidentato. Superi colline verdi e discese dolci, fino a raggiungere la cittadina di <strong>Novafeltria</strong>, nella Valle del Marecchia. Qui, le montagne iniziano a dominare l&#8217;orizzonte, segnalando il passaggio verso una nuova fase del viaggio. La cittadina è accogliente e ricca di storia, perfetta per una breve pausa prima dell&#8217;ultimo tratto.</p>
<p>Da Novafeltria, segui la strada che si snoda lungo il corso del fiume, avvicinandoti alle montagne che si fanno più alte e maestose. Il verde della vegetazione diventa più intenso e l&#8217;aria si fa più fresca mentre sali verso <strong>Pennabilli</strong>. L&#8217;arrivo a Pennabilli è uno spettacolo: un borgo antico, ricco di storia e tradizioni, incastonato tra le montagne. Qui, ogni angolo sembra raccontare una storia, con le opere di <strong>Tonino Guerra</strong> sparse per le vie e i panorami che abbracciano l&#8217;Appennino.</p>
<h2>Pennabilli, il piccolo Tibet del Montefeltro</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/museo-diffuso-i-luoghi-dellanima-2612918091.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/museo-diffuso-i-luoghi-dellanima-2612918091.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/museo-diffuso-i-luoghi-dellanima-2612918091.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/museo-diffuso-i-luoghi-dellanima-2612918091.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/museo-diffuso-i-luoghi-dellanima-2612918091.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/museo-diffuso-i-luoghi-dellanima-2612918091.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Il borgo di <strong>Pennabilli</strong> è uno dei celebri dell&#8217;Emilia-Romagna. Passeggiando per le sue vie, noterai fin da subito che questo piccolo comune in provincia di Rimini è un <strong>insieme di arte, poetica, cultura e tradizioni antiche</strong>. Sono diverse le ragioni per cui Pennabilli è così nota al mondo. La prima su tutte è quella di aver ospitato <strong>Tonino</strong> <strong>Guerra</strong>, uno dei più importanti poeti, scrittori e sceneggiatori italiani. La sua arte è ancora molto presente nel cuore del borgo, anche perché il poeta ha contribuito a creare degli spazi e dei luoghi che attirano moltissimi visitatori al <a href="https://www.museoiluoghidellanima.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Museo Diffuso I Luoghi dell&#8217;Anima</strong></a>.</p>
<p>Forse la seconda regione è uno dei motivi che non ti saresti mai aspettato, ma il legame tra il <strong>Tibet</strong> e il comune di Pennabilli è ben saldo. Un gemellaggio tra questa piccola cittadina e la regione spirituale asiatica che risale ormai a moltissimi anni fa e che ha portato anche il <strong>Dalai Lama</strong> in visita in questo borgo per ben due volte. Non potrai non imbatterti nel <strong>Chorten</strong>, un piccolo angolo in cui è presente una scultura che ricorda il Tibet. A poca distanza è presente anche la <strong>campana</strong> <strong>di Lhasa</strong>, che venne inaugurata proprio dal Dalai Lama in persona nel 2005.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/campana-tibetana-pennabilli-2546727147.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2025/12/campana-tibetana-pennabilli-2546727147.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/campana-tibetana-pennabilli-2546727147.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/campana-tibetana-pennabilli-2546727147.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/campana-tibetana-pennabilli-2546727147.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2025/12/campana-tibetana-pennabilli-2546727147.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Un&#8217;altra caratteristica principale del borgo di Pennabilli sono gli artisti di strada. Il <strong>Festival degli artisti di strada di Pennabilli</strong> è molto famoso e rientra ormai nella tradizione del borgo. Conosciuto con il nome di <strong><a href="https://www.artistiinpiazza.com/" target="_blank" rel="noopener">Artisti in Piazza</a></strong>, è un evento in cui numerosi artisti o compagnie si radunano per dare vita a uno spettacolo della durata di cinque giorni, in cui il clima è decisamente allegro e di festa. Una tradizione che viene portata avanti ormai dal 1997.</p>
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		<title>I dolci di questo borgo ti faranno venire l&#8217;acquolina in bocca: è lui il più buono della Sicilia?</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/i-dolci-di-questo-borgo-ti-faranno-venire-lacquolina-in-bocca-e-lui-il-piu-buono-della-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La manna dal cielo non è un'espressione a caso! Oggi, infatti, andiamo nel territorio in cui nasce questa resina, famosa per essere un dolcificante naturale squisito. È il borgo della «non più mitica ma farmaceutica manna», come l'ha definito Leonardo Sciascia, ed è uno dei più belli della Sicilia. Sorge nel cuore del Parco delle Madonie ed è noto per l'arte dolciaria ma anche per la musica dal vivo che attrae numerosi visitatori nell'accogliente centro medievale. Se hai intenzione di ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/i-dolci-di-questo-borgo-ti-faranno-venire-lacquolina-in-bocca-e-lui-il-piu-buono-della-sicilia/">I dolci di questo borgo ti faranno venire l&#8217;acquolina in bocca: è lui il più buono della Sicilia?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La<strong> manna dal cielo</strong></em> non è un&#8217;espressione a caso! Oggi, infatti, andiamo nel territorio in cui nasce questa <strong>resina</strong>, famosa per essere un dolcificante naturale squisito. È il borgo della «<em>non più mitica ma farmaceutica manna</em>», come l&#8217;ha definito <strong>Leonardo Sciascia</strong>, ed è uno dei più belli della <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-citta-gialla-della-sicilia-e-la-piccola-meraviglia-dove-vivere-un-autunno-di-sapore/"><strong>Sicilia</strong></a>. Sorge nel cuore del <a href="https://www.parcodellemadonie.it/"><strong><em>Parco delle Madonie</em></strong></a> ed è noto per l&#8217;arte dolciaria ma anche per la musica dal vivo che attrae numerosi visitatori nell&#8217;accogliente centro medievale. Se hai intenzione di trascorrere un rilassante weekend estivo, puoi visitare questo paesino per vivere un&#8217;esperienza peculiare.</p>
<h2>Castelbuono in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m28!1m12!1m3!1d803868.7318282203!2d14.16146182880905!3d38.0910512890994!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m13!3e0!4m5!1s0x13144c2b02b8cde1%3A0x201eca06d521f25d!2sMessina%2C%20Citt%C3%A0%20metropolitana%20di%20Messina!3m2!1d38.1937342!2d15.5542088!4m5!1s0x1317302d811c61e3%3A0xb954ffda01f1e16!2sCastelbuono%2C%2090013%20PA!3m2!1d37.9321128!2d14.0887139!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1723018987839!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Da <strong>Messina</strong> il tragitto è di circa due ore. Percorri la costa settentrionale della Sicilia prendendo l&#8217;autostrada A20 in direzione <strong>Palermo</strong> (l&#8217;alternativa è percorrere la litoranea SS113 ma richiede molto più tempo). Esci a <strong>Pollina-Castelbuono </strong>e prendi la statale SS286. La strada sale addentrandosi nel cuore delle Madonie e, in una ventina di minuti, sei nel centro di Castelbuono. Provenendo da <strong>Palermo</strong>, il percorso è di un&#8217;ora e mezza. Se, invece, vieni da <strong>Catania</strong>, il tragitto è di due ore e mezza.</p>
<h2>Le attrazioni da non perdere nel paese più &#8220;goloso&#8221; della Sicilia</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-dei-ventimiglia-castelbuono-2353575871.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-dei-ventimiglia-castelbuono-2353575871.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-dei-ventimiglia-castelbuono-2353575871.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-dei-ventimiglia-castelbuono-2353575871.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-dei-ventimiglia-castelbuono-2353575871.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-dei-ventimiglia-castelbuono-2353575871.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p><strong>Castelbuono</strong> si trova a 423 metri s.l.m., in provincia di Palermo, e fa parte dell&#8217;associazione dei <em>Borghi Autentici d&#8217;Italia</em>. Il suo passato è antico: l&#8217;abitato della vecchia <em>Ypsigro</em> (nome originario della località) si sviluppa intorno al <strong>castello costruito nel Trecento dalla famiglia dei Ventimiglia</strong>, che per secoli ha governato il territorio. Il <strong>centro storico</strong> è ospitale, ben conservato, molto pulito (di mattina puoi assistere all&#8217;inedito sistema di raccolta rifiuti con l&#8217;ausilio dei muli, molto efficace nelle strade strette dove il passaggio dei mezzi è impossibile). Intorno al borgo, si estende il grande <strong>Parco delle Madonie</strong>, area naturale di grande importanza per la biodiversità mediterranea.</p>
<p>Come anticipato, centro di Castelbuono è l&#8217;imponente<a href="https://www.museocivico.eu/contatti_/"><strong> Castello dei Ventimiglia</strong></a>, che domina l&#8217;abitato e offre una bella vista panoramica. Al suo interno, c&#8217;è il <strong>Museo Civico</strong>, che puoi visitare per scoprire sia le collezioni d&#8217;arte permanenti che le mostre temporanee. Passeggiare nel centro storico di Castelbuono è un piacere, tra vie strette, case d&#8217;epoca, scorci inaspettati, locali e pasticcerie dove fermarti per una granita o un gelato. Lungo la via principale, spicca la <strong>fontana della Venere Ciprea</strong>, testimonianza seicentesca di un sistema di fontane fatto costruire dai Ventimiglia e che rappresentava l&#8217;ingresso alla città storica. In <strong>piazza Margherita</strong> sorge la <strong>Chiesa di Maria Santissima Assunta</strong>, matrice vecchia di Castelbuono. Consigliamo una sosta in piazza, per gustare le delizie delle pasticcerie.</p>
<h2>La manna e le dolci delizie di Castelbuono</h2>
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[foto @Danita Delimont / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Castelbuono è famosa per i <strong>dolci</strong> e, se non resisti ai peccati di gola, allora amerai questo luogo. È d&#8217;obbligo una sosta in <strong>piazza Margherita</strong> alla pasticceria <a href="https://fiasconaro.com/"><em><strong>Fiasconaro</strong></em></a>, definita &#8220;<em>La Mecca dei golosi</em>&#8220;, i cui panettoni artigianali sono amati in tutta Italia. Il panettone qui è talmente buono che si mangia tutto l&#8217;anno e, tra le proposte più ghiotte, non può mancare il <strong>panettone alla manna</strong>, con la crema di manna da spalmare. Il punto di riferimento per i biscotti tipici è <a href="https://www.biscottitumminello.it/"><strong><em>Tumminello</em></strong></a>, in Via Dante Alighieri. Il dolce tradizionale del paese è la <strong><em>Testa di Turco</em></strong>, fatto di sfoglie fritte simili alle chiacchiere, con strati di crema al latte col limone e cannella in polvere.</p>
<p><em><strong>[foto copertina @Eduard Valentinov / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</strong></em></p>
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		<title>Il Walser che non si balla: in Piemonte c’è un borgo che parla di antiche tradizioni di montagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 06:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trascorrere vacanze o weekend in montagna permette non solo di stare qualche ora in totale relax e riconnettersi con le proprie emozioni, ma anche di esplorare, in modo alternativo, luoghi ancora poco noti. Tra i posti più belli, ci sono quelli del Piemonte, che offrono la possibilità di venire a contatto con culture affascinanti. In particolare, tra le montagne piemontesi, al confine con la Svizzera e la Valle d'Aosta, c'è un sito bellissimo, ideale in estate e in autunno per chi desidera ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Trascorrere vacanze o weekend in montagna permette non solo di stare qualche ora in totale relax e riconnettersi con le proprie emozioni, ma anche di esplorare, in modo alternativo, luoghi ancora poco noti. Tra i posti più belli, ci sono quelli del <strong>Piemonte</strong>, che offrono la possibilità di venire a contatto con culture affascinanti. In particolare, tra le montagne piemontesi, al confine con la Svizzera e la Valle d&#8217;Aosta, c&#8217;è un sito bellissimo, ideale in estate e in autunno per chi desidera respirare aria pura, che in inverno si tramuta in un&#8217;importante stazione sciistica. Questo comune è adagiato ai piedi del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/a-quasi-1000-metri-daltitudine-ce-il-borgo-ai-piedi-del-monte-rosa-dove-si-parlano-3-lingue/"><strong>Monte Rosa</strong></a> e merita una visita, perché consente di conoscere la <strong>cultura Walser</strong>. Pronti a partire?</p>
<h2>Alagna Valsesia in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Partenza dal capoluogo <strong>Vercelli</strong>, per un tempo di percorrenza di circa un&#8217;ora e tre quarti. La provincia vercellese è lunga e, per percorrerla, è necessario prendere l&#8217;autostrada A26 in direzione Gravellona Toce e uscire a Romagnano Sesia/Ghemme. Imboccate la SP299 che costeggia il fiume Sesia, che dovete risalire fino ad arrivare ad <strong>Alagna Valsesia</strong>; non potete sbagliare perché la strada non necessita di deviazioni. Se partite da Milano oppure da Torino, la durata è simile, tra le due ore e le due ore e un quarto.</p>
<h2>Alagna Valsesia, il borgo piemontese di tradizione Walser</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-1710876763.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-1710876763.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-1710876763.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-1710876763.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-1710876763.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-1710876763.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p><strong>Alagna Valsesia</strong>, a 1.191 metri s.l.m., è l&#8217;unico comune che confina con la Svizzera. Terra di miniere, come tutta l&#8217;<strong>Alta Valsesia</strong>, in passato ospitava una <strong>miniera d&#8217;oro</strong>. È un paese erede dell&#8217;antica <strong>cultura Walser</strong>, una popolazione di origine germanica che, nel Medioevo, si stabilì presso l&#8217;odierno cantone Vallese e intorno al Monte Rosa. L&#8217;influenza culturale è presente ancora oggi, con il <strong>particolare dialetto</strong> (il <em>Titsch</em>) e il paesaggio urbano fatto di <strong>case costruite in legno e pietra</strong> con il <em>Blockbau</em>, tecnica a incastro tradizionale nell&#8217;Europa centrale.</p>
<p>Per scoprire gli aspetti più sorprendenti di questa cultura, è immancabile una visita al <strong>Museo Walser di Alagna Valsesia</strong>, che racconta la vita quotidiana della comunità e come si è evoluta nei secoli. È ospitato in un edificio storico del XVII secolo, in Frazione Pedemonte 1, e fa parte del grande <a href="https://culturalheritageonline.com/places/walser-museum-l2820/"><em><strong>Ecomuseo della Valsesia &#8211; Grande Sentiero Walser</strong></em></a>, un polo museale diffuso distribuito in diversi comuni, che racconta l&#8217;eredità culturale della popolazione germanica.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-2406131733.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-2406131733.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-2406131733.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-2406131733.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-2406131733.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/alagna-valsesia-2406131733.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>La chiesa principale di Alagna Valsesia, invece, è la <strong>Chiesa di San Giovanni Battista</strong>, originaria del 1511, con portale in stile gotico. Gli affreschi e le decorazioni interne meritano una visita. Davanti all&#8217;edificio c&#8217;è lo storico <a href="https://it.hotelmonterosa-alagna.it/"><strong><em>Albergo Monte Rosa</em></strong></a>, il primo costruito ad Alagna (nel 1850).</p>
<p>Un&#8217;escursione facile, che non richiede troppo impegno o allenamento, è quella che da Alagna va nel cuore della<strong> Valle Vogna</strong>. In moto, raggiungete prima <strong>Riva Valdobbia</strong> e poi <strong>Cà di Janzo</strong>. Iniziate il percorso a piedi sul sentiero ben segnalato, quasi sempre pianeggiante nel suo primo tratto, e ravvivato da piccoli borghi Walser. La salita porta alla <strong>piana dell’alpe Larecchio</strong>, che oggi ospita un laghetto circondato da prati e boschi di larici.</p>
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		<title>Unisce modernità e tradizione, un bellissimo borgo che racchiude l&#8217;anima del Friuli Venezia Giulia</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/unisce-modernita-e-tradizione-un-bellissimo-borgo-che-racchiude-lanima-del-friuli-venezia-giulia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Galeani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 16:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche oggi andiamo alla scoperta di una chicca davvero particolare. Andiamo nel cuore del Friuli Venezia Giulia, ad occidente, nella provincia di Pordenone. Qui c’è uno dei borghi tra i più belli ed autentici della regione. Appoggiato sul lato destro del fiume Tagliamento, a pochi chilometri di distanza dalle vie che portano a Venezia, Udine e Trieste. Si tratta di San Vito al Tagliamento, un centro storico che custodisce secoli e secoli di storia e tradizioni, ma in un contesto che è ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/unisce-modernita-e-tradizione-un-bellissimo-borgo-che-racchiude-lanima-del-friuli-venezia-giulia/">Unisce modernità e tradizione, un bellissimo borgo che racchiude l&#8217;anima del Friuli Venezia Giulia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Anche oggi andiamo alla scoperta di una chicca davvero particolare. Andiamo nel cuore del <strong>Friuli Venezia Giulia,</strong> ad occidente, nella provincia di Pordenone. Qui c’è uno dei borghi tra i più belli ed autentici della regione. Appoggiato sul lato destro del fiume Tagliamento, a pochi chilometri di distanza dalle vie che portano a <strong>Venezia</strong>, <strong>Udine e Trieste</strong>. Si tratta di<a href="https://www.turismofvg.it/san-vito-al-tagliamento" target="_blank" rel="noopener"><strong> San Vito al Tagliamento</strong></a>, un centro storico che custodisce secoli e secoli di storia e tradizioni, ma in un contesto che è stato in grado di evolversi senza dimenticarsi della propria identità. Lungo le vie di questo <strong>San Vito al Tagliamento</strong> si respira un passato che dialoga con il presente, un’esperienza che racconta il vero <strong>Friuli Venezia Giulia.</strong></p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>San Vito al Tagliamento in moto. L’itinerario</strong></h2>
<p style="font-weight: 400;"><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m42!1m8!1m3!1d355792.93511875847!2d12.419417226081903!3d45.838643202024464!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x477be770b8f6bd29%3A0x57ba725b9f52b684!2sPortogruaro%2C%2030026%20VE!3m2!1d45.7743289!2d12.8430967!4m5!1s0x477bda279bdd3ebb%3A0x1b3b84607e63cf32!2sSan%20Vito%20al%20Tagliamento%2C%2033078%20PN!3m2!1d45.917978!2d12.857311!4m5!1s0x477964b0710cb58b%3A0xadb8629f6ad277f1!2sPordenone%2C%2033170%20PN!3m2!1d45.9626508!2d12.6551504!4m5!1s0x4779432cbd42f147%3A0x1a26319e09c19c1b!2sOderzo%2C%2031046%20TV!3m2!1d45.783863!2d12.4937309!4m5!1s0x477be770b8f6bd29%3A0x57ba725b9f52b684!2sPortogruaro%2C%2030026%20VE!3m2!1d45.7743289!2d12.8430967!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1781349731832!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Percorso </strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Come itinerario per andare alla scoperta di <strong>San Vito al Tagliamento</strong> abbiamo pensato ad un percorso ad anello che parte da <strong>Portogruaro</strong> e qui ritorna, attraversando altri comuni come <strong>Pordenone e Oderzo.</strong> Seguendo SP463 e Strada Regionale 463 in direzione di viale del Mattino a <strong>San Vito al Tagliamento</strong> la si percorre per 18,5km. Poi si segue viale del Mattino fino a via Giovanni Delfino/SP1 e dopo 650 metri eccoci subito alla nostra meta. Dopo una sosta si riparte e si segue SP1, via Sile e SS13 in direzione di via Revedole a Pordenone. Seguendo questo tratto di strada per 17,4km si va in direzione di viale Franco Martelli. Qui, dopo 1,1km, si segue via Dante fino a viale Marconi. Ed eccoci a <strong>Pordenone</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da Pordenone si segue via Guglielmo Oberdan e via Pola fino a viale Treviso/SP35. Prendendo poi SP35 si va a predne via Oderzo, via Provinciale, via Portobuffolè, Via per Oderzo e Via Girardini e Tonello/SP50 in direzione di Via Cesare Battisti a Oderzo. Restando su questa via per 25km circa saremo poi arrivati ad Oderzo. Da qui percorriamo l’ultimo tratto del nostro percorso per ritornare a <strong>Portogruaro</strong>. Seguendo via Cesare Battisti fino a Postumia di Camino/SR53, dopo 650 si prende SR53 in direzione di SS14 a Portogruaro. Restando su questa strada per quasi 30km saremo tornati al punto di partenza. Un viaggio che in totale ci avrà tenuti impegnati per <strong>1 ora e 48 minuti e 95,4km complessivi.</strong></p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>San Vito al Tagliamento, l’anima del Friuli Venezia Giulia </strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Solo partendo dalla sua storia si può davvero comprendere l’anima e lo spirito di questo borgo. Le sue origini affondano nell’epoca preromana e romana, ma è durante il medioevo che il borgo assunse un ruolo predominante, ruolo che oggi ne caratterizza l’identità. Per diversi secoli fu un importante centro strategico di tutto il <strong>Friuli</strong>, principalmente legato ai <strong>Patriarchi di Aquileia</strong> e difeso dalle mura, dai fossati e dalle torri che ancora oggi rappresentano una testimonianza preziosa ed importantissima del suo passato.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>San Vito è l’anima del Friuli Venezia Giulia,</strong> questo perché ne incarna in modo perfetto le caratteristiche storiche e culturali. È una terra di confine, aperta agli scambi ed anche alle influenze esterne. Nonostante ciò ha sempre mantenuto grande fedeltà e legame con le proprie tradizioni. Qui, infatti, convivono il patrimonio artistico rinascimentale, la cultura contadina tipica della pianura friulana, le tradizioni gastronomiche ed un forte senso di appartenenza che ha sempre contraddistinto questa regione. <strong>Le piazze, i palazzi storici, le chiese affrescate e le mura antiche</strong> ci raccontano una storia fatta di incontri, resilienza e valorizzazione del territorio.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Un bellissimo borgo dove modernità e tradizione convivono</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2582813603.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2582813603.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2582813603.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2582813603.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2582813603.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-2582813603.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">La capacità di questo borgo di coniugare e conservare il proprio fascino storico senza rinunciare alla contemporaneità è ciò che rende San Vito una destinazione davvero speciale. Il centro storico si sviluppa tutto intorno a <strong>Piazza del Popolo,</strong> un vero e proprio salotto urbano circondato da portici, edifici storici e palazzi in pieno stile veneziano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>San Vito al Tagliamento</strong> è tra i borghi più suggestivi di tutta la regione. Le antiche torri, il castello ed il Duomo con il campanile e la <strong>chiesa di Santa Maria dei Battuti</strong> raccontano proprio la ricchezza culturale di un borgo che ha saputo preservare il proprio patrimonio. Oggi <strong>San Vito</strong> vive anche nella dinamicità, accoglie eventi culturali, mostre, spettacoli ed iniziative che sono in grado di coinvolgere residenti e visitatori per tutto l’anno. La fusione tra memoria storica e vitalità contemporanea rende il borgo un esempio virtuosissimo di come la tradizione sia una risorsa fondamentale per costruire il futuro. Visitare <strong>San Vito al Tagliamento</strong> è come scoprire un luogo autentico per stare lontano dai grandi circuiti turistici. Ogni strada, ogni piazza ed ogni edificio ci tramandano un pezzo di storia friulana. L’eleganza, la discrezione e l’autenticità regalano un viaggio tra arte cultura ed identità territoriale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/unisce-modernita-e-tradizione-un-bellissimo-borgo-che-racchiude-lanima-del-friuli-venezia-giulia/">Unisce modernità e tradizione, un bellissimo borgo che racchiude l&#8217;anima del Friuli Venezia Giulia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Sembra di essere nella Loira, ma sei a Brescia: questo castello sull&#8217;acqua è perfetto per una gita fuori porta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 10:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una presenza maestosa in una campagna che, altrimenti, considereremmo come una buffer zone tra Brescia e Cremona. Qui, tra aeroporti, fiumi e piccole realtà di provincia, si trova un luogo che sembra uscito dai paesaggi della Loira. Ma siamo in Lombardia, la regione che ospita un antico castello sospeso su un fossato quadrangolare che sembra ingannare le leggi della gravità e dell'architettura. Un regalo che i Martinengo, i "bergamaschi veneziani", hanno lasciato ai posteri e un luogo unico ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una presenza maestosa in una campagna che, altrimenti, considereremmo come una <em>buffer zone</em> tra <strong>Brescia e Cremona</strong>. Qui, tra aeroporti, fiumi e piccole realtà di provincia, si trova un luogo che sembra uscito dai paesaggi della Loira. Ma siamo in Lombardia, la regione che ospita un <strong>antico castello</strong> sospeso su un fossato quadrangolare che sembra ingannare le leggi della gravità e dell&#8217;architettura. Un regalo che i <strong>Martinengo</strong>, i &#8220;bergamaschi veneziani&#8221;, hanno lasciato ai posteri e un luogo unico nel suo genere. Scopriamolo insieme.</p>
<h2>Castello di Padernello in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m52!1m12!1m3!1d89576.18459870914!2d10.014931497527472!3d45.444501819147!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x4781766ea2b0294d%3A0x22cd4615476aea04!2sBrescia%20BS!3m2!1d45.541552599999996!2d10.2118019!4m5!1s0x4781a19cc0153c9f%3A0xa067804a4c77fc0!2s25016%20Ghedi%20BS!3m2!1d45.405777099999995!2d10.2749797!4m5!1s0x478109a409e1fb41%3A0xd6c711c16b1fa819!2s25025%20Manerbio%20BS!3m2!1d45.3550772!2d10.1418013!4m5!1s0x47810e29d0af98d1%3A0x41653df989e674d9!2sCastello%20di%20Padernello%2C%20Via%20Cavour%2C%201%2C%2025022%20Borgo%20San%20Giacomo%20BS!3m2!1d45.358913799999996!2d9.992378!4m5!1s0x47811036f3432f3b%3A0x5cfb53b60ce0a2ba!2sBorgo%20San%20Giacomo!3m2!1d45.349457!2d9.9685579!4m5!1s0x478113fb4e65448f%3A0x3a945a9113f307c7!2sOrzinuovi%2C%20BS!3m2!1d45.4064359!2d9.9254994!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1723033755722!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Un lungo tratto rettilineo, uscendo da <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lombardia-in-moto/passo-del-maniva/" target="_blank" rel="noopener">Brescia</a>, dà il via a questo itinerario &#8220;di provincia&#8221;. Raggiungiamo <strong>Poncarale</strong>, da qui prendiamo la SP24 che costeggia l&#8217;aeroporto militare di <strong>Ghedi</strong> fino all&#8217;omonima cittadina. Prendiamo la SP668 fino alla prima rotatoria, da dove poi seguiamo le indicazioni per <strong>Manerbio</strong>, che sorge a sud del fiume Mella. Ancora, SP1 per raggiungere il <strong>castello di Padernello</strong>. Dopo la visita, percorriamo i pochi chilometri che ci separano dal <strong>Borgo San Giacomo </strong>e, infine, altri 8 chilometri in direzione dell&#8217;interessante località di <strong>Orzinuovi</strong>.</p>
<h2>Il castello &#8220;francese&#8221; nel cuore della campagna bresciana</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-2295875419.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-2295875419.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-2295875419.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-2295875419.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-2295875419.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-2295875419.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Costruito nel XV secolo da <strong>Bernardino Martinengo</strong>, il castello di Padernello, a <strong>Borgo San Giacomo</strong>, è un unicum nell&#8217;architettura di questo territorio. L&#8217;edificio ha <strong>pianta quadrata</strong> e <strong>quattro torri difensive angolari</strong>, che costituiscono la prima testimonianza dell&#8217;esistenza di fortificazioni in questa piccola frazione.</p>
<p>La storia del maniero risale al 1391, quando era una torre circondata da un<strong> doppio fossato</strong> con vista su vigneti, boschi e pascoli. Dalla semplice torre, il complesso che oggi ammiriamo venne successivamente integrato intorno al 1470, con beccatelli e meccanismi, con funzione di controllo e di osservazione dei territori limitrofi, e dotato di <strong>feritoie</strong> e <strong>merlature guelfe</strong>.</p>
<p>Allo stesso periodo risale l&#8217;elegante portico nord, sul quale troviamo uno dei simboli del castello, ovvero uno <strong>scudo con l&#8217;aquila imperiale</strong>, che è l&#8217;emblema della famiglia. Il <strong>cortile interno</strong>, invece, inizia con la loggia ovest, con colonne con incisi gli stemmi delle famiglie Martinengo e Colleoni, quest&#8217;ultima imparentata con i proprietari del castello. Oggi, l&#8217;architettura dell&#8217;edificio è meno evidente nelle sue forme quattrocentesche, poiché nel XVIII secolo <strong>Gerolamo Silvio</strong> operò numerosi aggiustamenti e correzioni, che trasformarono una struttura protettiva in <strong>villa signorile</strong>. A quest&#8217;epoca risalgono lo <strong>scalone settecentesco del Marchetti</strong>, la <strong>sala da ballo</strong> e la <strong>cappella dei Santi Faustino e Giovita</strong>, patroni di Brescia.</p>
<h3>Come visitare il castello di Padernello</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-1177959679.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-1177959679.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-1177959679.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-1177959679.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-1177959679.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-di-padernello-1177959679.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Il maniero bresciano ha conosciuto, grazie alla <em><a href="https://www.castellodipadernello.it/"><strong>Castello di Padernello ETS</strong> <strong>Fondazione</strong></a></em>, un vero e proprio ritorno agli splendori di un tempo. Oggi è possibile visitarlo con due tipologie di percorsi: uno che include il castello e le mostre d&#8217;arte e l&#8217;altro più completo, che include anche Ponte San Vigilio e cascina La Bassa. Ma la bellezza di questo luogo non finisce qui; al suo interno, infatti, c&#8217;è un vero e proprio <strong>ecosistema dell&#8217;accoglienza </strong>che comprende ben <strong>quattro ristoranti</strong> (<em>Locanda del Vegnot</em>,<em> Ristorante La Bianca</em>, <em>Osteria Aquila Rossa</em> e <em>Cascina La Bassa</em>) e una <strong>struttura ricettiva</strong> che può accogliere fino a 16 persone in un contesto di totale digital detox, senza WiFi e senza TV. Salvo che nel periodo estivo, il castello è visitabile (previa prenotazione, sempre raccomandata benché di fatto non obbligatoria) dal martedì alla domenica, con orari cadenzati minimo di 30 minuti.</p>
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		<title>Benvenuti al Sud esiste davvero: in Campania c’è il bellissimo borgo del film</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 08:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa hanno in comune Claudio Bisio, Angela Finocchiaro e Alessandro Siani? Tutti e tre sono stati protagonisti del film Benvenuti al Sud, del 2010, una classica commedia basata sugli stereotipi tra Nord e Sud d'Italia. La scelta dell'ambientazione, un bellissimo borgo del salernitano, è stato uno dei motivi del successo della pellicola, che ha suscitato non solo profonda ilarità ma anche intensi momenti di riflessione. Non tutti, però, sanno che il paese che ha ospitato le riprese della ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/benvenuti-al-sud-esiste-davvero-in-campania-ce-il-bellissimo-borgo-del-film/">Benvenuti al Sud esiste davvero: in Campania c’è il bellissimo borgo del film</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa hanno in comune Claudio Bisio, Angela Finocchiaro e Alessandro Siani? Tutti e tre sono stati protagonisti del film <strong><em>Benvenuti al Sud</em></strong>, del 2010, una classica commedia basata sugli stereotipi tra Nord e Sud d&#8217;Italia. La scelta dell&#8217;ambientazione, un <strong>bellissimo borgo del salernitano</strong>, è stato uno dei motivi del successo della pellicola, che ha suscitato non solo profonda ilarità ma anche intensi momenti di riflessione. Non tutti, però, sanno che il paese che ha ospitato le riprese della pellicola esiste davvero ed è diventato una rinomata meta turistica, sospesa tra le colline del<strong> Cilento</strong> e le magnifiche spiagge a sud di <strong>Salerno</strong>. Si tratta di un luogo ideale per un viaggio in sella, con un avventuroso itinerario tra mari e monti. Partiamo?</p>
<h2>Castellabate in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m58!1m12!1m3!1d194315.49541802917!2d14.915633333767788!3d40.44916136006069!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m43!3e0!4m5!1s0x133be08899567c5f%3A0xd13e0227d8864868!2sBattipaglia!3m2!1d40.6092927!2d14.980998099999999!4m5!1s0x1339607389fadcf9%3A0xed2f8df3cf626782!2sEboli!3m2!1d40.6153626!2d15.0584028!4m5!1s0x13395d6ff45e2163%3A0x56e65829a76e44f!2sSerre!3m2!1d40.5821641!2d15.184733699999999!4m5!1s0x1339507211af9d4b%3A0xb7ecf90601af96d3!2s84069%20Roccadaspide%20SA!3m2!1d40.4214397!2d15.1902499!4m5!1s0x133956d7739c7949%3A0x1c84c5a14409151e!2s84070%20Trentinara%20SA!3m2!1d40.400438199999996!2d15.1165252!4m5!1s0x133bfe44f30a3ee1%3A0x9534b191608ba0b5!2sAgropoli!3m2!1d40.3486087!2d14.9914267!4m5!1s0x133c00c6cc96f423%3A0x8fee88db9135a208!2s84048%20Castellabate%20SA!3m2!1d40.280508499999996!2d14.9544695!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1723102423094!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Lasciamo <strong>Battipaglia</strong>, seguiamo il lungo rettilineo di Via Paolo Baratta e prendiamo la SS19 per circa 7 chilometri fino ad arrivare a <strong>Eboli</strong>. Da qui, proseguiamo sempre lungo la Statale 19 &#8220;delle Calabrie&#8221;, superiamo il fiume Sele e raggiungiamo <strong>Serre</strong>, da dove continuiamo sulla SP246b in direzione Controne. Lasciamo la provinciale e prendiamo la SR488, sfioriamo le grotte di Castelcivita, poi SP11b e SS166 per <strong>Roccadaspide</strong>. Una bella serie di tornanti ci conduce a <strong>Trentinara </strong>(dove c&#8217;è la zipline <a href="https://www.cilentoinvolo.info/"><em>Cilento in Volo</em></a>), poi SP137 e SS267 per <strong>Agropoli</strong>. Guadagniamo così la vista mare che, sempre tramite la già menzionata statale, ci porterà a <strong>Castellabate</strong>, meta ultima del nostro viaggio.</p>
<h2>&#8220;<em>Benvenuti al Sud</em>&#8220;: il borgo che ha fatto innamorare migliaia di turisti</h2>
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[foto @Vincenzo De Bernardo / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Vista dalle colline che la sovrastano, questo incantevole borgo in provincia di Salerno<strong> </strong>ha quella allure idilliaca tipica di certi luoghi del sud. Lunghi tratti di spiaggia, morbida e direttamente affacciata sui centri storici, si fanno spazio tra insenature, scogliere, spazi di macchia mediterranea che sembrano delle cartoline volute, ma più spesso fortuite. Qui, la <strong>costiera cilentana </strong>si apre in tutta la sua bellezza. Affacciato sul Tirreno, i visitatori possono percorrere il <strong>lungomare Pepi</strong> e scoprire alcuni posti di grande pregio, come il <strong>palazzo Belmonte </strong>con la sua antica torre e il <strong>santuario di Santa Maria a Mare</strong>, all&#8217;esterno del quale c&#8217;è una statua in metallo policroma della <em>Vergine con Bambino</em>.</p>
<p>Il <strong>borgo medievale</strong>, invece, si trova a quasi 300 metri d&#8217;altitudine, in posizione dominante rispetto alla costa, ed è il posto ideale dove scoprire l&#8217;altro lato di <strong>Castellabate</strong>, tra vicoli con edifici in pietra e palazzi nobiliari, tra i quali il <strong>Perrotti</strong>, dove risiedette <strong>Gioacchino Murat</strong>. Qui ci sono anche i resti del <strong>Castello dell&#8217;Abate</strong>, dal quale deriva il toponimo del paese.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/spiaggia-santa-maria-di-castellabate-1393611557.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/spiaggia-santa-maria-di-castellabate-1393611557.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/spiaggia-santa-maria-di-castellabate-1393611557.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/spiaggia-santa-maria-di-castellabate-1393611557.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/spiaggia-santa-maria-di-castellabate-1393611557.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/spiaggia-santa-maria-di-castellabate-1393611557.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Un tuffo nell&#8217;<strong>area marina protetta di Santa Maria di Castellabate </strong>è il modo giusto per vivere questi 18 chilometri di costa cittadina, un mare tutelato e rispettato che peraltro si trova nell&#8217;alveo del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/campania-in-moto/parco-nazionale-del-cilento/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni</strong></a>, tutelato come patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO.</p>
<h2>Cosa vedere nei dintorni di Castellabate</h2>
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<p>Le zone che circondano Castellabate meritano una menzione speciale. Nella vicina <strong>Agropoli</strong>, si può passeggiare sul Lungomare San Marco e raggiungere la <strong>Baia di Trentova</strong>, con il suo mare cristallino. Poco più a nord, il <strong><a href="https://parchipaestumvelia.cultura.gov.it/">parco archeologico di Paestum</a> </strong>è uno dei siti di maggior valore di tutto il Sud Italia. A <strong>Castelcivita</strong>, invece, il percorso del fiume Calore (quello delle omonime <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/in-campania-ce-un-posto-dove-fa-sempre-caldo-anche-in-autunno-altro-che-grand-canyon-qui-e-tutto-decisamente-piu-bello/"><strong>gole</strong></a>, per intenderci) disegna scorci unici che hanno alimentato mulini e le cui sorgenti sono una vera oasi di frescura e relax nell&#8217;entroterra campano.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/benvenuti-al-sud-esiste-davvero-in-campania-ce-il-bellissimo-borgo-del-film/">Benvenuti al Sud esiste davvero: in Campania c’è il bellissimo borgo del film</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Anche la Puglia ha la sua città delle ceramiche, ed è una coloratissima meta che ti sorprenderà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 06:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore della Puglia, a pochi chilometri da Taranto, sorge un borgo autentico e ricco di fascino che custodisce un tesoro prezioso: l'arte della ceramica. Stiamo parlando di Grottaglie, soprannominata a giusta ragione la "città delle ceramiche", che vanta una storia millenaria legata indissolubilmente a quest'arte, tramandata di generazione in generazione. Un viaggio in questa cittadina, infatti, permette di vivere un'esperienza unica e di fare un tuffo a capofitto in un mondo fatto di ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore della<strong> Puglia</strong>, a pochi chilometri da<strong> Taranto</strong>, sorge un borgo autentico e ricco di fascino che custodisce un tesoro prezioso: <strong>l&#8217;arte della ceramica</strong>. Stiamo parlando di <strong>Grottaglie</strong>, soprannominata a giusta ragione la &#8220;<em><strong>città delle ceramiche</strong></em>&#8220;, che vanta una storia millenaria legata indissolubilmente a quest&#8217;arte, tramandata di generazione in generazione. Un viaggio in questa cittadina, infatti, permette di vivere un&#8217;esperienza unica e di fare un tuffo a capofitto in un mondo fatto di tradizione, passione e creatività, dove mani sapienti plasmano l&#8217;argilla, dando vita a opere d&#8217;arte uniche e inimitabili. Pronti per un&#8217;immersione nell&#8217;arte?</p>
<h2>Grottaglie in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p>Un breve ma interessante percorso di circa <strong>50 chilometri</strong> che, partendo da <strong>Taranto</strong>, ci porterà fino a <strong>Ostuni</strong>.Usciti da Taranto prendiamo la SS7ter fino al bivio di Taranto Porto, dove ci immettiamo sulla SS7/E90 per 13 chilometri. Usciamo a <strong>Grottaglie </strong>e raggiungiamo il centro storico della città delle ceramiche. Da qui continuiamo sulla SP73, poi sulla SP24 superando Villa Castelli, fino ad arrivare a <strong>Ceglie Messapica</strong>, città celebre per il suo panino. Un lunghissimo rettilineo, quello della SP22, infine, ci porta a <strong>Ostuni</strong>, la <em>città bianca</em> della Puglia.</p>
<h2>Grottaglie: la ceramica più colorata della Puglia</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/ceramica-di-grottaglie-1276997023.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/ceramica-di-grottaglie-1276997023.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/ceramica-di-grottaglie-1276997023.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/ceramica-di-grottaglie-1276997023.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/ceramica-di-grottaglie-1276997023.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/ceramica-di-grottaglie-1276997023.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Tupungato / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>L&#8217;<strong>argilla</strong> è l&#8217;elemento chiave nella produzione delle <strong>ceramiche di Grottaglie</strong>, le cui prime testimonianze risalgono addirittura al Paleolitico, quando iniziarono le prime forme di espressione artistica dell&#8217;uomo. I tanti reperti ritrovati nelle grotte e nelle gravine, conformazioni geografiche tipiche della Puglia, hanno permesso di capire come l&#8217;argilla locale, che conferisce alle ceramiche un colore caldo e una superficie liscia e vellutata, sia stata il vero alleato per questa produzione.</p>
<p>In realtà, la lavorazione della ceramica in Puglia risale all&#8217;epoca dell’uomo delle caverne, più o meno nella zona tra Murge e Gargano, dove casualmente si iniziò a impastare il fango con l’argilla, utilizzando l’acqua e lasciandola essiccare al sole. Si iniziò a modellare la pasta ottenuta, fino a creare ciotole per conservare l&#8217;acqua. In seguito, vennero ideate le prime decorazioni con le unghie. Negli anni, Grottaglie è diventato un <strong>centro di produzione rinomato in tutta Italia</strong> e <strong>anche oltre i confini nazionali</strong>. Maestri ceramisti hanno perfezionato le tecniche decorative, spaziando dalla pittura a mano all&#8217;invetriatura e creando capolavori che hanno conquistato collezionisti e appassionati di tutto il mondo.</p>
<h3>Ecco perché questa non è una ceramica come tutte le altre</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/grottaglie-negozio-di-ceramica-2024421815.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/grottaglie-negozio-di-ceramica-2024421815.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/grottaglie-negozio-di-ceramica-2024421815.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/grottaglie-negozio-di-ceramica-2024421815.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/grottaglie-negozio-di-ceramica-2024421815.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/grottaglie-negozio-di-ceramica-2024421815.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Tupungato / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Cosa rende speciale la ceramica di Grottaglie? Innanzitutto, l&#8217;utilizzo di un&#8217;<strong>argilla locale unica</strong>, ricca di ferro e altri minerali, che conferisce ai prodotti un colore caldo e una superficie liscia e vellutata. E poi, ovviamente, le <strong>tecniche decorative elaborate e raffinate</strong>, che spaziano dalla pittura a mano all&#8217;invetriatura, con l&#8217;uso di <strong>quattro tipologie di motivi decorativi</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>motivi geometrici</strong>: triangoli, rombi, cerchi e linee si intrecciano creando patterns complessi e armonici;</li>
<li><strong>motivi floreali</strong>: fiori stilizzati e foglie decorano le ceramiche con eleganza e raffinatezza;</li>
<li><strong>motivi figurativi</strong>: scene di vita quotidiana, animali e figure mitologiche prendono vita sulle ceramiche grottagliesi;</li>
<li><strong>motivi religiosi</strong>: immagini sacre e simboli religiosi decorano le ceramiche con devozione e rispetto.</li>
</ul>
<p>In questo modo, con colori e richiami alla tradizione, la ceramica di Grottaglie ha valicato i confini geografici, conquistando collezionisti e appassionati di tutto il mondo. Le opere dei maestri ceramisti grottagliesi sono esposte in musei e gallerie d&#8217;arte prestigiose e sono apprezzate per la loro bellezza, unicità e valore artistico.</p>
<h2>Cosa vedere a Grottaglie, città artistica di elevato valore culturale</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-episcopio-1113096986.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-episcopio-1113096986.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-episcopio-1113096986.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-episcopio-1113096986.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-episcopio-1113096986.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castello-episcopio-1113096986.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @ValerioMei / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Oggi Grottaglie continua a essere un centro di produzione di ceramica d&#8217;eccellenza e il suo cuore pulsante è, senza dubbio, il <a href="https://cultura.gov.it/luogo/museo-della-ceramica-di-grottaglie"><strong>Museo della Ceramica</strong></a>, ospitato all&#8217;interno del <strong>Castello Episcopio</strong>, dove si può ammirare una vasta collezione di reperti archeologici, ceramiche antiche e moderne che raccontano la storia e l&#8217;evoluzione di quest&#8217;arte. Oltre al museo, da non perdere una passeggiata nel “<em><strong>Quartiere delle ceramiche</strong></em>”, dove scoprire le numerose <strong>botteghe artigiane</strong> disseminate tra le vie strette e pittoresche. Qui potrete osservare gli abili maestri ceramisti all&#8217;opera e acquistare prodotti unici e di pregio, come oggetti d&#8217;arredo, stoviglie, soprammobili e molto altro ancora. Tra gli altri luoghi da non perdere, meritano una menzione la <strong>Chiesa Madre Maria Santissima Annunziata</strong> in stile tardo romanica e la <strong>Chiesa e il Convento di San Francesco di Paola</strong>.</p>
<p>Grottaglie è, infine, un luogo dove poter gustare la deliziosa <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/puglia-in-moto/cucina-salentina/"><strong>cucina salentina</strong></a>, ricca di sapori e tradizioni. Potrete assaporare piatti tipici, come le orecchiette con le cime di rapa, l&#8217;agnello al forno e i pasticcini di mandorla in pasticcerie e ristoranti accoglienti e caratteristici.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/anche-la-puglia-ha-la-sua-citta-delle-ceramiche-ed-e-una-coloratissima-meta-che-ti-sorprendera/">Anche la Puglia ha la sua città delle ceramiche, ed è una coloratissima meta che ti sorprenderà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>È la bellissima città di Santa Rita: si trova a 653 metri di quota ed è un angolo dell&#8217;Umbria davvero fantastico</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/e-la-bellissima-citta-di-santa-rita-si-trova-a-653-metri-di-quota-ed-e-un-angolo-dellumbria-davvero-fantastico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Albera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritorniamo a viaggiare tra curve appenniniche, boschi, quiete... e pure spiritualità. Cascia è una meta particolare: conosciuta in tutta Italia per la figura di Santa Rita, ma anche perfetta come destinazione per un giro in moto tra strade poco trafficate e paesaggi autentici. Siamo nel cuore dell’Appennino umbro, in una zona ancora lontana dai grandi flussi turistici. Del "cuore verde d'Italia" stavolta scopriamo un bel borgo di duemila abitanti in Valnerina. Itinerario in moto in Umbria: ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/e-la-bellissima-citta-di-santa-rita-si-trova-a-653-metri-di-quota-ed-e-un-angolo-dellumbria-davvero-fantastico/">È la bellissima città di Santa Rita: si trova a 653 metri di quota ed è un angolo dell&#8217;Umbria davvero fantastico</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorniamo a viaggiare tra curve appenniniche, boschi, quiete&#8230; e pure spiritualità. <strong>Cascia</strong> è una meta particolare: conosciuta in tutta Italia per la figura di Santa Rita, ma anche perfetta come destinazione per un giro in moto tra strade poco trafficate e paesaggi autentici. Siamo nel cuore dell’Appennino umbro, in una zona ancora lontana dai grandi flussi turistici. Del &#8220;cuore verde d&#8217;Italia&#8221; stavolta scopriamo un bel borgo di duemila abitanti in Valnerina.</p>
<h2>Itinerario in moto in Umbria: Cascia</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m48!1m8!1m3!1d187560.00871748093!2d12.8043752!3d42.7328244!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x132e5b0cd1b478e9%3A0x14bf334522c8bcee!2sMonteleone%20di%20Spoleto%2C%2006045%20PG!3m2!1d42.650518399999996!2d12.951846699999999!4m5!1s0x132e42eb75b35153%3A0x650a0f198ffb1801!2sCascia%2C%2006043%20PG!3m2!1d42.716814299999996!2d13.0138181!4m5!1s0x132e68efdef24abb%3A0x26082c92064baed1!2sSerravalle%2C%2006046%20PG!3m2!1d42.785693099999996!2d13.0225378!4m5!1s0x132e66bc13ad811d%3A0x9a885bcd94369a45!2sBorgo%20Cerreto%2C%2006041%20PG!3m2!1d42.8142807!2d12.9154936!4m5!1s0x132e5dad42a98b91%3A0x85b6c3e111649a57!2sPoggiodomo%2C%2006040%20PG!3m2!1d42.7114365!2d12.9327274!4m5!1s0x132e5b0cd1b478e9%3A0x14bf334522c8bcee!2sMonteleone%20di%20Spoleto%2C%2006045%20PG!3m2!1d42.650518399999996!2d12.951846699999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1780424577906!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Si parte da <strong>Monteleone di Spoleto</strong>, uno dei borghi più alti della regione. Da qui la strada scende e si snoda tra curve e cambi di ritmo fino a raggiungere <strong>Cascia</strong>, cuore del giro. Dopo la sosta, prosegui verso <strong>Serravalle</strong>, attraversando un tratto molto piacevole, immerso nel verde. Si continua poi in direzione <strong>Borgo Cerreto</strong>, dove la valle si apre leggermente e la guida diventa più fluida. Il rientro passa da <strong>Poggiodomo</strong>, riportandoti verso Monteleone di Spoleto e completando un anello di circa 68 km, per un&#8217;ora e mezza circa in sella.</p>
<h2>Cascia: la città di Santa Rita</h2>
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Il Santuario di Santa Rita da Cascia.</p>
<p><strong>Cascia</strong> in provincia di Perugia è indissolubilmente legata alla figura di Rita da Cascia, una delle sante più amate in Italia. Il borgo si trova a 653 metri di altitudine, incastonato tra le montagne umbre, e rappresenta una delle principali mete di pellegrinaggio del Centro Italia. Al di là dell’aspetto religioso, Cascia è anche un centro piacevole da visitare, con un equilibrio interessante tra spiritualità, architettura e contesto naturale.</p>
<h3>Il Santuario di Santa Rita</h3>
<p>Il punto di riferimento è il<strong> Santuario di Santa Rita</strong>, complesso religioso che attira visitatori durante tutto l’anno. Qui si trovano la basilica moderna e il monastero dove la santa visse. L’atmosfera è particolare, soprattutto nei momenti meno affollati: anche per chi arriva senza un interesse religioso specifico, è una tappa che lascia qualcosa.</p>
<h3>Il centro storico di Cascia e il Museo Civico</h3>
<p>Il centro di Cascia è raccolto e facilmente visitabile a piedi. Le vie si sviluppano tra edifici in pietra e piccoli scorci che si affacciano sulle montagne circostanti. Da vedere il <strong>Museo di Palazzo Santi</strong>, con opere e reperti provenienti dal territorio casciano che vanno dall&#8217;archeologia alla religione, dall&#8217;arte pittorica alla scultura. Il museo è visitabile, ingresso 2€.</p>
<h3>Cosa vedere nei dintorni</h3>
<p>Questa zona dell’Umbria è perfetta per chi ama guidare. <strong>Norcia</strong> non è lontana ed è una delle mete più interessanti dell’area, sia per il contesto paesaggistico sia per la tradizione gastronomica. Anche la <strong>Valnerina</strong>, con le sue strade che seguono il corso del fiume, offre tratti molto piacevoli, alternando curve e panorami senza mai diventare monotona, e su TrueRiders ti suggeriamo <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/umbria-in-moto/e-la-prima-valle-che-vorrai-scoprire-nel-2025-florida-e-selvaggia-qui-si-scopre-lessenza-autentica-dellitalia-che-tutti-amano/">l&#8217;itinerario ideale per scoprirla</a>.</p>
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I paesaggi umbri visti da Cascia.</p>
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		<title>Tra gli ulivi dell&#8217;Umbria si nasconde un vero gioiello: nel 1200 ci è passato San Francesco d&#8217;Assisi</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/tra-gli-ulivi-dellumbria-si-nasconde-un-vero-gioiello-nel-1200-ci-e-passato-san-francesco-dassisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se amate i laghi cristallini, le splendide viste su boschi fitti e rigogliosi, i borghi con chiese, palazzi e musei, dovete assolutamente visitare l'Umbria, una delle regioni italiane più apprezzata dai turisti. E del resto, come non innamorarsene? C'è davvero di tutto, dal più grande lago del centro Italia (il Trasimeno) al luogo simbolo della religiosità francescana (Assisi), fino a Stroncone, un piccolo borgo immerso tra gli ulivi, dove il tempo sembra essersi fermato. E anche voi vi ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/tra-gli-ulivi-dellumbria-si-nasconde-un-vero-gioiello-nel-1200-ci-e-passato-san-francesco-dassisi/">Tra gli ulivi dell&#8217;Umbria si nasconde un vero gioiello: nel 1200 ci è passato San Francesco d&#8217;Assisi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se amate i laghi cristallini, le splendide viste su boschi fitti e rigogliosi, i borghi con chiese, palazzi e musei, dovete assolutamente visitare l&#8217;<strong>Umbria</strong>, una delle regioni italiane più apprezzata dai turisti. E del resto, come non innamorarsene? C&#8217;è davvero di tutto, dal più grande lago del centro Italia (il <strong>Trasimeno</strong>) al luogo simbolo della religiosità francescana (<strong>Assisi</strong>), fino a <strong>Stroncone</strong>, un piccolo borgo immerso tra gli ulivi, dove il tempo sembra essersi fermato. E anche voi vi fermerete, passeggiando e scoprendo una realtà &#8220;di provincia&#8221; che farà la felicità di tanti. Partiamo?</p>
<h2>Stroncone in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m40!1m12!1m3!1d94168.04307589836!2d12.66002861747137!3d42.47557685472844!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m25!3e0!4m5!1s0x132efb44daf819f3%3A0x6be10bf1daf18dc2!2sTerni!3m2!1d42.5604522!2d12.6470618!4m5!1s0x132efd1b4699015f%3A0x7ea30c79f2e47136!2s05039%20Stroncone%20TR!3m2!1d42.5035837!2d12.659193499999999!4m5!1s0x132f017d15e0e6c9%3A0x2db46568879de1cf!2sValico%20di%20Fontecerro!3m2!1d42.410512!2d12.720927399999999!4m5!1s0x132fab08bade333f%3A0xe366882ee152c191!2sRieti!3m2!1d42.4045985!2d12.8567824!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1715586912774!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Un itinerario di circa 50 chilometri, quello che passando per <strong>Stroncone</strong>, collega <strong>Terni</strong> e <strong>Rieti</strong>, due delle città più belle e importanti tra il Lazio e l&#8217;Umbria. Lasciata <strong>Terni</strong>, prendiamo la Strada di San Rocco/SP16 in direzione di <strong>Stroncone</strong>, che raggiungiamo in 7 chilometri. Proseguiamo lungo la SR313 e superiamo il confine entrando nel Lazio; passiamo per il bel comune di <strong>Configni</strong> e continuiamo verso il <strong>Valico di Fontecerro</strong> (846 metri s.l.m.). Arriviamo a <strong>Contigliano</strong> e prendiamo il Raccordo Rieti &#8211; Terni per raggiungere il capoluogo di provincia dell&#8217;Alto Lazio.</p>
<h2>Il gioiello tra gli ulivi dell&#8217;Umbria: i tesori di Stroncone</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/stroncone-1840391305.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/stroncone-1840391305.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/stroncone-1840391305.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/stroncone-1840391305.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/stroncone-1840391305.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/stroncone-1840391305.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Sospeso su una rupe rocciosa, immerso in quella campagna umbra che è il <em>cuore verde d&#8217;Italia</em>, <strong>Stroncone </strong>è la testimonianza di tutto ciò che richiama i visitatori in questa regione, facendoli innamorare al primo sguardo. Visto dal fondovalle, appare come un nugolo di case ed edifici uniformi, con il<strong> colore ocra</strong> onnipresente che, alla luce del tramonto, si trasforma in un rosa decisamente romantico. Siamo a circa 450 metri s.l.m., dunque in un contesto collinare, ma dove le temperature fresche che provengono dalle montagne vicine accarezzano l&#8217;abitato. Un luogo dove passeggiare tra la storia e le tante ricchezze naturali dell&#8217;Umbria ternana.</p>
<p>Molti sono i posti che meritano una visita, a partire dalla centralissima <strong>Piazza della Libertà</strong>. La sovrapposizione di storia è ben evidente soprattutto nei siti religiosi, come il <strong>Convento di San Francesco </strong>(fondato dal poveretto di Assisi nel 1213) e la <strong>Chiesa di San Nicolò</strong>, su cui insiste un antico portale di fine XII secolo; all&#8217;interno c&#8217;è una <em>Incoronazione della Vergine </em>attribuita a Rinaldo Jacovetti (di cui si trova una copia dello stesso anche a Magliano Sabina). E nonostante ci troviamo in un piccolo comune (meno di 5 mila abitanti), non manca un <a href="https://turismostroncone.it/museo-di-storia-naturale"><strong>Museo di Storia Naturale</strong></a>, che consente di conoscere in maniera completa l&#8217;evoluzione di questo territorio nel corso dei millenni, grazie ad approfondimenti e collezioni che vanno dalla paleontologia alla geologia e alla zoologia.</p>
<h2>Cosa vedere lungo il percorso</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascate-delle-marmore-2112075521.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascate-delle-marmore-2112075521.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascate-delle-marmore-2112075521.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascate-delle-marmore-2112075521.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascate-delle-marmore-2112075521.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascate-delle-marmore-2112075521.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Situata a pochissimi chilometri da Stroncone, <strong>Terni </strong>è una delle due città capoluogo dell&#8217;Umbria, insieme a Perugia. La città è un vero e proprio crogiolo di storia, passando dai resti della città romana di <em>Carsulae</em> al bellissimo centro storico, il cui <strong>Duomo </strong>fu edificato a partire dal VI secolo, ma è oggi quasi interamente in stile barocco. Da vedere anche il <strong>Palazzo Spada</strong>, opera del Sangallo.</p>
<p>Appena fuori Terni fanno capolino le <strong>cascate delle Marmore</strong>, il salto artificiale più alto d&#8217;Europa. Risalgono addirittura al 271 a.C., per volere del console Manio Curio Dentato. Prima di arrivare a <strong>Rieti</strong>, infine, si può passare per il <strong>Valico di Fontecerro</strong>, un breve tratto di montagna che sfiora gli 850 metri d&#8217;altitudine, con pendenze fino all&#8217;8% e un dislivello medio del 5,5%.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Asparagi e casoncelli: questo borgo autentico vicino Treviso è un invito a godersi l’ottima cucina di questa zona</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/asparagi-e-casoncelli-questo-borgo-autentico-vicino-treviso-e-un-invito-a-godersi-lottima-cucina-di-questa-zona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l'arrivo dell'estate, cosa c'è di meglio di un tour in moto nel profondo nord, attraverso il Trevigiano e le sue vigne? La bella stagione è il momento perfetto per visitare Follina, con un giro di poco più di 150 chilometri, tra un'infinità di curve e vigne a perdita d'occhio. Il percorso proposto da TrueRiders vi condurrà nell'Olimpo della coltura viticola italiana, dove i produttori locali concepiscono i migliori prodotti enologici della nostra bella Italia. E, allora, sveglia ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, cosa c&#8217;è di meglio di un tour in moto nel profondo nord, attraverso il <strong>Trevigiano</strong> e le sue vigne? La bella stagione è il momento perfetto per visitare <strong>Follina</strong>, con un giro di poco più di 150 chilometri, tra un&#8217;infinità di curve e vigne a perdita d&#8217;occhio. Il percorso proposto da TrueRiders vi condurrà nell&#8217;Olimpo della coltura viticola italiana, dove i produttori locali concepiscono i migliori prodotti enologici della nostra bella Italia. E, allora, sveglia presto, curve, paesaggi mozzafiato e, per finire, moto sul cavalletto e degustazione di prodotti tipici e vini locali. Siete pronti a partire?</p>
<h2>Follina in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d152005.52518708332!2d11.78927249861181!3d45.75599159235042!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x47791a2cb18bdf69%3A0xa0d98ab0b4273f14!2s31051%20Follina%20TV!3m2!1d45.952777999999995!2d12.118912!4m5!1s0x477937d3c10cde51%3A0x42f69b005c22748d!2sTreviso%2C%20TV!3m2!1d45.6668893!2d12.2430437!4m5!1s0x4778d4522f9aa06f%3A0xef2b86a9cc6f25d!2sCittadella%2C%20PD!3m2!1d45.648826!2d11.783643099999999!4m5!1s0x4778da83832fc6bb%3A0x4a8087d14460dc7f!2sBassano%20del%20Grappa%2C%20VI!3m2!1d45.765728599999996!2d11.727274699999999!4m5!1s0x47791a2cb18bdf69%3A0xa0d98ab0b4273f14!2sFollina%2C%20TV!3m2!1d45.952777999999995!2d12.118912!5e1!3m2!1sit!2sit!4v1707851232407!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>Punto di partenza e di arrivo del nostro viaggetto sarà il paese di <strong>Follina</strong>; guadagneremo l&#8217;uscita dal paese verso sud, sfruttando, dapprima, la Sp34 e, dopo poco, il tracciato della SS 13 Pontebbana. Più o meno una quarantina di minuti, in base al passo che vorremo tenere, e raggiungeremo <strong>Treviso</strong>; il tempo di un tiramisù trevigiano al volo e subito in sella perché il giro è lungo. La <strong>SR53</strong> ci permette di tagliare la regione verso ovest e invaderemo, per qualche chilometro, la provincia di Vicenza. A <strong>Cittadella</strong> punteremo il muso verso nord e cominceremo a risalire; ci traghetterà la <strong>SS47 della Valsugana</strong>, la famigerata statale che risale il <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/trentino-in-moto/sellaronda-itinerario-cosa-vedere/">Veneto e la provincia di Trento</a>. A <strong>Bassano del Grappa</strong> prendiamo lo scambio che ci porterà sul binario di destra, per tornare verso est. Ancora qualche chilometro e saremo ritornati a <strong>Follina</strong>.</p>
<h2>Follina, la sua abbazia e i suoi prodotti locali</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/abbazia-di-follina-672990706.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/abbazia-di-follina-672990706.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/abbazia-di-follina-672990706.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/abbazia-di-follina-672990706.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/abbazia-di-follina-672990706.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/abbazia-di-follina-672990706.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Una passeggiata lungo il <strong>corso principale di Follina</strong> sarà il giusto modo di iniziare a fare la la conoscenza di questo paese del Trevigiano, collocato nella regione denominata <strong>Alta Marca</strong>. Disteso sul fondovalle, conta poco più di 3.500 abitanti e, un tempo, l&#8217;attività fiorente era la <strong>lavorazione della lana</strong>, definitivamente cessata nel 1891. Oggi il paese è un <strong>centro principalmente agricolo</strong>, votato alla <strong>coltura della vita</strong> per buona parte, e un collettore di turismo montano, seppur ancora fuori dal circuito delle mete più sfruttate, caratteristica che lo rende un borgo autentico.</p>
<p>Assolutamente da visitare è l&#8217;<a href="https://www.abbaziasantamariafollina.it/"><strong>abbazia di Santa Maria</strong></a>, edificio sacro risalente al 1147 (data dettata dalla tradizione ma non storicamente confermata) e tutt&#8217;oggi conservato in ottime condizioni. Gli studiosi, tuttavia, hanno accertato che una struttura monastica esistesse a Follina ben prima di questa; probabilmente si trattava di un monastero benedettino dipendente dai monaci di San Fermo di Verona. Pezzo forte del complesso è la <strong>chiesa</strong>, mirabile esempio di gotico veneto, in declinazione cistercense.</p>
<p>Se, infine, dopo la visita avrete fame, potrete gustare qualche piatto tipico. <strong>Asparagi alla bassanese</strong>, per iniziare, seguiti da un piatto fumante di <strong>casonzei</strong>, o<strong> bigoli con l&#8217;anatra</strong> e una calda <strong>zuppa di trippa</strong> come secondo. Se cercate una cucina leggera, lasciate perdere: qui siamo nella patria del burro e dei grassi ma con prodotti genuini e di ottima qualità.</p>
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		<title>È la cascata artificiale più alta d&#8217;Europa: 165 metri per un vero e proprio spettacolo della &#8220;natura&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un motoitinerario facile e perfetto per la stagione estiva, alla scoperta di uno dei luoghi più belli ed entusiasmanti della nostra penisola. L'Umbria è da sempre conosciuta come il "polmone verde d'Italia" ed è l'unica regione del Centro Italia senza sbocco sul mare. Incastonata tra Marche, Toscana e Lazio, è un piccolo gioiello di arte, cultura e paesaggi, dove la storia dell'uomo e quella della natura si uniscono da migliaia di anni. Falcidiata dagli eventi naturali, non si è mai persa ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/e-la-cascata-artificiale-piu-alta-deuropa-165-metri-per-un-vero-e-proprio-spettacolo-della-natura/">È la cascata artificiale più alta d&#8217;Europa: 165 metri per un vero e proprio spettacolo della &#8220;natura&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="">Un motoitinerario facile e perfetto per la stagione estiva, alla scoperta di uno dei luoghi più belli ed entusiasmanti della nostra penisola. L&#8217;<a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/un-incantevole-borgo-medievale-dellumbria-aria-fresca-e-atmosfera-rilassante-per-una-bellissima-giornata-di-sole/"><strong>Umbria</strong></a> è da sempre conosciuta come il &#8220;<em>polmone verde d&#8217;Italia</em>&#8221; ed è l&#8217;unica regione del Centro Italia senza sbocco sul mare. Incastonata tra Marche, Toscana e Lazio, è un piccolo gioiello di arte, cultura e paesaggi, dove la storia dell&#8217;uomo e quella della natura si uniscono da migliaia di anni. Falcidiata dagli eventi naturali, non si è mai persa d&#8217;animo, così come i suoi abitanti, franchi e sinceri. Ne risulta una meta pregevolissima, da scoprire a 360 gradi proprio partendo dalla celebre <strong>Cascata delle Marmore</strong>. Artificiale ma incredibilmente naturale, è una meta green che richiama turisti da tutto il mondo. Pronti a scoprirla in sella?</p>
<h2 id="h-cascate-umbria-itinerario" class="">Cascata delle Marmore in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m34!1m12!1m3!1d375678.67368612875!2d12.202834115773044!3d42.640379624184256!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m19!3e0!4m5!1s0x132faa546611fa91%3A0x5f1b98495e2c2388!2sRiserva%20parziale%20naturale%20dei%20Laghi%20Lungo%20e%20Ripasottile%2C%20Rieti%2C%20RI!3m2!1d42.4757572!2d12.8363552!4m5!1s0x132ef95794d924cb%3A0x5236220b6677bd0e!2sCascata%20delle%20Marmore%2C%2005100%20Terni%20TR!3m2!1d42.5511719!2d12.7151979!4m5!1s0x132ecfa39bcbbbc3%3A0x5c0731c9578c4834!2sCorbara%2C%20TR!3m2!1d42.7057704!2d12.2292028!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1715609611654!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 id="h-percorso-cascate-umbria" class="">Percorso</h3>
<p class="">In poco più di 100 chilometri, è possibile cogliere l&#8217;essenza vitale delle cascate dell&#8217;Umbria, una terra dove l&#8217;azzurro delle acque e il verde dei boschi si sussegue senza soluzione di continuità. L&#8217;intera provincia ternana, che confina con l&#8217;Alto Lazio, si apre davanti agli occhi con estrema facilità. Lo fa proponendoci un percorso elegante ma semplice, senza fronzoli se non quelli che naturalmente ci sono donati dal panorama.</p>
<p class="">Partendo da <strong>Corbara</strong>, si risale verso la bella <strong>Todi</strong>, proseguendo in direzione sud e giungendo a <strong>Terni</strong>. Da qui, in rapidissima successione, tocchiamo un parco fluviale, un lago, una cascata e una riserva naturale. L&#8217;itinerario si conclude presso i<strong> laghi Lungo e Ripasottile</strong>, ma nulla vieta, compiendolo in direzione opposta, di raggiungere le sponde del <strong>Trasimeno</strong>, meta d&#8217;elezione del turismo delle acque in Umbria.</p>
<h2 id="h-cascata-delle-marmore">Cascata delle Marmore: il salto d&#8217;acqua artificiale più alto d&#8217;Europa</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascata-delle-marmore-2205071883.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascata-delle-marmore-2205071883.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascata-delle-marmore-2205071883.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1000&amp;h=563&amp;q=80 1000w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascata-delle-marmore-2205071883.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=800&amp;h=450&amp;q=80 800w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascata-delle-marmore-2205071883.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/cascata-delle-marmore-2205071883.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 1000px) 1000px,(min-width: 800px) 800px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p class="">È la più celebre tra le cascate dell&#8217;Umbria: la<strong> Cascata delle Marmore</strong>, opera romana d’idraulica del III secolo, a soli 7 chilometri dalla città di Terni. Si tratta della <strong>cascata a flusso controllato più alta d’Europa</strong>, ma la sua origine è leggendaria. Si racconta fosse nata dalla storia d’amore tra una <strong>ninfa di nome Nera</strong> e un <strong>pastore di nome Velino</strong>. L&#8217;unione fu ostacolata dalla <strong>dea Giunone</strong> che, gelosa di questo legame, trasformò la ninfa in un fiume, da cui prese il nome.</p>
<p class="">Meta consigliata a tutti i motociclisti appassionati di natura, le Marmore offrono uno spettacolo gigantesco, dove l&#8217;acqua, le pietre bianche come il marmo, la presenza di specie di uccelli rari e unici in Italia- come il Martin Pescatore di fiume, introvabile in Europa- e la macchia mediterranea si uniscono in un panorama suggestivo, tutto da scoprire. Per tutte le informazioni su costi, durata della visita ed equipaggiamento richiesto, invitiamo a consultare il <a href="https://cascatadellemarmore.info/">sito ufficiale</a>.</p>
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		<title>8 comuni insieme per una ricchezza comune: vicino Modena c&#8217;è Terre dei Castelli</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/8-comuni-insieme-per-una-ricchezza-comune-vicino-modena-ce-terre-dei-castelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Un'unione funzionale e moderna, ma che cela una ricca storia alle sue spalle: stiamo parlando delle Terre di Castelli, nel Modenese. Questi otto comuni, che hanno formato un consorzio nel 2001, rappresentano una formidabile meta turistica "di periferia". Non lontano da Bologna, capoluogo dell'Emilia-Romagna e vero crocevia degli spostamenti tra Nord e Centro Italia, ci sono loro: piccole e medie realtà del territorio, che in tutto contano meno di novantamila abitanti, contraddistinte da una ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/8-comuni-insieme-per-una-ricchezza-comune-vicino-modena-ce-terre-dei-castelli/">8 comuni insieme per una ricchezza comune: vicino Modena c&#8217;è Terre dei Castelli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="">Un&#8217;unione funzionale e moderna, ma che cela una ricca storia alle sue spalle: stiamo parlando delle <strong>Terre di Castelli</strong>, nel Modenese. Questi <strong>otto comuni</strong>, che hanno formato un <a href="https://www.unione.terredicastelli.mo.it/">consorzio</a> nel 2001, rappresentano una formidabile meta turistica &#8220;di periferia&#8221;. Non lontano da <strong>Bologna</strong>, capoluogo dell&#8217;Emilia-Romagna e vero crocevia degli spostamenti tra Nord e Centro Italia, ci sono loro: piccole e medie realtà del territorio, che in tutto contano meno di novantamila abitanti, contraddistinte da una bellezza paesaggistica ragguardevole. Negli ultimi anni, queste realtà hanno fatto breccia nel cuore dei viaggiatori, grazie ai paesaggi e ai luoghi di interesse storico. Pronti a scoprire i Castelli del modenese insieme a noi? Partiamo!</p>











<h2 id="h-terre-di-castelli-in-moto" class="wp-block-heading">Terre di Castelli in moto. L&#8217;itinerario</h2>



<p class="">Poco meno di 60 chilometri lineari, che partono da <strong>Zocca</strong> e arrivano a <strong>Savignano sul Panaro</strong>. L&#8217;itinerario delle Terre di Castelli è un susseguirsi armonico di comuni e scenari provinciali, perfetto nel periodo estivo, soprattutto in corrispondenza delle feste popolari e delle sagre enogastronomiche.</p>





<h3 id="h-mappa" class="wp-block-heading">Mappa</h3>



<figure><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m64!1m12!1m3!1d91146.40829731416!2d10.918225391052363!3d44.44700130145863!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m49!3e0!4m5!1s0x132ac83b2194d22d%3A0xe3eba4b0b0b238c6!2sZocca%2C%20MO!3m2!1d44.3448705!2d10.9952239!4m5!1s0x132ab5970bdaf187%3A0x889c2641ca45e1e1!2s41052%20Guiglia%20MO!3m2!1d44.4265324!2d10.9579486!4m5!1s0x132ab543c77aa0d7%3A0x35ea33249763e9d2!2sMarano%20Sul%20Panaro!3m2!1d44.456151399999996!2d10.9644918!4m5!1s0x477fe1acd590c681%3A0xd927eb2466c20346!2sCastelvetro%20di%20Modena!3m2!1d44.5041498!2d10.9457811!4m5!1s0x477fe14cb188f5bd%3A0xbd4de93eef1feba4!2sCastelnuovo%20Rangone%2C%20MO!3m2!1d44.5490278!2d10.939021499999999!4m5!1s0x477fde0ff7e1077b%3A0xfe69250c4824b281!2sSpilamberto%2C%20MO!3m2!1d44.531818699999995!2d11.020449099999999!4m5!1s0x477fdfc1e8d0d3d1%3A0x54d6bb58c442c9eb!2sVignola!3m2!1d44.4835861!2d11.0131217!4m5!1s0x477fdf74310a4b73%3A0xb104bb2740f2df07!2sSavignano%20Sul%20Panaro!3m2!1d44.4795975!2d11.037508599999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1604930642460!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></figure>



<h3 id="h-percorso" class="wp-block-heading">Percorso</h3>



<p class="">Si parte da <strong>Zocca</strong>, la città del <em>Blasco</em>, risalendo la zona del <strong>Panaro </strong>in direzione Modena. Il primo tratto, quello che ci porta verso <strong>Guiglia</strong>, è segnato dalla presenza di uno dei luoghi più rilevanti delle Terre di castelli: il <a href="https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/aree-protette/parchi/sarm"><em><strong>Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina</strong></em></a>. Una visita che merita sicuramente, se non altro per ammirare fauna e flora del territorio. I circa 6 chilometri che separano Guiglia e <strong>Marano sul Panaro</strong> (un borgo piccolo, ma decisamente incantevole) segnano l&#8217;attraversamento del <strong>fiume Panaro</strong> e la sempre maggiore vicinanza alla Pianura Padana. In circa 15 chilometri, lungo la Provinciale 17, raggiungiamo <strong>Castelvetro di Modena</strong> e <strong>Castelnuovo Rangone</strong>, dove a prevalere è il carattere &#8220;storico&#8221; delle Terre di Castelli. Il tratto tra <strong>Spilamberto</strong> e <strong>Vignola</strong> è quello più gastronomico dell&#8217;itinerario, un percorso quasi rettilineo lungo la Provinciale 623 che unisce questi due interessantissimi comuni.</p>
<p class="">Una brevissima deviazione, seguendo la Provinciale 569, ci conduce a <strong>Savignano sul Panaro</strong>. Bastano solo pochi chilometri per arrivare all&#8217;<strong>Abbazia di Monteveglio</strong>. Titolata a Maria Assunta in Cielo, questa antichissima sede di culto cattolico è legata alla cosiddetta <em><strong>umiliazione di Canossa</strong></em>. Anno 1077, in piena lotta per le investiture, l&#8217;imperatore Enrico IV tentò di sfidare l&#8217;autorità di Papa Gregorio VII, che lo scomunicò e lo fece &#8220;sfiduciare&#8221; dai principi tedeschi. Il papa, ospitato da <strong>Matilda di Canossa</strong>, fece attendere il pentito Enrico per tre giorni fuori dal castello della contessa, in mezzo a una bufera di neve. Per celebrare la vittoria della Chiesa sull&#8217;imperatore, Matilda fece costruire questa abbazia, che ha quasi mille anni di storia ed è retta dai frati dell&#8217;Ordine francescano.</p>















<h2 id="h-tutto-quello-che-c-da-sapere-sulle-terre-di-castelli" class="">Tutto quello che c&#8217;è da sapere sulle Terre di Castelli</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/guiglia-2266985593.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/guiglia-2266985593.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/guiglia-2266985593.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/guiglia-2266985593.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>





<p class="">Dell&#8217;Unione Terre di Castelli, che si trova interamente nella provincia di Modena, fanno parte oggi otto comuni: <strong>Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola e Zocca</strong>. È un territorio decisamente variegato ed eterogeneo, che include sia zone di pianura che parte dell&#8217;Appennino bolognese. Guiglia, Marano sul Panaro e Zocca hanno fatto, infatti, parte, fino al 2008, della Comunità montana Modena Est, poi disciolta. Se si esclude Marano sul Panaro, che sorge in bassa collina, sia Guiglia sia Zocca sono comuni collinari (quest&#8217;ultimo arriva fino a 915 metri s.l.m.). Il fiume <strong>Panaro</strong>, che da il nome a due comuni delle Terre di Castelli, è tra i più importanti corsi d&#8217;acqua dell&#8217;Emilia-Romagna. Lungo quasi 150 chilometri, nasce sull&#8217;Appennino del <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/corno-alle-scale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corno alle Scale</a></strong> e affluisce nel Po, non lontano da <strong>Bondeno</strong> (Ferrara).</p>











<h3 id="h-un-unione-di-saperi-e-di-sapori" class="wp-block-heading">Un&#8217;unione di saperi e di sapori</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/ciliegi-di-vignola-2543700249.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/ciliegi-di-vignola-2543700249.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/ciliegi-di-vignola-2543700249.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/ciliegi-di-vignola-2543700249.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>



<p class="">Sappiamo bene che l&#8217;Emilia-Romagna è una delle regioni più &#8220;gustose&#8221; d&#8217;Italia e da qui provengono tante specialità conosciute in tutto il mondo, come il Parmigiano o il prosciutto di Parma. Non fanno eccezione i comuni delle Terre di Castelli, che contribuiscono con prelibatezze come l&#8217;<strong>aceto balsamico di Spilamberto</strong> e la <strong>ciliegia di Vignola</strong>.</p>







<p class="">L&#8217;<em>Aceto Balsamico Tradizionale</em> &#8211; questo il suo nome ufficiale &#8211; è un prodotto antichissimo, che deve la sua fama internazionale agli Estensi. A differenza del modenese IGP, che è più industriale, questo è un prodotto di straordinario valore organolettico, che viene fatto invecchiare per periodi compresi tra 12 e 25 anni. L&#8217;aceto balsamico &#8220;vero&#8221; potrebbe essere fatto invecchiare per secoli, risultando egualmente consumabile e, anzi, diventando via via più buono.</p>
<p class="">Se una ciliegia tira l&#8217;altra, a <strong>Vignola</strong> potrete farvi delle scorpacciate grandiose. È qui, all&#8217;ombra della splendida Rocca dell&#8217;VIII secolo, che si produce la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moretta_di_Vignola"><em><strong>Moretta</strong></em></a>, ciliegia dal colore scurissimo e dal sapore dolciastro e profumato. La ciliegia vignolese è un presidio IGP che, sin da fine Ottocento, è stato valorizzato con disciplinari e consorzi di tutela dedicati.</p>





<h3 id="h-il-parco-regionale-dei-sassi-di-roccamalatina" class="wp-block-heading">Il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/03/parco-regionale-dei-sassi-di-roccamalatina-2511416219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/03/parco-regionale-dei-sassi-di-roccamalatina-2511416219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/parco-regionale-dei-sassi-di-roccamalatina-2511416219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/03/parco-regionale-dei-sassi-di-roccamalatina-2511416219.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>





<p class="">Nei pressi di <strong>Guiglia</strong>, uno degli otto comuni delle Terre di Castelli, si può visitare l&#8217;interessante sito naturale dei <strong>Sassi di Roccamalatina</strong>. Questo bel parco, istituito ufficialmente solo nel 1988, deve il suo nome alla presenza di <strong>tre picchi di arenaria</strong> che sorgono spontaneamente in una zona altrimenti pianeggiante. Secondo gli geologi, sono quello che rimane di un complesso unico, poi eroso dall&#8217;azione degli agenti atmosferici. Insieme alle colline circostanti, al suggestivo susseguirsi di paesaggi brulli e floridi e alla presenza di una importante biodiversità, il Parco di Roccamalatina ha conquistato un posto di rilievo tra le aree verdi dell&#8217;Emilia. Il comune di Guiglia è, inoltre, soprannominato <em>Balcone dell&#8217;Emilia</em>; grazie alla sua posizione favorevole, da qui si può ammirare Modena e gran parte del territorio circostante, un affaccio panoramico da rimanere a bocca aperta!</p>









<h2 class="wp-block-heading" id="h-cosa-vedere-nelle-terre-di-castelli">Cosa vedere nelle Terre di Castelli</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castelnuovo-rangone-1467927524.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/castelnuovo-rangone-1467927524.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castelnuovo-rangone-1467927524.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/castelnuovo-rangone-1467927524.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />[foto @D-VISIONS / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>



<p class="">Gli otto comuni che compongono le Terre di Castelli vanno visitati, per i prodotti locali, i panorami, la natura e i monumenti. Il centro di <strong>Castelnuovo Rangone </strong>ha degli splendidi edifici storici, come l&#8217;imponente Torre dell&#8217;Orologio che sorge proprio a fianco del Palazzo Municipale, forse quanto rimane di un antico castello. Qui si trova il <a href="https://www.parcomontale.it/"><strong>Parco Archeologico della Terramara di Montale</strong></a>, ovvero la ricostruzione di un villaggio dell&#8217;Età del Bronzo, con abitazioni che sorgevano su pali rialzati, simili alle palafitte.</p>







<p class="">Terra del <em>Lambrusco Grasparossa</em> e della splendida piazza a scacchi, <strong>Castelvetro di Modena</strong> ha un aspetto decisamente &#8220;toscano&#8221;. Qui antichi monumenti medievali, palazzetti di colore ocra e le morbide verdeggianti colline si uniscono in un paesaggio che sembra dipinto. Proprio per la sua bellezza, oggi Castelvetro è comune <em>Bandiera Arancione</em> del Touring Club Italiano.</p>
<p class="">I fan di Vasco Rossi, invece, conoscono bene <strong>Zocca</strong>, città natale del rocker emiliano; qui la musica è di casa, poiché nel 1975 proprio Vasco fondò <em><strong>Punto Radio</strong></em>, tra le prime emittenti libere d&#8217;Italia. È un comune giovane, anche nelle architetture e fu ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo che le truppe di invasori distrussero gran parte della città. Molto bella la <strong>Chiesa del Sacro Cuore</strong>, di stile neoromanico, edificata a fine Ottocento.</p>


<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/8-comuni-insieme-per-una-ricchezza-comune-vicino-modena-ce-terre-dei-castelli/">8 comuni insieme per una ricchezza comune: vicino Modena c&#8217;è Terre dei Castelli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>170 chilometri di pura meraviglia: è il nastro azzurro della Valle d&#8217;Aosta</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/170-chilometri-di-pura-meraviglia-e-il-nastro-azzurro-della-valle-daosta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.trueriders.it/?p=72454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno dei simboli della Valle d'Aosta è un fiume unico nel suo genere. Lungo 170 chilometri, si insinua sensuale tra splendide anse e incredibili borghi, come Courmayeur e Saint-Vincent. I Savoia scoprirono le meraviglie di questo corso d'acqua e lo valorizzarono, costruendovi intorno un nugolo di piccoli comuni, di antiche fortificazioni e di terrazze panoramiche, dove oggi è magnifico pensare di trascorrere un weekend all'insegna del relax motociclistico. Pronti a scoprire tutte le ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei simboli della <strong>Valle d&#8217;Aosta </strong>è un fiume unico nel suo genere. Lungo 170 chilometri, si insinua sensuale tra splendide anse e incredibili borghi, come <b>Courmayeur</b> e <b>Saint-Vincent</b>. I Savoia scoprirono le meraviglie di questo corso d&#8217;acqua e lo valorizzarono, costruendovi intorno un nugolo di piccoli comuni, di antiche fortificazioni e di terrazze panoramiche, dove oggi è magnifico pensare di trascorrere un weekend all&#8217;insegna del relax motociclistico. Pronti a scoprire tutte le meraviglie attraversate dalla <strong>Dora Baltea</strong>?</p>
<h2><b>Dora Baltea in moto.</b><b> L&#8217;itinerario</b></h2>
<h3><b>Mappa</b></h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m72!1m8!1m3!1d178329.20965364153!2d7.445062!3d45.7031341!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m61!3e0!4m5!1s0x4788bfd4cff33413%3A0x5274f4b3d45c093c!2sArnad!3m2!1d45.642022399999995!2d7.7237854!4m5!1s0x478895d19ade71c9%3A0x4ea4795f2aa00772!2sForte%20di%20Bard%2C%20Via%20Vittorio%20Emanuele%20II%2C%2085%2C%2011020%20Bard%20AO!3m2!1d45.6082454!2d7.744567399999999!4m5!1s0x4788b85fb5aa1fe9%3A0x8a97bb601201f3c8!2sBrusson!3m2!1d45.758063!2d7.7295595!4m5!1s0x4788c6e4f9767bb5%3A0x805e79f952b3a63d!2sSaint-Vincent!3m2!1d45.751570699999995!2d7.642080399999999!4m5!1s0x4788cf7d1663a345%3A0x99b733a866d7d3e1!2sAntey-Saint-Andr%C3%A8!3m2!1d45.8061785!2d7.5894555!4m5!1s0x4788c51061251d2b%3A0x949331e071092b96!2sCheresoulaz%2C%20AO!3m2!1d45.7788068!2d7.5595897999999995!4m5!1s0x4788db86be705def%3A0x8bebe527f80b8b86!2sNus!3m2!1d45.739933199999996!2d7.4674717!4m5!1s0x4788da5943358985%3A0x2180e64749d10096!2sLignan!3m2!1d45.7869659!2d7.4788203!4m5!1s0x4788dbc13a0fabc1%3A0xcb224d755d1d90c8!2sVille%20Sur%20Nus%2C%20AO!3m2!1d45.7605839!2d7.4495626999999995!4m5!1s0x478920b73eb6afb7%3A0x6749e443ee2610!2sAosta!3m2!1d45.7349551!2d7.313076199999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1574245660838!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h3><b>Itinerario</b></h3>
<p>Partiamo da <b>Arnad </b>(in particolare dalla Frazione Prouve) e prendiamo la <b>Strada Statale 26</b> della<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/valle-d-aosta-in-moto/"> Valle d&#8217;Aosta</a> che ci porta diretti al<strong> Forte di Bard</strong>. Continuiamo sulla SS26 e svoltiamo leggermente a destra verso Via Caduti della Libertà/SR45; manteniamoci sulla SR45 che diventa Via Canonici Regolari Lateranensi. In 32 minuti eccoci a <b>Brusson</b>. Procediamo da Rue Trois Villages/SR45 e giriamo a sinistra su Rue Col de Joux/SR33 che, in 27 minuti, ci porta a <strong>Saint-Vincent</strong>.</p>
<p>Continuiamo verso la Frazione Moron/SR33 e imbocchiamo la Strada Statale 26 della Valle d&#8217;Aosta fino a svoltare sulla SR46 della Valtournenche, attraversando la località <strong>Champagne</strong>. In 24 minuti eccoci ad<b> Antey-Saint-André</b>. Svoltiamo a destra e prendiamo SR46 della Valtournenche, giriamo a sinistra e imbocchiamo SR9. Continuiamo, poi, su SR42 e SR12. Eccoci a <b>Cheresoulaz</b> in 21 minuti. Prendiamo la SR12; superata la Frazione Semon, giriamo a destra sulla SR42 e poi ci immettiamo sulla Strada Statale 26 per arrivare a <b>Nus</b>. Seguiamo la SR36 che ci fa attraversare <b>Lignan </b>per, poi, girare sulla SR37 e prendere la Villaggio Vallè E che, in poco più di 20 minuti, ci porta a <b>Ville Sur Nus</b>. Svoltiamo a sinistra, per prendere la Bagnod/SR37. Entriamo nella SS26 attraverso lo svincolo per Aosta/Aoste e giungiamo a destinazione.</p>
<h2><b>I luoghi imperdibili lungo la Dora Baltea</b></h2>
<h3>Saint-Vincent, la &#8216;Riviera delle Alpi&#8217;</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/saint-vincent-2657896187.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/saint-vincent-2657896187.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/saint-vincent-2657896187.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/saint-vincent-2657896187.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /><br />
[foto @Dmytro Surkov / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Il nostro itinerario ci porta alla scoperta di <strong>Saint-Vincent</strong>, la &#8220;<em>Riviera delle Alpi</em>&#8220;. Merito della sua sorgente termale scoperta alla fine del Settecento, questa località è diventata nel corso dell&#8217;Ottocento una meta turistica di eccellenza, richiamando anche alcuni grandi letterati del passato, come Silvio Pellico e Giosuè Carducci. Qui c&#8217;è <a href="https://www.casinodelavallee.com/"><strong>uno dei quattro casinò legali in Italia</strong></a>, oltre a quelli di Campione d&#8217;Italia, Sanremo e Venezia.</p>
<h3>Forte di Bard, il castello &#8216;hollywoodiano&#8217; lungo la Dora Baltea</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/forte-di-bard-2725651137.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/forte-di-bard-2725651137.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/forte-di-bard-2725651137.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/forte-di-bard-2725651137.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Se la Dora Baltea è una terra di castelli, anche questo itinerario non ci lascia insoddisfatti. Il <strong><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/grande-come-una-fortezza-bella-come-un-maniero-la-porta-della-valle-daosta-e-un-gioiello-dalle-vie-acciottolate/" target="_blank" rel="noopener">Forte di Bard</a></strong> è uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento realizzati nel primo Ottocento; il suo aspetto è rimasto invariato rispetto all&#8217;originale. Oltre ai tre fabbricati che lo costituiscono, è una pregevole opera architettonica la<strong> cinta muraria</strong> che corre tutto intorno. Il <b>Castello di Nus</b>, invece, sorge su una sporgenza che domina la Valle di Saint-Barthélemy; risalente al XIII secolo, forse il torrione quadrangolare  crollato all’inizio del XX secolo era addirittura precedente.</p>
<h3>Aosta, la Roma delle Alpi</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/04/arco-augusto-aosta-2043420365.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/04/arco-augusto-aosta-2043420365.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/04/arco-augusto-aosta-2043420365.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/04/arco-augusto-aosta-2043420365.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Impossibile non fare, poi, una visita ad <b>Aosta</b>, capoluogo della Regione e meta del nostro itinerario. La sua bellezza e il suo patrimonio sono così suggestivi che la città è anche conosciuta come &#8220;<em>Roma delle Alpi</em>&#8220;. Dall’<strong>Arco di Augusto</strong> all’<strong>Anfiteatro</strong>, passando per il <strong>Ponte</strong> e <strong>Porta Pretoria</strong>, sono numerose le testimonianze dell’ex colonia romana.</p>
<h2><b>Qualche consiglio utile per il viaggio in moto</b></h2>
<p>Il periodo migliore per percorrere l&#8217;itinerario che vi abbiamo suggerito è quello primaverile-estivo oppure autunnale. In questi mesi, infatti, le temperature massime in Valle d’Aosta sono miti ed estremamente piacevoli, il tempo è tendenzialmente soleggiato e gli acquazzoni non sono così frequenti. In inverno, il <b><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto-italia/piccolo-san-bernardo/" target="_blank" rel="noopener">Colle del Piccolo San Bernardo</a> resta chiuso</b>, mentre il <b>Col de Joux</b> è aperto salvo condizioni meteo eccezionali. Lungo le strade regionali che da Arnad conducono fino ad Aosta, <b>il limite di velocità è tra i 70 e 50 km/h</b>. Sulla Strada Statale 26 che porta ad Aosta ci sono alcuni tratti in cui si possono raggiungere anche i <b>90 km/h</b>. La moto migliore per percorrere il nostro itinerario è l&#8217;<b>enduro stradale</b>.</p>
<h2><b>Dove fermarsi a mangiare </b></h2>
<p>La Valle d&#8217;Aosta è terra di formaggi e salumi saporitissimi, ma anche di distillati alle erbe selvatiche e polenta. Ecco tre ristoranti imperdibili che incontriamo lungo l&#8217;itinerario:</p>
<ul>
<li aria-level="1"><em><a href="https://www.lecoeurdupont.com/"><b>Le Coeur du Pont</b></a></em> (Via Principe Tommaso, 104, 11020 Donnas AO): è un ristorante che mostra interni eleganti d&#8217;altri tempi, fortemente valdostani. Vi suggeriamo il menù degustazione per assaporare il meglio dei prodotti locali;</li>
<li aria-level="1"><em><b>Borracho Vinosteria</b></em> (Via Emilio Chanoux, 33, 11027 Saint-Vincent AO): è un ristorante molto accogliente, con un&#8217;ottima carta dei vini. Buonissime le crespelle di grano saraceno, gli gnocchetti Toma e boudin croccante, filetto lardellato e crema di Cogne servita con le Tegole;</li>
<li aria-level="1"><em><b>Osteria La Vache Folle</b></em> (Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, 14, 11100 Aosta AO): è un locale divertente e colorato. Le porzioni sono abbondanti, i piatti buoni e la carta dei vini notevole. La carne qui è davvero ottima.</li>
</ul>
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		<title>Famoso per essere la Patria dei briganti, questo borgo ti offre la possibilità di un bellissimo ponte sospeso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Galeani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 16:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andiamo alla scoperta di un piccolo angolo di autenticità in Molise. Tra le montagne del Massiccio Matese sorge un borgo in provincia di Isernia che conserva integralmente il fascino dei paesi d’altura. Circondato da boschi, vallate e sentieri escursionistici è adagiato a più di 850 metri di altitudine. Siamo a Roccamandolfi, un centro medievale che rappresenta una delle destinazioni più sorprendenti della regione. Ciò che lo rende davvero speciale non è soltanto il panorama mozzafiato, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Andiamo alla scoperta di un piccolo angolo di autenticità in <strong>Molise</strong>. Tra le montagne del <strong>Massiccio Matese</strong> sorge un borgo in provincia di <strong>Isernia</strong> che conserva integralmente il fascino dei paesi d’altura. Circondato da boschi, vallate e sentieri escursionistici è adagiato a più di<strong> 850 metri di altitudine</strong>. Siamo a <a href="https://www.visitmolise.eu/scheda-localita/-/d/dms/1602896/roccamandolfi" target="_blank" rel="noopener"><strong>Roccamandolfi</strong></a>, un centro medievale che rappresenta una delle destinazioni più sorprendenti della regione. Ciò che lo rende davvero speciale non è soltanto il panorama mozzafiato, ma il fascino della sua storia che è legata al brigantaggio ed alla presenta di uno spettacolare ponte che offre emozioni uniche a chi viene qui.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Roccamandolfi in moto. L’itinerario </strong></h2>
<p style="font-weight: 400;"><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m48!1m8!1m3!1d95555.12536574628!2d14.2235486!3d41.5454825!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m37!3e0!4m5!1s0x133a812149fadc93%3A0x79f0d737fb3a39ab!2sIsernia%2C%2086170%20IS!3m2!1d41.5971629!2d14.234532999999999!4m5!1s0x133a87c996fcb239%3A0xbdfa1e2cd55274d5!2sLongano%2C%2086090%20IS!3m2!1d41.5220511!2d14.245930999999999!4m5!1s0x133a7cc963148387%3A0x65f124d4d07dda55!2sRoccamandolfi%2C%2086092%20IS!3m2!1d41.4955231!2d14.352368799999999!4m5!1s0x133a7b9acebf3bef%3A0x26094f9bde29b211!2sTaverna%2C%2086092%20IS!3m2!1d41.532737!2d14.3888298!4m5!1s0x133a809a5f5b10cb%3A0xe3a330998c0b106c!2sPesche%2C%20Provincia%20di%20Isernia!3m2!1d41.6045551!2d14.2756817!4m5!1s0x133a812149fadc93%3A0x79f0d737fb3a39ab!2sIsernia%2C%2086170%20IS!3m2!1d41.5971629!2d14.234532999999999!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1780995299445!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Percorso </strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">L’itinerario perfetto che abbiamo testato per scoprire <strong>Roccamandolfi</strong> parte da <strong>Isernia</strong> attraversando i comuni di <strong>Longano, Roccamandolfi, Taverna e Pesche.</strong> Tramite la SP21 ci incamminiamo verso Isernia-Castelpizzuto, proseguendo sulla strada provinciale alla volta di Longano-Isernia. Con un piccolo tratto, partiti da Isernia, dopo appena 10km ci ritroviamo alla prima tappa scendendo verso sud. Siamo a <strong>Longano</strong>. Da qui proseguiamo costeggiando il confine con la Campania. Seguendo sempre la SP21 si guida fino a <strong>Roccamandolfi</strong> per 18,8km. Eccoci così arrivati alla nostra destinazione, pronti per goderci l’autenticità di questo borgo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una volta ripartiti si procede su via Pietrangelo Cavicchia per 4,5km si continua su SP75 ed alla rotonda si prende la 3ª uscita per SS17. Dopo pochi metri eccoci a <strong>Taverna</strong> in provincia di Isernia. Da qui percorrendo SS17 per 13,8km si arriva ad una rotonda e si prende la 1ª uscita verso Carpinone, svoltando a destra si prende via Ippocrate ed eccoci a <strong>Pesche</strong>. Ultima tappa del nostro percorso prima di rientrare ad Isernia. Seguendo SS17 e SS85 Venafrana si prende l’uscita Isernia-S.Spirito da SS85 Venafrana per 2,8km. Da qui imbocchiamo via Santo Spirito in direzione di c.so Giuseppe Garibaldi ed eccoci tornati ad Isernia. Un percorso d<strong>i 59km per un totale di 1 ora e 29 minuti da Isernia ad Isernia alla scoperta di Roccamandolfi.</strong></p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Roccamandolfi, patria dei briganti</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-1756863413.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-1756863413.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-1756863413.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-1756863413.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Questo borgo è conosciuto in tutto il Molise come la <strong><em>“patria dei briganti”</em></strong>. Un nome che per capirlo dobbiamo andare a ritroso alla storia del brigantaggio meridionale e che tutt’oggi rappresenta uno degli elementi distintivi del borgo. Alla fine del settecento, infatti, questo territorio era interessato da fenomeni di ribellione e banditismo. Questi principalmente legati a tensioni politiche. Tra i principali personaggi di quel periodo spicca la figura di Sabatino Lombardi, conosciuto ai più come<strong><em> “il Maligno”,</em></strong> un brigante di fede borbonica che si oppose alle truppe francesi nel periodo napoleonico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nell’ottocento, poi, e dopo <strong>l’Unità d’Italia</strong> le montagne che circondano <strong>Roccamandolfi</strong> divennero un rifugio perfetto per le numerose bande di briganti. Infatti, la conformazione territoriale, fatta di fitti boschi, gole ed alture difficilmente scavalcabili, permise lo sviluppo di un fenomeno che a <strong>Roccamandolfi</strong> assunse proporzioni incredibili. Oggi il paese conserva ancora racconti, aneddoti e tradizioni popolari che portano avanti le gesta di questi personaggi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lungo i vicoli del centro storico si evince ancora il forte legame con questo passato. Le antiche case in pietra, le strette stradine ed i resti della vecchia fortificazione medievale rendono l’atmosfera ancor più tipica, quasi a portare il visitatore indietro nel tempo. A quel tempo in cui i briganti dominavano queste terre e le montagne.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Un ponte sospeso</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-1756863215.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-1756863215.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-1756863215.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/shutterstock-1756863215.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Se la storia colpisce appassionati di cultura e tradizioni, <strong>il ponte sospeso</strong> è la scelta preferita da chi va in cerca di emozioni e panorami unici. Venne realizzato nei pressi dei ruderi dell’antico castello medievale e collega due punti del costone roccioso. Questo offre una prospettiva privilegiata su tutta la vallata sottostante. La struttura è <strong>lunga</strong> <strong>47 metri ed è sospesa ad oltre 40 metri di altezza dal terreno.</strong> Si può attraversare uno scenario naturale di straordinaria bellezza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Durante il percorso lo sguardo si poggia dalle montagne del Matese, ai boschi che avvolgono il borgo, fino all’antica<strong> Rocca Maginulfi</strong>, la fortezza che diede origine al paese. L’attraversamento del ponte è accessibile a tutti ed è una delle attrazioni turistiche più fotografate del <strong>Molise</strong>. L’effetto di essere sospesi nel vuoto, misto al silenzio della montagna ed ai panorami che si aprono intorno, rendono l’esperienza decisamente suggestiva. Il ponte è infatti diventato uno dei simboli di <strong>Roccamandolfi</strong> ed una delle ragioni che attrae turisti ed escursionisti.</p>
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		<title>Tutti vorrebbero vivere qui, ma è impossibile: la &#8220;Città Ideale&#8221; dell&#8217;Umbria</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/tutti-vorrebbero-vivere-qui-ma-e-impossibile-la-citta-ideale-dellumbria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Orvieto, la Valle del Tevere e poi uno dei luoghi più affascinanti dell'Umbria, il cuore pulsante della natura italiana, una piccolissima regione circondata luoghi frequentatissimi, come il Lazio e la Toscana. Eppure, con i suoi borghi e con una storia millenaria, è sempre più la meta prediletta di un turismo attento e ricercato. Lo è, ovviamente, anche per i motociclisti che cercano l'avventura e la passione su due ruote. Questa montagna (in realtà un'alta collina) domina un angolo della ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/tutti-vorrebbero-vivere-qui-ma-e-impossibile-la-citta-ideale-dellumbria/">Tutti vorrebbero vivere qui, ma è impossibile: la &#8220;Città Ideale&#8221; dell&#8217;Umbria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Orvieto, la Valle del Tevere e poi uno dei luoghi più affascinanti dell&#8217;<a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-porta-dellumbria-e-il-viaggio-nel-tempo-che-ti-fara-ritrovare-in-un-borgo-dal-fascino-antico-2/">Umbria</a>, il cuore pulsante della natura italiana, una piccolissima regione circondata luoghi frequentatissimi, come il Lazio e la Toscana. Eppure, con i suoi borghi e con una storia millenaria, è sempre più la meta prediletta di un turismo attento e ricercato. Lo è, ovviamente, anche per i motociclisti che cercano l&#8217;avventura e la passione su due ruote. Questa montagna (in realtà un&#8217;alta collina) domina un angolo della regione che è generalmente piatto, un luogo iconico dal quale godere di un incredibile panorama sulle zone circostanti. E, lungo il tragitto, tante sorprese che ci narrano di una terra di straordinaria bellezza. Pronti a scoprire le meraviglie del <strong>Monte Peglia</strong>?</p>
<h2>Monte Peglia in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m46!1m12!1m3!1d374258.74893204443!2d11.69145766034345!3d42.875029160061715!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!4m31!3e0!4m5!1s0x132ecfa39bcbbbc3%3A0x5c0731c9578c4834!2sCorbara%2C%20TR!3m2!1d42.7057704!2d12.2292028!4m5!1s0x132ec9cf2ec1cf4b%3A0x40fbaef85ae5a2d8!2sMonte%20Peglia%2C%20San%20Venanzo%2C%20TR!3m2!1d42.8180675!2d12.209655999999999!4m5!1s0x132eb41a079f15ff%3A0x8023ae71cde3911c!2sLa%20Scarzuola%2C%20Montegabbione%2C%20TR!3m2!1d42.8987321!2d12.152928399999999!4m5!1s0x13294c4814d6dc81%3A0xc4c645eb6e281819!2sCitt%C3%A0%20della%20Pieve%2C%20PG!3m2!1d42.9536249!2d12.0054047!4m5!1s0x13295b134a0ee709%3A0xe798a6e923487410!2sChianciano%20Terme%2C%20SI!3m2!1d43.0442888!2d11.8137752!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1717146140364!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Percorso</h3>
<p>82 chilometri di puro piacere naturalistico e panoramico nel cuore della <strong>Bassa Umbria</strong>, come star dell&#8217;itinerario, ovviamente, il <strong>Monte Peglia</strong>. Partiamo da <strong>Corbara</strong>, qualche chilometro più a sud; la località è facilmente raggiungibile tramite l&#8217;<strong>Autostrada A1 Milano-Napoli</strong>, uscita <strong>Baschi</strong>. Il <strong>Lago di Corbara</strong>, che nasce dallo sbarramento artificiale del Tevere, si trova poco prima della confluenza del &#8220;fiume di Roma&#8221; con il vicino Paglia. Da qui ci immettiamo lungo la Statale 317 Marscianese, che unisce Colonnetta di Prodo a Perugia. Seguiamo il percorso per i 18 chilometri che ci separano dal Monte Peglia, per poi proseguire fino all&#8217;incrocio con la Provinciale 104.</p>
<p>Altri 18 chilometri ci separano da <strong>La Scarzuola</strong>, uno splendido sito storico-naturalistico a Montegabbione. La Scarzuola divenne famosa quando, nel 1218, <strong>Francesco d&#8217;Assisi</strong> vi costruì un piccolo ricovero. Da lì sarebbe poi sorto un <strong>grande convento</strong>, per volontà dei <strong>Conti di Marsciano</strong>. Grande fama al luogo la diede, poi, <strong>Tomaso Buzzi</strong>, un architetto proveniente da Milano che acquistò la proprietà del convento per farne una <strong>Città Ideale</strong>. La <em>Città Buzziana</em>, così viene anche chiamata, è un&#8217;antologia in pietra che ricorda l&#8217;esperienza architettonica del classicismo. Dal teatro erboso all&#8217;Acropoli (che richiama sette edifici storici europei e non solo), fino ai finti scavi archeologici, Buzzi volle realizzare una sorta di <strong>compendio in miniatura della bellezza del passato</strong>. Una città ideale, fittizia sì ma ispirata al reale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.trueriders.it/media/2026/06/monteleone-dorvieto-2578658343.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80" width="650" height="433" alt="" srcset="https://www.trueriders.it/media/2026/06/monteleone-dorvieto-2578658343.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=1200&amp;h=675&amp;q=80 1200w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/monteleone-dorvieto-2578658343.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=600&amp;h=338&amp;q=80 600w,https://www.trueriders.it/media/2026/06/monteleone-dorvieto-2578658343.jpg&amp;sharpen&amp;save-as=webp&amp;crop-to-fit&amp;w=372&amp;h=210&amp;q=80 372w," sizes="(min-width: 1200px) 1200px,(min-width: 600px) 600px,(min-width: 372px) 372px , 372px" /></p>
<p>Un susseguirsi armonico di curve ci ricorda la salita del Monte Peglia, ma la destinazione è un&#8217;altra: <strong>Monteleone d&#8217;Orvieto</strong>. Il borghetto, che sorge su una collina a 500 metri d&#8217;altitudine, permette un suggestivo affaccio sulla prospiciente Val di Chiana. Siamo quasi giunti alla fine di questo itinerario; dopo aver apprezzato l&#8217;accogliente <strong>Città della Pieve</strong> (alcuni la ricorderanno come scenografia della serie TV <em>Carabinieri</em>, dei primi anni Duemila), proseguiamo lungo la Provinciale 146 arrivando, infine, a <strong>Chianciano Terme</strong>. Da qui possiamo decidere di proseguire verso le terre di <strong>Montalcino </strong>o, riprendendo l&#8217;Autostrada A1, di tornare verso Roma o Firenze.</p>
<h2>Tutto quello che c&#8217;è da sapere sul Monte Peglia</h2>
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<p>Il <strong>Monte Peglia</strong> si trova in Umbria e, più precisamente, nel comune di<strong> San Venanzo</strong> (Terni). Dista circa 9 chilometri in linea d&#8217;aria dal <strong>Lago di Corbara</strong>, 27 chilometri dal Lago di Bolsena e 35 chilometri da Perugia. Ha un&#8217;altezza massima di 837 metri sulla vetta, dove si trovano numerose antenne e ripetitori TV. Proprio per la sua prominenza sulla zona, infatti, diffonde il segnale televisivo in gran parte della regione.</p>
<p>La vetta del ternano è particolarmente interessante sotto il profilo naturalistico, tanto da essere stato riconosciuto, nel 2018, dall&#8217;UNESCO come <em><strong>Riserva della biosfera</strong></em>. Cosa significa? L&#8217;ente che tutela cultura e natura ha riconosciuto in quest&#8217;angolo dell&#8217;Umbria un grande equilibrio tra uomo ed ecosistema, che rende la zona un &#8220;polmone verde&#8221;. Nella <a href="https://www.montepegliabiosphere.it/">Riserva naturale del Monte Peglia</a> ci sono oltre <strong>mille specie vegetali</strong> e <strong>centinaia di specie animali</strong> (gatto selvatico, falco pellegrino, gambero di fiume). Qui, addirittura, ci sono esemplari di flora e fauna che non si trovano altrove in Italia e nel mondo. Un luogo da visitare, quindi, con rispetto e sensibilità.</p>
<h2>Cosa vedere nei dintorni</h2>
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[foto @javarman / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</p>
<p>Abbiamo già citato la meraviglia della Riserva naturale del Peglia, ma non è l&#8217;unico motivo per visitare la zona. La stessa località di <strong>San Venanzo</strong>, infatti, offre scorci davvero indimenticabili. La cittadina, di appena duemila abitanti, ospita poi un grande <strong><em>Parco vulcanologico</em></strong>. Sapevate, infatti, che in Umbria un tempo c&#8217;erano ben tre vulcani, ormai estinti? Nel <a href="https://cultura.gov.it/luogo/parco-e-museo-vulcanologico-di-san-venanzo"><strong>Museo storico-archeologico di San Venanzo</strong></a> si può vedere un esempio di <strong>venanzite</strong>, un minerale di origine vulcanica presente solo in questo posto e in nessun&#8217;altra parte del mondo.</p>
<p>Allontanandoci dal Monte Peglia, possiamo raggiungere il <strong>Lago di Corbara</strong>, immerso nel <em>Parco fluviale del Tevere</em>. Molto bella anche la vicina città di <strong>Orvieto</strong>, con il Pozzo di San Patrizio e il Duomo gotico. Risalendo verso il perugino, infine, arriviamo a <strong>Città della Pieve</strong>, la &#8220;<em>città di mattoni</em>&#8221; della Val di Chiana.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/tutti-vorrebbero-vivere-qui-ma-e-impossibile-la-citta-ideale-dellumbria/">Tutti vorrebbero vivere qui, ma è impossibile: la &#8220;Città Ideale&#8221; dell&#8217;Umbria</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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