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	<title>Destinazioni | TrueRiders</title>
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	<description>Le strade del Vero Motociclista</description>
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	<title>Destinazioni | TrueRiders</title>
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		<title>Borgo diVino arriva a Spello: il borgo dei fiori diventa la meta perfetta per un weekend in moto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 10:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivare a Spello in moto, con le curve morbide dell’Umbria che accompagnano l’ultimo tratto verso il borgo dei fiori, è già di per sé un piccolo viaggio sensoriale. In ottobre l’aria profuma di vendemmia e legna umida, e il centro storico si prepara ad accogliere Borgo diVino in tour 2026, un weekend in cui vino,</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/borgo-divino-arriva-a-spello-il-borgo-dei-fiori-diventa-la-meta-perfetta-per-un-weekend-in-moto/">Borgo diVino arriva a Spello: il borgo dei fiori diventa la meta perfetta per un weekend in moto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivare a <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/colorata-come-le-sue-ceramiche-questa-citta-dellumbria-ti-stupira-con-i-suoi-panorami/" target="_blank" rel="noopener">Spello</a> in moto, con le curve morbide dell’Umbria che accompagnano l’ultimo tratto verso il <strong>borgo dei fiori</strong>, è già di per sé un piccolo viaggio sensoriale. In ottobre l’aria profuma di vendemmia e legna umida, e il centro storico si prepara ad accogliere <strong>Borgo diVino in tour 2026</strong>, un weekend in cui <strong>vino, cibo e musica</strong> trasformano le pietre medievali in un grande salotto all’aperto. Il 9, 10 e 11 ottobre, <strong>Piazza della Repubblica</strong> diventa il cuore pulsante di un percorso tra calici, specialità tipiche e note dal vivo che si diffondono tra vicoli e belvedere.</p>
<p>È uno di quegli eventi che mi piace raggiungere con calma, parcheggiare la moto ai piedi del borgo e salire a piedi, lasciandomi guidare dai profumi e dal brusio delle degustazioni, fino a sentirmi parte di una piccola festa diffusa.</p>
<h2>Spello e Borgo diVino: un weekend da vivere con calma</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Nel fine settimana del <strong>9, 10 e 11 ottobre 2026</strong> Spello, uno dei <strong>Borghi più belli d’Italia</strong>, torna a ospitare <a href="https://borgodivino.it/spello/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Borgo diVino in tour</strong></a>. È la ventesima tappa di un circuito enogastronomico itinerante che attraversa il Paese, ma qui assume un fascino particolare grazie al <strong>centro storico</strong> raccolto e scenografico.</p>
<p>Arrivando da sud, mi piace percorrere le strade collinari che tagliano gli uliveti e regalano scorci sulla Valle Umbra: un avvicinamento lento che prepara perfettamente all’atmosfera del borgo. Una volta entrati tra le mura romane, tutto si concentra attorno a <strong>Piazza della Repubblica</strong>, dove prende vita un intero weekend dedicato alla “<strong>stagione del buon bere</strong>”, con degustazioni, profumi e musica che riempiono la piazza fino a tarda sera.</p>
<h2>Degustazioni, specialità umbre e vini da tutta Italia</h2>
<p>Il cuore di Borgo diVino è il <strong>percorso di degustazione</strong>: centinaia di proposte enologiche selezionate da <strong>cantine umbre</strong> e di tante altre regioni italiane. Nel calice passano etichette dall’Umbria al Lazio, dalla Toscana al Piemonte, fino alle vigne di Puglia, Sicilia, Trentino Alto Adige, Veneto, Calabria e molte altre. Con il <strong>voucher da 20 euro</strong> si hanno diritto a <strong>otto degustazioni</strong> a scelta e a un <strong>kit con calice e sacchetta</strong>, comodissimo per muoversi tra gli stand senza pensieri.</p>
<p>A ogni sosta, il vino chiama il cibo. L’area gastronomica è un tripudio di sapori locali: <strong>zuppa di legumi</strong>, fritti della tradizione, <strong>strapazzata al tartufo</strong>, primi piatti fumanti. Personalmente adoro fermarmi con il piatto in mano su uno dei muretti panoramici poco distanti dalla piazza, ascoltando la <strong>musica dal vivo</strong> che arriva di sottofondo mentre il sole cala sulle colline umbre.</p>
<h2>Un borgo fiorito tra vino, cultura e formazione</h2>
<p>Spello è conosciuto come il <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/per-qualcuno-e-il-borgo-piu-fiorito-ditalia-che-ne-dici-di-un-giro-tra-i-suoi-coloratissimi-vicoli/" target="_blank" rel="noopener"><strong>borgo dei fiori</strong></a>, famoso per balconi e vicoli curatissimi, ma durante Borgo diVino la scenografia naturale si intreccia con cultura e didattica. L’evento infatti non è solo assaggi e brindisi: per chi vuole approfondire il mondo del vino c’è un <strong>percorso formativo</strong> con <strong>oltre 20 pannelli</strong> dedicati a temi come <strong>abbinamento cibo-vino</strong>, temperatura di servizio, bicchiere giusto per ogni etichetta e caratteristiche dei diversi <strong>territori vitivinicoli</strong>.</p>
<p>Camminare tra questi pannelli, tra una degustazione e l’altra, è come seguire una piccola lezione a cielo aperto, perfetta anche per chi è alle prime armi. Borgo diVino rientra inoltre nelle attività del MIB – <strong>Mercato Italiano dei Borghi</strong>, il progetto promosso dall’Associazione “<strong>I Borghi più belli d’Italia</strong>” con BMTI per valorizzare le <strong>produzioni tipiche</strong> e sostenere le comunità locali: un modo concreto per far sì che quello che si beve e si mangia qui abbia un impatto positivo sul territorio.</p>
<h2>Come organizzare il viaggio a Spello per Borgo diVino 2026</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Per chi, come me, ama <strong>arrivare in moto</strong>, Spello è una meta ideale: strade scorrevoli, panorami sugli Appennini e parcheggi esterni al centro storico dove lasciare il mezzo per poi proseguire a piedi. Borgo diVino si svolge in <strong>Piazza della Repubblica</strong> con questi <strong>orari</strong>: venerdì 9 ottobre dalle 18.00 alle 23.00, sabato 10 dalle 12.00 alle 23.00, domenica 11 dalle 12.00 alle 21.00. Il <strong>voucher degustazione</strong> si può <strong>acquistare online</strong> o direttamente sul posto, sempre al costo di <strong>20 euro</strong>.</p>
<p>Per godersi al meglio l’evento consiglio di arrivare nel primo pomeriggio del sabato o della domenica, così da avere il tempo di <strong>visitare il borgo</strong>, fotografare i vicoli fioriti e scegliere con calma gli stand da provare. Chi vuole approfondire tutti i dettagli aggiornati su Borgo diVino a Spello può consultare il sito ufficiale <a href="https://borgodivino.it/spello/" target="_blank" rel="noopener"><strong>borgodivino.it</strong></a>, utile per verificare eventuali novità su programma e servizi.</p>
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		<title>Al confine con la Francia si trova un borgo dal nome curioso, ma con un fascino senza tempo</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/storia-e-tradizione-incontrano-la-montagna-un-vero-e-proprio-gioiello-delle-alpi-marittime-al-confine-con-la-francia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un piccolo paradiso per i motociclisti. Può sembrare incredibile, ma questo piccolo paese di frontiera è da secoli un crocevia di viaggiatori ed è stato tra i primi in Italia ad assumere una vera e propria vocazione turistica, merito della bellezza dei suoi panorami di montagna e dell'immensità delle sue piste da neve. Ma i viaggiatori apprezzano anche la posizione geografica: al confine tra Italia e Francia, nel sud delle Alpi, ospita una fermata ferroviaria del treno che collega Cuneo a ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/storia-e-tradizione-incontrano-la-montagna-un-vero-e-proprio-gioiello-delle-alpi-marittime-al-confine-con-la-francia/">Al confine con la Francia si trova un borgo dal nome curioso, ma con un fascino senza tempo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccolo paradiso per i motociclisti. Può sembrare incredibile, ma questo <strong>piccolo paese di frontiera</strong> è da secoli un crocevia di viaggiatori ed è stato tra i primi in Italia ad assumere una vera e propria vocazione turistica, merito della bellezza dei suoi panorami di montagna e dell&#8217;immensità delle sue piste da neve. Ma i viaggiatori apprezzano anche la posizione geografica: al <strong>confine tra Italia e Francia</strong>, nel sud delle <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/francia-in-moto/parti-dallitalia-ma-arrivi-fino-in-francia-la-strada-dautore-sulle-alpi-marittime-e-un-percorso-senza-tempo-che-supera-i-2300-metri/"><strong>Alpi</strong></a>, ospita una fermata ferroviaria del treno che collega Cuneo a Nizza. L&#8217;itinerario in moto per raggiungere questo incredibile posto, inoltre, presenta curve e tornanti mozzafiato. Pronti a scoprire il percorso?</p>
<h2>Il borgo da non perdere tra le Perle delle Alpi</h2>
<p><strong>Limone Piemonte</strong> si trova a sud della &#8220;<em>provincia Granda</em>&#8220;, ovvero quella di <strong>Cuneo </strong>ed ha un&#8217;altitudine di 1.009 metri s.l.m. È stazione sciistica, ma anche ferroviaria: da qui passa il <strong>treno che scende fino a Ventimiglia</strong>. Fa parte del consorzio delle <em><a href="https://perlealpine.it/chi-siamo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Perle delle Alpi</strong></a></em>, formato da 23 località alpine che lavorano a favore del turismo sostenibile e della mobilità dolce.</p>
<h3>La Strada dei 46 Tornanti</h3>
<p>Di recente (1 giugno 2024) è stata riaperta la vecchia <strong>strada del colle di Tenda</strong>. È conosciuta come <em><strong>Strada dei 46 Tornanti</strong></em> perché è costituita da 46 spettacolari tornanti, distribuiti su circa 600 metri di dislivello e 7,5 chilometri di lunghezza. Una via che fu costruita a partire dal 1780 e ancora conserva visibili gli alti muri di sostegno in muratura. Grazie alle numerose curve, assicura un&#8217;esperienza di guida decisamente emozionante e offre una vista spettacolare sulla valle Roya e il territorio circostante.</p>
<h3>L&#8217;Alta Via del Sale di Limone Piemonte</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>L&#8217;<strong>Alta Via del Sale</strong> è una strada bianca (ovvero sterrata) ex-militare, che<strong> collega Limone Piemonte a Monesi di Triora</strong>, in Liguria, passando per la Francia, lungo un tracciato spettacolare che varia tra i 1.800 e i 2.100 metri di altezza. Consente di scoprire i meravigliosi paesaggi alpini e si può percorrere previo pagamento di un pedaggio, attraverso il <a href="https://www.altaviadelsale.com/ita/alta-via-del-sale" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale dell&#8217;Alta Via del Sale</a>.</p>
<h3>Museo dello Sci a Limone Piemonte</h3>
<p>Se vuoi fare una passeggiata a Limone Piemonte, una bella attrazione è il <strong>Museo dello Sci</strong>, in Via Divisione Alpina Cuneense, 13. Noto come <a href="https://museosci.it/" target="_blank" rel="noopener"><em>Museo dello Sci Agostino Bottero</em></a>, si trova nei locali della Biblioteca civica ed espone la grande tradizione sciistica di questo paese di montagna.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/storia-e-tradizione-incontrano-la-montagna-un-vero-e-proprio-gioiello-delle-alpi-marittime-al-confine-con-la-francia/">Al confine con la Francia si trova un borgo dal nome curioso, ma con un fascino senza tempo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Il borgo del &#8220;Vecchio Piemonte&#8221; di 200 abitanti è seduto su una collina panoramicissima</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-del-vecchio-piemonte-di-200-abitanti-e-seduto-su-una-collina-panoramicissima-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 06:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i calanchi della valle Bormida si nasconde un piccolo ma incantevole borgo, protetto da una cinta muraria ancora perfettamente conservata. Questa particolarità conferisce alla località mistero e fascino e richiama decine di visitatori, ammaliati dalla maestosità dei palazzi del centro storico. Arroccato tra i calanchi, passeggiare tra i vicoletti del borgo è un vero</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-del-vecchio-piemonte-di-200-abitanti-e-seduto-su-una-collina-panoramicissima-2/">Il borgo del &#8220;Vecchio Piemonte&#8221; di 200 abitanti è seduto su una collina panoramicissima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i calanchi della <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/tra-liguria-e-piemonte-ce-una-valle-nascosta-che-abbiamo-scoperto-per-un-perfetto-weekend-di-sapori/"><strong>valle Bormida</strong></a> si nasconde un piccolo ma incantevole borgo, protetto da una <strong>cinta muraria</strong> ancora perfettamente conservata. Questa particolarità conferisce alla località mistero e fascino e richiama decine di visitatori, ammaliati dalla maestosità dei palazzi del centro storico. Arroccato tra i <strong>calanchi</strong>, passeggiare tra i vicoletti del borgo è un vero e proprio tuffo nel passato. Pronti a compiere un indimenticabile salto nel tempo, cari TrueRiders?</p>
<h2>Mombaldone: il cuore di pietra fortificato che emerge dai calanchi</h2>
<p>Annoverato tra i <em>Borghi più Belli d’Italia</em>, <strong>Mombaldone</strong> è un piccolo paese in <strong>provincia di Asti</strong>, nel cuore dell’Appennino Ligure-Piemontese. Trovandosi in una posizione di <strong>confine tra la Liguria e il Piemonte</strong>, il suo territorio è stato, nei secoli, conteso da varie popolazioni, signorie e casate nobiliari. Il centro urbano si sviluppò nel Medioevo, forse su un insediamento difensivo, e anche la denominazione sarebbe legata a tale origine. Per gli studiosi, infatti, la radice<em> Mom-</em> o <em>Mont-</em>, deriverebbe dal latino <em>mons</em> (monte), mentre <em>-baldone</em>, sarebbe un nome longobardo o franco (ad esempio, Baldo o Baldone, forse il primo singore del borgo).</p>
<p>Mombaldone è famoso per essere l&#8217;unico borgo della Langa Astigiana ad avere ancora intatte le mura medievali originarie, incastonate in una posizione quasi fiabesca. Emerge, infatti, come un isolotto tra maestosi <strong>calanchi di tufo</strong>. Ma quali sono le attrazioni che lo rendono uno dei luoghi più magici d’Italia?</p>
<h3>Cosa vedere a Mombaldone</h3>
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<p>Una delle caratteristiche che mi ha particolarmente colpita di Mombaldone è, ovviamente, la <strong>cinta muraria medievale</strong>, dove è ancora possibile ammirare la porta d’accesso del borgo. Le mura abbracciano l’intero centro storico, che si sviluppa lungo una <strong>strada principale</strong> (via Cervetti) e una serie di <strong>vicoletti</strong> che custodiscono abitazioni e palazzi storici magnificamente conservati, tra cui il <strong>Palazzo della Fortezza</strong>. Passeggiando per il cuore di Mombaldone, si giunge in <strong>Piazza Umberto I</strong>, dove consiglio di visitare la <strong>Chiesa di San Nicola</strong>. Edificata nel 1790, si caratterizza per la facciata colorata. Custodisce diverse opere del Seicento e un organo del 1885. Accanto, invece, sorge l’<strong>Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano</strong>, attualmente utilizzato per mostre e manifestazioni culturali.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Tra le attrazioni principali di Mombaldone, ci sono le rovine del<strong> Castello</strong>, risalente al XIII secolo, ma distrutto nel 1637. Oggi, però, è ancora ben visibile una torre quadrata. Da questo punto è possibile godere di uno dei panorami più belli sull’intera valle del Bormida.<br />
Oltre alle bellezze architettoniche, il borgo è noto per gli incantevoli percorsi naturalistici. Tra tutti, sono stata rapita dalla <strong>Passeggiata degli Orti</strong>, un sentiero semplice da percorrere ma molto affascinante, perché immerso tra prati, orti, colline e scorci panoramici. Ci sono, inoltre, aree attrezzate con panchine, dove è possibile fermarsi per una sosta ristoratrice, ascoltando i canti degli uccelli e il fruscio del vento.</p>
<h2>Perché arrivare in moto a Mombaldone</h2>
<p>Mombaldone dista circa 50 chilometri da Asti e raggiungerlo è molto semplice, tramite la <strong>SS30 di Valle Bormida</strong>. Inserire il borgo in un mototour alla scoperta delle Langhe è il modo migliore per vivere un’esperienza indimenticabile, grazie alle strade panoramiche che regalano curve e tornanti adrenalinici e scorci mozzafiato. Una volta giunti in Piazza Umberto I, consiglio di parcheggiare la moto e proseguire tra le viuzze del centro storico a piedi. Per la tipologia di viaggio, sono da preferire <strong>moto turistiche</strong> o <strong>naked di media cilindrata</strong>.</p>
<p>Prima di ripartire in sella, suggerisco di effettuare una sosta per assaggiare le prelibatezze culinarie della Langa Astigiana. Il territorio è noto per i funghi, le nocciole, i tartufi, ma è la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Robiola_di_Roccaverano"><strong>robiola di capra DOP di Roccaverano</strong></a> la vera protagonista delle pietanze. Altra specialità è la <strong>pasta a mano</strong>, preparata secondo le ricette tradizionali, come i <em>tajarin</em> e i <em>ravioli al plin</em>. Per completare, non può mancare un calice di Barbera, Dolcetto o Moscato.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-del-vecchio-piemonte-di-200-abitanti-e-seduto-su-una-collina-panoramicissima-2/">Il borgo del &#8220;Vecchio Piemonte&#8221; di 200 abitanti è seduto su una collina panoramicissima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>I suoi calanchi ti fanno pensare alla Corsica, ma la sua bellezza è tutta italiana e si trova in Abruzzo!</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/in-questo-borgo-sospeso-tra-i-calanchi-ce-un-mondo-da-scoprire-e-tante-specialita-da-gustare-ma-non-siamo-in-corsica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mare e montagna, natura aspra e accogliente: sono queste le apparenti e molteplici contraddizioni che fanno dell'Abruzzo una continua scoperta. Tali caratteristiche si mostrano, in tutta la loro ricchezza, soprattutto in un bellissimo borgo in provincia di Teramo, che ha tanto da offrire a un visitatore attento, che qui troverà similitudini con le più belle strade della Corsica, ma non solo. Pronti a partire? La "piccola Corsica" d'Italia e i suoi calanchi   Il soprannome che abbiamo ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/in-questo-borgo-sospeso-tra-i-calanchi-ce-un-mondo-da-scoprire-e-tante-specialita-da-gustare-ma-non-siamo-in-corsica/">I suoi calanchi ti fanno pensare alla Corsica, ma la sua bellezza è tutta italiana e si trova in Abruzzo!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Indecisi tra il mare e la montagna, per godervi gli ultimi giorni di clima mite? Perché scegliere quando si può visitare una delle località più affascinanti d’<strong>Abruzzo</strong>, che rappresenta il perfetto connubio tra due panorami apparentemente così diversi tra loro. Tra l’immensità del <strong>Mare Adriatico</strong> e le <strong>vette del Gran Sasso e della Majella</strong>, è incastonato un borgo dalle origini antichissime, che ancora conserva intatto il suo suggestivo centro storico. Tra cattedrali, piazze e calanchi, oggi vi consiglio un tour alla scoperta di <strong>Atri</strong>. Partiamo?</p>
<h2>La &#8220;piccola Corsica&#8221; d&#8217;Italia e i suoi calanchi</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il soprannome che abbiamo scelto per raccontare quest&#8217;angolo di Abruzzo non è casuale. Se conoscete la celebre D81 in Corsica, la strada dei <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/francia-in-moto/rossa-come-marte-blu-come-il-mediterraneo-la-strada-delle-rocce-meravigliose-e-uno-dei-percorsi-piu-belli-deuropa/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Calanchi di Piana</strong></a>, probabilmente vi sentirete &#8220;a casa&#8221; anche nel comune teramano di <strong>Atri</strong>. C&#8217;è un&#8217;ovvia differenza cromatica: le rocce corse sono prevalentemente rossastre, qui emerge una cromia più tendente al grigio. Una bellezza primordiale che viene protetta, sin dal 1995, dalla <a href="https://riservacalanchidiatri.it/"><b>Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di</b> <strong>Atri</strong></a>. Ma cosa sarebbero questi <strong>calanchi</strong>? Sostanzialmente, sono dei solchi alti e profondi nel terreno argilloso, disegnati dall&#8217;acqua e dal vento come agenti erosivi, che hanno creato un paesaggio decisamente originale.</p>
<p>Li si raggiunge in moto, ovviamente, ma il consiglio è quello di scoprirli a piedi, percorrendo i sentieri &#8211; lunghi alcuni chilometri &#8211; che portano verso la <strong>Cappella di San Paolo </strong>o il <strong>Belvedere dei Calanchi</strong>. Quest&#8217;ultimo è un punto straordinariamente panoramico, dal quale lo sguardo spazia dall&#8217;Adriatico alla Majella, fino al Gran Sasso. E, ovviamente, arriva a uno dei borghi più belli dell&#8217;Abruzzo, che andiamo a scoprire subito.</p>
<h2>Cosa vedere ad Atri, un gioiello sospeso nel tempo</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>La pietra che copre case, palazzi e chiese sembra aver cristallizzato lo scorrere del tempo ad Atri, borgo abruzzese in una posizione particolarmente favorevole, tra le più alte vette dell&#8217;Appennino e le familiari spiagge del Mar Adriatico. Il centro storico è davvero ricco di luoghi degni di nota. Tra questi, sicuramente la <strong>Cattedrale di Santa Maria Assunta </strong>spicca con le sue volumetrie gotico-romaniche, mentre al suo fianco il <strong><a href="https://www.museocapitolareatri.it/">Museo Capitolare</a> </strong>promette un viaggio nell&#8217;arte sacra con reperti di numerose epoche.</p>
<p>Bellissimo il <strong>Palazzo Ducale</strong>, abitato un tempo dalla famiglia Acquaviva, alla quale è titolata l&#8217;antistante piazza, che fa il paio con <strong>Piazza Duomo</strong> come fulcro della vita cittadina. Ma la bellezza di Atri è anche più nascosta, come nel caso delle antiche <strong>cisterne romane</strong> (complesso idraulico vecchio di duemila anni) oppure l&#8217;ottocentesco <strong>Teatro comunale</strong>, soprannominato &#8220;<em>il piccolo San Carlo</em>&#8221; per la bellezza che pare voler omaggiare il teatro più famoso di Napoli.</p>
<h2>I sapori del territorio di Atri e dintorni</h2>
<p>Non solo la natura, ma anche la bontà della tavola. Ad Atri, infatti, si può assaggiare una vasta gamma di prodotti della cucina abruzzese, una delle più generose e versatili d&#8217;Italia. La specialità tipica è la <strong>liquirizia d&#8217;Atri</strong>, che viene prodotta sin dal 1836 dalla famiglia De Rosa, su ispirazione di una antica coltivazione gestita dai Domenicani ospiti nel borgo.</p>
<p>Da gustare è anche il <strong>pecorino d&#8217;Atri</strong>, magari per arricchire un piatto di <strong>maccheroni alla chitarra</strong> (un attrezzo in legno e fili di ferro con il quale ancora oggi si dà alla pasta la tipica forma lunga e squadrata). Buonissimi anche l&#8217;<strong>olio extravergine d&#8217;oliva</strong> e i <strong>vini</strong>, tra cui il <strong><em>Montepulciano </em></strong>e il <strong><em>Trebbiano d&#8217;Abruzzo</em></strong>, di altissima qualità e perfettamente adattabili a ogni ricetta.</p>
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		<title>Il borgo incastonato tra le Dolomiti Lucane: alla scoperta della magia di Castelmezzano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 06:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Basilicata si presta particolarmente a mototour all’insegna non solo della natura e del relax ma anche della scoperta, della storia e della gastronomia. La zona delle Dolomiti Lucane, in particolare, è una delle aree più affascinanti della nostra penisola, che sorprende con i leggendari borghi in pietra dove il tempo sembra essersi fermato. In</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-mistero-dei-laghi-gemelli-della-basilicata-questo-luogo-e-ancora-un-segreto-per-moltissimi-turisti/"><strong>Basilicata</strong></a> si presta particolarmente a mototour all’insegna non solo della natura e del relax ma anche della scoperta, della storia e della gastronomia. La zona delle <strong>Dolomiti Lucane</strong>, in particolare, è una delle aree più affascinanti della nostra penisola, che sorprende con i leggendari borghi in pietra dove il tempo sembra essersi fermato. In particolare, consiglio di visitare il piccolo comune di <strong>Castelmezzano</strong>, che mi ha colpita per la sua posizione arroccata nella conca granitica e il centro storico su cui aleggiando storie e leggende. Pronti a scoprire un piccolo tesoro?</p>
<h2>Castelmezzano: il gioiello templare sospeso nella roccia</h2>
<p>Castelmezzano, comune di poco meno di 700 abitanti in provincia di Potenza, è inserito tra i <em>Borghi più Belli d’Italia</em> e insignito della <em>Bandiera Arancione del Touring Club</em>. Circondato dalle maestose vette delle Dolomiti Lucane, ha origini antichissime. Le prime testimonianze di un rudimentale insediamento, infatti, risalgono al VI secolo a.C., con l’arrivo dei <strong>coloni Greci</strong>. Fu durante il dominio dei <strong>Normanni</strong>, tra l’XI e il XIII secolo, tuttavia, che furono costruiti i principali edifici, come il castello (da cui deriva la denominazione del borgo). Nel XIX secolo, invece, Castelmezzano divenne noto per il fenomeno del <strong>brigantaggio</strong>, per la sua posizione geografica strategica.</p>
<p>Oggi è possibile ammirare le testimonianze del passato glorioso e travagliato del borgo, circondato da un incredibile alito di mistero. Qui, ad esempio, è forte la presenza dei <strong>Templari</strong>, testimoniata non solo da una serie di simboli sparsi per le vie del paese, ma anche dallo stemma del comune, che rappresenta due cavalieri su un solo cavallo. Ma quali sono le attrazioni che consiglio assolutamente di ammirare?</p>
<h3>Cosa vedere a Castelmezzano</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<h4>Castello normanno-svevo</h4>
<p>Una delle principali attrazioni di Castelmezzano sono i <strong>ruderi del castello normanno-svevo</strong>, situato in uno dei punti più panoramici del borgo, da dove si sorvegliava l’intera valle del Basento. Oggi dell’antica fortezza rimangono ii resti delle mura, la cisterna e gli antichi gradini scavati nella roccia.</p>
<h4>Palazzi nobiliari</h4>
<p>Tra le peculiarità di Castelmezzano, c’è la moltitudine di palazzi nobiliari disseminati tra le stradine del centro storico. Ecco quelli che consiglio di visitare:</p>
<ul>
<li><strong>Palazzo Ducale o De Lama</strong>. Costruito nel XVI secolo su ben tre livelli, ospitò i più influenti feudatari della zona;</li>
<li><strong>Palazzo Coiro</strong>. Risalente al XVIII secolo, si caratterizza per l’elegante facciata con i balconi in ferro battuto. Qui Vincenza Volini Benvenuti ospitò il generale Borjes, fermando il saccheggio da parte dei briganti borbonici da lui guidati;</li>
<li><strong>Palazzo Parrella e Paternò</strong>. Costruito tra il XVII e il XIX secolo, si contraddistingue per l’immenso portale ad arco. Qui visse il podestà Paternò fino al 1940, ricordato dalla popolazione per aver promosso la costruzione dell’acquedotto;</li>
<li><strong>Palazzo Campagna</strong>. Fu edificato nel 1925 dal conte Antonio Campagna, uno dei più noti costruttori di grattacieli di New York, originario proprio di Castelmezzano.</li>
</ul>
<h4>Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo</h4>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_dell%27Olmo_(Castelmezzano)"><strong>Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo</strong></a> è stata costruita, probabilmente, nel XIII secolo, ma negli anni è stata oggetto di diverse ristrutturazioni. Custodisce una serie di opere di notevole valore, come la <strong>pala di legno della Madonna della Stella</strong>, la<strong> statua di Santa Maria dell’Olmo</strong> e l’<strong>altare di San Rocco</strong>. Al centro dell’edificio è possibile ammirare la <strong>nicchia con l’affresco di San Rocco</strong>, protettore del borgo, che impedì l’invasione da parte dei Francesi. In suo onore, ogni anno, la notte che precede il 19 agosto, viene organizzata la “<em>processione di Sant’Rucchicchio</em>”, durante la quale una statua in miniatura del Santo sfila tra le strade del borgo. Il 19 agosto, invece, si tiene la processione vera e propria.</p>
<p>Sull’architrave della Chiesa Madre si trova la <strong>Croce Patente dei Templari</strong> a otto punte. Notata durante i lavori di restauro, sarebbe una testimonianza del legame di Castelmezzano con i Cavalieri Templari durante le Crociate.</p>
<h4>Cappella del Santo Sepolcro</h4>
<p>Uno degli edifici religiosi più antichi del borgo è la <strong>Cappella del Santo Sepolcro</strong>, risalente all’XI secolo, ma restaurata nel Cinquecento. Originariamente l’edificio veniva utilizzato per seppellire i defunti (da qui il nome). All’interno ospita la statua di legno della Madonna dell’Ascensione che, secondo la leggenda, fu trovata da due pescatori e in onore della quale, la domenica dell’Ascensione di Nostro Signore, viene celebrata una suggestiva festa.</p>
<h2>Perché arrivare in moto a Castelmezzano</h2>
<p>Il modo migliore per arrivare a Castelmezzano, a mio avviso, è in moto, percorrendo la <strong>SS407 Basentana</strong>. Lungo il percorso e i tornanti, sono numerosi gli <strong>scorci panoramici</strong> sulle Dolomiti Lucane e i punti di ristoro da cui scattare meravigliose foto ricordo. Considerata la posizione a circa 700 metri s.l.m., suggerisco di indossare<strong> abbigliamento tecnico</strong> che protegga da vento e umidità, come un k-way. Per questa tipologia di viaggio, è preferibile optare per una<strong> moto turistica</strong> o una <strong>adventure di media cilindrata</strong>.</p>
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		<title>Il piccolo borgo sospeso tra Lazio e Umbria: alla scoperta di Labro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Galeani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 16:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni borghi sembrano davvero essere costruiti per essere attraversati lentamente. Oggi andiamo a scoprire uno che rispecchia in pieno questa descrizione. In questo borgo la strada lascia spazio ai vicoli in pietra, le case salgono lungo il pendio e, tra un arco ed una piazzetta, lo sguardo si apre verso il lago di Piediluco e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Alcuni borghi sembrano davvero essere costruiti per essere attraversati lentamente. Oggi andiamo a scoprire uno che rispecchia in pieno questa descrizione. In questo borgo la strada lascia spazio ai vicoli in pietra, le case salgono lungo il pendio e, tra un arco ed una piazzetta, lo sguardo si apre verso il <strong>lago di Piediluco</strong> e le montagne appennine.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci troviamo nel <strong>Lazio</strong>, nella provincia di <strong>Rieti</strong>, in borgo che si chiama <strong>Labro</strong> che sembra vivere in equilibrio sul confine con <strong>l’Umbria</strong>. <a href="https://www.visitlazio.com/labro/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Labro</strong></a> è a pochi chilometri dal <strong>lago di Piediluco</strong>, in territorio umbro, e si affaccia su quello stesso specchio d’acqua sul versante laziale. Alle sue spalle troviamo i <strong>Monti Reatini,</strong> mentre davanti si apre un paesaggio ricco di boschi, acqua e colline. È proprio per via di questa posizione che <strong>Labro</strong> è diventata una meta interessante per chi viaggia in moto. Non è solo un piccolo centro da visitare.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Labro, un paese di pietra che affaccia sull’Umbria</strong></h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p style="font-weight: 400;">Questo piccolo borgo si trova a <strong>600 metri d’altitudine</strong> ed è tra i meglio conservati dell’area reatina. La sua struttura è quella tipica di un antico insediamento fortificato. Le abitazioni in pietra seguono il profilo collinare, le strade arrivano fino alla parte più alta del paese, mentre le antiche mura raccontano la funzione difensiva che <strong>Labro</strong> ebbe per diversi secoli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le origini di <strong>Labro</strong> risalgono fin dal <strong>Medioevo</strong>. Le fonti ci ricordano l’investitura della famiglia de’ Nobili nel 956 e la presenza del borgo come <em>castrum </em>fortificato già nel <strong>XI secolo.</strong> La sua posizione non era del tutto casuale, si trovava in una zona che era il passaggio ed il confine tra il territorio reatino e l’area di influenza del Ducato di Spoleto. Questo rese <strong>Labro</strong> un luogo di frontiera.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il borgo che vediamo oggi è il risultato di un importante lavoro di recupero. A partire dagli anni settanta un architetto belga di nome <strong>Ivan Van Mossevelde</strong> contribuì alla rinascita di Labro attraverso un attento lavoro conservando la struttura medievale ed i materiali originali. Un intervento che permise di far rinascere questo bellissimo borgo, impedendogli di diventare un paese fantasma.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Cosa vedere a Labro</strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Il modo migliore per scoprire questo borgo è dimenticare per un attimo la fretta e salire verso la parte più alta del paese. Il centro storico è compatto e molte delle sue attrazioni si incontrano passeggiando lungo le strade che si spingono verso la collina.</p>
<p style="font-weight: 400;">La scoperta di <strong>Labro</strong> può iniziare dalla <strong>Porta Reatina,</strong> uno degli accessi principali all’antico abitato. Superato l’arco si entra quasi in un mondo parallelo. Niente traffico e niente grandi strade. Lo sguardo viene attratto da pietra, scalinate e facciate che raccontano il passato medievale del borgo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra le abitazioni dobbiamo menzionare alcuni dettagli architettonici. Abbiamo la finestra guelfa di <strong>via Vittorio Emanuele</strong> e le vecchie porte con iscrizioni che compaiono lungo il percorso. Un susseguirsi di particolari che rendono interessante anche una banale passeggiata senza una precisa destinazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Proseguendo abbiamo il <strong>Castello Nobili Vitelleschi,</strong> cuore storico di <strong>Labro</strong>. Questo domina la parte alta del paese. Le origini dell’insediamento fortificato appartengono all’epoca medievale, mentre il complesso che oggi vediamo si è sviluppato in particolare tra il ‘400 ed il ‘500. La <strong>famiglia Nobili</strong> è stata protagonista nella storia di <strong>Labro</strong>, prima che il castello passò nelle mani dei <strong>Vitelleschi</strong> in epoca rinascimentale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il castello oggi è uno degli elementi emblematici del borgo. Le mura, le torri e la posizione permettono di capire subito perché questo luogo fosse strategico per il controllo del territorio.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p style="font-weight: 400;">Uno tra gli spettacoli più belli lo si vede quando si arriva alla parte alta del paese e gli sguardi si aprono verso il <strong>lago di Piediluco.</strong> L’acqua entra a far parte di un quadro ampio, insieme alle montagne ed alla campagna circostante.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Perché arrivare in moto a Labro </strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Questo luogo è una destinazione che si presta davvero tanto ad essere inserita in un giro in moto nel centro Italia. Il motivo non è solo <strong>Labro</strong> in sé, ma tutto ciò che lo circonda. Per chi viaggia su due ruote è una soluzione interessante perché consente di combinare una prima parte più panoramica con la vista del borgo e una seconda parte dedicata alle strade che collegano <strong>Lazio ed Umbria.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il consiglio che ci sentiamo di dare è quello di non cercare di arrivare direttamente nel cuore del centro con la moto. <strong>Labro</strong> va vissuto a piedi. La parte più bella è quella fatta di vicoli e scalinate, meglio quindi lasciare la moto nelle aree adibite. Lungo la strada il percorso cambia rapidamente. In pochi chilometri si passa dalle montagne reatine ai boschi che circondano il lago.</p>
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		<title>Tra foliage e tartufi questi 5 borghi delle Marche sono la destinazione perfetta per un autunno in moto</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/5-borghi-delle-marche-da-visitare-in-autunno-tra-foliage-e-tartufi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tour, cinque borghi, tanti chilometri... ecco come scoprire le Marche, terra meravigliosa che dai monti scende verso l'Adriatico, patria di Raffaello, Giacomo Leopardi, Maria Montessori e Valentino Rossi. Dalle strade litoranee della costiera adriatica, salirete sulle curve degli appennini, sino a raggiungere paesi che sono delle vere e proprie capsule del tempo, in cui è ancora possibile respirare un'aria antica e genuina. Curva dopo curva, andrete alla scoperta di quei luoghi che hanno ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La stagione autunnale è il periodo più indicato per visitare le <strong>Marche</strong> e i meravigliosi panorami dalle sfumature calde. Questa regione sorprende con i suoi scenari fiabeschi, che vanno dalla costa adriatica ai comuni dell’entroterra, dove persistono fiere le tradizioni secolari. Oggi voglio proporvi un tour che abbraccia panorami variegati, da quelli delle<strong> strade litoranee</strong> alle<strong> curve appenniniche</strong>, per scoprire <strong>cinque località ricche di storia, arte e autenticità</strong>. Passo dopo passo, conoscerete i posti che hanno dato i natali a illustri personaggi, come Raffaello, Giacomo Leopardi e Valentino Rossi, e sono sicura che rimarranno impressi nei vostri cuori. Partiamo per questa gita in moto autunnale, TrueRiders?</p>
<h2>Al paese del &#8220;Papa tosto&#8221;: Grottammare</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Piccolo centro sul litorale marchigiano, nella provincia di Ascoli Piceno, <strong>Grottammare</strong> è famoso per il suo centro storico, ricco di tesori tutti da scoprire, e per aver dato i natali a <strong>papa Sisto V</strong>, al secolo Felice Peretti, pontefice fra il 1585 e il 1590, ricordato come il &#8220;<em>Papa tosto</em>&#8220;, perché risolse la piaga del brigantaggio nello Stato Pontificio in soli due anni, a suon di patiboli. Il paese è situato sul corso della SS16 &#8220;Adriatica&#8221;, un tempo via di collegamento privilegiata lungo la costa, oggi soppiantata dalla più pratica autostrada A14. Ma per la moto la SS16 è ancora la via migliore per percorrere il litorale e raggiungere Grottammare.</p>
<p>Questa è una di quelle gite da fare con calma, magari in due sulla sella, respirando a pieni polmoni il profumo dello iodio. Una volta arrivati nel paese, parcheggiate e godetevi una romantica passeggiata sotto le palme del lungomare, oppure una bella scarpinata alla scoperta del bellissimo centro storico medievale.</p>
<h2>In sella sino all&#8217;Ermo colle, sulle tracce di Giacomo Leopardi a Recanati</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Avrete certamente già capito che la prossima tappa di questo tour dei borghi delle Marche sarà <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/e-il-borgo-dellinfinito-nel-cuore-delle-marche-qui-e-nato-uno-dei-poeti-piu-famosi-della-storia/"><strong>Recanati</strong></a>, paese natio di uno dei più grandi poeti italiani e del mondo: <strong>Giacomo Leopardi</strong>. La cittadina si trova a poche decine di chilometri dalla costa adriatica, nel primo entroterra marchigiano. Le strade di accesso per raggiungerla sono diverse, tutte a carattere provinciale: curve dolci, immerse nel verde, vi condurranno sino al centro. Parcheggiata la moto, non potrete che fare un giro dei numerosi luoghi d&#8217;interesse storico e artistico disseminati nel tessuto urbano e tanto cari al poeta recanatese: <a href="https://www.giacomoleopardi.it/"><strong>Palazzo Leopardi</strong></a>, residenza del poeta e della sua famiglia, la<strong> piazzetta</strong> che ha ispirato il &#8220;<em>Sabato del Villaggio</em>&#8220;, l&#8217;<strong>Orto del Monta Tabor</strong>, il famigerato &#8220;<strong>Ermo colle</strong>&#8220;. Impossibile non amare questa gita in cui l&#8217;amore per la moto si fonde armoniosamente con l&#8217;amore per la cultura italiana.</p>
<h2>Castelfidardo, al centro delle Marche, nel cuore del Risorgimento</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Altra tappa di questo tour dei borghi delle Marche è il meraviglioso borgo di <strong>Castelfidardo</strong>, famoso per le <strong>fisarmoniche</strong>, apprezzate dai musicisti di tutto il mondo. Si trova in provincia di Ancona, nell&#8217;immediato entroterra adriatico, sui dolci pendii alle spalle del litorale di Cumana. La zona circostante è costellata di piccoli paesi che sembrano perfetti per un giro a tappe, da concludere ovviamente a Castelfidardo, dove sarà possibile visitare il<strong> caratteristico centro storico</strong> e il <em><a href="https://www.museodellafisarmonica.it/"><strong>Museo Internazionale della Fisarmonica</strong></a></em>, unico nel suo genere.</p>
<p>Il paese è famoso anche per essere stato teatro di una delle più importanti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Castelfidardo"><strong>battaglie del Risorgimento</strong></a>, combattuta il 18 settembre 1860 tra le truppe sabaude e l&#8217;esercito dello Stato Pontificio, comandato dal generale Lamoricière. Lo scontro si risolse in favore dell&#8217;esercito piemontese, dando inizio al processo di annessione dello Stato Pontificio, che si concluse con la presa di Porta Pia ben dieci anni dopo, il 20 settembre del 1870.</p>
<h2>Un patrimonio dell&#8217;UNESCO fatto con la carta: Fabriano</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Situata quasi al confine fra Marche e Umbria, immersa nel verde intenso dei più lussureggianti boschi marchigiani, <strong>Fabriano</strong> è famosa in tutto il mondo per la <strong>carta fatta a mano</strong>. A tal proposito, nel 2013 è stata nominata <em>Città Creativa dell&#8217;UNESCO</em> nella sezione &#8220;<em>Artigianato, arti e tradizioni popolari</em>&#8220;. Il borgo è facilmente raggiungibile grazie alla SS76 della Val d&#8217;Esino, arteria di collegamento fra Umbria e Marche, anticamente denominata Strada Clementina, in virtù del primo tracciato voluto da papa Clemente XII. Una bella galoppata lungo la SS76, attraverso la dorsale appenninica, facendo sfogare bene i cavalli del vostro bolide, sarà il modo migliore per raggiungere Fabriano e il meraviglioso <strong>centro storico</strong>, popolato da innumerevoli architetture religiose e civili di grandissimo interesse artistico. La cittadina è ricordata anche per aver dato i natali al famoso pittore <strong>Gentile da Fabriano</strong>, considerato uno dei più grandi Maestri dello stile gotico internazionale.</p>
<h2>La città di Raffaello &#8220;l&#8217;urbinate&#8221;</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il centro storico di <strong>Urbino</strong> è <em>Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO</em> per la sua ricchezza di beni di interesse artistico perfettamente conservati. Non potevamo chiudere questa breve guida senza consigliarvi una visita nella <strong>città di Raffaello</strong> e dei <strong>duchi di Montefeltro</strong>. Situata nell&#8217;area settentrionale della regione, Urbino è raggiungibile grazie alla <strong>SS73bis di Bocca Trabaria</strong>, importante arteria viaria di congiunzione fra la punta nord dell&#8217;Umbria e la costa adriatica. La strada sembra nata per essere percorsa in moto; il suo tracciato attraversa uno dei più ampi polmoni verdi d&#8217;Italia e, a circa metà del percorso, si trova la nostra ultima tappa. Fermatevi e godetevi tutto ciò che la città ha da offrire, anche se sarebbe meglio dedicarle qualche giorno più che una toccata e fuga di poche ore.</p>
<p>Il solo <a href="http://www.gallerianazionalemarche.it/"><strong>palazzo Ducale</strong></a> merita la visita alla città e al meraviglioso centro storico; entrando avrete la sensazione di vivere i fasti del Rinascimento, che a Urbino hanno trovato terreno fertile grazie alla lungimiranza e al mecenatismo dei duchi di Montefeltro. La caratteristica <strong>facciata dei Torricini</strong>, a strapiombo sulla Valbona, venne realizzata tra il 1464 e il 1472 durante la fase edificativa curata dall&#8217;architetto Luciano Laurana. La sua struttura è unica al mondo: le tre logge sovrapposte sono incorniciate dai due alti torricini che slanciano tutta la struttura verso l&#8217;alto, donandole un aspetto unico e inconfondibile. Quale miglior modo per terminare il vostro tour marchigiano!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/5-borghi-delle-marche-da-visitare-in-autunno-tra-foliage-e-tartufi/">Tra foliage e tartufi questi 5 borghi delle Marche sono la destinazione perfetta per un autunno in moto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco come vivere il fascino del Medioevo nel sud della Francia: &#8220;la città ricostruita&#8221; ti aspetta</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/un-falso-storico-ma-bello-come-fosse-vero-ecco-la-citta-ricostruita-che-ti-fara-tornare-indietro-fino-al-medioevo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 08:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi TrueRiders vi porta all'avventura nella zona sud della Francia, alla scoperta di una regione caratterizzata da paesaggi naturali e cittadine ricolme di fascino. Ci troviamo precisamente nell'area di Linguadoca, in cui il tempo sembra essersi fermato al Medioevo. L'itinerario abbraccia un paese meraviglioso e arriva fino a Bèziers, un comune francese a pochi passi dal mare, nel dipartimento dell'Hérault. Curiosi di scoprire il percorso? Il fascino del Medioevo di ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/un-falso-storico-ma-bello-come-fosse-vero-ecco-la-citta-ricostruita-che-ti-fara-tornare-indietro-fino-al-medioevo/">Ecco come vivere il fascino del Medioevo nel sud della Francia: &#8220;la città ricostruita&#8221; ti aspetta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>sud della <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-bella-e-la-bestia-hanno-vissuto-qui-la-loro-storia-un-viaggio-nel-tempo-nel-borgo-piu-incredibile-della-francia/">Francia</a></strong>, tra le antiche rotte commerciali e i vigneti confinati del Languedoc, c’è una cittadella dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo. Qui, infatti, il panorama è costituito da un principesco castello, torri merlate, edifici imponenti e vicoletti dove è ancora possibile scorgere le insegne delle vecchie botteghe. Cinta da possenti mura, questa località domina la vallata sottostante con una potenza senza eguali. Sono sicura che rimarrete esterrefatti da cotanta bellezza! Partiamo, dunque, alla volta di <strong>Carcassonne</strong>.</p>
<h2>Il fascino del Medioevo di Carcassonne</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>Carcassonne</strong> è una cittadina molto caratteristica, che sembra essere uscita da un libro di storie medievali, con le sue imponenti mura e le torri che sfiorano il cielo. Si trova nel dipartimento dell&#8217;Aude, nella regione dell&#8217;Occitania. Questa città fortificata è un vero e proprio gioiello ed è stata riconosciuta come patrimonio dell&#8217;umanità dall&#8217;UNESCO nel 1997. Si tratta di un<strong> labirinto di storia e leggenda</strong>, pronto per essere esplorato. In realtà, è &#8220;solo&#8221; una ricostruzione in stile medievale, risalente all&#8217;Ottocento.</p>
<p>Ma quali sono le principali attrazioni di questo meraviglioso posto? Sicuramente la<a href="https://www.remparts-carcassonne.fr/"><strong> Cité de Carcassonne</strong></a>; è impossibile non rimanere incantati dalla maestosità di questa fortezza. Le sue mura doppie sono davvero imponenti e ci si può tranquillamente passeggiare sopra e affacciarsi dalle alte torri. Da qui si può quasi sentire l&#8217;eco dei cavalieri e delle battaglie di un tempo. Ogni pietra racconta una storia di difesa e di vita quotidiana nel Medioevo.</p>
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<p>Nel cuore della cittadella, poi, sorge il <strong>Castello Comtal</strong>, una capsula del tempo che ci riporta all&#8217;epoca in cui la strategia e la forza erano le chiavi per mantenere il potere. Esplorate le sale, i corridoi e le antiche armature per un tuffo profondo nel passato. <strong>La Basilica di Saints Nazarius and Celsus</strong>, invece, è un tesoro di arte gotico-romanica, con vetrate colorate che danzano nella luce e scolpiture che raccontano storie sacre. La sua tranquillità è un rifugio spirituale, un luogo dove il tempo sembra rallentare tra le arcate e i mosaici.</p>
<p>C&#8217;è, infine, il <strong>Ponte Vecchio (Pont Vieux)</strong>. Attraversando questo storico ponte di pietra, si gode di una delle migliori viste su Carcassonne. Il fiume sottostante scorre placido, riflettendo le luci del borgo e della Cité, mentre la brezza serale porta con sé il profumo dei campi circostanti. Qui, la vista si apre sulla magia di una città sospesa tra storia e leggenda, perfetta per chiudere la giornata con un momento di serena contemplazione.</p>
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		<title>Il gioiello del Chianti in moto: percorso tra vigneti, castelli e tradizioni autentiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 06:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Chianti è una delle zone più affascinanti d’Italia, ma specialmente in questo periodo dell’anno si palesa ai visitatori in tutto il suo splendore. Sulle dolci colline argillose che pullulano di floridi vigneti e ulivi, sono disseminati borghi dalla storia millenaria, tra i cui vicoletti lastricati il tempo sembra essersi fermato. In particolare, consiglio di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/pieghe-dolci-tra-i-cipressi-5-borghi-incantati-da-raggiungere-in-moto-nel-cuore-del-chianti/"><strong>Chianti</strong></a> è una delle zone più affascinanti d’Italia, ma specialmente in questo periodo dell’anno si palesa ai visitatori in tutto il suo splendore. Sulle dolci colline argillose che pullulano di floridi vigneti e ulivi, sono disseminati borghi dalla storia millenaria, tra i cui vicoletti lastricati il tempo sembra essersi fermato. In particolare, consiglio di fare tappa a <strong>Montefioralle</strong> che, sono sicura, vi ammalierà con la sua struttura labirintica. Tra imponenti torri, palazzi d’epoca appartenuti a famiglie illustri e prelibatezze enogastronomiche, questo viaggio vi rimarrà impresso nel cuore per sempre!</p>
<h2>Montefioralle: poche case ma un immenso patrimonio storico e artistico tra le colline</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Montefioralle è una località che consiglio assolutamente di visitare se avete in programma un giro in moto del Chianti fiorentino. Annoverato tra i <em>Borghi più Belli d’Italia</em>, è una <strong>piccola frazione di soli 79 abitanti del comune di Greve in Chianti</strong>, che ha origini molto antiche. Fu, infatti, fondata poco prima dell’anno Mille dal <strong>monaco tedesco Tanchelmo</strong>, che qui edificò un monastero-fortezza. Proprio attorno all’edificio si è sviluppato l’intero assetto urbanistico, rinvenibile tuttora.</p>
<p>Nel corso dei secoli, il monastero conobbe il dominio di diverse casate longobarde e, poi, dei Ricasoli, dei Gerardini e dei Buondelmonti, mentre nel Trecento fu teatro degli scontri tra Firenze e Siena per il controllo strategico dell’intera area circostante. Oggi Montefioralle è famoso in tutto il mondo per <strong>i vitigni e le uve</strong> da cui si produce l’ottimo <em>Chianti Classico</em>, un vino rosso a base di Sangiovese. Gli appassionati possono partecipare a <strong>visite guidate e degustazioni</strong> organizzate dalle varie cantine presenti sul territorio. Ma quali sono le particolarità di questo suggestivo borgo?</p>
<h3>Cosa vedere a Montefioralle</h3>
<p>Passeggiare tra i vicoletti di Montefioralle significa immergersi in un’atmosfera fiabesca, fatta di vicoletti, architetture in pietra e scorci mozzafiato. Il borgo si contraddistingue per la sua <strong>forma ellittica ad anelli concentrici</strong>, che si sviluppano intorno al <strong>vecchio monastero</strong> arroccato nella zona più elevata della collina. Ancora oggi è possibile ammirare la <strong>cinta muraria</strong> e le <strong>torri difensive</strong> che furono rinforzati da Castruccio Castracani nel 1325.</p>
<p>Il principale edificio religioso di Montefioralle è la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santo_Stefano_(Montefioralle)"><strong>Chiesa di Santo Stefano</strong></a>, situata nel cuore del centro storico. Costruita in epoca medievale, custodice opere di notevole valore, come i<em> Santi Michele Arcangelo, Jacopo, Stefano e Domenico</em> di Orazio Fidani. Suggerisco di visitare anche la <strong>Pieve di San Cresci</strong>, risalente al XII secolo, ma ristrutturata nel corso degli anni. Proprio i continui lavori hanno conferito alla struttura un incrocio di stili romanici, barocchi e neogotici.</p>
<p>Immancabile, infine, una tappa alla<strong> casa dei Vespucci</strong>, il cui portone d’ingresso è contrassegnato proprio dallo stemma della casata. Secondo la tradizione, qui sarebbe nato il noto navigatore, ma non c’è una documentazione che attesti con certezza tale circostanza.</p>
<h2>Perché arrivare in moto a Montefioralle</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Montefioralle è la tappa ideale di un emozionante tour in moto del Chianti fiorentino. Le sue dolci strade collinari, che attraversano vigne, uliveti e boschetti, vanno percorse con calma e contemplazione. Il viaggio, dunque, è parte attiva dell’esperienza. Per raggiungere il borgo basta seguire le indicazioni per Greve in Chianti, tramite la <strong>SR222 Chiantigiana</strong>; per un’immersione completa nei paesaggi da cartolina toscani, consiglio di parcheggiare a Greve e proseguire a piedi. Considerata la tipologia di viaggio, sono indicate <strong>tourer leggere, naked di media cilindrata o crossover stradali</strong>.</p>
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		<title>Un castello, panorami da sogno e un formaggio buonissimo: ecco io segreti di uno dei borghi più belli della Svizzera</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/tra-formaggi-castelli-e-alpi-ecco-perche-questo-borgo-e-il-piu-gustoso-della-svizzera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 08:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come si fa a resistere al gusto del formaggio? Basti pensare che solo in Italia ci sono 487 varietà riconosciuti come DOP, IGP o PAT, un numero che sale fino a 1500 se si includono tutte le varietà prodotte. Nella vicina Francia sono oltre un migliaio (di cui circa 300 con una denominazione d'origine) e in Svizzera si arriva a un ragguardevole numero di 700. Ma tra loro, ce n'è uno che è l'ingrediente fondamentale della fondue e che prende il nome dal bellissimo luogo nel quale si ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Svizzera</strong> è nota per i paesaggi fiabeschi, i borghi medievali e per… il formaggio. Nel <strong>Canton Friburgo</strong> c’è una località storica davvero suggestiva, dominata da un maestoso castello e che è diventata famosa in tutto il mondo per la produzione dell’ingrediente principale della <em>fondue</em>. Se siete bikers amanti della buona cucina e avete voglia di visitare musei ma anche osterie e caseifici per degustare un formaggio DOP, <strong>Gruyères</strong> è il posto giusto! Partiamo?</p>
<h2>Tutte le attrazioni di Gruyères, il borgo del formaggio</h2>
<p><strong>Gruyères</strong> si trova a 810 metri di altitudine, nel <strong>Canton <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/svizzera-in-moto/non-e-ginevra-ma-quasi-il-lago-da-cartolina-della-svizzera-spazia-su-ben-4-cantoni-ed-e-bellissimo/" target="_blank" rel="noopener">Friburgo</a></strong>, e ha lo status di città nel distretto, pressoché omonimo, della Gruyère. Il centro medievale è chiuso al traffico e sorge arroccato su una collina, sotto i rilievi del Moléson e Dent du Chamois. Qui si trovano ristorantini dove assaggiare le specialità locali cucinate con il formaggio tipico: la fondue, la raclette e i dolci preparati con la doppia panna di Gruyère.</p>
<h3>Il caseificio La Maison Du Gruyère</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Per saperne di più sulla principale attrazione del borgo, la <strong>Groviera</strong>, il consiglio è visitare il moderno caseificio aperto al pubblico, <a href="https://www.lamaisondugruyere.ch/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La</strong> <strong>Maison Du Gruyère</strong></a> (Place de la Gare 3, Pringy), che propone visite per assistere alla produzione del formaggio effettuata dai casari. Si trova a <strong>Pringy-Gruyères</strong>, ai piedi della collina del castello, vicino a dove pascolano le vacche friburghesi a chiazze nere e bianche. È il luogo dove si può scoprire la magia dell&#8217;arte casearia, tramandata di generazione in generazione.</p>
<h3>I castelli di Gruyères</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Costruito nel XIII secolo, e poi riedificato a fine Quattrocento, il<strong> Castello di Gruyères</strong> (Rue du Château 8, ingresso 12 CHF) ospita un museo che racconta l&#8217;architettura, la storia e la cultura della regione. Nella località c&#8217;è anche un secondo castello, quello di <strong>St. Germain</strong>, dove è allestito il museo &#8220;<strong><em>HR Giger</em></strong>&#8220;, dedicato all’artista svizzero che ha ideato i mostri della saga hollywoodiana <em>Alien</em>: sono presenti illustrazioni, scenografie, soprammobili e sculture da brividi. C&#8217;è anche un bar, dove puoi sorseggiare un drink sotto una volta fatta di ossa!</p>
<h3>Tiber Museum</h3>
<p>Vicino all&#8217;HR Giger, nel cuore del centro storico, si trova il <a href="https://www.tibetmuseum.ch/"><strong>Tibet Museum &#8211; Fondation Alain Bordier</strong></a> (Rue du Château 4). È un luogo completamente opposto al &#8220;museo di Alien&#8221;: qui c&#8217;è una stupefacente collezione di arte sacra buddista, assemblata da Alain Bordier, con più di 300 opere d&#8217;arte himalayana. Un posto perfetto per respirare un&#8217;atmosfera di pace e contemplare il divino, finché non ritorna l&#8217;appetito per l&#8217;irresistibile formaggio!</p>
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		<title>Fortezze, abbazie e paesaggi incantati d’Irlanda: lo scrigno medievale da scoprire in sella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 06:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scorci mozzafiato, natura incontaminata, reperti storici di inestimabile valore e atmosfere da film sono gli ingredienti del viaggio in moto che voglio proporvi, per scoprire uno degli angoli più belli dell’Irlanda. La destinazione è conosciuta come “Golden Vale” ed è davvero pittoresca, forse perché ancora poco nota al turismo di massa. Vi assicuro che rimarrete</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Scorci mozzafiato, natura incontaminata, reperti storici di inestimabile valore e atmosfere da film sono gli ingredienti del viaggio in moto che voglio proporvi, per scoprire <strong>uno degli angoli più belli dell’Irlanda</strong>. La destinazione è conosciuta come “<strong><em>Golden Vale</em></strong>” ed è davvero pittoresca, forse perché ancora poco nota al turismo di massa. Vi assicuro che rimarrete estasiati da questo paradiso terrestre, fatto di panorami selvaggi e sconfinati, attrazioni storiche e siti leggendari. Pronti per un’avventura irripetibile su due ruote?</p>
<h2>La verde e leggendaria contea irlandese</h2>
<p><strong>Tipperary</strong> è una meravigliosa contea situata nella zona sud-occidentale dell’Irlanda, una distesa sconfinata di colline verdi intervallate da imponenti fortezze protagoniste di storie e leggende. Tra i racconti più noti, c’è quello legato a <strong>Bridget Cleary</strong>, l’ultima donna che sarebbe stata arsa viva in Irlanda perché considerata una strega. La denominazione della contea, invece, sarebbe legata a “<em>Tiobraid Árann</em>”, ossia “<em>il pozzo di Árann</em>”, una sorgente sacra molto nota.</p>
<p>Il territorio è stato per secoli oggetto di lotta tra varie casate e, nonostante le avversità, ha mantenuto intatto la sua anima autentica, celebrata anche dalla canzone <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/It%27s_a_Long,_Long_Way_to_Tipperary"><em>It’s a Long Way to Tipperary</em></a>.</p>
<h3>Cosa vedere e fare a Tipperary</h3>
<h4>Rock of Cashel</h4>
<p>L’attrazione principale di Tipperary è la <a href="https://heritageireland.ie/places-to-visit/the-rock-of-cashel/"><strong>Rock of Cashel</strong></a>, nota anche come Rocca di San Patrizio. Si tratta di un imponente insediamento medievale che emerge dal verde della pianura circostante. Per tantissimo tempo è stato la residenza dei <strong>Re del Munster</strong> e anche il luogo in cui, nel V secolo, il re Aengus fu battezzato da San Patrizio. Dal 1101, dopo che l’edificio fu donato alla Chiesa, è diventato uno dei punti di riferimento religiosi d’Irlanda.</p>
<p>La struttura è formata da una cattedrale gotica del XIII secolo, una torre rotonda (<em>Round Tower</em>) del XI secolo e da una cappella (<em>Cormac’s Chapel</em>) risalente al 1127, che custodisce gli unici affreschi dell’epoca romanica sopravvissuti in Irlanda.</p>
<h4>Cahir Castle</h4>
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<p>Non lontano dalla Rock of Cashel sorge il <a href="https://heritageireland.ie/places-to-visit/cahir-castle/"><strong>Cahir Castle</strong></a>, un suggestivo castello situato su un’isola sul fiume Suir, le cui fondamenta sembrano emergere direttamente dall’acqua e dalla roccia. Considerata una fortezza inattaccabile, nel 1599 fu bombardata, per tre giorni, dal conte di Essex e i segni dei pesanti colpi di cannone e dei proiettili sono ancora visibili sulle maestose mura. A partire dal Settecento, purtroppo, il castello cadde in rovina e, solo grazie a restauri e ristrutturazioni intrapresi nell’Ottocento, ha ritrovato il vecchio splendore.</p>
<p>Dichiarato <em>National Monument</em> nel XX secolo, dal 1971 è aperto al pubblico ed è stato svariate volte set di film e serie TV, come <em>I Tudors</em>, <em>The Green Knight</em> e <em>The Last Duel</em>. Si tratta di uno dei siti imperdibili di Tipperary, che vi affascinerà con <strong>l’immenso cortile</strong> e, soprattutto, la <strong>torre d’ingresso</strong>, dove è possibile ammirare l’ingranaggio in legno del vecchio ponte levatoio.</p>
<h4>Swiss Cottage</h4>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Accanto al castello, si trova lo <strong>Swiss Cottage</strong>, un’abitazione risalente ai primi anni dell’Ottocento, edificata per ricostruire la vita dei contadini. Si contraddistingue per la raffinata carta da parati disegnata a mano e per i vetri veneziani.</p>
<h4>Glen of Aherlow</h4>
<p>Una delle tappe più visitate dai bikers che amano immergersi nella natura incontaminata è il <strong>Glen of Aherlow</strong>, una valle incastonata tra le Galtee Mountains, presso la quale è possibile cimentarsi in diverse attività all’aria aperta. Dista circa 30 chilometri dal Cahir Castle ed è perfetto se volete ammirare da vicino boschi, pascoli e colline. Non lontano, si trovano anche le <strong>grotte di Mitchelst</strong>own, con enormi stalattiti e stalagmiti.</p>
<h2>Perché arrivare in moto a Tipperary</h2>
<p>Tipperary è facilmente raggiungibile da Dublino e Limerick. Consiglio di arrivare in moto e di approfittare delle incantevoli strade panoramiche irlandesi, come l’Ireland Ancient East, che regalano scenari indimenticabili sulle colline lussureggianti, i villaggi e i fiumi che sembrano usciti da un dipinto. Per questo viaggio, è preferibile optare per una <strong>enduro stradale</strong> o una <strong>gran turismo</strong>, che assicurano protezione anche dalle condizioni meteo avverse (non rare in <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/europa-in-moto/irlanda-in-moto/oltre-300-km-per-uno-dei-percorsi-piu-incredibili-dirlanda-una-vera-esperienza-selvaggia-in-sella/">Irlanda</a>). Nei pressi della Rock of Cashel e del Cahir Castle ci sono apposite aree di sosta; consiglio di parcheggiare lì e visitare a piedi le principali attrazioni.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/fortezze-abbazie-e-paesaggi-incantati-dirlanda-lo-scrigno-medievale-da-scoprire-in-sella/">Fortezze, abbazie e paesaggi incantati d’Irlanda: lo scrigno medievale da scoprire in sella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Il gioiello rinascimentale dell&#8217;Umbria: circondato da mura medievale e con il Tevere che lo attraversa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Umbria è una terra che non smette mai di sorprendere. In particolare, c'è un comune che rappresenta un mix stupendo di storia, tradizione gastronomica e bellezze paesaggistiche. Attraversato dal Tevere e protetto da antiche mura medievali, questo gioiellino regala una profondissima quiete e, quindi, è ideale per una breve fuga rilassante. Pronti a partire? Umbertide: il gioiello rinascimentale dell'Umbria   Umbertide è un comune che si trova nella parte settentrionale dell'Umbria, in ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/circondato-da-mura-medievali-e-attraversato-dal-tevere-questo-e-uno-dei-borghi-piu-belli-dellumbria/">Il gioiello rinascimentale dell&#8217;Umbria: circondato da mura medievale e con il Tevere che lo attraversa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Umbria</strong> è la regione ideale per un rilassante viaggio in moto autunnale all’insegna del relax, della cultura e della gastronomia. Con i suoi borghi arroccati e gli scorci fatati, è una terra che non smette mai di sorprendere. In particolare, consiglio di visitare un luogo che ha conquistato il mio cuore: <strong>Umbertide</strong>. Protetto da un’imponente cinta muraria e da una meravigliosa rocca e attraversato da un dedalo di cunicoli sotterranei, è un vero e proprio scrigno di arte. Pronti a partire con TrueRiders per una breve fuga rilassante?</p>
<h2>Umbertide: il gioiello rinascimentale dell&#8217;Umbria</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>Umbertide</strong> è un comune che si trova nella parte settentrionale dell&#8217;Umbria, in provincia di <strong>Perugia</strong>, al centro della verde <strong>Alta Valle del Tevere </strong>ed è dominato dal <strong>Monte Acuto</strong>. Attraversato dal <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/dove-nasce-il-tevere-tra-curve-e-silenzi-lo-spettacolo-del-monte-fumaiolo/">Tevere</a> e dal torrente Reggia, nacque attorno al X secolo col nome di <em>Fratta</em>, ma prese la denominazione attuale nel 1863, in onore del principe <strong>Umberto di Savoia</strong>.</p>
<p>I primi insediamenti, tuttavia, risalgono all&#8217;età del Bronzo Finale, ma si pensa che in epoca romana corrispondesse alla zona di <strong>Pitulum Mergens</strong>, distrutta dai Goti. Secondo la tradizione, nell&#8217;XI o X secolo la città venne ricostruita e chiamata <em>Fracta filiorum Huberti</em>, o, più semplicemente, <em>Fratta, </em>in riferimento allo scoglio cespuglioso su cui è stato edificato il forte. Sarebbe dovuta essere una <strong>fortezza inespugnabile</strong> per proteggere il ponte sul Tevere, eppure il primo documento storico risale al 1189, quando il marchese signore di Fratta, Ugolino di Uguccione, si sottomise a Perugia. Nel 1351, nelle lotte tra Visconti e Perugia, la cittadina fu devastata dall&#8217;armata di Giovanni di Cantuccio Gabrielli di Gubbio. Ma cosa vedere a Umbertide?</p>
<h2>Le principali attrazioni di Umbertide</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Imperdibile è la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rocca_di_Umbertide"><strong>Rocca di Umbertide</strong></a>, fondata tra il 1374 e il 1389, che domina il centro della città. C&#8217;è, poi, <strong>La Collegiata, </strong>o meglio, la <strong>Chiesa di Santa Maria della Reggia, </strong>edificata nel XVI secolo a pianta ottagonale, con una cupola stupenda e i dipinti di Niccolò Circignani.</p>
<p>Immancabile una sosta al <a href="https://cultura.gov.it/luogo/museo-civico-di-santa-croce"><strong>Museo Civico di Santa Croce </strong></a>che si trova nell&#8217;omonima ex chiesa, con la <em>Deposizione dalla Croce </em>di Luca Signorelli. Meritano anche la <strong>Chiesa di San Francesco </strong>del XIV secolo, gotica, sobria ed elegante, e l&#8217;<strong>Abbazia di San Salvatore di Montecorona </strong>del 1008, caratterizzata da una cripta del XI secolo con colonne e capitelli romanici. Il tour, infine, non può ignorare il <strong>Castello di Civitella</strong> <strong>Ranieri</strong>, conservato benissimo e con una vista molto bella sulla valle, e il <strong>Parco Lido</strong> <strong>Tevere</strong>, per una pausa nella natura sulle rive del fiume.</p>
<p><strong>Cosa mangiare</strong> a Umbertide? Qui devi provare un salume tipico chiamato <em><strong>mazzafegato</strong></em>, realizzato con le ultime parti della macellazione del maiale e insaporito con spezie e aromi. Ai pasti vanno abbinati <strong>vini rossi del Colle ma anche spumanti</strong>. Ogni sabato mattina, inoltre, si tiene il <a href="https://www.fondazioneslowfood.com/it/mercati-della-terra-slow-food/mercato-della-terra-di-umbertide/"><strong>Mercato della</strong> <strong>Terra</strong></a>, con prodotti della filiera corta direttamente dai produttori.</p>
<h3>Cos&#8217;altro vedere nell&#8217;itinerario</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
                                        src="https://www.trueriders.it/media/2025/12/gubbio-2460308725.jpg&#038;sharpen&#038;save-as=webp&#038;crop-to-fit&#038;w=1200&#038;h=800&#038;q=80" 
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<p><strong>Gubbio </strong>è una delle città medievali meglio conservate d&#8217;Italia e ha un centro storico meraviglioso, dominato da <strong>Piazza Grande</strong>, circondata da tanti edifici storici bellissimi. Proprio al centro c&#8217;è il <strong>Palazzo dei</strong> <strong>Consoli</strong>, che ospita il <strong>Museo Civico</strong> e le famose <strong>Tavole Eugubine</strong>, documenti molto antichi in lingua umbra. Sul Monte Ingino, c&#8217;è la <strong>Basilica di Sant’Ubaldo </strong>con le spoglie del patrono di Gubbio. Non lontano, si trova il <strong>Teatro Romano </strong>del I secolo a.C..</p>
<p>Un&#8217;altra tappa del tour è <strong>Passignano sul Trasimeno</strong>, affacciato sulle tranquille rive dell&#8217;omonimo lago. Si tratta di un borgo lacustre di grande fascino, il cui centro storico viene controllato dalla <strong>Rocca</strong> <strong>Medievale</strong>, che ospita un <strong>Museo delle Barche</strong>. Impossibile non nominare il <strong>lungolago </strong>per ottime passeggiate, caffè e ristoranti, mentre dai moli del paese partono i traghetti verso le isole del lago, come per l&#8217;<strong>Isola Maggiore</strong>.</p>
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		<title>Il castello sul mare a due passi da Roma: itinerario tra storia e leggenda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le miti giornate autunnali sono perfette per visitare i borghi marinari e ammirarli sotto una veste poco nota ma sorprendentemente affascinante. Personalmente, adoro organizzare weekend fuori porta o gite giornaliere al mare in questo periodo dell’anno, per godermi i luoghi senza la folla estiva. In particolare, consiglio un mototour delle coste del litorale laziale, che</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le miti giornate autunnali sono perfette per visitare i borghi marinari e ammirarli sotto una veste poco nota ma sorprendentemente affascinante. Personalmente, adoro organizzare weekend fuori porta o gite giornaliere al mare in questo periodo dell’anno, per godermi i luoghi senza la folla estiva. In particolare, consiglio un mototour delle <strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/lazio-in-moto/100-km-coast-to-coast-alla-ricerca-delle-spiagge-piu-belle-del-litorale-laziale-naturalmente-su-due-ruote/">coste del litorale laziale</a></strong>, che regalano panorami pazzeschi e una perfetta sintonia tra storia, arte, natura e relax. Io sono rimasta affascinata da <strong>Santa Severa</strong>, un fiabesco borgo a una cinquantina di chilometri dalla Capitale, che offre scenari straordinari. Pronti a conoscerlo?</p>
<h2>Santa Severa: il fascino del borgo millenario da vivere in bassa stagione</h2>
<p>Situata lungo la Via Consolare Aurelia,<strong> Santa Severa</strong> è <strong>l’unica frazione del comune di Santa Marinella</strong>, uno dei centri balneari più rinomati del Lazio. In effetti, sono tantissimi i romani che scelgono questo posto per fuggire dal caos metropolitano. La denominazione del borgo è legata alla giovane martire cristiana, <strong>Severa</strong>, uccisa insieme ai fratelli durante l’impero di Diocleziano.</p>
<p>I primi abitanti giunsero qui nel VII secolo a.C., con la costruzione di <strong>Pyrgi</strong>, uno dei porti etruschi più importanti. L’area archeologica, che si estende alle pendici dei <strong>Monti della Tolfa</strong>, ha portato alla luce importanti resti, come un tempio a tre celle e uno a cella unica e tre lamine d&#8217;oro. Due di esse riportano iscrizioni in etrusco, mentre una in fenicio/cartaginese. Insomma, questa piccola località di circa 600 abitanti custodisce inestimabili tesori.</p>
<h3>Cosa vedere a Santa Severa</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<h4>Castello</h4>
<p>Il simbolo di Santa Severa è il <a href="https://www.castellodisantasevera.it/"><strong>castello a picco sul Mar Tirreno</strong></a>, uno dei posti più affascinanti della costa laziale. Grazie alla posizione panoramica e alla sua secolare storia, è molto amato dai visitatori. Si trova sull’antico sito di <strong>Pyrgi</strong>, storico scalo portuale della città etrusca di <strong>Caere</strong> (attuale Cerveteri). L’edificio, a pianta rettangolare con due torri agli angoli, fu costruito nel XIV secolo e, nel corso dei secoli, ha conosciuto diversi proprietari, fino a quando Papa Sisto IV decise di donarlo all’Ordine del Sacro Spirito, che lo detenne per ben cinquecento anni. Il castello di Santa Severa e la spiaggia circostante sono noti anche per essere stati set di film e serie TV, come <em>Superfantozzi</em>, <em>Le comiche</em>, <em>Tre metri sopra il cielo</em> e<em> I Medici</em>.</p>
<h4>Borgo medievale</h4>
<p>Merita una visita anche il meraviglioso <strong>borgo medievale</strong>, costituito da un intreccio di stradine, abitazioni in pietra e botteghe di artigiani che portano avanti con fierezza le vecchie tradizioni. Consiglio di sostare presso il <strong>piazzale delle Barrozze</strong>, per ammirare la <strong>fontana circolare</strong> situata proprio al centro. In <strong>Piazza delle Due Chiese</strong>, invece, è possibile ammirare due edifici religiosi: il <strong>Battistero</strong> (dedicato a Santa Severa e a Santa Lucia) e la <strong>Chiesa della Madonna Assunta</strong>. Entrambe le strutture furono costruite nel Cinquecento, per volere dell’Ordine Ospedaliero di Santo Spirito.</p>
<h4>Musei</h4>
<p>All’interno del Castello, consiglio di visitare il <a href="https://www.museosantasevera.it/it/il-museo/"><strong>Museo del Mare e della Navigazione Antica</strong></a>, con pregevoli resti archeologici rinvenuti sui fondali marini. Nel <strong>Museo del Castello e del Territorio</strong>, invece, sono conservati oggetti rinvenuti durante i lavori di restauro della fortezza, alcune ricostruzioni tridimensionali di armi e utensili antichi, mappe, fossili e minerali. Tra i corridoi e le sale del castello, infine, sono esposti abiti antichi risalenti a diverse epoche storiche.</p>
<h4>Spiagge</h4>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Chi l’ha detto che si debba passeggiare in riva al mare esclusivamente in estate? Anche l’autunno regala scorci sensazionali in spiaggia e Santa Severa è la località perfetta per ammirare il mare cristallino in ogni mese dell’anno. Suggerisco di sostare sulla <strong>S</strong><strong>piaggia del Castello</strong>, proprio ai piedi della roccaforte e divisa in due dalla stessa. Nella parte nord, la sabbia è chiara e sottile, mentre la parte sud è caratterizzata da sabbia scura. Quest’ultima zona confina con la <a href="https://www.parchilazio.it/macchiatonda"><strong>Riserva Naturale di Macchiatonda</strong></a>, un’area protetta di oltre 240 ettari, nota per la fitta vegetazione e per la presenza di diverse specie di uccelli migratori. È, dunque, indicata per gli amanti del birdwatching.</p>
<h2>Perché arrivare in moto a Santa Severa</h2>
<p>Come anticipato, Santa Severa dista circa 50 chilometri da Roma e si trova lungo la <strong>SS1 (Via Aurelia)</strong>. È, dunque, facilmente raggiungibile in circa un’ora. Perfetto come tappa di un ampio giro della costa nord laziale o come rilassante fuga giornaliera, è consigliabile raggiungere il borgo in moto, con un’<strong>enduro stradale</strong>, una <strong>sport-tourer</strong> o una <strong>naked</strong>. Nei pressi del lungomare e del castello ci sono una serie di parcheggi, da cui si raggiungono a piedi tutte le principali attrazioni.</p>
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		<title>Il borgo marchigiano costruito sopra una necropoli longobarda: un gioiello alle porte di Ascoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 10:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivare a Castel Trosino in moto è come entrare lentamente in una fotografia in bianco e nero, dove la pietra sembra assorbire il rumore del motore e restituirlo in eco nella valle del Castellano. La strada che parte da Ascoli Piceno si arrampica tra curve morbide, boschi e scorci sul torrente, finché lo sperone roccioso</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivare a <strong>Castel Trosino in moto</strong> è come entrare lentamente in una fotografia in bianco e nero, dove la pietra sembra assorbire il rumore del motore e restituirlo in eco nella <strong>valle del Castellano</strong>. La strada che parte da Ascoli Piceno si arrampica tra curve morbide, boschi e scorci sul torrente, finché lo sperone roccioso del borgo compare all’improvviso, sospeso tra cielo e montagna.</p>
<p>Qui il Medioevo è tangibile nelle case e negli archi, ma sotto la superficie affiora una storia ancora più antica: quella della <strong>necropoli longobarda</strong> scoperta nel 1893. Percorrendo i vicoli, ho avuto la sensazione di camminare su più livelli temporali sovrapposti, mentre lo sguardo correva dal paese alla valle. Castel Trosino è una sosta breve sulla carta geografica, ma intensa per chi ama piccoli borghi, archeologia e <strong>percorsi panoramici</strong> in moto.</p>
<h2>Castel Trosino: un balcone di pietra sull’Appennino marchigiano</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Da<a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/tra-tartufi-e-castelli-nelle-marche-ce-la-terra-dei-9-castelli-scommettiamo-che-non-hai-mai-visto-un-luogo-cosi/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>Ascoli Piceno</strong></a> bastano pochi chilometri per ritrovarsi immersi in un paesaggio completamente diverso, più raccolto e selvatico. La strada infila la <strong>valle del Castellano</strong>, segue il torrente e guadagna quota con curve regolari: in moto è un tratto piacevole, mai estremo, ideale per scaldare le gomme e rallentare il ritmo mentale.</p>
<p><strong>Castel Trosino</strong> appare in alto, compatto, aggrappato allo <strong>sperone roccioso</strong> come un piccolo castello naturale. L’abitato è una <strong>frazione di Ascoli</strong>, ma trasmette l’impressione di un mondo a parte, dove il tempo viene scandito dalle ombre sui muri e dal vento che sale dalla valle. Qui il <strong>borgo medievale</strong> convive con una memoria molto più antica, quella della <strong>necropoli longobarda</strong> dell’Alto Medioevo, scoperta a fine Ottocento poco distante dal centro storico.</p>
<p>Girando tra i vicoli, ho percepito chiaramente questo doppio registro: sopra la vita lenta di un paese di montagna, sotto la traccia silenziosa di una comunità altomedievale che dialoga ancora con studiosi e viaggiatori curiosi.</p>
<h2>Tra necropoli longobarda, paesaggio montano e curve panoramiche</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>La vera sorpresa di Castel Trosino non è solo la bellezza del borgo, ma il <strong>paesaggio che lo circonda</strong>. La valle del Castellano incide l’<a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/3-itinerari-di-fine-inverno-in-italia-per-scoprire-la-bellezza-minore-del-bel-paese/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Appennino marchigiano</strong></a> con pareti rocciose, boschi e scorci d’acqua che si aprono all’improvviso tra una curva e l’altra. In moto, il tratto di <strong>strada</strong> regala una sequenza di pieghe dolci, perfette per chi cerca un itinerario rilassato ma scenografico.</p>
<p>Poco lontano dal paese, nell’<strong>area di Santo Stefano</strong>, a fine Ottocento venne riconosciuta la <strong>grande necropoli longobarda</strong>: <strong>oltre duecento sepolture</strong> databili tra VI e VII secolo, con corredi ricchi di gioielli, fibule, armi e oggetti personali. Oggi non ci si deve aspettare un parco archeologico monumentale; molti reperti sono conservati in musei, ma sapere che questo pendio tranquillo ha custodito per secoli una delle testimonianze più importanti della presenza longobarda nell’<strong>Italia centrale</strong> cambia il modo di leggere il paesaggio.</p>
<p>Mentre osservavo la valle dal belvedere, ho avuto l’impressione netta di quanto la scelta dello sperone roccioso fosse strategica per controllare vie di transito e collegamenti verso l’interno appenninico.</p>
<h2>Dentro il borgo: vicoli medievali, pietra viva e un’anima discreta</h2>
<p>L’ingresso nel <strong>nucleo storico</strong> di Castel Trosino è quasi teatrale: si attraversa la porta e in pochi passi ci si ritrova immersi in un dedalo di <strong>vicoli stretti</strong>, <strong>archi in pietra</strong>, case addossate l’una all’altra. La scala del borgo è minima, ma è proprio questa dimensione raccolta a permettere di cogliere dettagli che nelle città più grandi sfuggono allo sguardo.</p>
<p>Camminando con il casco in mano, ho notato come le abitazioni seguano fedelmente la forma della roccia, adattandosi alle irregolarità del terreno. La pietra domina ovunque, dai muri alle scalette esterne, restituendo quell’immagine di paese fortificato tipica di molti <strong>borghi appenninici</strong>. Non è un set medievale: chiese, edifici e spazi pubblici raccontano secoli diversi, trasformazioni continue, vite ordinarie.</p>
<p>A colpirmi è stato soprattutto il contrasto con <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/marche-in-moto/un-filo-verde-che-unisce-le-due-facce-del-centro-italia-questa-strada-e-linno-alla-riscoperta-di-piccoli-paesi-e-grandi-paesaggi-dautore/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ascoli Piceno</strong></a>, così vicina eppure lontana per atmosfera. In pochi minuti si passa da eleganti piazze urbane a un <strong>balcone montano</strong> sospeso tra boschi e pareti rocciose. Proprio questa normalità, senza scenografie artificiose, rende autentica la visita: Castel Trosino è un paese vissuto, non un <strong>museo a cielo aperto</strong>.</p>
<h2>Consigli pratici e suggerimenti per chi arriva in moto</h2>
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<p>Dal punto di vista motociclistico, il <strong>percorso da Ascoli Piceno</strong> verso Castel Trosino è adatto anche a chi ha poca esperienza: carreggiata stretta in alcuni tratti, curve frequenti ma regolari, pendenze contenute. Conviene procedere con calma, godendosi la vista sulla <strong>valle del Castellano</strong> e facendo attenzione agli eventuali detriti portati dal maltempo ai margini dell’asfalto.</p>
<p>Il borgo è piccolo e gli spazi di sosta sono limitati: meglio parcheggiare la moto appena fuori dal <strong>nucleo storico</strong> e proseguire a piedi tra i vicoli. In estate è consigliabile arrivare nelle ore più fresche, mentre in autunno i colori dei boschi aggiungono fascino al panorama. Castel Trosino si visita facilmente in <strong>mezza giornata</strong> e si presta a essere abbinato alla scoperta del centro storico di Ascoli Piceno o a un itinerario più ampio lungo l’<strong>Appennino marchigiano</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>necropoli longobarda</strong>, molti reperti sono oggi esposti in musei: prima di partire, vale la pena informarsi sulle collezioni accessibili per completare il viaggio con una tappa culturale dedicata all’<strong>archeologia altomedievale</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-marchigiano-costruito-sopra-una-necropoli-longobarda-un-gioiello-alle-porte-di-ascoli/">Il borgo marchigiano costruito sopra una necropoli longobarda: un gioiello alle porte di Ascoli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Un borgo che sembra essersi fermato nel tempo nelle montagne piemontesi: case in legno e pietra e panorami da sogno</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/il-bello-e-il-buono-della-montagna-del-piemonte-in-un-unico-itinerario-scopri-il-borgo-tra-le-sue-valli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Benvenuti nella Valle dei Tremendi": così recita un cartello all'ingresso del borgo, che fa riferimento alle leggende sul carattere tenace degli abitanti, più forti delle avversità della natura, che vivono indomiti in una valle fredda e chiusa. Eppure questa località piemontese pare un piccolo angolo di paradiso, uscito da un dipinto. Incastonato tra la Val Sorba e la Val Grande, è un paese dove il tempo sembra essersi fermato. È il luogo perfetto dove trovare la natura quieta e ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-bello-e-il-buono-della-montagna-del-piemonte-in-un-unico-itinerario-scopri-il-borgo-tra-le-sue-valli/">Un borgo che sembra essersi fermato nel tempo nelle montagne piemontesi: case in legno e pietra e panorami da sogno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo borgo dalle antiche origini è abitato da una popolazione da sempre nota per la sua tenacia e forza, che si è imposta anche sulle avversità della natura. Situato tra la<strong> Val Sorba</strong> e la <strong>Val Grande</strong>, è un vero e proprio angolo di paradiso, che accoglie i visitatori con la natura incontaminata, le tradizioni autentiche e i campanili che scandiscono lo scorrere del tempo. Partiamo alla scoperta di questa splendida località alpina!</p>
<h2>Rassa, il borgo della Valsesia dagli innumerevoli tesori</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>A 917 metri di altitudine e con meno di 70 abitanti, <strong>Rassa</strong> (provincia di Vercelli) è un borgo piccolo ma ricco di fascino. Da queste parti, nel XIV secolo, predicò l&#8217;eretico <strong>Fra&#8217; Dolcino da Novara</strong>. Ci troviamo alla confluenza dei <strong>torrenti Sorba e Gronda</strong> (che segnano le omonime valli), che offre un paesaggio che sembra disegnato dalla natura. Se ami la montagna, adorerai anche questo borgo piemontese!</p>
<h3>Il centro storico di Rassa</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>La passeggiata per il borgo è molto breve ma riporta indietro nel tempo. Le case in pietra, con i tetti in ardesia e i balconi in legno, sono l&#8217;emblema dell&#8217;architettura alpina. Il cuore del paese è la <strong>piazza principale</strong>, dove si trova la <strong>Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista</strong>, costruita nel XVII secolo. E, poi, c&#8217;è l&#8217;<a href="https://www.comune.rassa.vc.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/l-ecomuseo-del-legno-e-della-calce-50031-1-0498ca22094ef9c1b4674d9d666c5b61"><strong>Ecomuseo del legno di Rassa</strong></a>, ovvero la <em>Resga di Brasei </em>(segheria di Brasei), esempio di segheria idraulica che sfrutta l&#8217;acqua di un canale del torrente Sorba.</p>
<h3>La Grappa e i sapori di montagna</h3>
<p>Rassa è famosa per le sue <strong>grappe artigianali</strong>, spesso aromatizzate con mirtilli o altre erbe alpine. Fermati in uno dei piccoli locali del borgo per assaggiare queste specialità e scoprirai il sapore autentico delle tradizioni del luogo. Non mancano piatti tipici, come la<strong> polenta concia</strong> e i <strong>salumi locali</strong>, perfetti per un pranzo sostanzioso. Al mirtillo è dedicata la <strong>Sagra del Mirtillo</strong> che si svolge ogni ferragosto.</p>
<h3>I percorsi naturalistici</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Rassa è il punto di partenza ideale per <strong>escursioni nella Val Sorba e nella Val Grande</strong>. Tra i sentieri più apprezzati, c’è quello che porta al <a href="http://www.caiolgiate.it/rifugio/"><strong>Rifugio Ferioli</strong></a> (2.264 metri di altitudine), da cui si gode di una vista mozzafiato sulle Alpi. Se ami le cascate, non perderti il percorso lungo il<strong> torrente Gronda</strong>, che offre scorci spettacolari tra rocce e boschi. Guidare in moto lungo le strade che attraversano la Val Sorba e la Val Grande, tra curve, tornanti e panorami, ti permette di conoscere il cuore della natura della Valsesia: cogli l&#8217;occasione per visitare altri luoghi, come <strong>Scopello</strong> o <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-walser-che-non-si-balla-in-piemonte-ce-un-borgo-che-parla-di-antiche-tradizioni-di-montagna/"><strong>Alagna</strong></a>, e scoprire ancora di più il fascino del Piemonte montano.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-bello-e-il-buono-della-montagna-del-piemonte-in-un-unico-itinerario-scopri-il-borgo-tra-le-sue-valli/">Un borgo che sembra essersi fermato nel tempo nelle montagne piemontesi: case in legno e pietra e panorami da sogno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>La perla dai mattoni rossi, patria di vini e tartufi, è la regina delle Langhe</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/la-perla-dai-mattoni-rossi-patria-di-vini-e-tartufi-e-la-regina-delle-langhe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 06:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle particolarità che mi affascina dell’autunno è la ricca tradizione enogastronomica legata a questo suggestivo periodo dell’anno. Cosa c’è di meglio di una rilassante gita fuori porta ottobrina all’insegna di specialità culinarie, come castagne e tartufi, e di un buon bicchiere di vino? A chi, come me, adora tale atmosfera, consiglio assolutamente di organizzare</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-perla-dai-mattoni-rossi-patria-di-vini-e-tartufi-e-la-regina-delle-langhe/">La perla dai mattoni rossi, patria di vini e tartufi, è la regina delle Langhe</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle particolarità che mi affascina dell’autunno è la ricca tradizione enogastronomica legata a questo suggestivo periodo dell’anno. Cosa c’è di meglio di una rilassante gita fuori porta ottobrina all’insegna di specialità culinarie, come castagne e tartufi, e di un buon bicchiere di vino? A chi, come me, adora tale atmosfera, consiglio assolutamente di organizzare un mototour delle <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/langhe-in-moto-tra-vigneti-curve-e-borghi-unesco/"><strong>Langhe</strong></a> e, in particolare, a <strong>Neive</strong>. Il borgo è conosciuto anche come la “<strong><em>Terra dei Quattro Vini</em></strong>”, perché qui si producono quattro etichette eccellenti: <em>Dolcetto d’Alba</em>, <em>Barbera d’Alba</em>, <em>Barbaresco</em> e <em>Moscato d’Asti</em>. Pronti per un viaggio alla scoperta di tesori d’arte e sapori indimenticabili?</p>
<h2>Neive: il gioiello delle Langhe dalla storia millenaria</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>Neive</strong> è un meraviglioso borgo di circa 3 mila abitanti in <strong>provincia di Cuneo</strong>. Situato a circa 300 metri s.l.m., si contraddistingue per la sua posizione, nel cuore delle Langhe, tra i vigneti più pregiati al mondo. Inserito tra i <em>Borghi più Belli d’Italia</em>, ha origini antichissime, legate ai Romani. La denominazione sarebbe, infatti, legata alla <em>Gens Naevia</em>. Durante il Medioevo, poi, furono edificati un castello (purtroppo distrutto nel 1274) e il Santuario di Santa Maria del Piano, di cui oggi è possibile ammirare solo la torre campanaria.</p>
<p>Nei vigneti che circondano Neive, inoltre, c’è la <strong>Panchina Gigante #23</strong>, l’installazione che rientra nel <strong><em>Big Bench Community Project</em></strong>, ideato dal designer americano Chris Bangle e a sua moglie per favorire il turismo delle aree rurali.</p>
<h3>Cosa vedere a Neive</h3>
<h4>Cappella di San Rocco</h4>
<p>La prima attrazione che ho potuto ammirare nell’incantevole centro storico di Neive è la <strong>Porta di San Rocco</strong>. Di fronte si trova la <strong>cappella rurale</strong> dedicata al Santo. Costruita nel XV secolo, è stata ristrutturata nel 1783 dall’architetto <strong>Giovanni Antonio Borghese</strong>, personaggio illustre del borgo e curatore anche della Chiesa di San Michele.</p>
<h4>Palazzo Demaria</h4>
<p>Vicino alla Porta di San Rocco sorge uno degli edifici, a mio avviso, più belli di Neive: <strong>Palazzo Demaria</strong>. Risale al XVI secolo ed è noto per aver ospitato <strong>Giovanni Demaria</strong>, detto “l’<em>Aromatario</em>”, cittadino molto stimato, che si distinse per le sue doti di droghiere, erborista e speziale. La contessa Paolina, ultima discendente della dinastia Demaria, ha devoluto le sue proprietà al Comune.</p>
<h4>Palazzo dei Conti Bongioanni Cocito</h4>
<p>Una volta oltrepassata la Porta di San Rocco, mi sono imbattuta nell’enorme <strong>Palazzo dei Conti Bongioanni Cocito</strong>, perfetto esempio di architettura barocca. Anche questo edificio fu edificato su progetto di Giovanni Antonio Borghese e di distingue per l’elegante portale di ingresso. Custodisce affreschi e pregiate decorazioni in stile rococò. Consiglio davvero di visitarlo, se volete fare un tuffo nel passato!</p>
<h4>Piazza Italia</h4>
<p>Passeggiando per le viuzze del centro storico di Neive ho subito notato un particolare che mi ha davvero incuriosita: le strade sono state costruite in moto concentrico e portano alla vetta della collina. Il fulcro della vita sociale del borgo è <strong>Piazza Italia</strong>, che ospita altre costruzioni degne di nota. Non ho potuto fare a meno di ammirare la<strong> Casa dell’Orologio</strong>, dove anticamente era ubicato il Municipio, che ora ha sede a Palazzo Borghese.</p>
<h4>Chiese</h4>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Gli edifici religiosi di Neive sono due: l’<strong>Arciconfraternita di San Michele</strong> e la <strong>Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo</strong>. La prima risale alla seconda metà del 1700 ed è stata costruita in stile barocco. La Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, invece, è stata costruita nel XVIII secolo e ampliata nel XIX secolo. Entrambe conservano pregevoli opere d’arte, come statue, organi e pale d’altare.</p>
<h4>Palazzo dei Conti di Castelborgo</h4>
<p>Per concludere il tour del centro di Neive, suggerisco di visitare il <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-dei-conti-di-castelborgo?ldc="><strong>Palazzo dei Conti di Castelborgo</strong></a>, che mi ha particolarmente colpita. È l’antica dimora del conte Giovanni Antonio Cissone, appartenente a una delle casate più influenti della zona. Nelle cantine dell’edificio (ancora in attività) furono sperimentati i primi prodotti derivanti dal vitigno nebbiolo, da cui si produce il Barbaresco. Di fronte al Palazzo, ci sono i <strong>giardini</strong>, il cui ingresso rappresenta forse una delle opere più riuscite dell’architetto Giovanni Antonio Borghese, che lo propose come progetto di laurea. Sullo spiazzale dei giardini anticamente i cittadini si incontravano per ballare all’aperto.</p>
<h2>Perché arrivare in moto a Neive</h2>
<p>Neive è perfetta da raggiungere in moto, perché nei dintorni si trovano i borghi più belli delle Langhe. Basta uscire al casello autostradale di Alba e proseguire sulla <strong>SS231</strong> in direzione Asti. Lungo la strada, la segnaletica è frequente e chiara. Per visitare al meglio il borgo, tuttavia, consiglio di lasciare la moto presso uno dei parcheggi gratuiti in Piazza Italia e percorrere i vicoletti a piedi. Per questa tipologia di viaggio, sono indicate <strong>g</strong><strong>ran turismo</strong> e<strong> naked o crossover di media cilindrata</strong>.</p>
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		<title>Cina, il paradiso delle strade che non guiderai mai ma che devi vedere lo stesso!</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/cina-il-paradiso-delle-strade-che-non-guiderai-mai-ma-che-devi-vedere-lo-stesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Gabrielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 12:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è una strada, nel cuore della Cina, che ogni motociclista e appassionato di viaggi ha visto almeno una volta: magari in uno spot, in un documentario o in una di quelle foto scattate con il drone. Si chiama Tongtian Avenue, “la strada del cielo”: 99 tornanti (9 è il numero del cielo) scolpiti nella roccia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una strada, nel cuore della Cina, che ogni motociclista e appassionato di viaggi ha visto almeno una volta: magari in uno spot, in un documentario o in una di quelle foto scattate con il drone. Si chiama Tongtian Avenue, “la strada del cielo”: 99 tornanti (9 è il numero del cielo) scolpiti nella roccia della Tianmen Mountain che in una decina di chilometri si arrampicano per oltre mille metri di dislivello, fino a un arco naturale chiamato, non a caso, la Porta del Paradiso. I tornanti ravvicinati, le pendenze importanti e una geometria quasi irreale, fanno di questa strada il sogno di ogni motociclista. Percorrerla almeno una volta, anche solo per gustarne le curve e capire come sia stato possibile costruirla, rimane però un’ardua impresa.</p>
<h2>Guidare in Cina potrebbe essere un problema</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>La Cina infatti non riconosce i normali permessi internazionali di guida.</strong> Per guidare legalmente occorre ottenere un&#8217;autorizzazione cinese, come un permesso temporaneo, e rispettare le condizioni previste dalle autorità locali. Per chi vuole organizzare un viaggio in moto, a questo si aggiungono le difficoltà legate all’eventuale noleggio, alle assicurazioni e alle regole di circolazione, che possono variare da una destinazione all&#8217;altra. Come se non bastasse, molte grandi città, per ragioni di traffico e inquinamento, applicano da anni divieti di circolazione alle moto nei centri urbani, i cosiddetti <em>jinmo (dalle abbreviazioni jin=divieto e mo=motocicletta)</em>.</p>
<p>Il viaggio in moto fai-da-te in Cina, quello zaino-tenda-libertà che funziona benissimo dai Balcani fino al Marocco, qui praticamente non esiste. Esistono tour motociclistici organizzati con permessi e moto a noleggio locale, ma parliamo di budget e logistiche da spedizione. Eppure <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/asia/cina/" target="_blank" rel="noopener"><strong>la Cina resta uno dei paesi con le strade più suggestive del pianeta</strong></a><strong>.</strong> E allora la domanda diventa un&#8217;altra: <strong>come si fa a vedere quelle strade, quei tornanti, quei canyon, se non si può guidare?</strong></p>
<h2>Come vivere la magia di queste strade?</h2>
<p>La risposta, paradossalmente, è la più semplice: ci si va da viaggiatori. E vi assicuriamo che certe strade, viste da fuori, si fanno ricordare anche senza casco. Torniamo alla strada delle 99 curve. Il modo migliore per ammirarla non è percorrerla, ma <strong>sorvolarla</strong>: da Zhangjiajie parte la funivia più lunga del mondo, circa mezz&#8217;ora di volo sospesi sopra i tornanti, che dall’alto sembrano un nastro colorato gettato giù dalla montagna. È un&#8217;esperienza spiazzante per chi è abituato a guardare le curve dallo sterzo: vederle tutte insieme, dall&#8217;alto, in un colpo solo, è tutta un&#8217;altra cosa. Una volta arrivati in vetta si cammina sulle passerelle a strapiombo, alcune volutamente col fondo in vetro trasparente, e si scende poi attraverso la montagna, arrivando sotto l&#8217;enorme arco di roccia della Porta del Cielo. Se esiste un posto in cui un motociclista può fare pace con l&#8217;idea di non guidare, sicuramente questo luogo è tra i candidati favoriti.</p>
<p>La Tianmen Mountain però non è l’unica tappa obbligata. Se amate le due ruote non potete non passare da <strong>Chongqing</strong>. I più la conoscono come la megalopoli futuristica dei video virali, la monorotaia che attraversa un palazzo residenziale, la piazza &#8220;sospesa&#8221; dove sei al piano strada e contemporaneamente in cima a un grattacielo di 22 piani, ma pochi sanno che Chongqing è storicamente <strong>il più grande polo produttivo motociclistico della Cina</strong>. Qui hanno sede marchi come <strong>Zongshen, Loncin e Lifan</strong>, nomi che chi conosce un minimo le moto e i motori ha incrociato almeno una volta anche in Europa. La città stessa sembra progettata da un ingegnere con la passione per i dislivelli: costruita in verticale sulle colline dove confluiscono i fiumi Yangtze e Jialing, con strade su più livelli, rampe, ponti e una funivia che attraversa il fiume. Una città che sembra un circuito cittadino, da girare sulle due ruote, ma anche a piedi col naso all&#8217;insù.</p>
<h2>Una strada magnifica: la G318!</h2>
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<p>C’è poi un altro luogo irrinunciabile in Cina per chi ama i viaggi overland: la G318, nel suo spettacolare tratto tra Chengdu e Lhasa. Questa strada, che attraversa per migliaia di chilometri alcuni dei paesaggi montani più impressionanti della Cina, con passi che superano anche i 4.000 metri di altitudine, è considerata da molti il tragitto panoramico più emozionante dell’Asia, ed è proprio da Chengdu che molti motociclisti e appassionati di motori iniziano questa leggendaria traversata, partendo dai viali della capitale del Sichuan, tra vecchie case del tè, partite di mahjong e parchi dei Panda Giganti, per dirigersi verso Lhasa attraverso montagne e panorami che cambiano a ogni valico: un viaggio dal fascino unico.</p>
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<p>Ma la Cina non è solo asfalto, tutt&#8217;altro. Prendete la Grande Muraglia a Mutianyu: nei weekend le sue strade collinari si riempiono di centauri di Pechino, che le percorrono tra curve e panorami. Poi ci sono la Città Proibita, con i suoi secoli di storia; l&#8217;Esercito di Terracotta di Xi&#8217;an, immobile da millenni; il Buddha Gigante di Leshan, 71 metri scolpiti nella roccia; le montagne di Avatar a Zhangjiajie, con il ponte in vetro sospeso più lungo del mondo; e ancora lo skyline notturno di Shanghai, visto dal Bund, con i grattacieli che si specchiano nel fiume. Sono solo alcuni esempi di ciò che questo paese sa offrire: un concentrato di natura, città futuristiche e millenni di storia come pochi altri paesi al mondo.</p>
<p>E allora, se la moto resta un&#8217;opzione complicata da mettere in pratica, la domanda torna a farsi concreta: come possiamo mettere in fila tante tappe, così distanti tra loro, con i tempi giusti e senza impazzire tra permessi e trasferimenti? Una risposta possibile sono i viaggi organizzati, che in Cina assumono un senso ancora più importante proprio perché il fai-da-te qui è molto difficile. Il <a href="https://www.trippo.it/tours/cina-all-around/" target="_blank" rel="noopener dofollow"><strong>tour di gruppo Cina All Around di Trippo</strong></a>, per esempio, copre in 15 giorni l&#8217;asse Pechino-Shanghai toccando Xi&#8217;an, Chengdu, Chongqing e Zhangjiajie. Piccoli gruppi, un coordinatore dall&#8217;Italia e una logistica che include voli, treni veloci, trasferimenti privati e ingressi principali, comprese la funivia sopra le 99 curve di Tianmen e quella sullo Yangtze a Chongqing.</p>
<p>Per chi non vuole rinunciare all&#8217;idea della sella, esistono invece altri operatori specializzati in tour motociclistici in Cina con permessi e mezzi locali, ma preparatevi a costi e tempi di organizzazione importanti. Nel frattempo, però, le 99 curve viste dalla funivia più lunga del mondo sono il miglior antipasto possibile. E chissà che un giorno, casco in mano, non torniate a percorrerle davvero.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/cina-il-paradiso-delle-strade-che-non-guiderai-mai-ma-che-devi-vedere-lo-stesso/">Cina, il paradiso delle strade che non guiderai mai ma che devi vedere lo stesso!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Loro Ciuffenna in moto: la strada toscana che termina sotto una parete di roccia</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/loro-ciuffenna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 10:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’itinerario in moto da Loro Ciuffenna verso Trappola e Rocca Ricciarda è uno di quei percorsi che mi piace affrontare quando ho voglia di montagna senza affrontare grandi distanze. In poco meno di 25 chilometri si passa dalle pietre del borgo valdarnese alle pendici selvatiche del massiccio del Pratomagno, seguendo strade provinciali e locali che</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>itinerario in moto da Loro Ciuffenna</strong> verso Trappola e Rocca Ricciarda è uno di quei percorsi che mi piace affrontare quando ho voglia di montagna senza affrontare grandi distanze. In poco meno di 25 chilometri si passa dalle pietre del borgo valdarnese alle <strong>pendici selvatiche del massiccio del Pratomagno</strong>, seguendo <strong>strade provinciali e locali</strong> che escono dalle rotte turistiche più classiche della Toscana.</p>
<p>La guida cambia quasi subito: le <strong>curve si infittiscono</strong>, la carreggiata si stringe, il bosco avanza fino all’asfalto e il ritmo diventa quello imposto dalla montagna, non dal navigatore. Lungo il tragitto, piccoli nuclei abitati, castagneti e tornanti raccontano un territorio che sembrerebbe già Appennino, pur restando nel cuore dell’Aretino. È un <strong>itinerario che consiglio</strong> a chi ama le strade sincere, dove ogni curva chiede attenzione ma ripaga con panorami improvvisi e silenzi difficili da trovare in fondovalle.</p>
<h2 data-pm-slice="1 1 []"><strong>Loro Ciuffenna</strong> in moto. L&#8217;itinerario</h2>
<h3>Mappa</h3>
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<h3>Percorso</h3>
<p><a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-delle-acque-vicino-ad-arezzo-questo-borgo-non-ha-ceduto-il-passo-alla-modernita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Loro Ciuffenna</strong></a> è uno di quei borghi che, in moto, ti obbligano a rallentare ancora prima di uscire dal paese. Il centro storico, affacciato sul torrente Ciuffenna, è un intreccio di ponti e case in pietra che raccontano bene l’anima del <strong>Valdarno Superiore</strong>. Ogni volta che passo da qui mi concedo qualche minuto a piedi, soprattutto in zona <strong>mulino ad acqua</strong>, perché aiuta a capire quanto l’acqua abbia modellato questo paesaggio.</p>
<p>Appena si lascia il borgo in direzione montagna, la strada comincia a <strong>prendere quota</strong> e la guida cambia registro. Le distanze sulla mappa sono modeste, ma <strong>tra curve frequenti</strong>, carreggiata non larghissima e qualche incrocio con il traffico locale è inevitabile abbassare la velocità media. Personalmente, già qui spengo mentalmente il cronometro: il bello di questo itinerario in moto sul <strong>versante valdarnese del Pratomagno</strong> sta proprio nel lasciarsi accompagnare dal ritmo della strada, senza fretta e senza inseguire tempi di percorrenza.</p>
<h2>Verso Trappola: castagneti, tornanti stretti e guida attenta</h2>
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<p>La deviazione per <strong>Trappola</strong> è il punto in cui, ogni volta, sento davvero di entrare in un ambiente più montano. La frazione, sparsa sulle <strong>pendici del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/diviso-in-due-dalla-storia-e-riunito-dagli-uomini-il-borgo-doppio-nel-cuore-verde-della-toscana-e-una-piccola-carezza/" target="_blank" rel="noopener">Pratomagno</a></strong>, è circondata da <strong>boschi e castagneti</strong> che inghiottono progressivamente il paesaggio aperto del fondovalle. Qui la rete viaria segue la morfologia del versante, con curve cieche, tratti stretti e brevi rettilinei in cui è inutile cercare velocità.</p>
<p>In sella è indispensabile una <strong>guida pulita</strong>: la <strong>strada serve residenti</strong> e attività locali, non è progettata per il mototurismo. Più di una volta mi è capitato di trovare foglie bagnate in autunno, piccoli detriti dopo un temporale o un mezzo agricolo dietro una curva. Per questo consiglio di rimanere rigorosamente nella propria corsia e guardare lontano, soprattutto nei tratti dove la vegetazione arriva quasi sull’asfalto. <strong>Trappola</strong> è anche una porta verso i sentieri che salgono alla dorsale del Pratomagno e, a piedi, verso la Croce, ma in moto ci si limita alla rete asfaltata prima di tornare sulla strada principale.</p>
<h2>Rocca Ricciarda: borgo di altura sotto le dorsali del Pratomagno</h2>
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<p>Salendo oltre la deviazione per Trappola, la strada continua a stringersi e la montagna diventa protagonista assoluta. <strong>Rocca Ricciarda</strong> appare all’improvviso come un piccolo borgo raccolto sotto la <strong>dorsale del Pratomagno</strong>, con <strong>case in pietra</strong> e un’impronta chiaramente montana. Ogni volta che arrivo qui ho l’impressione che il paesaggio abitato finisca all’improvviso, lasciando spazio quasi solo a bosco e roccia.</p>
<p>Il nome richiama un antico insediamento fortificato, legato ai collegamenti che un tempo univano il <strong>Valdarno al Casentino</strong> attraverso i valichi del massiccio. Oggi la dimensione è decisamente più tranquilla: poche case, poco traffico, silenzio e qualche escursionista che imbocca i sentieri verso le quote superiori. In moto è fondamentale ricordare che <strong>la strada non è un circuito</strong> e il borgo non è un <strong>parcheggio panoramico</strong>. Io mi fermo sempre in modo discreto, evitando accessi e passaggi, perché la bellezza del luogo merita rispetto tanto quanto una bella sequenza di curve.</p>
<h2>Condizioni della strada, meteo e consigli pratici per il mototurista</h2>
<p>Un itinerario in moto di circa <strong>25 chilometri</strong> può sembrare banale sulla carta, ma sulle <strong>pendici toscane del Pratomagno</strong> i chilometri contano meno delle condizioni reali della strada. Prima di partire controllo sempre eventuali lavori, frane o chiusure, soprattutto dopo episodi di maltempo o nei mesi freddi. I <strong>tratti ombreggiati</strong> mantengono umidità a lungo e, tra autunno e inverno, il <strong>rischio di ghiaccio</strong> mattutino alle quote più alte è concreto.</p>
<p>Foglie, ghiaia e piccoli rami sull’asfalto sono assolutamente normali su una <strong>strada incassata nel bosco</strong> e possono sorprendere proprio in ingresso curva o in frenata. Per questo consiglio di programmare l’itinerario nelle giornate più stabili, senza dare per scontata alcuna stagione, e di verificare la situazione il giorno stesso. Il rifornimento conviene farlo nel fondovalle, a Loro Ciuffenna o nei dintorni, perché lungo il percorso non sempre si trovano servizi. I “<strong>41 minuti</strong>” stimati dal navigatore sono solo un riferimento teorico: il vero valore di questa strada sta nel prendersi il tempo di percepire la <strong>trasformazione del paesaggio</strong>, curva dopo curva, fino alle pendici silenziose del Pratomagno.</p>
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		<title>Vaste faggete e un panorama tutto da scoprire: a pochi chilometri da Roma c&#8217;è il tesoro dei Monti Simbruini</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/vaste-faggete-e-un-panorama-tutto-da-scoprire-a-pochi-chilometri-da-roma-ce-una-montagna-davvero-sorprendente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore dei Monti Simbruini, è tra le vette più care ai romani. A 1.429 metri d'altezza, questa montagna nei pressi di Subiaco è al centro di un comprensorio sciistico che tocca anche i comuni di Camerata Nuova, Cervara di Roma, Jenne e Vallepietra, ma l'intera zona ben si adatta a un giro in moto sorprendente, fino alla meravigliosa Avezzano. Cento chilometri di curve e saliscendi, passando per l'antico Santuario della Santissima Trinità, Camporotondo e Capistrello, con un notevole e ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non lontano dalla Capitale, nel cuore dei <strong>Monti Simbruini</strong>, si trova un altopiano particolarmente amato dagli impavidi bikers. Situata a più di 1.400 metri d’altezza, è la meta perfetta per coloro che amano la natura incontaminata e i paesaggi selvaggi, lontana dal caos cittadino ma facilmente raggiungibile dai principali centri urbani. Tra sentieri ben segnalati, piste da sci, itinerari per trekking e mountain bike e siti archeologici, il <strong>Monte Livata</strong> è la destinazione da raggiungere in autunno. Partiamo, cari TrueRiders?</p>
<h2>Monte Livata, il tesoro dei Monti Simbruini</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il<strong> Monte Livata </strong>è un paradiso per chi ama la natura e le attività all&#8217;aria aperta. Situato nel <a href="https://www.parcomontisimbruini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini</strong></a>, dista circa un&#8217;ora e mezza da <strong>Roma </strong>ed è un&#8217;ottima meta per una gita con amici o famiglia. In inverno, il Monte Livata diventa una <strong>stazione sciistica</strong> molto apprezzata, con piste sia per esperti che per principianti, in mezzo a maestose <strong>faggete</strong>. Qui puoi fare <strong>sci alpino</strong>, <strong>snowboard</strong> e <strong>sci di fondo</strong>, c&#8217;è un circuito apposito che si snoda tra gli alberi che è stupendo. C&#8217;è, inoltre, il <em><strong>Family Park</strong></em> con le piste dedicate allo <strong>slittino</strong> e spazi per i più piccoli.</p>
<p>In estate, invece, tra <strong>trekking, </strong><strong>mountain bike </strong>e <strong>passeggiate</strong>, ci sono un sacco di percorsi con viste da favola, come quella dal <strong>Monte Autore</strong>. C&#8217;è anche un <strong>bike park </strong>attrezzato con percorsi di vari livelli per i ciclisti e una <strong>slittinovia su rotaia </strong>su un tracciato immerso nel verde abbastanza adrenalinico.</p>
<h3>Cos&#8217;altro vedere lungo il percorso in moto</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Proseguendo lungo l&#8217;itinerario del Monte Livata, si arriva a <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/arroccato-sui-monti-simbruini-il-borgo-dei-monasteri-benedettini-immerso-nella-natura-viva/"><strong>Subiaco</strong></a>, dove è impossibile non fermarsi a visitare i <strong>Monasteri Benedettini</strong>. Il <a href="https://monasterosanbenedettosubiaco.it/"><strong>Monastero di San Benedetto</strong></a> (noto come <strong><em>Sacro Speco</em></strong>) è costruito nel luogo dove il santo visse da eremita ed ha affreschi medievali stupendi e un&#8217;architettura che si fonde con la roccia. Vicino c&#8217;è il <strong>Monastero di Santa Scolastica</strong>, fondato nel VI secolo, l&#8217;unico superstite dei dodici monasteri originali della zona, che ha tre chiostri di epoche diverse e una biblioteca storica.</p>
<p>Procedendo lungo il percorso, c&#8217;è il borgo di <strong>Jenne</strong>, arroccato sul <strong>Monte Pratiglio</strong>. Qui puoi vedere i resti di un castello medievale e la <strong>Chiesa della Madonna della Rocca</strong>, oltre a esplorare i sentieri del parco. Questo piccolo comune, vicinissimo al confine con l&#8217;Abruzzo, si trova a 834 metri d&#8217;altezza, ma il suo luogo più celebre è molto più in alto. Stiamo parlando del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Santissima_Trinit%C3%A0_(Vallepietra)"><strong>Santuario della Santissima Trinità</strong></a>, costruito su uno sperone di roccia a ben 1.337 metri. Merita sicuramente una sosta, anche per scoprire il bellissimo paesaggio naturale nel quale il complesso è immerso e per le viste sulla valle del Simbrivio.</p>
<p>Superato il confine con l&#8217;Abruzzo, si raggiunge <strong>Camporotondo</strong>, una frazione del comune di Cappadocia situata oltre i 1.400 metri, circondata da faggete. Anche qua in inverno è possibile praticare sport sulla neve ed escursioni in estate; scendendo di quota si arriva a <strong>Capistrello </strong>che, invece, è noto per la vicinanza alle <strong>Gole di Celano</strong> e al <a href="https://www.parcosirentevelino.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco Naturale Regionale Sirente-Velino</strong></a>. L’itinerario finisce ad <strong>Avezzano</strong>, nota principalmente per il <strong>Castello Orsini-Colonna </strong>costruito nel 1490, la <strong>Cattedrale di San Bartolomeo </strong>con la facciata neoclassica e la <strong>Riserva Naturale del Monte Salviano</strong>, un&#8217;area verde con sentieri panoramici e aree picnic.</p>
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		<title>La cascata nel cuore della Ciociaria: alla scoperta di Isola del Liri in moto</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/la-cascata-nel-cuore-della-ciociaria-alla-scoperta-di-isola-del-liri-in-moto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Galeani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 16:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quello che abbiamo imparato dopo tanti viaggi è che ci sono borghi che si ricordano e si riconoscono per una piazza, un campanile o una strada panoramica. Altri invece basta affacciarsi nel centro storico per trovarsi davanti a qualcosa di incredibile. Questa volta siamo a Isola del Liri, nel cuore della Ciociaria nella provincia di</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Quello che abbiamo imparato dopo tanti viaggi è che ci sono borghi che si ricordano e si riconoscono per una piazza, un campanile o una strada panoramica. Altri invece basta affacciarsi nel centro storico per trovarsi davanti a qualcosa di incredibile. Questa volta siamo a <strong><a href="https://www.visitlazio.com/isola-del-liri/" target="_blank" rel="noopener">Isola del Liri</a>,</strong> nel cuore della <strong>Ciociaria</strong> nella provincia di Frosinone. Qui il protagonista è il <strong>Liri</strong>, un fiume che attraversa il paese e precipita nel vuoto con un salto di quasi 27 metri.</p>
<p style="font-weight: 400;">È proprio il fiume ad aver disegnato la forma che oggi ha il centro abitato, dividendosi in due rami all’altezza del <strong>Castello Boncompagni Viscogliosi</strong> e dando così origine alla spettacolare <strong>Cascata Grande</strong> ed alla più particolare <strong>Cascata del Valcatoio.</strong> Il risultato è uno scenario straordinario. Case, strade, ponti e palazzi storici che convivono con il rumore dell’acqua. La cascata è il cuore del paese, infatti questo si sviluppa proprio attorno all’acqua.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Isola del Liri, dove il fiume ha costruito il paese</strong></h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p style="font-weight: 400;">Il nome non è casuale. Il centro storico del paese sorge su di una vera e propria isola naturale formata dal <strong>fiume</strong> <strong>Liri</strong>, che si divide nelle vicinanze del castello in due bracci.</p>
<p style="font-weight: 400;">La storia di questo territorio è molto più antica della cascata che oggi conquista visitatori e motociclisti. Prima dei <strong>Romani</strong> queste terre furono abitate dai <strong>Volsci</strong> e l’importanza strategica della zona è legata anche alla sua posizione lungo le vie di comunicazione della valle. I Romani conquistarono la zona nel<strong> 305 a.C.,</strong> e nei secoli successivi il territorio fu teatro di diversi domini e conquiste.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma ciò che racchiude davvero la storia di questa zona ciociara è l’acqua. Per molti secoli la forza del Liri è stata sfruttata per muovere mulini ed attività produttive. È nell’Ottocento che il paese conobbe una vera trasformazione industriale, questo dovuto alla produzione di carta e tessuti. Così nacquero cartiere, lanifici e feltrifici, questo permise a<strong> Isola del Liri</strong> di essere conosciuta come una piccola <strong><em>“Manchester d’Italia”.</em></strong></p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Cosa vedere a Isola del Liri</strong></h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p style="font-weight: 400;">Il punto di partenza non può che essere la <strong>Cascata Grande.</strong> E per apprezzarla nel migliore dei modi bisogna arrivare nel centro storico e cercare diverse prospettive sul salto. Dal <strong>Ponte Napoli</strong> e dalla zona di <strong>Corso Roma</strong> si può guardare la cascata nella sua interezza, mentre altri affacci permettono di avvicinarsi di più al corso d’acqua.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poco più avanti troviamo il <strong>Castello Boncompagni Viscogliosi,</strong> che venne eretto uno sperone di travertino proprio nel punto in cui il Liri si divide. È probabilmente il luogo che più racconta il rapporto tra la storia di Isola e del suo fiume. La costruzione risale al medioevo e nel corso dei secoli fu legata prima ai <strong>Della Rovere,</strong> poi ai <strong>Boncompagni</strong> entrando a far parte del Ducato di Sora.</p>
<p style="font-weight: 400;">Imperdibile poi è la <strong>Cascata del Valcatoio</strong>, il secondo salto creato dalla biforcazione del Liri. Qui il paesaggio cambia. L’acqua non precipita con un unico salto verticale, ma percorre un piano inclinato lungo quasi 160 metri, superando <strong>un dislivello di circa 27 metri.</strong> Il percorso si lega alla storia industriale del paese e porta all’area del parco fluviale. Qui ci sono testimonianze delle antiche attività legate alla lavorazione della carta. Da non perdere anche il <strong>Museo della Civilità della Carta e delle Telecomunicazioni,</strong> dedicato a questa attività che ha segnato la vita e lo sviluppo economico di <strong>Isola del Liri.</strong></p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Perché arrivare in moto all’Isola del Liri</strong></h3>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Isola del Liri</strong> è una destinazione che funziona molto bene anche come semplice tappa, ma soprattutto può diventare il punto di arrivo di un itinerario più ampio attraverso la <strong>Ciociaria</strong>. Il bello per chi viaggia in modo è non considerare l’autostrada come l’unica possibilità. La <strong>SR82 della Valle del Liri</strong> rappresenta una delle direttrici più belle per entrare nel territorio, collegando Isola del Liri con Sora verso nord e con la zona di Arce verso sud.</p>
<p style="font-weight: 400;">Arrivare qui in moto significa poter rendere il viaggio verso l’Isola parte integrante dell’esperienza. La <strong>Valle del Liri</strong> offre strade attraverso colline e piccoli centri. Il consiglio è quello di evitare di avere fretta e godersi il panorama circostante. Perché <strong>Isola del Liri</strong> non è una meta da spuntare sulla cartina, ma un luogo da gustarsi grazie a strade secondare e lasciandosi conquistare dal paesaggio.</p>
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		<title>Il borgo autunnale ideale è in Campania: vino e tradizioni arcaiche vi attendono a Guardia Sanframondi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 12:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’autunno è il periodo perfetto per perdersi tra le stradine di uno dei borghi più belli del beneventano. Il piccolo centro, infatti, è circondato da floridi vigneti, che accolgono i bikers che amano il buon cibo e il vino e che non aspettano altro che visitare le rinomate cantine nel pieno della loro attività stagionale.</p>
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<h2>Guardia Sanframondi, tra atmosfere medievali e paesaggi pittoreschi</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>Guardia Sanframondi</strong> è un borgo di stampo longobardo. L’area in cui sorge l’attuale comune, in realtà, era abitata già durante la Preistoria, ma fu sotto il dominio della <strong>casata normanna dei Sanframondo</strong> che il centro urbano acquisì l’attuale denominazione. Al 1139, invece, risale la costruzione dell’imponente castello intorno al quale, ancora oggi, è possibile ammirare il centro storico. Fu il Seicento, tuttavia, il periodo più ricco per il borgo, grazie all’attività della <strong>concia delle pelli</strong>. In quegli anni furono restaurati una serie di edifici e furono costruiti nuovi palazzi.</p>
<p>Oggi Guardia Sanframondi è conosciuto per la <strong>produzione di vino e olio</strong>. La <strong><em>Falanghina del Sannio</em></strong>, in particolare, viene esportata in tutto il mondo e rappresenta uno dei prodotti enologici più pregiati d’Italia. Tra le uve bianche, spiccano anche il <em>Fiano</em>, il <em>Greco</em> e la <em>Coda di Volpe</em>, mentre tra le uve rosse si distinguono l’<em>Aglianico</em> e il <em>Piedirosso</em>. Il borgo, inoltre, è inserito nell’associazione <strong><em>Città del Vino</em></strong>. Anche la produzione di <strong>olio extravergine di oliva</strong>, effettuata tramite spremitura a freddo, rientra tra le eccellenze di Guardia Sanframondi. Grazie all’impiego delle antiche tecniche, il prodotto ottenuto si contraddistingue dagli altri oli per il suo profumo di erba e mandorla ed è perfetto da abbinare a salumi, carni e formaggi locali.</p>
<h3>Cosa vedere a Guardia Sanframondi</h3>
<h4>Castello Normanno</h4>
<p>Il<strong> Castello Normanno</strong> fu edificato nel XII secolo nel punto più alto del borgo. Oggi, purtroppo, non rimangono che i resti di mura, torri di controllo e fossato, ma la fortezza offre una vista privilegiata sulla valle.</p>
<h4>Edifici religiosi</h4>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>La <strong>Chiesa di San Sebastiano</strong>, costruita nel XVII secolo, è uno degli edifici più belli bel borgo. All’interno conserva opere di particolare pregio, come gli stucchi di Domenico Antonio Vaccaro e la volta affrescata da Paolo De Matteis. La <strong>Chiesa dell’Ave Gratia Plena</strong>, risalente al XV secolo, sorge nel cuore del centro storico e ospita un bellissimo organo di legno. Oggi la struttura viene usata come centro culturale. La <strong>Chiesa di San Rocco</strong>, costruita nel XVI secolo, si contraddistingue per la pianta ottagonale ed è situata nella suggestiva Piazza Croce.</p>
<p>Ma è la <strong>Basilica Santuario dell’Assunta</strong> la vera custode delle tradizioni religiose di Guardia Sanframondi. Qui, infatti, c’è la Statua della Vergine Assunta, in onore della quale, ogni sette anni, si tengono i suggestivi “<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riti_settennali_di_penitenza_in_onore_dell%27Assunta"><strong><em>Riti Settennali di Penitenza</em></strong></a>”. Si tratta di una manifestazione religiosa che si tiene ogni sette anni e che affascina non solo i fedeli ma anche i turisti che si recano nel piccolo borgo. In particolare, vengono organizzate delle processioni, durante le quali la <strong>statua della Madonna dell’Assunta</strong> viene portata tra le strade del paese. La particolarità di questo rito sta nella presenza dei cd. <strong><em>battenti</em></strong>, i devoti che, durante il tragitto, si trafiggono il petto con una spugna ricoperta di spilli, in segno di penitenza e richiesta di grazia. I riti si svolgono dal lunedì dopo il 15 agosto fino alla domenica successiva e i prossimi sono previsti per il 2031.</p>
<h4>Ponte Ratello</h4>
<p>Il <strong>Ponte Ratello</strong> è uno dei posti più panoramici di Guardia Sanframondi ed è da qui che ho scattato foto ricordo straordinarie. Offre uno scorcio pittoresco sul centro del borgo e, sono sicura, verrete ammaliati dallo scroscio della cascata adiacente e dall’atmosfera rilassante che il paesaggio circostante regala.</p>
<h4>Musei</h4>
<p>Nella zona più moderna di Guardia Sanframondi, si trova la <strong>Pinacoteca</strong> istituita presso la Casa Comunale, dove sono conservate le opere di Paolo De Matteis. Merita una visita anche il <strong>Museo delle Farfalle</strong>, che conserva circa 1000 esemplari di lepidotteri.</p>
<h2>Perché arrivare in moto a Guardia Sanframondi</h2>
<p>Guardia Sanframondi è la meta perfetta da inserire in un <strong>viaggio in moto alla scoperta del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/quando-il-male-diventa-bene-arroccata-sulle-colline-del-sannio-ce-la-citta-delle-streghe-un-luogo-che-ha-cambiato-la-storia/">Sannio</a></strong>, nel beneventano. Le due ruote, infatti, consentiranno un’immersione completa nei fantastici paesaggi collinari. Il borgo si raggiunge facilmente da Benevento o Napoli tramite la<strong> SS372 Telesina</strong> e, poi, la <strong>SP87</strong>. Una volta arrivati nei pressi del centro storico, tuttavia, consiglio di parcheggiare la moto e proseguire a piedi, perché i vicoletti sono caratterizzati da una serie di scalinate in pietra. In autunno, inoltre, suggerisco di controllare sempre il meteo prima di partire perché in zona non sono rare precipitazioni a carattere temporalesco. Per la tipologia di viaggio, sono ideali <strong>naked</strong>, <strong>crossover stradali</strong> o <strong>touring di media cilindrata</strong>.</p>
<p><strong><em>[foto copertina @Giambattista Lazazzera / Shutterstock.com, solo per uso editoriale]</em></strong></p>
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		<title>Il foliage è l&#8217;attrazione principale dell&#8217;autunno, ecco 5 itinerari per viverlo al meglio</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/il-foliage-e-lattrazione-principale-dellautunno-ecco-5-itinerari-per-viverlo-al-meglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’autunno è una stagione particolarmente amata dai viaggiatori, soprattutto per gli scenari che la natura regala in questo nostalgico periodo dell’anno. Tra settembre e novembre, infatti, i giardini, le vallate e le colline si tingono di meravigliose sfumature che vanno dal rame all’oro. Se volete concedervi una pausa (anche breve), vi mostriamo i luoghi più</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>autunno</strong> è una stagione particolarmente amata dai viaggiatori, soprattutto per gli scenari che la natura regala in questo nostalgico periodo dell’anno. Tra settembre e novembre, infatti, i giardini, le vallate e le colline si tingono di meravigliose sfumature che vanno dal rame all’oro. Se volete concedervi una pausa (anche breve), vi mostriamo i luoghi più belli d’Italia dove ammirare il<strong> foliage</strong> e i suoi magici panorami. Ecco 5 viaggi in moto autunnali che vi lasceranno senza parole!</p>
<h2><strong>I 5 viaggi in moto da intraprendere in autunno alla scoperta del foliage</strong></h2>
<p>Siamo sopravvissuti al caldo asfissiante di questa estate, ma non è detto che continuerà ad accompagnarci il bel tempo anche in autunno. Per questo motivo, è importante, anche se si viaggia in giornata, partire preparati circa abbigliamento, manutenzione del veicolo e accorgimenti pratici e seguire la nostra classica guida ai <a href="https://www.trueriders.it/news/viaggi-in-moto-in-autunno/" target="_blank" rel="noopener"><strong>consigli per viaggiare in autunno</strong></a>. Ma scopriamo quali itinerari in moto meritano di essere percorsi nella stagione del foliage.</p>
<h3><strong>Valle di Funes, in Alto Adige</strong></h3>
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<p>Nella terra natale di Reinhold Messner, uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi, l&#8217;autunno ha un sapore speciale: quello del <strong><em>torggelen</em></strong>, l&#8217;antica tradizione altoatesina della convivialità a base di dolci, vino novello e caldarroste. Uno scenario da scoprire visitando <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/tra-le-montagne-dellalto-adige-un-piccolo-borgo-di-2000-abitanti-ti-fara-innamorare-delle-dolomiti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Funes</strong></a> &#8211; piccolo borghetto di 2.000 abitanti &#8211; e la sua vallata omonima, un luogo piccolo e custode di grande pace. Con l&#8217;arrivo della stagione autunnale, i boschi e le montagne si colorano di mille sfumature di rosso, arancione e giallo e, forse, una prima spruzzata di neve renderà le cime ancora più belle durante questo viaggio nel cuore dell&#8217;<strong>Alto Adige</strong>.</p>
<h3><strong>Cremona: la città d&#8217;arte celebre per Stradivari&#8230; e per il torrone</strong></h3>
<p>Il suono delicato di un violino, il gusto dolce e croccante di un pezzo di torrone, la bellezza monumentale del Duomo e di uno dei campanili più alti al mondo: non è magia, è <strong>Cremona</strong>. Una città d&#8217;arte tra le più belle del Nord Italia, eppure non ancora così frequentata da definirla una meta di massa, la <strong>città delle 3T</strong> (Torrone, Tognazzi e Torrazzo, ovvero il campanile del Duomo) è perfetta da visitare nel periodo autunnale. Cosa c&#8217;entra con le moto? Il viaggio è relativamente semplice, dista infatti meno di due ore da Milano e si può raggiungere sia direttamente sia passando per Pizzighettone oppure per Crema e proseguire lungo la bellissima zona verde del <a href="https://www.parcoaddasud.it/"><strong><em>Parco Regionale Adda Sud</em></strong></a>.</p>
<h3><strong>In Puglia a ottobre, per scoprire la &#8220;Piccola Santorini&#8221; alle porte del Salento</strong></h3>
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<p>Il bianco delle case che affacciano sul vecchio porticciolo, l&#8217;azzurro del mare limpido e il blu scuro delle tipiche imbarcazioni dedicate alla pesca. <strong>Monopoli</strong> non è solo una delle più belle località della Puglia, ma sembra quasi una copia della greca Santorini, a cui è legata dai colori e dall&#8217;atmosfera marittima perfetta anche a stagione turistica conclusa. A un tiro di schioppo da Bari, facilmente raggiungibile in moto, la piccola località che ci ricorda l&#8217;intramontabile gioco da tavolo è una città unica (<em>Mono+poli</em>s = città unica, in greco) dove ammirare uno splendido borgo storico medievale, caratterizzato da molte chiese e palazzi di pregio, con un porto tra i più attivi della regione. Il tutto, senza rinunciare ai sapori tipici di questa terra, fatti di ingredienti genuini.</p>
<h3><strong>La Valle d&#8217;Aosta è ideale non solo in inverno ma anche in autunno</strong></h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Un po&#8217; francese nelle ambientazioni e nell&#8217;identità generale del territorio, un po&#8217; italiana nella sua storia e nell&#8217;appartenenza: è la <strong>Valle d&#8217;Aosta</strong>, una regione piccola e incastonata tra le Alpi. Qui i Savoia realizzarono, durante il loro secolare controllo sul territorio, moltissimi castelli. Tra questi, ce n&#8217;è uno apparentemente antico, ma che in realtà ha poco più di 100 anni: è il <a href="https://valledaostaheritage.com/castel-savoia/?utm_source=GoogleProfile&amp;utm_campaign=Savoia"><strong>Castel Savoia</strong></a>, che venne realizzato per volontà della Regina Margherita, moglie di Umberto I e madre di Vittorio Emanuele III. Un castello davvero molto particolare, che si trova a <strong>Gressoney-Saint-Jean</strong>, ai piedi del Monte Rosa, a quasi 1.400 metri d&#8217;altitudine, ma anche vicinissima, anche se solo geograficamente (la strada per arrivarci è molto più lunga) alla Valsesia piemontese. Una zona che, anche in autunno, si mostra al meglio della sua bellezza e che incanta i visitatori.</p>
<h3>Foliage e castagne in provincia di Lucca</h3>
<p>Quando si pensa all&#8217;autunno è impossibile non menzionare le <strong>caldarroste</strong>, le buone castagne delle zone verdi d&#8217;Italia. Come i boschi che circondano il piccolo borgo di <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/se-sei-sempre-stato-un-amante-delle-figurine-questo-piccolo-borgo-della-toscana-allora-non-devi-assolutamente-perdertelo/"><strong>Coreglia Antelminelli</strong></a>, nella provincia di Lucca, in Toscana, che è anche famoso per le <strong>figurine</strong>. Non le Panini, sia chiaro, ma le <em>figure di gesso</em>, una tradizione artigianale che risale al Trecento. Il <a href="https://cultura.gov.it/luogo/museo-della-figurina-di-gesso-e-dell-emigrazione-guglielmo-lera"><strong><em>Museo delle Figurine e dell&#8217;Emigrazione</em></strong></a> ricorda quest&#8217;arte, risalente addirittura al Medioevo, ma anche gli artisti emigrati negli USA, che portarono con sé una tradizione divenuta celebre oltreoceano. Ma non solo di arte vive l&#8217;uomo e le specialità a base di castagne di Coreglia Antelminelli e di questa zona degli Appennini vi rifocilleranno durante il vostro giro in moto.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-foliage-e-lattrazione-principale-dellautunno-ecco-5-itinerari-per-viverlo-al-meglio/">Il foliage è l&#8217;attrazione principale dell&#8217;autunno, ecco 5 itinerari per viverlo al meglio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Antichi mulini, ponti e chiese affrescate, questo borgo vicino ad Arezzo non ha ceduto alla modernità</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-delle-acque-vicino-ad-arezzo-questo-borgo-non-ha-ceduto-il-passo-alla-modernita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Toscana, con le sue colline ondulate, i vigneti dorati e i borghi storici, ha sempre esercitato un fascino irresistibile sui viaggiatori. Ma c'è un borgo nascosto tra le sue verdi vallate che promette un'esperienza unica, soprattutto se esplorato in sella a una moto. Grazie alle stradine acciottolate e ai ponti antichi, è una di quelle gemme nascoste che ti invita a rallentare e ad assaporare ogni momento. Curiosi di scoprire i luoghi più belli di questo incredibile comune? Il fascino ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nascosto tra le colline ondulate e i vigneti della <strong>Toscana</strong>, c’è un affascinante borgo che sembra uscito da un dipinto. Colpisce per gli edifici in pietra che hanno resistito, nei secoli, anche alla furia impetuosa del torrente, edificati tra i vicoletti acciottolati dove il tempo sembra essersi fermato. <strong>Loro Ciuffenna</strong> assicura un’esperienza unica, soprattutto se raggiunto in moto! Scopriamo i luoghi più belli di questo incredibile comune.</p>
<h2>Il fascino senza tempo di Loro Ciuffenna</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>Loro Ciuffenna</strong> si erge maestoso sulle rive del fiume Ciuffenna, in un contesto in cui le colline toscane gettano un&#8217;ombra verde e protettiva su un piccolo nugolo di case, dove il ritmo del passato è ancora oggi quello che scandisce la quotidianità. Questo borgo medievale conserva il suo fascino <em>d&#8217;antan</em>, proponendo una versione lenta del turismo e arricchendola con elementi pregevoli per una visita.</p>
<p>Uno dei simboli più importanti del borgo è il <a href="https://www.visitlorociuffenna.com/project/il-ponte-romanico/"><strong>Ponte Romanico</strong></a>, un antico ponte in pietra che attraversa il <strong>fiume Ciuffenna </strong>e regala viste a dir poco pittoresche. Immancabile, poi, una visita alla <strong>Chiesa di Santa Maria Assunta</strong>, architettura romanica con affreschi stupendi, una cappella gentilizia del castello dei Conti Guidi, con una facciata in arenaria che sopra ha una lunetta scolpita dell&#8217;Agnus Dei e la Croce. Nel XIV secolo, si è ampliata con una torre e il vecchio accesso si vede ancora. Ci sono <strong>affreschi tre-quattrocenteschi </strong>sulla parete destra, la <em>Visitazione di Santa Elisabetta</em> e un <em>Santo martire</em>, attribuiti a <strong>Mariotto di Cristofano</strong>. Ci sono anche <strong>due tavole di</strong> <strong>Carlo Portelli</strong> e un <strong>polittico di</strong> <strong>Lorenzo Bicci </strong>sulla <em>Madonna dell&#8217;Umiltà</em>.</p>
<p>Molto caratteristico, infine, è il <strong>mulino ad</strong> <strong>acqua</strong>, uno dei pochi mulini ancora funzionanti in Toscana dall&#8217;anno 1000. Situato su una gola del torrente Ciuffenna, è direttamente alimentato dal fiume, che qui corre in una sorta di gola o canyon dal grande impatto scenico.</p>
<h2><strong>Non solo borghi: cosa vedere nei dintorni</strong></h2>
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<p>Esplorando i dintorni del borgo, ci si immerge in un paesaggio toscano autentico e affascinante, ideale soprattutto per chi viaggia in moto. La Toscana centrale, infatti, permette di raggiungere con tempi di percorrenza relativamente brevi luoghi dal grande impatto scenico. <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/val-di-chiana/" target="_blank" rel="noopener">Arezzo</a></span></strong>, a soli 30 chilometri da Loro Ciuffenna, è famosa per la <strong>Chiesa di San Francesco</strong> con gli affreschi di Piero della Francesca e per la sua affascinante <strong>Piazza Grande</strong>.</p>
<p>Il <strong>Chianti</strong>, invece, è una sosta obbligatoria per gli amanti del vino. Le sue strade tortuose attraversano vigneti e oliveti, offrendo panorami mozzafiato e degustazioni di prodotti pregiati. Il <strong>massiccio del Pratomagno</strong>, poi, domina il paesaggio con la vetta principale, la <strong>Croce del Pratomagno</strong>, a 1.592 metri di altitudine. Dalla cima puoi goderti dei panorami che spaziano dal <strong>Lago Trasimeno</strong> al <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/toscana-in-moto/la-montagna-amiata-da-ogni-motociclista-per-un-percorso-dautunno-ideale-nel-cuore-della-toscana/" target="_blank" rel="noopener">Monte Amiata</a></strong></span>, per una vista mozzafiato. Una gran bella zona per il trekking, coi sentieri che attraversano boschi di faggi e prati alpini.</p>
<p>Nella frazione di Trappola (sopra Loro Ciuffenna), infine, c&#8217;è il <strong>Sentiero delle Tre Fonti</strong>. È un percorso escursionistico che conduce tra boschi rigogliosi e ti fa vedere <strong>tre sorgenti naturali</strong> immerse nel verde.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-delle-acque-vicino-ad-arezzo-questo-borgo-non-ha-ceduto-il-passo-alla-modernita/">Antichi mulini, ponti e chiese affrescate, questo borgo vicino ad Arezzo non ha ceduto alla modernità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>Ecco come scoprire l&#8217;Adriatico fuori stagione: il borgo fortificato del Molise dove il mare diventa meraviglioso</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-fortificato-dove-il-mare-e-piu-bello-tra-vicoli-in-pietra-e-brodetto-ladriatico-fuori-stagione-lo-scopri-da-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla scoperta di un luogo capace di unire il fascino di un castello fortificato alla bellezza del mare Adriatico. Situato sulla costa del Molise, questo Comune è tante cose insieme: la seconda città della regione per popolazione (dietro al capoluogo Campobasso), la sede di un porto commerciale importante, e la meta balneare per tanti turisti che arrivano da tutta Italia. Con l'itinerario che andiamo a mostrarti, l'occasione è ottima anche per gustare la cucina marinara locale, tra cui spicca ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-fortificato-dove-il-mare-e-piu-bello-tra-vicoli-in-pietra-e-brodetto-ladriatico-fuori-stagione-lo-scopri-da-qui/">Ecco come scoprire l&#8217;Adriatico fuori stagione: il borgo fortificato del Molise dove il mare diventa meraviglioso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È una delle mete più belle del <strong>Molise</strong>, capace di coniugare l’impeto del mare con il fascino del borgo fortificato. Tra le strade del centro storico che conducono al magnifico litorale, è possibile ammirare scorci fantastici e respirare un’atmosfera unica e genuina. Pronti a scoprire la destinazione perfetta per chi vuole unire in un unico viaggio momenti di relax, cultura e sapori del territorio? Si parte, cari TrueRiders!</p>
<h2>Cosa vedere a Termoli: il borgo antico e i suoi tesori</h2>
<p><strong>Termoli</strong> incanta con il suo <strong>borgo antico</strong>, un labirinto di viuzze che si sviluppa intorno al maestoso <strong>Castello Svevo</strong>, simbolo di questa città di circa 31 mila abitanti. Passeggiando tra le sue mura, si scoprono scorci sul mare Adriatico che regalano panorami indimenticabili.</p>
<h3>Il Castello Svevo</h3>
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<p>Il <strong>Castello Svevo</strong> di Termoli risale al XIII secolo; la sua struttura imponente in pietra calcarea e arenaria si staglia netta a caratterizzare il borgo medievale e l&#8217;illuminazione serale dona un ulteriore impatto scenografico. Di recente, è stato riaperto al pubblico con il <a href="https://www.mumatermoli.it/"><strong>Museo del Mare (MuMa)</strong></a>, che ospita un percorso espositivo dedicato alle risorse ambientali e culturali legate al mare, insieme a tre mostre permanenti.</p>
<h3>Una passeggiata nel centro di Termoli</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il borgo medievale di Termoli offre diverse attrazioni storiche, a partire dalla<strong> Cattedrale di Santa Maria della Purificazione</strong>, un gioiello romanico che custodisce le reliquie di San Basso, patrono della città. Ogni anno, il 3 e 4 agosto, si celebra la <em><strong>Festa di San Basso</strong></em>, con una suggestiva processione in mare che coinvolge tutta la comunità. E, poi, c&#8217;è <strong>il Belvedere dei Trabucchi</strong>; ricordiamo che i <em>trabucchi</em> (o <em>trabocchi</em>) sono strutture in legno utilizzate per la pesca con i metodi tradizionali tramandati nei secoli, che rendono la costa molisana e abruzzese particolarmente suggestiva. La <strong>spiaggia di Sant&#8217;Antonio</strong>, infine, è perfetta per una bella pausa rigenerante, anche fuori stagione, sfruttando i tiepidi raggi del sole invernali.</p>
<h3>A tavola a Termoli: il brodetto e le altre specialità</h3>
<p>Un viaggio a Termoli non può dirsi completo senza un assaggio del <em><strong>Brodetto alla termolese</strong></em> (di cui era goloso nientemeno che Lucio Dalla), una zuppa di pesce preparata con ingredienti freschissimi, dal sapore intenso che racconta il mare. Tra gli altri piatti tipici da provare, le <em><strong>pallotte cacio e ova</strong></em>, polpette di formaggio e uova, un classico della cucina abruzzese e molisana. E, poi, la <strong>scapece di pesce</strong>, ossia pesce marinato in aceto e zafferano, dal gusto intenso e deciso. Non può mancare, infine, la <strong>frittura di paranza</strong>, per gli amanti dei sapori autentici del mare Adriatico. Una volta che avrai gustato tutte le deliziose specialità termolesi, sarai pronto per un nuovo viaggio e c&#8217;è una <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/larte-ha-salvato-un-borgo-e-oggi-puoi-vederlo-nello-splendore-della-sua-rinascita/">località molisana</a> in particolare che ti consigliamo di visitare.</p>
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		<title>Un borgo incantato sul Lago di Garda: la città fiorita d&#8217;Italia ti aspetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 06:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le mete che più mi hanno affascinata, c’è Arco, che suggerisco di inserire come tappa del prossimo mototour. Assicura un viaggio avventuroso, all’insegna dell’adrenalina (qui, ogni anno, si tiene una delle competizioni sportive più prestigiose al mondo), ma anche del relax e della cultura, grazie alla presenza di numerose attrazioni storiche, testimonianze di un</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le mete che più mi hanno affascinata, c’è Arco, che suggerisco di inserire come tappa del prossimo mototour. Assicura un viaggio avventuroso, all’insegna dell’adrenalina (qui, ogni anno, si tiene una delle competizioni sportive più prestigiose al mondo), ma anche del relax e della cultura, grazie alla presenza di numerose attrazioni storiche, testimonianze di un futuro glorioso.</p>
<h2>Arco: l&#8217;incanto tra mari e monti</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p><strong>Arco</strong> è una pittoresca cittadina situata in provincia di Trento e si contraddistingue per la sua posizione arroccata tra le <strong>montagne</strong> e il <strong>Lago di Garda</strong>. È situata all’estremità della Val di Sarca ed è molto nota tra gli scalatori per le sue imponenti pareti rocciose. Sull’origine del nome di Arco ci sono diverse interpretazioni; per alcuni, sarebbe legato al termine latino “<em>arx</em>”, che vuol dire “<em>roccia</em>”, mentre per altri deriverebbe dagli archi delle case nel centro storico.</p>
<p>Oltre che per il passato vivace, che portò ad Arco illustri personalità (tra cui l’imperatrice Sissi, nel 1889), la cittadina si distingue per il suo animo combattente ed innovativo, che le ha consentito di imporsi come rinomata località turistica.</p>
<h3>Cosa vedere ad Arco</h3>
<h4>Palazzi storici</h4>
<p>Tra gli edifici storici, consiglio di visitare:</p>
<ul>
<li><strong>Palazzo Nuovo</strong> (conosciuto come “Giuliani Marcabruni”), attuale sede dell’Archivio Storico Comunale;</li>
<li><strong>Palazzo del Termine</strong>, costruito nel Quattrocento e caratterizzato da un cortile interno affrescato da Dioniso Bonmartini di Angrone;</li>
<li><a href="https://www.comune.arco.tn.it/Vivere-il-Comune/Luoghi/Il-Palazzo-di-S.Pietro-o-Palazzo-Marchetti"><strong>Palazzo Marchetti (o di San Pietro)</strong></a>. Risalente al Cinquecento, si contraddistingue per i comignoli in cotto e il sottogronda affrescato;</li>
<li><strong>Palazzo dei Panni</strong>, edificato per volere di Giambattista d’Arco, divenne un lanificio nel XVIII secolo. Oggi ospita la Biblioteca Civica.</li>
</ul>
<h4>Quartiere Stranfora</h4>
<p>Situato nel cuore di Arco, il <strong>quartiere Stranfora</strong> è uno dei luoghi più affascinanti del centro storico. Si raggiunge dal castello e si contraddistingue per le stradine medievali che, nel periodo natalizio, ospitano un fiabesco <strong>presepe vivente</strong> e i <strong>tradizionali mercatini</strong>. Qui si trovano la <strong>Porta Stranfora</strong> (l’unica delle quattro rimasta intatta) e il <strong>lavatoio</strong> dove, un tempo, le donne si recavano per fare il bucato.</p>
<h4>Castello di Arco</h4>
<p>L’attrazione principale di Arco è il <strong>castello</strong> arroccato su una panoramica rupe, che domina l’intera valle dell’Alto Garda. Edificato nell’XI secolo per scopi difensivi, nel tempo si tramutò in un vero e proprio villaggio. Si contraddistingue per la sua imponente struttura e per l’enorme sistema di cisterne, canali, residenze, depositi, botteghe, forni, granai e orti.</p>
<p>Anche il percorso per raggiungere la struttura è incantevole, immerso tra gli ulivi secolari e i vigneti. I primi proprietari del castello furono i Conti di Arco, una delle famiglie più in vista del Trentino per, poi, divenire dimora di varie famiglie. L’ultima a risiedervi (nel 1982) fu la contessa Giovanna d’Arco, marchesa di Bagno. Attualmente appartiene al Comune. Tra gli ambienti da visitare, c’è la <strong>Torre Grande</strong>, che contiene affreschi trecenteschi che illustrano scene di corte di dame e cavalieri e tornei, e la <strong>Torre Renghera</strong>.</p>
<h4>Rilke Promenade</h4>
<p>Arco è circondato da paesaggi meravigliosi e sentieri affascinanti. Se avete voglia di una passeggiata romantica, non potete perdervi la <strong>Rilke Promenade</strong>. Definito come “percorso letterario”, attraversa tutti i luoghi visitati dal<strong> poeta boemo Rainer Maria Rilke</strong>. Ha una lunghezza di circa 5 chilometri e, partendo dal centro storico, arriva nei pressi del Castello e attraversa il suggestivo Eremo di San Paolo.</p>
<h2>Perché arrivare in moto ad Arco</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Arco è facilmente raggiungibile in moto tramite la <strong>SS45bis della Gardesana Occidentale</strong>. Il centro, tuttavia, va visitato a piedi, ma all’esterno dell’abitato ci sono una serie di parcheggi (sia a pagamento sia gratuiti). Per il viaggio, sono da preferire crossover, da turismo di media cilindrata o naked.</p>
<p>Arco è una tappa perfetta di un giro in Trentino più ampio. Nei dintorni, infatti, ci sono una serie di posti che meritano una visita, come le cascate del Varone, il <strong>Lago di Tenno</strong>, i meravigliosi <strong>borghi del <a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/un-capolavoro-di-ingegneria-sul-lago-di-garda-lottava-meraviglia-del-mondo-da-scoprire-in-moto/">Lago di Garda</a></strong> e la città di <strong>Trento</strong>.</p>
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		<title>La bellissima valle del tempo da vivere tra orologi, boschi e silenzi</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/la-bellissima-valle-del-tempo-da-vivere-tra-orologi-boschi-e-silenzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Galeani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 16:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo ormai imparato a scoprire luoghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente. E non perché gli orologi si sono fermati, ma perché tutto ciò che circonda certi luoghi invita a rallentare. Basta infatti una strada che si infila tra i boschi, il profilo delle montagne, delle case in pietra ed un silenzio che in</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Abbiamo ormai imparato a scoprire luoghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente. E non perché gli orologi si sono fermati, ma perché tutto ciò che circonda certi luoghi invita a rallentare. Basta infatti una strada che si infila tra i boschi, il profilo delle montagne, delle case in pietra ed un silenzio che in città sembra difficile da trovare. Oggi siamo nella <strong>Val Pesarina,</strong> nel cuore della <strong>Carnia, in Friuli Venezia Giulia.</strong> Una valle raccolta ai piedi delle <strong>Dolomiti Pesarine,</strong> attraversata dal torrente Pesarina e accompagnata da piccoli borghi dove le tradizioni tipiche montane sono ancora parte integrante del paesaggio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ciò che colpisce molto in questo luogo non è solo il fatto che il tempo sembra rallentare. Qui il tempo si può vedere, ascoltare e persino percorrere. Il motivo è <strong>Pesariis</strong>, una piccola frazione di <strong>Prato Carnico</strong> che è conosciuta come il <strong><em>“paese degli orologi”</em></strong>. Qui per molti secoli tante generazioni di artigiani hanno costruito orologi da parete, da torre e poi sistemi sempre più moderni. Questo ha trasformato una valle di montagna in uno dei centri più importanti dell’orologeria italiana.</p>
<h2 style="font-weight: 400;"><strong>Una valle dove il tempo sa fare il suo mestiere</strong></h2>
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<p style="font-weight: 400;">La <strong>Val Pesarina</strong> è una delle valli della Carnia ed il suo centro si sviluppa principalmente nel comune di Prato Carnico, sviluppandosi tra boschi, prati e montagne che appartengono alle <strong>Dolomiti Pesarine.</strong> È un territorio che conserva ancora una forte identità alpina. Le architetture, inoltre, raccontano il rapporto secolare con la montagna, mentre le strade che salgono verso frazioni più alte conducono progressivamente lontano dalle zone trafficate e dal caos urbano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il cuore della valle è però <strong>Pesariis</strong>. Qui l’attività orologiaia ha radici che risalgono addirittura alla seconda metà del Seicento. Gli abitanti del paese acquisirono probabilmente parte delle proprie capacità nel periodo delle migrazioni stagionali verso l’area tedesca. Questo permise di sviluppare una produzione autonoma di orologi meccanici. Nel <strong>1725 iniziò, poi, ufficialmente l’attività della fabbrica dei Solari,</strong> destinata a diventare il nome più famoso della storia industriale della valle.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il rapporto tra acqua, boschi ed artigianato è un altro elemento importante della storia locale. La prima <strong>“Faria”</strong> <strong>dei Solari</strong>, a circa un chilometro da <strong>Pesariis</strong>, sfruttava la forza dell’acqua del rio Possâl per attivare una ruota con pale in legno. Questo dimostra che la natura è stata una parte concreta della vita e del lavoro di chi ha abitato la valle.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Cosa vedere a Val Pesarina </strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Questa valle non è solo una destinazione da visitare mettendo semplicemente una serie di attrazioni in fila. È una valle da attraversare con calma, alternando borghi, piccoli musei, passeggiate e strade panoramiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prima tappa è sicuramente <strong>Pesariis</strong>. Passeggiare lungo le sue vie significa entrare in una sorta di museo all’aperto dedicato alla misurazione del tempo. Il <strong>Percorso dell’Orologeria Monumentale</strong> accompagna chi viene in visita tra orologi collocati negli spazi del paese, trasformando facciate, piazze ed angoli del borgo in delle vere e proprie stazioni di un’esposizione a cielo aperto.</p>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p style="font-weight: 400;">Tra gli orologi più curiosi c’è quello a vasche d’acqua che si ispira al principio della clessidra. Il flusso riempie progressivamente una serie di vasche, utilizzando l’acqua come strumento fondamentale per scandire il passare delle ore.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo aver scoperto gli orologi all’aperto, vale la pena entrare nel <strong>Museo dell’Orologeria Pesarina.</strong> Qui la collezione segue l’evoluzione dell’orologeria locale attraverso circa tre secoli. Dai primi orologi a pendolo del Settecento agli orologi da campanile, fino ad arrivare ai sistemi a scatto di cifre ed alla produzione più moderna. La visita consente di dare un senso ed un significato più profondo a quello che si osserva per l vie di Pesariis.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Casa Bruseschi</strong> è l’altro piccolo museo, il museo della casa carnica. Qui troviamo un’importante testimonianza della vita quotidiana dell’epoca, con ambienti, arredi e oggetti che consentono di entrare in una dimensione domestica lontana anni luce da quella che noi oggi viviamo. La casa completa perfettamente la visita di <strong>Pesariis</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Abbiamo poi <strong>Osais</strong>, dove si trova la <strong>chiesa di San Leonardo</strong> che custodisce importanti testimonianze artistiche e racconta bene la ricchezza culturale che si diffonde nei paesi della <strong>Carnia</strong>. La valle offre, poi, diverse possibilità per gli amanti delle camminate. Dal fondovalle si può passare rapidamente a paesaggi più selvatici con boschi e sentieri che portano fino alle montagne. Si può scegliere anche un itinerario sul <strong>Clap Grande</strong> a più di 1.700 metri di quota.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>Perché arrivare in moto a Val Pesarina </strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Il motivo è semplice. Qui la strada fa veramente parte del viaggio. Il bello per noi amanti delle due ruote è quando il paesaggio urbano lascia spazio alla montagna. Le curve diventano una parte naturale del percorso, la strada tende a restringersi ed il ritmo cambia totalmente ma anche in modo progressivo, quasi senza accorgersene.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non bisogna però affrontare questa destinazione andando ad affrontare le curve in modo spettacolare o cercando il passo più impegnativo. La <strong>Val Pesarina</strong> va interpretata in modo diverso. È una strada da gustarsi con calma, fermandosi nei piccoli paesi e lasciando spazio al paesaggio che ci circonda.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un altro grande vantaggio di questa valle è che non obbliga a scegliere tra guida e scoperta del territorio. Una giornata può iniziare con le curve della <strong>Carnia</strong>, proseguire con il museo dell’orologeria, continuare con un piccolo trekking nel bosco e chiudere con grande calma in un piccolo borgo godendosi il silenzio.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-bellissima-valle-del-tempo-da-vivere-tra-orologi-boschi-e-silenzi/">La bellissima valle del tempo da vivere tra orologi, boschi e silenzi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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		<title>La Venenzia in miniatura a 70 chilometri dall’originale: sembra impossibile, ma è davvero una meta meravigliosa</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/la-venenzia-in-miniatura-a-70-chilometri-dalloriginale-una-meta-ideale-per-scoprire-cosa-ce-oltre-la-laguna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venezia è una delle città più amate dai turisti, ma la "laguna" offre anche altre perle, che meritano di essere scoperte. In particolare, la nostra attenzione si rivolgerà ad antichi mandamenti, suddivisioni amministrative del passato che celano città meravigliose. Visiteremo le spiagge e le città d'arte, raggiungeremo monumenti incredibili e opere della natura e ci faremo conquistare dal Veneto più autentico. Il nostro non sarà un tour 'mototuristico' nel senso più tradizionale, non ...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-venenzia-in-miniatura-a-70-chilometri-dalloriginale-una-meta-ideale-per-scoprire-cosa-ce-oltre-la-laguna/">La Venenzia in miniatura a 70 chilometri dall’originale: sembra impossibile, ma è davvero una meta meravigliosa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete voglia di scoprire un lato meno turistico del <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/tutto-il-veneto-strada-per-strada-questi-7-passi-di-montagna-ti-faranno-vivere-una-regione-di-emozioni-purissime/"><strong>Veneto</strong></a>, dovete assolutamente spostarvi nella zona orientale. Anche qui il paesaggio è caratterizzato da canali, ma si snoda attraverso piccoli centri con stradine che invitano a parcheggiare la moto per essere esplorate in ogni angolo. Viaggiando a ritmo lento, si arriva in una cittadina dall’atmosfera davvero suggestiva, che conserva fiera le tradizioni, ideale per una pausa rigenerante. Pronti a lasciarvi travolgere dai suoi scorci?</p>
<h2>Alla scoperta della &#8220;Venezia in miniatura&#8221; nell&#8217;entroterra</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>76 chilometri di strada, 55 in linea d&#8217;aria: è la distanza che separa Venezia e <strong>Portogruaro</strong>. Qui, nel cuore della pianura del Veneto, troviamo una città che fa dei suoi numerosi <strong>fiumi e canali</strong> una vera e propria attrazione. Tutto nasce dal fiume <strong>Lemene</strong>, che attraversa la città da nord a sud, suddividendosi in due rami verso viale Udine. Uno tocca la parte esterna del centro storico, l&#8217;altro lo divide esattamente a metà, attraversato da piccoli ponticelli che regalano scorci poetici.</p>
<p>Altri canali più piccoli, poi, si diramano nel centro storico, offrendo vedute su abitazioni private, locali e portici. E infine, il Lamene e l&#8217;altro fiume, il <strong>Reghena</strong>, si incontrano a sud della città, aprendo un ulteriore scenario di bellezza blu.</p>
<h3>Cosa vedere a Portogruaro</h3>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Fulcro della città è la zona del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_di_Portogruaro"><strong>Duomo di Sant&#8217;Andrea</strong></a>, sulla quale svetta non solo la chiesa simbolo di Portogruaro con il suo imponente campanile, ma anche la storica <em><strong>Casa del mutilato</strong></em> e i gemelli <strong>Mulini di Sant&#8217;Andrea</strong>, costruiti nel XV secolo per sfruttare l&#8217;acqua del Lemene come motore delle ruote.</p>
<p>Oggi sede di collezioni d&#8217;arte contemporanea, sono un punto idilliaco, perfetto per una foto o una passeggiata romantica. Bellissimo è anche l&#8217;<strong>Oratorio della Pescheria</strong>, edificio in legno di inizio XVII secolo, di fronte al fiume, con un delizioso campanile &#8220;a vela&#8221; sulla parte sommitale della facciata.</p>
<h2 id="h-tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sul-veneto-orientale" class="">Il fiume sacro dell&#8217;Italia e le spiagge più amate dai tedeschi</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p class="">Il <strong>Basso Piave</strong> e il <strong>Veneto Orientale</strong> sono due territori che si equivalgono in termini geografici e storici. Il &#8220;<em><strong>fiume sacro</strong></em>&#8220;, sulle cui sponde si sono combattute le pagine più tragiche della Grande Guerra, sfocia proprio nei pressi di <strong>Cortellazzo</strong>, frazione di Jesolo. Quella che, fino a una decina di anni fa, i legislatori volevano trasformare in provincia è oggi parte della città metropolitana di Venezia. Tra i comuni più grandi, che ne sono i capoluoghi storici, spiccano <strong>San Donà di Piave</strong> e <strong>Portogruaro</strong>.</p>
<p class="">Tali territori, che fino all&#8217;Ottocento erano divisi tra Friuli e Treviso, oggi hanno una sorta di identità comune. A unirli non solo la vicinanza al Piave, ma anche architetture, tradizioni e clima, oltre alle <strong>attrattive turistiche</strong>. Da segnalare la forte presenza di <strong>strutture ricettive</strong>, soprattutto balneari. Le <strong>spiagge di Jesolo</strong>, <strong>Cavallino-Treporti</strong>, <strong>San Michele al Tagliamento</strong> e <strong>Caorle</strong> sono, infatti, tra le più frequentate d&#8217;Europa, con una ricca presenza di turisti tedeschi e austriaci. Decine di chilometri di arenili ampi e sabbiosi, collegamenti frequenti e strutture d&#8217;eccellenza hanno reso questo angolo del Veneto molto noto.</p>
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		<item>
		<title>Il borgo scolpito nella pietra nel cuore del Trentino: alla scoperta di Rango</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/il-borgo-scolpito-nella-pietra-nel-cuore-del-trentino-alla-scoperta-di-rango/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 06:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Trentino sorge uno dei borghi più autentici dell’architettura rurale, dove si respirano ancora le vecchie tradizioni contadine, protette con cura e gelosia. La caratteristica principale di questo luogo sospeso nel tempo è la calma, quella che consiglio anche durante la visita. Rango, infatti, è una destinazione che va scoperta lentamente, passeggiando senza meta tra</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-conosci-per-le-sue-montagne-ma-il-trentino-e-anche-terra-di-laghi-lui-e-il-piu-grande-e-ha-tantissimo-da-mostrare/"><strong>Trentino</strong></a> sorge uno dei borghi più autentici dell’architettura rurale, dove si respirano ancora le <strong>vecchie tradizioni contadine</strong>, protette con cura e gelosia. La caratteristica principale di questo luogo sospeso nel tempo è la calma, quella che consiglio anche durante la visita. <strong>Rango</strong>, infatti, è una destinazione che va scoperta lentamente, passeggiando senza meta tra i vicoletti e lasciandosi guidare dall’odore dei piatti preparati ancora secondo le ricette tradizionali. Pronti a immergervi in un presepe in miniatura?</p>
<h2>Rango: un viaggio nel tempo alla scoperta di un borgo incantato</h2>
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<p>Rango è una <strong>piccola frazione del comune di Bleggio Superiore</strong>, in provincia di Trento, nel cuore dell’<strong>altopiano del Bleggio</strong>. Inserito tra i <em>Borghi più Belli d’Italia</em>, ha origini molto antiche (i primi villaggi risalirebbero al 2300 a.C., mentre l’impianto urbano al II millennio d.C.) ed è stato a lungo un’importante tappa della “<em>via Imperiale</em>”, frequentata da commercianti, pellegrini, contadini e pastori. Sicuramente, l’allevamento e l’agricoltura sono stati per secoli le attività fondamentali per la vita della comunità e, ancora oggi, è possibile vederne le tracce nell’architettura del piccolo borgo.</p>
<p>La denominazione del borgo sarebbe, secondo gli esperti, di origine celtica, dal sostantivo “<em>ronda</em>”, che vuol dire “<em>limite</em>”. Si trova, infatti, al limite della Pieve del Bleggio. La <strong>gastronomia</strong> è, senza dubbio, una delle principali attrazioni di Rango, visto che sono numerose le prelibatezze che è possibile assaggiare. La specialità più nota sono le <strong>noci</strong> e, in particolare, la <strong>noce varietà Bleggiana</strong>, che si caratterizza per la forma molto piccola e il sapore speziato. Il prodotto ha anche ricevuto l’ambito riconoscimento di <em>Presidio Slow Food</em> e viene usato per preparare torte, biscotti, pane e anche un salame aromatizzato.</p>
<h3>Cosa vedere a Rango</h3>
<p>La bellezza di Rango è principalmente racchiusa nell’atmosfera senza tempo dei vicoletti lastricati, dove è ancora possibile respirare l’autentica atmosfera medievale. Al centro del borgo si accede tramite una <strong>scalinata in pietra</strong>, sovrastata da una bifora di origine rinascimentale. Passeggiando tra le stradine, ci si imbatte nei palazzi caratterizzati da corti interne, porticati, volti a botte (cd. <strong><em>portech</em></strong>). La struttura delle abitazioni rispecchia le esigenze della vita contadina di un tempo. Costruite in granito e calce, al piano terra avevano la cucina, la cantina (detta <strong><em>vòlt</em></strong>) e la stalla. È proprio tra i portici e le cantine che, ogni anno, vengono organizzati i <strong>mercatini di Natale</strong>.</p>
<p>Un’altra attrazione di Rango è la <strong>fontana quadrata situata in piazza</strong>, che un tempo veniva usata come abbeveratoio per gli animali, lavatoio e riserva per spegnere gli incendi. La <strong>Chiesa di Santa Lucia</strong>, invece, è l’edificio religioso più importante di Rango. Ha uno stile barocco e, sul retro, si trova il cimitero.</p>
<p>A Rango si trova anche il <a href="https://museodellascuola-rango.it/"><strong>Museo della Scuola</strong></a>, dove sono conservati banchi, sedie, libri, quaderni e tutto il materiale didattico utilizzato nei primi anni del Novecento dagli scolari.</p>
<h2>Perché arrivare in moto a Rango</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Inserire Rango in un mototour è la soluzione ideale per visitare lo straordinario territorio trentino. Per raggiungere il borgo da Trento, basta seguire la <strong>SS237 del Caffaro</strong> fino a Bleggio Superiore e, poi, la <strong>SP5</strong>. Il centro storico deve essere ammirato a piedi perché le strade sono molto strette, ma sono diversi i punti in cui è possibile trovare parcheggio. Per questa tipologia di viaggio, sono indicate <strong>moto da turismo</strong>, <strong>crossover di media cilindrata</strong> o <strong>naked</strong>.</p>
<p>Arrivando a Rango in moto, sarà più facile spostarsi per visitare il meraviglioso paesaggio circostante. La zona è perfetta per i bikers che sono appassionati anche di trekking e cicloturismo, perché presenta tantissimi percorsi. Da Rango, ad esempio, si raggiunge <strong>Cima Serà</strong>, il <strong>Passo Durone</strong> e <strong>Monte San Martino</strong>. Poco distante, inoltre, ci sono il <strong>Parco Naturale Adamello Brenta</strong>, il borgo di <strong>Balbido</strong> (conosciuto come “<em>il paese dipinto</em>”, per la presenza di affreschi sugli edifici) e le <strong>Terme di Comano</strong>, perfette per una pausa rilassante prima di ritornare in sella.</p>
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		<title>Dopo 3000 anni qui si parla ancora Greco: il luogo perfetto per fare un tuffo nel passato</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/dopo-3000-anni-qui-si-parla-ancora-greco-il-luogo-perfetto-per-respirare-un-po-di-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonia Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se in un italianissimo borgo si parla ancora una lingua ellenica, questi non può che essere definito l'Acropoli della Calabria. Partiamo alla scoperta di un'incantevole frazione, in provincia di Reggio Calabria, con soli 60 abitanti, in cui ancora resiste l'affascinante lingua degli antichi. Il viaggio vi regalerà emozioni uniche! Gallicianò, l'Acropoli di Calabria, dove ancora resiste l'antica lingua di Zeus   Che il sud Italia e, in particolare, la Calabria in antichità facessero ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Aspromonte</strong> regala sempre avventure pazzesche agli amanti delle due ruote, grazie ai suoi paesaggi selvaggi, misteriosi e imponenti. Ma il territorio ospita anche tesori storici di inestimabile valore, come l’<em><strong>Acropoli della Magna Grecia</strong></em>. Qui, tra case in pietra, antichi anfiteatri e panorami indimenticabili, gli abitanti parlano ancora<strong> l’antica lingua ellenica</strong>. Pronti per un viaggio nel tempo?</p>
<h2>Gallicianò: l&#8217;Acropoli della Calabria dove ancora resiste l&#8217;antica lingua di Zeus</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Che il sud Italia e, in particolare, la <a href="https://www.trueriders.it/destinazioni/la-citta-dei-murales-della-calabria-la-perla-del-tirreno-e-il-borgo-perfetto-per-un-weekend/">Calabria</a>, in antichità facessero parte della <strong>Magna Grecia</strong>, è noto; tutti, infatti, ricordiamo l&#8217;<strong>assedio di Siracusa del 212 a.C.</strong> e altre vicende storiche che hanno segnato il destino del meridione del Bel Paese. Diretta conseguenza della presenza di colonie elleniche fu la diffusione della <strong>lingua</strong> <strong>greca</strong>.</p>
<p>Pochi, tuttavia, sanno che esistono ancora piccole realtà in cui si parla questa antica lingua; non si tratta più, ovviamente, del greco degli antichi coloni, poiché le fusioni con le lingue locali sono state tante, più o meno incisive. Ma a <strong>Gallicianò</strong>, frazione del comune di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Condofuri"><strong>Condofuri</strong></a>, si parla ancora una lingua che assomiglia molto di più a quella degli abitanti del Peloponneso piuttosto che alla nostra.</p>
<p>Il piccolo paese, situato su un <strong>alto promontorio</strong>, ancora mantiene la sua struttura medievale, sebbene la zona risulti abitata sin dal <strong>Neolitico</strong>. La prima testimonianza documentale di Gallicianò risale al 1060, conservata nel <em>Brebion</em> <em>della Chiesa Metropolita Bizantina di Reggio Calabria</em>, del bizantinista André Guillou. Ma si sa con sicurezza che il centro doveva già esistere nel tempo della Magna Grecia, se non altro per la lingua che i pochissimi abitanti ancora parlano.</p>
<p>Secondo studi linguistici, infatti, è possibile datare l&#8217;origine di questo idioma all&#8217;VIII secolo a.C., nel periodo della Magna Grecia. Visitare Gallicianò oggi, quindi, significa respirare un&#8217;aria antica, grazie alla sua inalterata struttura urbanistica; in più, se sarete fortunati, potrete imbattervi in qualche <strong>abitante che conversa in lingua autoctona</strong>. Forse non capirete nulla, ma sarà straordinario, quasi esotico, assistere a una testimonianza unica come questa.</p>
<h2>Cosa vedere nel meraviglioso borgo</h2>
<p>Quali sono le attrazioni principali di Gallicianò? Ecco quelle imperdibili:</p>
<ul>
<li><strong>Chiesa ortodossa Madonna di Grecia (<em>Panaghìa tis Elladas</em>)</strong>. È un piccolo edificio inaugurato nel 1999, sui resti di una casa in pietra. Contiene diversi simboli in stile bizantino e che richiamano la tradizione greco-ortodossa. Tra le varie opere, spicca un affresco dei santi italo-greci;</li>
<li><strong>Chiesa di San Giovanni Battista</strong>. È la chiesa cattolica di Gallicianò, situata nella piazza principale. Ospita una statua di San Giovanni risalente al Settecento e due campane del Cinquecento e del Seicento;</li>
<li><strong>Anfiteatro</strong>. Vicino alla chiesa ortodossa, c’è un piccolo teatro intitolato al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, che visitò Gallicianò nel 2001. Non c’è una scena vera e propria, in modo tale che dal palco si ammiri il panorama del borgo;</li>
<li><a href="https://www.museionline.info/musei/museo-etnografico-merianou"><strong>Museo Etnografico “Anzel Bogasari Merianù”</strong></a>. Ospita una serie di utensili utilizzati per il lavoro nei campi o in cucina, che permettono di riscostruire la storia del piccolo borgo, oltre a zampogne e lire e a ricostruzioni delle vecchie abitazioni;</li>
<li><strong>Sorgente dell’Amore (<em>cànnalo tis agàpi</em>)</strong>. È la storia fontana di Gallicianò, dove le donne si recavano per raccogliere l’acqua e gli uomini potevano incontrarle indisturbati. Secondo la tradizione, i neo sposi, al termine del rito, si recano qui per giurarsi amore eterno.</li>
</ul>
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		<title>Monte Nerone: il giro in moto che pochi conoscono e tutti dovrebbero fare</title>
		<link>https://www.trueriders.it/destinazioni/monte-nerone-il-giro-in-moto-che-pochi-conoscono-e-tutti-dovrebbero-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Albera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 16:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Destinazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, tra Apecchio, Piobbico e Cagli, spicca il Monte Nerone, con i suoi i 1.525 metri di altitudine. La vetta vera e propria è occupata da antenne e strutture di telecomunicazione e non è completamente accessibile, ma le strade che risalgono il massiccio regalano diversi punti panoramici e sono perfette da fare</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/monte-nerone-il-giro-in-moto-che-pochi-conoscono-e-tutti-dovrebbero-fare/">Monte Nerone: il giro in moto che pochi conoscono e tutti dovrebbero fare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, tra Apecchio, Piobbico e Cagli, spicca il <strong>Monte Nerone</strong>, con i suoi i 1.525 metri di altitudine. La vetta vera e propria è occupata da antenne e strutture di telecomunicazione e non è completamente accessibile, ma le strade che risalgono il massiccio regalano diversi punti panoramici e sono perfette da fare in moto. Con un nome così, verrebbe da pensare a un itinerario&#8230; &#8220;di fuoco&#8221;, ma in realtà è un percorso molto gradevole e per tutti. Il nome deriva dall&#8217;antica parola umbra <em>Ner</em> che significava possente, forte, valoroso.</p>
<h2>Una montagna &#8220;possente&#8221; da conquistare curva dopo curva</h2>
<p><img style="width: 100%; height: auto; display: block;" 
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<p>Il Monte Nerone si trova nelle Marche, in provincia di Pesaro e Urbino, a poca distanza dal confine con l’Umbria. I suoi versanti appartengono ai territori comunali di Apecchio, Piobbico e Cagli e la conformazione calcarea della montagna ha creato nel tempo gole, forre e cavità naturali &#8211; come l&#8217;<strong>Arco di Fondarca</strong> ponte naturale alto oltre 30 metri e largo 15, residuo di una grotta crollata &#8211; che rendono il paesaggio particolarmente vario. Il percorso in moto può essere affrontato arrivando da diversi versanti, permettendo di fare un giro ad anello e di evitare di percorrere la stessa strada sia all’andata sia al ritorno. Uno dei percorsi più interessanti lo avevamo descritto nell&#8217;<a href="https://www.trueriders.it/itinerari-moto/itinerari-moto-italia/marche-in-moto/monte-nerone/"><strong>itinerario che passa da Cagli e Pianello</strong></a>. In alternativa un tracciato molto bello parte da Apecchio e sale verso il Monte Nerone, per poi scendere verso Piobbico.</p>
<h3>Cosa vedere al Monte Nerone</h3>
<ul>
<li><strong>Apecchio</strong> è uno dei punti di partenza ideali. Il borgo si trova ai piedi del Monte Nerone e conserva un centro storico raccolto, con il ponte medievale, la torre campanaria e Palazzo Ubaldini. All’interno del palazzo si trovano il Teatro Giuseppe Perugini e il Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone. Apecchio è inoltre Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.</li>
<li><strong>Piobbico</strong> sorge alla confluenza del Biscubio e del Candigliano. Il suo simbolo è Palazzo Brancaleoni, di origine medievale, con affreschi, decorazioni e testimonianze della famiglia che dominò il territorio. Nei dintorni si incontrano forre, pareti rocciose, canyon modellati dall’acqua e dall’erosione, mentre il territorio del Monte Nerone custodisce numerose cavità carsiche come la Buca delle Tassare, la Buca Grande e la Grotta degli Orsi.</li>
<li><strong>Cagli</strong>, altro borgo storico ai piedi del massiccio, ha il suo cuore nella Piazza Maggiore col Palazzo Pubblico, mentre poco fuori dall’abitato si trova l’Abbazia di San Pietro di Massa, le cui origini risalgono al Medioevo.</li>
</ul>
<h2>Perché arrivare in moto al Monte Nerone</h2>
<p>Le strade che risalgono il Monte Nerone passano da curve e tornanti a tratti più scorrevoli. Una delle salite più conosciute è quella da <strong>Pianello</strong>, lunga circa 15 chilometri, con un dislivello di circa 1.100 metri e una pendenza media indicata intorno al 7,6%. Un’altra possibilità è salire dal versante di Pian di Molino, mentre la strada da Piobbico presenta caratteristiche più impegnative. Per una giornata completa puoi fare un giro che tocca <strong>Apecchio, Monte Nerone e Piobbico</strong>, con eventuali deviazioni per Cagli o per le località naturalistiche lungo le pendici. Le condizioni della strada possono cambiare rapidamente salendo di quota, e anche il meteo merita un controllo prima della partenza: a oltre 1.500 metri le condizioni possono essere molto diverse rispetto alla valle. La mezza stagione è il momento ideale per fare questa strada, cogli il momento!</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it/destinazioni/monte-nerone-il-giro-in-moto-che-pochi-conoscono-e-tutti-dovrebbero-fare/">Monte Nerone: il giro in moto che pochi conoscono e tutti dovrebbero fare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.trueriders.it">TrueRiders</a>.</p>
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